Piani di cottura: tipi e modelli

I nostri nonni e i nostri genitori cucinavano con la classica cucina a gas, dotata di fornelli che sprigionavano una bella fiamma. Ma la tecnologia ha fatto passi da gigante in questi decenni e oggi possiamo disporre di piani di cottura tencologicamente avanzati, che permettono la cottura dei cibi basandosi su sistemi innovativi e differenti dal tradizionale. Vi sono infatti piani elettrici e a induzione che ormai affiancano, quando non sostituiscono, quelli tradizionali a gas. Vediamone le caratteristiche e le peculiarità di utilizzo in questo articolo di approfondimento.

Tipi di piani di cottura

Tipi di piani di cottura

Se ancora fino a 10 anni or sono la quasi totalità dei piani di cottura delle cucine presenti nelle case italiane era basato sul gas, che fosse metano o gpl non importa, negli ultimi anni la tecnologia ha prodotto sistemi di riscaldamento molto più avanzati e sicuri basati sull’elettricità.

Parliamo di piastre in vetroceramica o a induzione. Entrambe, come abbiamo detto sono alimentate a energia elettrica, ma la impiegano in maniera differente. Le prime per generare calore che viene trasmesso alle pentole, le seconde per creare campi magnetici che ne scaldano il fondo senza trasmettre calore.

Vediamo ora approfonditamente quali sono questi sistemi e come agiscono.

Piani di cottura a gas

Come detto, si tratta dei piani di cottura tradizionali, alimentati appunto dal gas. Il piano può essere allacciato appunto all’attacco del gas metano dell’impianto domestico, oppure se questo non c’è, alla bombola del gas che viene utilizzata anche per le stufe. Il consumo di gas nei piani di cottura non è elevato, ma essi presentano due grandi rischi, derivanti da:

  • presenza del fuoco vivo, che può intaccare sia gli elementi intorno alla zona di cottura, sia gli abiti di chi cucina
  • possibili perdite di gas, che come ben sappiamo potrebbero rivelarsi letali.

I piani a gas sono realizzati solitamente in acciaio inox o lamiera smaltata. I fuochi o bruciatori alimentati a gas in alcuni modelli si possono presentare anche misti a bruciatori alimentati a elettricità, i quali però consumano molto. I piani alimentati a gas possono anche essere in vetroceramica, ma i bruciatori saranno di tipo particolare.

Piani di cottura elettrici

Simili ai primi piani di cottura del genere, esistono ancora dei piani di cottura del tutto simili ai piani tradizionali a gas, dove però i bruciatori invece di generare i fuochi, sono alimentati dall’elettricità e si accendono diventando bollenti, con tanta dispersione di calore. Si tratta di piani che consumano davvero molta energia; sono quindi da preferire i piani in vetroceramica.

Piani di cottura in vetroceramica

La vetroceramica è il materiale di cui è costituito il piano di cottura alimentato a induzione o a elettricità. Resiste ovviamente alle alte temperature (fino a 500°C), alle sostanze acide e quindi ai detersivi, e agli urti.

I piani in vetroceramica sono solitamente ad incasso e si possono installare con una cornice in rilievo oppure a filo del top della cucina. Essi sono costituiti da una lastra lucida e liscia, che può essere nera o bianca, su cui poggiano poi le pentole. Le loro zone cottura sono solitamente disegnate direttamente sul piano, poiché vengono scaldate solo quelle zone e non altre.

Nei modelli alimentati dall’elettricità, sotto il piano in vetroceramica sono presenti delle lampade alogene a infrarossi (per questo detti “alogeni”) oppure delle resistenze (per questo detti “radianti”), che per mezzo appunto dell’energia elettrica si scaldano, facendo cuocere i cibi dentro alle pentole poggiate sopra.

Il riscaldamento avviene soltanto per le precise zone in cui sono posizionate le lampade o le resistenze, ma esistono delle zone di cottura estensibili all’occorrenza, per pentole più grandi.

Tra i vantaggi dei piani alimentati da elettricità, ci sono:

  • la grande velocità di riscaldamento del piano
  • la potenza di riscaldamento che può variare molto (generalmente in livelli da un minimo di 9 a un massimo di 17)
  • la presenza di una spia di calore residuo, che indica quando il fornello è attivo e si spegne soltanto quando la temperatura del piano è scesa sotto la soglia di sicurezza dei 60°C
  • l’assenza di fuoco vivo e dei conseguenti pericoli
  • l’assenza di gas e del pericolo di perdite
  • gli alimenti possono completare la cottura anche ad apparecchio spento, poiché il piano rimane molto caldo per alcuni minuti.

Tra gli svantaggi dei piani alimentati da elettricità, c’è il grande consumo di energia, comunque inferiore al passato, ma ancora molto elevato.

Piani di cottura a induzione

Il funzionamento alla base dei piani di cottura a induzione sfrutta le proprietà di un semplice campo magnetico. Sotto al piano in vetroceramica, invece che lampade o resistenze, sono sistemate delle bobine, cioè induttori in grado di reagire quando sul piano vengono poggiati materiali ferrosi come le pentole e i recipienti di cottura.

Accendendo il ripiano, esso comincerà a produrre calore soltanto nel momento in cui ci si appoggia sopra un contenitore in acciaio inox, in ghisa o in acciaio smaltato. Le correnti generate da questo campo scalderanno il fondo della pentola, il quale poi trasferirà il calore direttamente agli alimenti contenuti.

Se però la pentola si solleva dal piano, la trasmissione del calore automaticamente e immediatamente si interromperà. In questo modo si evitano tutte le dispersioni di energia.

Tra i vantaggi dei piani di cottura a induzione ci sono:

  • un pericolo di scottature decisamente inferiore e non derivante comunque dal piano, ma da pentole e alimenti posti sopra; non ci sono infatti né fuoco vivo né calore residuo dopo la cottura
  • l’assenza di gas e di conseguenti pericolose perdite
  • un risparmio energetico decisamente superiore anche ai piani elettrici e a gas, per cui i consumi si riducono dal 25 al 50 %; ai recipienti infatti viene trasmesso il 90% della potenza assorbita
  • i tempi di cottura sono molto ridotti.

Recipienti per il piano di cottura a induzione

Perché si formi il campo magnetico in grado di scaldare il piano e gli alimenti, è necessario utilizzare pentole e recipienti esclusivamente in materiale ferromagnetico, ossia materiali ai quali deve rimanere attaccata una calamita (per essere pratici, si può fare una banale prova con le calamite del frigo). Da evitare sul piano a induzione, i contenitori in:

  • vetro
  • ceramica
  • terracotta
  • alluminio
  • rame
  • acciaio inox austenico

Pannello comandi dei piani di cottura in vetroceramica

I modelli in vetroceramica sono solitamente dotati di un pannello comandi particolare:

  • le manopole o più spesso i pulsanti di accensione si possono trovare sia frontalmente che lateralmente al piano
  • i comandi possono avvenire per sfioramento, mediante pannelli Touch Cotrol, che esteticamente non interrompono nemmeno la visione del piano
  • solitamente è presente un display, che indica potenze e temperature
  • per alcuni modelli, esiste anche un sistema elettronico che può gestire in automatico la potenza massima, regolando e modificando il livello delle zone cottura.

Consigli di utilizzo dei piani di cottura in vetroceramica

Per mantenere il più a lungo possibile e far funzionare al meglio un piano in vetroceramica, occorrono alcune accortezze:

  • il piano deve sempre essere perfettamente asciutto e pulito
  • occorre evitare di avvicinare al piano oggetti metallici e sostanze che possono fondere
  • il piano non va utilizzato come una griglia, quindi non possono essere scaldati direttamente gli alimenti
  • i recipienti di cottura devono possedere un fondo piano, per non rovinare la superficie del piano in vetroceramica
  • per un massimo rendimento, il diametro delle pentole deve coprire interamente la zona di cottura
  • appena possibile, asciugare liquidi e togliere i residui di cibo lasciati dalla cottura: se si tratta di macchie particolarmente ostinate, farle sciogliere accendendo il piano e poi rimuoverle
  • pulire il piano da incrostazioni ostinate con il raschietto in dotazione, senza utilizzare utensili in acciaio o coltelli che possono danneggiare la superficie
  • pulire quotidianamente il piano con uno straccio umido e un po’ di detersivo per i piatti, asciugando bene ed evitando le spugne abrasive.

Scheda tecnica dei piani in vetroceramica

Le schede tecniche dei piani di cottura in vetroceramica dovrebbero contenere queste informazioni, utili alla valutazione e al confronto tra diversi modelli:

  • tipo: il piano funziona a elettricità o a induzione
  • numero e tipo zone cottura (spesso hanno nomi commerciali come High Speed), estensibili e di quale forma
  • potenza massima assorbita, calcolata quando tutte le zone sono accese
  • eventuali opzioni
  • misure
  • ovviamente marca, modello e prezzo


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