Dieta oloproteica: di cosa si tratta?

Che cos’è la dieta oloproteica Il problema più grande per chi vuole dimagrire è eliminare il grasso in eccesso che si accumula in particolar modo sull’addome e sui fianchi. Questo è il vero problema di chi vuole dimagrire: trovare una dieta localizzata e in grado di colpire queste zone del corpo aggredendo il grasso Sul web, i giornali e in televisione si annunciano diete di ogni sorta, dai nomi strani, dagli obiettivi ambiziosi e dai regimi alimentari più insoliti, ma ce n’è una in particolare che prende di mira il grasso con una fase di attacco particolarmente aggressiva tanto che

dieta oloproteica: di cosa si tratta?

Che cos’è la dieta oloproteica

Il problema più grande per chi vuole dimagrire è eliminare il grasso in eccesso che si accumula in particolar modo sull’addome e sui fianchi. Questo è il vero problema di chi vuole dimagrire: trovare una dieta localizzata e in grado di colpire queste zone del corpo aggredendo il grasso

Sul web, i giornali e in televisione si annunciano diete di ogni sorta, dai nomi strani, dagli obiettivi ambiziosi e dai regimi alimentari più insoliti, ma ce n’è una in particolare che prende di mira il grasso con una fase di attacco particolarmente aggressiva tanto che questa dieta è conosciuta anche con l’appellativo di “liposuzione alimentare”.

Si chiama dieta oloproteica ed è uno dei regimi alimentari più controversi nel mondo della medicina e della nutrizione che ancora oggi scatena diverse polemica. È suddivisa in fasi e per funzionare correttamente dev’essere, sempre e comunque, associata a una costante attività fisica.

Le caratteristiche della dieta oloproteica

Perdere peso, eliminare il grasso in eccesso, ridefinire le forme e migliorare il micro e macro circolo delle gambe: questi sono gli obiettivi della dieta oloproteica, un metodo alimentare conosciuto anche con il nome di “liposuzione alimentare” proprio per il suo proposito di aiutare le persone a eliminare l’adipe in eccesso.

Ma come funziona questa dieta? E su che cosa si basa? Il regime alimentare oloproteico si basa su un’alimentazione di tipo proteico e chetogenico. Per cominciare questa dieta è necessario rivolgersi agli studi medici che la mettono in pratica e dimostrare di essere nella condizione di dover trattare l’obesità dal punto di vista medico, anche se tutti, anche le persone normo-peso, potrebbero accedere a un regime alimentare di questo tipo per migliorare il proprio benessere fisico.

La base scientifica sulla quale questa dieta si basa sono gli studi del dottor Blackburn che ha dedicato molto tempo all’analisi del fabbisogno di proteine durante i periodi di digiuno. Secondo questi studi, durante il periodo di digiuno privarsi dei carboidrati porta ad annullare l’effetto anabolico dovuto all’insulina e con apporto di proteine di 1,2-1,5 di peso è possibile proteggere la massa magra.

In questo modo, la dieta mette al riparo dal pericolo di eventuali regimi iperproteici, come la famosa dieta Dukan, e dall’altro promette a chi la segue di non soffrire la fame. Ma vediamo quali sono le reali caratteristiche della dieta oloproteica.

  • Introduzione di amminoacidi che stimolano la sintesi di GC
  • Introduzione di proteine di alimenti e integratori in parti uguali
  • Assunzione di minerali che mancano all’organismo per favorire la diuresi
  • 10-20 grammi di carboidrati al giorno
  • 10 grammi di lipidi al giorno (un cucchiaio di olio evo)
  • assunzione di sali minerali alcalinizzanti che compensano la chetosi
  • assunzione di vitamine, omega 3 e oligoelementi

Poco sopra abbiamo detto che questa dieta è meglio nota come “liposuzione alimentare”: perché questo nome? Se infatti pensiamo alla liposuzione ci viene immediatamente in mente l’aspirazione del grasso in eccesso e, in effetti, il principio di questa dieta non si discosta di molto da questa immagine. L’effetto che la paragona alla liposuzione deriva dal fatto che il sistema enzimatico di lipolisi e liposintesi è regolato dagli ormoni; insulina e cortisolo in questo caso sono i responsabili del deposito del grasso sulla parte addominale.

Qual è il menu della dieta oloproteica?

Entriamo adesso nel vivo della dieta e cerchiamo di capire cosa si mangia in questa dieta e in quali quantità. Alla base di questa dieta, come abbiamo detto, c’è un regime proteico, circa 1,5 grammi di proteine per ogni chilo di peso. Facciamo un esempio pratico. Se una donna pesa 55 chili, questo significa che la sua dose giornaliera di proteine è di 80-82 grammi, sempre sotto controllo medico. Il ruolo del medico, del nutrizionista e del dietologo in questo caso è molto importante; solo una figura professionale può infatti valutare lo stato della massa grassa, il peso ideale e il metabolismo basale.

Detto questo, la dieta oloproteica si articola in tre fasi; dalla prima a regime ipocalorico, alla seconda che diventa piano piano più ricca di carboidrati e di zuccheri, fino all’ultimo dove è possibile introdurre tutti gli altri alimenti. Le fasi sono così strutturate:

Prima fase

Si dimagrisce mediante una chetosi controllata. È la fase più dura, della durata di 21 giorni, in cui non si mangiano carboidrati. Al loro posto si devono assumere alimenti magri e proteici, come la carne bianca e i formaggi magri.

Seconda fase

Nella seconda fase le dosi dei carboidrati vengono aumentate, ma la regola è che i carboidrati vengano assunti sempre e soltanto lontani dalle proteine. Alla base di questa fase c’è il principio della dieta dissociata; se a pranzo si mangia la pasta, alla sera si assumono proteine e il pane, per esempio, non deve essere mai associato alla carne. Questa fase ha una durata di 42 giorni, in cui il corpo continua a dimagrire fino al raggiungimento del peso ideale.

Terza fase

Quest’ultima fase coincide con la dieta mediterranea. Si può mangiare in modo più libero e variegato, combinando quindi i carboidrati, le proteine e le verdure, con l’obiettivo di stabilizzare il peso forma.

I benefici della dieta oloproteica

La dieta oloproteica è un regime alimentare molto controverso e nel corso del tempo ha ricevuto numerose critiche. Alcuni, però, sottolineano gli evidenti benefici che questo metodo alimentare apporta. Per prima cosa, questa dieta agisce sul grasso, in particolare su quello che tende ad accumularsi sulla pancia e sui fianchi.

Questo è possibile per via dell’eliminazione totale dei carboidrati nella prima fase della dieta e dello stato di chetosi, una condizione che si verifica nelle diete povere di carboidrati, che ne consegue. Senza carboidrati, in altre parole, il nostro corpo per prelevare l’energia necessaria è costretto a bruciare il grasso che abbiamo in eccesso come riserva.

Così la massa grassa diminuisce piano piano e con il tempo anche il senso di fame diminuirà, senza che la massa magra e quella muscolare siano in qualche modo interessate in negativo con ricadute sull’elasticità dei tessuti.

Per rendere meglio l’idea, secondo gli autori di questa dieta con questo regime alimentare è possibile perdere dai 3 ai 4 chili in tre settimane. Un elemento importante e che rimane il punto fisso di qualsiasi dieta che decidete di seguire è l’attività fisica; senza attività fisica i risultati scarseggiano ad arrivare. Basta anche mezz’ora di camminata al giorno a passo svelto, per esempio, per ottimizzare i risultati se si vuole dimagrire e bruciare quante più calorie possibili.

Potremmo riassumere i vantaggi di questa dieta con questo prospetto:

  • perdita di peso piuttosto veloce (per gli uomini si stima la perdita di 5-9 k9 in 21 giorni, mentre per la donna si calcola la perdita di 4-7 kg in 21 giorni
  • migliora l’indice metabolico
  • diminuisce il senso di fame già dal 3 giorno di dieta
  • diminuisce l’affaticamento fisico del corpo
  • il tono muscolare e la pelle rimangono elastici 

Studi e criticità della dieta oloproteica

In base ad alcuni studi, la dieta oloproteica agisce positivamente sui fastidiosi sintomi della sindrome premestruale, un disturbo che colpisce molte donne, grazie all’azione contrastante degli estrogeni. Oltre a questo, sono stati evidenziati anche altri benefici di questa dieta, come il ritorno venoso e linfatico.

D’altra parte, però, è bene precisare che tutte le diete chetogeniche, e quindi anche la dieta oloproteica, sono considerate a lungo andare nocive per la salute. Come sempre, però, a fare la differenza sono la quantità e la durata. Se infatti una dieta, come in questo caso, è limitata a un periodo di 21 giorni, secondo gli autori non esistono rischi concreti, anche se nessuno avrà mai la certezza che questo sia soltanto un modo con cui gli autori di questo metodo alimentare si liberano da qualsiasi tipo di responsabilità nei confronti di chi intraprende questa strada.

Il problema, poi, è quello di riprendere i chili persi, che spesso tendono ad accumularsi nuovamente a una velocità maggiore di quella che avete impiegato per perderli. Abbiamo detto che questa dieta si deve seguire nella prima fase per 21 giorni e non di più. Tre settimane sono il limite massimo a cui il corpo può arrivare con un regime alimentare di questo tipo; 21 giorni di sforzo alimentare, quindi, e poi una fase più tranquilla dove è possibile aggiungere gli altri alimenti e variare la dieta.

Ma se la parte più difficile potrebbe sembrarvi quella delle tre settimane di regime alimentare molto duro, dovete sapere che la parte più difficile è quella che viene dopo, con il regime alimentare che si adotta per mantenere il peso raggiunto. Altro aspetto negativo di questa dieta è che tra i suoi principi viene elencata una fase di mantenimento che è indispensabile seguire per non riaccumulare i chili persi, ma non viene fornita alcuna linea guida in merito.



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