Caffettiera: scelta e acquisto

Il piacere di un buon caffè in casa nasce sempre dalla classica caffettiera, ecco quindi che il conoscere la sua storia, sapere com’è nata e come si è sviluppata nei diversi paesi del mondo è un modo per omaggiare il buon caffè! Per capire quale caffettiera acquistare abbiamo preparato per voi questo articolo, in cui sono illustrate tutte le tipologie esistenti e che vi offre i consigli fondamentali per sceglierle. Inoltre, in questa pagina potrete trovare anche alcune semplici regole per imparare a fare un buon caffè e per consumarlo in modo che il suo aroma si mantenga ottimo e sublime anche nella bevanda.

Caffettiera o moka

Che cos’è e come si usa la caffettiera

La caffettiera è lo strumento ideato per la preparazione del caffè.

La prima caffettiera di cui abbiamo notizia nasce in Etiopia. In Francia nel 1800 fu inventato un contenitore, chiamato “samovar”, che serviva a preparare il caffè tramite infusione. Poteva essere di ottone, rame, o peltro. Nel 1819 a Parigi un certo Morize inventò una specie di caffettiera “rovesciata”.

Una tradizionale caffettiera “moka” è formata da: un recipiente per contenere l’acqua; un filtro di metallo bucherellato nel quale viene posta la miscela di caffè; una specie di tronco con un coperchio nel quale il caffè sale per poi fuoriuscire. Il tutto tenuto insieme da una guarnizione in gomma, che serve ad evitare la fuoriuscita di acqua e caffè dai lati della caffettiera.

Come usare la caffettiera per ottenere un caffè gustoso, e far contenti parenti e amici?

Bisogna prestare una particolare attenzione alla preparazione. Sembra un’operazione facile, ma in realtà qualche accorgimento in più ci può aiutare ad avere un risultato migliore.

Innanzitutto è importante riempire di acqua il recipiente della caffettiera non più su della valvola. Poi si aggiunge il caffè macinato nel filtro bucherellato, formando una piccola montagna, che però non va premuta. A questo punto si stringono le due parti della caffettiera in modo energico, e la si mette sul fuoco.

La fiamma deve essere piuttosto lenta. All’interno l’acqua viene portata ad ebollizione, formando il vapore che spinge la polvere di caffè attraverso il tubo. Poi questa fuoriesce riempiendo il contenitore. Esistono in commercio diverse tipologie di caffettiera, anche a seconda del metodo che si usa per preparare il caffè

Tipologie di caffettiera

  • ibriq
    Se per esempio vogliamo preparare un “caffè arabo” o un “caffè turco”, dobbiamo procurarci una caffettiera particolare, chiamata “ibriq”. Si tratta di una piccola pentola in rame dal collo lungo e dotata di un manico. Nell’ibriq si mescolano il caffè, l’acqua e lo zucchero. Si fa bollire il tutto mescolando. Poi si mette a raffreddare. Si ripete l’operazione per tre volte, poi la polvere si lascia ad amalgamare. A questo punto si può bere. Alla gustosissima bevanda possono anche aggiungersi altri tipi di aromi.
  • caffettiera a filtro
    Avete mai assaggiato il caffè all’americana? Si ottiene con la “caffettiera a filtro”, che è uno strumento che può essere manuale o elettrico. L’acqua viene messa a bollire, poi si versa su un filtro che di solito è di carta, e che contiene caffè in polvere. L’infuso così ottenuto si serve in una tazza o caraffa. Si può usare lo stesso procedimento per la preparazione del tè.
  • caffettiera a stantuffo
    Poi c’è anche la “caffettiera a stantuffo”, che è stata ideata nel 1933 circa. Si tratta di un contenitore in vetro nel quale si versa acqua bollente e caffè, e si lascia in infusione per il tempo che si desidera- Al coperchio della caffettiera si trova uno stantuffo che termina con un filtro. Si porta lo stantuffo verso l’alto, e si esercita una leggera pressione verso il basso. Con questo movimento si raccoglie la polvere di caffè, mentre l’infuso si versa dal beccuccio dell’apparecchio.
  • caffettiera moka classica
    La “caffettiera moka classica” è un’invenzione di Renato Bialetti, ed è presente in quasi tutte le case d’Italia. Esistono caffettiere di diverse dimensioni. Le porzioni di caffè vengono misurate in “persone” o in “tazze”. Ci sono caffettiere da 1 a 9 tazze.
  • moka napoletana
    La “moka napoletana”, chiamata anche “cuccumella”, è un apparecchio di piccole dimensioni con il quale si prepara il caffè in casa. A detta dei napoletani, è l’unico strumento in grado di ottenere un buon caffè. D’altronde come dargli torto? Il caffè di Napoli ha davvero un gusto unico! Ma in cosa differisce la moka napoletana da quella classica? La differenza sta nel contenitore dell’apparecchio, che ha il beccuccio verso il basso. Quando l’acqua bolle e fuoriesce un po’ di vapore, capiamo che è il momento di afferrare la caffettiera per i manici e capovolgerla in giù. Questo procedimento fa sì che l’acqua passi attraverso il filtro e di depositi nel serbatoio. Da qui si può servire nelle tazze attraverso il beccuccio che tenderà naturalmente verso l’alto.
  • caffettiera espresso
    Quando si parla invece di “caffettiera espresso” ci si riferisce alla macchina per caffè che troviamo nei bar. L’aggettivo “espresso” sta per veloce, poiché appunto con questa macchina la fuoriuscita del caffè è quasi immediata. Oltre alla velocità, altra caratteristica di questo apparecchio è l’ottenimento di un infuso di caffè abbastanza concentrato. La caffettiera espresso ha bisogno di una manutenzione molto accurata, per cui è necessario cambiare spesso, per esempio, le guarnizioni e i filtri.

Acquistare la caffettiera

Come tutti gli strumenti per la casa e gli elettrodomestici, anche l’acquisto della caffettiera richiede qualche piccolo accorgimento. Ormai ne esistono di tutti i tipi, di tutti i prezzi, in materiali garantiti e affidabili, colorate ed eleganti, belle da guardare e da esporre in casa.

C’è davvero l’imbarazzo della scelta! Anche se la marca che abbiamo scelto ci rassicura sulla garanzia ed affidabilità del prodotto, è sempre meglio verificare se ci sono difetti di fabbricazione dell’apparecchio. In questo caso- muniti di scontrino fiscale- possiamo procedere alla sostituzione della caffettiera con un’altra, nel tempo previsto dalla legge ( cioè entro sette giorni dall’acquisto). Se la caffettiera risulta integra, dopo averla smontata, mettiamola in un contenitore con acqua calda e lasciamo sterilizzare i singoli pezzi.

Poi, naturalmente possiamo passare alla “prova caffè” vera e propria! Nella manutenzione della caffettiera è bene usare alcuni accorgimenti. Dopo aver utilizzato la caffettiera, bisogna smontarla e lavarla con acqua calda corrente, senza usare detersivi o saponi che possono lasciare al suo interno fastidiosi residui. Inoltre è necessario controllare che la guarnizione di gomma non si usuri, altrimenti può compromettere la funzionalità dell’apparecchio.

Consigli per un corretto consumo del caffè

E’ noto che gli italiani sono grandi amanti e consumatori di caffè. Si sente dire spesso che bere troppo caffè provoca un’innalzamento della pressione arteriosa e palpitazioni. Certamente è una bevanda che i malati di cuore dovrebbero evitare, anche se non esiste alcuna connessione specifica tra malattia cardiaca e consumo di caffè.

A proposito della pressione arteriosa, lo stress è il nemico numero uno per gli ipertesi, più del caffè. Certo il caffè può provocare dipendenza in alcuni soggetti, per la presenza di caffeina, ma quest’ultima ha anche dei pregi.

Per esempio alcuni studi hanno dimostrato che la caffeina mantiene attivo il cervello e migliora la memoria a lungo termine. Altri studi ancora hanno affermato che il caffè stimola la resistenza e la aumenta la resistenza fisica.

Regole per fare un buon caffè

Innanzitutto usare solo acqua fredda, e controllare che sia priva di calcare; portare l’acqua fin quasi ad ebollizione; non tenere troppo tempo il caffè al caldo, perché perde tutto il suo aroma: è preferibile prepararlo di tanto in tanto in porzioni anche minori; è meglio macinare il caffè poco prima di usarlo, in modo che non perda il suo aroma; tenere il coperchio della caffettiera alzato affinché il suo gusto non si alteri.

La qualità migliore è quella arabica; se i chicchi vengono tostati a lungo, diventano più scuri e l’aroma stesso del caffè diventa più ricco e consistente; se si ha l’abitudine di acquistare chicchi interi, è meglio conservarli in frigo.

Come riconoscere un buon caffè espresso? Ovviamente, gustandolo!

La crema deve essere densa e di colore nocciola. Al contrario, il caffè non è dei migliori se la crema è chiara, non corposa, o presenta una crema scura, gusto astringente. Il caffè naturalmente va sempre servito e bevuto caldo, e in bocca deve sentirsi il buon gusto e la corposità.

Principali modelli di caffettiere

Soprattutto se ci si reca in un grande negozio di elettrodomestici, la scelta di marche e tipologie di caffettiera è davvero ampia. Ecco qualche marca di caffettiera (tradizionale ed elettrica).

  • Bialetti Mokona CF 40 Blu (per caffè espresso e cappuccino, con serbatoio removibile); Bialetti Mukka Express: per la preparazione di un cappuccino buonissimo!
  • Braun KF- 550
  • Alicia Perle De Longhi EMKEC2-Y (colori arancio e giallo), con timer digitale programmabile, spegnimento automatico, manico ergonomico, funzione di mantenimento caffè caldo)
  • elettrica Bialetti “Easy Timer”- Caffettiera elettrica Bialetti “Mukka Express”
  • Zera Bialetti: si tratta di un’orziera per preparare un ottimo orzo, che per alcuni rappresenta una gustosa alternativa al caffè.
  • “Krups”- Dolce gusto KP 2000 nero o rosso
  • Aroma 1500 Digit “Polti” in alluminio, interruttore luminoso, spegnimento automatico, display LCD.
  • la canonica di Alessi ( in acciaio inox e fondo in rame per facilitare il contatto con la fiamma)
  • Micromax (per forni microonde)
  • “Mamy” prodotta e commercializzata da A.S.T. srl. Questa moka è adatta per entrare nel forno a microonde. Inoltre è dotata di sei finestrelle che permettono di vedere il livello di caffè presente all’interno.
  • “Stella collection” modello Arianna, realizzata in acciaio inossidabile 18/10.
  • napoletana “Ilsa”.
  • espresso “Giannini”, creata nel 1968 da Carlo Giannini (10 anni di garanzia).

Produttori di caffettiere e siti sul caffè

  • Bialetti
    Il marchio italiano che ha lanciato sul mercato la classica caffettiera. Il sito offre una ricca panoramica di prodotti, dalle pentole alle posate ed accessori. La notorietà del marchio “Bialetti” è legata da anni all’immagine dell’omino con i baffi creato nel 1950 da Paul Campani.
  • Pavoni
    Questa azienda produce macchine per caffè dal 1905. Il sito è una ricca “vetrina” di prodotti divisi in “linea domestica” e “linea commerciale”. L’assistenza tecnica è assicurata sull’intero territorio nazionale.
  • De Longhi
    L’azienda presenta una vasta gamma di prodotti per la casa ed elettrodomestici, tra cui caffettiere tradizionali ed elettriche. C’è anche l’apposita sezione per la climatizzazione.
  • Chicco d’oro
    L’azienda produttrice di caffè propone un viaggio nel mondo del caffè, la storia, il mercato mondiale, la raccolta.
  • Espresso coffee
    Un altro interessante sito sul caffè (e in particolare il caffè espresso italiano). Molto valide le varie sezioni: conoscere il caffè, notizie sul caffè, le gustosissime ricette con il caffè. Curiose le credenze e le leggende legate a questa amatissima bevanda.
  • Giannini
    Il sito presenta una vasta gamma di articoli per la casa realizzati con un elegante design. I modelli di caffettiere presentati sono: Titti, Mediterranea, Giannina, Rialto.


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Questo articolo ha 2 commenti

  • Andrea scrive:

    ora c’è anche questa caffettiera… www moneta.it/ita/buongiorno.asp?countrytabs=2

  • Sergio Zampetti scrive:

    Vorrei un chiarimento sui vantaggi della caffettiera di alluminio rispetto a quella di acciaio e trovo solo commenti tecnici, ma non quelli sulle differenze di gusto e su vantaggi sulla salute. Ad esempio è vero che quella in alluminio, se non usata per parecchio tempo deve essere “rieducata” prima che restituisca il buon sapore del caffè, il che la renderebbe poco adatta ad essere lasciata in una seconda casa o in barca, visto che con quella di acciaio tale inconveniente non c’é. È vero che l’alluminio rilascia particelle nocive (ioni?), che è la ragione per la quale le pentole e padelle di alluminio non vengono più prodotte? È vero come dicono i tradizionalisti che una volta “rodata” quella di alluminio restituisce un sapore migliore?
    Insomma cosa comprare, secondo voi?
    Grazie
    Sergio Zampetti

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