Forno a microonde: uso sicuro e rischi

Il forno a microonde è un utilissimo elettrodomestico che si trova ormai in tutte le case. Rappresenta un valido aiuto in cucina: permette non solo di riscaldare i cibi, liberandoci dall’utilizzo di pentole, bricchi e tegamini, ma consente anche di cucinare diversi piatti. Tuttavia, così come qualsiasi altro elettrodomestico presente in cucina, esistono casi di utilizzo in cui esso non ha concorrenti, mentre in altri è del tutto inadatto, o addirittura sconsigliato. Vediamo dunque quali sono i pro e i contro di questo dispositivo e alcuni consigli per il suo utilizzo ottimale, sfatando infine le affermazioni (false) legate alla sua presunta pericolosità.

Come funziona il forno a microonde

La cottura nel forno a microonde avviene appunto grazie alle microonde, ossia radiazioni elettromagnetiche prodotte dal magnetron che trasforma l’energia elettrica. Quando le microonde entrano a contatto con acqua, zuccheri e grassi, provocano l’attrito delle molecole, tramite il quale viene prodotto il calore che scalda e cuoce gli alimenti.

La porta del forno a microonde è schermata per impedire la fuoriuscita delle radiazioni durante la cottura: quando lo sportello viene aperto, l’emissione delle microonde si arresta automaticamente.

Siccome la cottura avviene all’interno della pietanza, né il contenitore né le pareti del forno si scaldano, ma anzi rimangono fredde, evitando così le scottature. Inoltre sempre la cottura dall’interno dei cibi, permette di ridurre notevolmente i tempi.

Forno a microonde: uso sicuro e rischi

Come usare il forno a microonde

A seconda dei modelli, i forni a microonde possono avere diverse funzioni di cottura, da vedere di volta in volta nei libretti di istruzioni che li accompagnano; ma in linea generale, il funzionamento per chi li utilizza è molto semplice:

  • si posiziona la pietanza desiderata nel contenitore apposito (i forni a microonde non possono funzionare se non con contenitori creati apposta: attenzione perché altri contenitori potrebbero scoppiare!)
  • si inserisce il contenitore al centro del piatto rotante rimovibile, che si trova dentro il forno
  • si seleziona la potenza desiderata ruotando la manopola apposita (di solito arriva intorno ai 750 watt di potenza)
  • si imposta il timer con il tempo di cottura desiderato, al termine del quale un campanello ci avvertirà che la pietanza è pronta

Precauzioni d’uso

Innanzitutto è bene leggere il libretto di istruzioni, per sapere quali pericoli si possono evitare utilizzando un forno a microonde. Inoltre tenete a mente alcuni accorgimenti:

  • collegare il forno a microonde solo a prese elettriche con portata di almeno 10 A, dotate di messa a terra
  • non utilizzare prese multiple per il forno a microonde
  • verificare che la tensione di rete sia la stessa indicata sulla targhetta dell’elettrodomestico
  • far funzionare un forno appena installato per almeno 10-15 minuti a vuoto, senza introdurre cibi
  • non appoggiare oggetti sopra o davanti le grate per la fuoriuscita dell’aria calda, per garantirne il corretto funzionamento
  • controllare spesso lo stato del cavo di alimentazione e delle guarnizioni
  • se cavo di alimentazione o guarnizioni risultano danneggiati, non accendere il forno e chiamare un tecnico per sostituirli
  • non cercare di mettere in funzione il forno con la porta aperta
  • se fuoriesce del fumo, spegnere il forno e staccare la spina, attendendo poi qualche minuto prima di aprire lo sportello
  • non riscaldare alimenti o liquidi in contenitori chiusi ermeticamente: potrebbero scoppiare
  • non riscaldare bevande ad alta gradazione alcolica o grandi quantità d’olio
  • non lavare il piatto rotante quando è ancora caldo: potrebbe rompersi

In generale, quando il forno a microonde dovesse mostrare problemi, è bene chiamare un tecnico ed evitare riparazioni fai-da-te, per evitare danni al forno stesso e per motivi di sicurezza personale: bisogna sempre ricordarsi che si tratta di un apparecchio innanzitutto elettrico, che come tale può generare pericoli, e che utilizza inoltre delle radiazioni, che possono diventare pericolose per l’organismo se l’apparecchio è guasto.

Materiali da usare nel forno a microonde

Essendo l’acqua la molecola “bersaglio” delle microonde, gli altri materiali vengono attraversati senza alcuna conseguenza: è per questo che possiamo introdurre nei forni a microonde oggetti come piatti di ceramica, bicchieri di vetro o contenitori di plastica. Una prova diretta è il fatto che, estraendo questi oggetti dal forno, questi sono solo leggermente tiepidi; il calore non deriva dalle radiazioni prodotte dal magnetron, ma semplicemente dal contatto col contenuto che si è riscaldato.

In un forno a microonde possiamo usare diversi tipi di materiale come, ad esempio,

  • carta
  • pyrex
  • ceramica
  • terracotta
  • plastica

Nel caso di quest’ultima, è bene controllare che il contenitore presenti la dicitura (o il simbolo) che reca la conformità alla cottura in questo dispositivo.

Naturalmente, sono esclusi dall’utilizzo i contenitori in plastica quando prevediamo di impiegare, ove presente, la funzione “grill”. Il vetro in linea teorica può essere usato senza problemi nel forno a microonde, ma in genere se ne sconsiglia l’utilizzo perché questo materiale è estremamente sensibile agli sbalzi termici, in seguito ai quali tende a frantumarsi.

Molto utili sono i cosiddetti piatti “crisp”, rivestiti di materiale antiaderente. Il vantaggio nell’utilizzo di questi piatti è che il materiale di cui sono ricoperti è in grado di intercettare le microonde e di scaldarsi, quindi risulta molto utile nel caso avessimo necessità di una cottura anche dal basso come, ad esempio, per preparare una frittata o uno formato.

È assolutamente vietato usare qualsiasi oggetto metallico (pentole, ma anche fogli di alluminio o tetrapak), perché le microonde a contatto con questi materiali generano pericolose scintille. I metalli infatti, essendo ottimi conduttori elettrici, assorbono le cariche elettriche velocemente e in grande quantità, creando un vero e proprio “cortocircuito” con il generatore di onde. Il magnetron e i circuiti interni del forno possono, in questo modo, essere danneggiati irreparabilmente!

Sicurezza del forno a microonde

L’argomento della sicurezza del consumatore è sempre stato una tematica sventolata dai detrattori del forno a microonde.

Tuttavia, riconoscendo la pericolosità di queste onde elettromagnetiche, la normativa contiene norme molto severe riguardanti le specifiche tecniche e costruttive di questi elettrodomestici.

Prima di tutto, il forno deve essere rivestito da materiale in grado di impedire una qualsiasi fuoriuscita, anche minima, di onde; lo stesso discorso si applica allo sportello ed alle guarnizioni. In alcuni Paesi sono previsti addirittura test di conformità secondo i quali, anche dopo 100mila aperture consecutive dello sportello, la capacità di isolamento del forno deve rimanere inalterata.

In Italia, le prove di sicurezza sono affidate all’IMQ (Istituto Italiano del Marchio di Qualità), quindi basta cercare questo simbolo per avere la certezza di possedere un elettrodomestico conforme alla vigente normativa di sicurezza.

Inoltre, i forni sono costruiti in modo tale che il magnetron si possa avviare solo in corrispondenza dello sportello chiuso, del timer attivo e dell’eventuale tasto di partenza premuto. Se anche una sola di queste tre condizioni non si verifica, il forno a microonde non si avvia.

Le rigide norme di sicurezza garantiscono che le onde elettromagnetiche non escano, ma cosa succede al cibo dopo averle assorbite? Assolutamente niente. Le microonde infatti hanno solo un effetto di riscaldamento del cibo, e non lasciano alcuna traccia di sé.

Il microonde, quindi, non è assolutamente pericoloso per la salute!

Naturalmente, come tutti gli elettrodomestici il forno a microonde ha vantaggi e limiti.

Quando è meglio non usare il microonde

Esistono alimenti che, nonostante tutta la buona volontà del mondo, non potranno mai essere adatti alla cottura nel microonde.

Prendiamo, ad esempio, riso e pastasciutta, per i quali nulla può sostituire la tradizionale bollitura in acqua. Mentre le verdure (come zucchine, pomodori, melanzane…) e il pesce si prestano abbastanza bene alla cottura nel microonde, altri alimenti sono del tutto improponibili come, ad esempio, la carne.

Una bistecca, ad esempio, sarà degna di essere chiamata tale solo se cucinata su una griglia o una bistecchiera (altrimenti, niente reazione di Maillard!).

È anche vero che, però, alimenti già cotti come fettine di carne o pastasciutta possono essere riscaldati nel microonde prima del consumo. In questo caso, però, va fatta attenzione perché, essendo il loro contenuto in acqua abbastanza limitato, tendono a disidratarsi molto facilmente.

Di conseguenza, il rischio di ottenere un cibo legnoso ed immangiabile è tutt’altro che remoto. Ancor peggio accade quando riscaldiamo il pane con le microonde: in una prima fase, quando è molto caldo, la sua consistenza diventa estremamente morbida (e spiacevolmente floscia) ma, una volta leggermente raffreddato, il pane si trasforma in una massa gommosa praticamente impossibile da masticare.

Questo è un classico caso in cui il forno a microonde è inutile, se non deleterio: lasciamo, dunque, che a riscaldare il pane ci pensi un forno tradizionale!

In genere, quindi, è meglio prediligere metodologie di cottura alternative al microonde in diversi casi. Come, ad esempio, nei cibi che hanno bisogno di una doratura finale (torte, prodotti da forno); preparazioni come pastasciutte, riso e risotti; e la carne in generale, per la quale una cottura tradizionale è senz’altro la scelta migliore.



21 Commenti

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