Personal shopper

Il personal shopper è una figura professionale emersa negli ultimi anni, che vi solleva dall’impegno di girare per negozi e negozi… ci va lui al posto tuo! Scopri com’è nato questo mestiere, dove ha preso maggiormente piede, dove trovarne uno… e soprattutto come diventarlo!

guida al personal shopper

Il personal shopper

Guida alla conoscenza del servizio di personal shopper, un fenomeno sempre più diffuso ed un’esigenza per molti consumatori. Si sa, il tempo corre sempre più veloce di noi. Nell’agenda degli impegni non c’è più il minimo spazio, nemmeno per attaccare un ridottissimo post it con la lista della spesa appuntata. La mamma si lamenta perché non passiamo mai a trovarla, il fidanzato frigna perché non troviamo mai un attimo per lui, il gatto mugola perché la sua ciotola è perennemente vuota (poverino!)…insomma, siete un disastro. Per di più l’armadio è praticamente vuoto (vi si sono ammucchiate le carcasse e ci sono cresciuti i cactus per quanto è deserto) e, disgrazie tra le disgrazie, è ormai alle porte il Natale, con la sua infinitesimale lista di regali da fare.

Ovviamente non avrete tempo di girovagare per negozi, misurare, indossare, calzare e fare tutto da voi…sapete che vi dico? Che avete bisogno di un consiglio. Oltre alla classica pausa/vacanza, vi consiglio di rivolgervi ad un buon personal shopper, ancora di salvezza ed angelo custode per molti. Consulente qualificato e competente nella conoscenza e nella scelta di prodotti e beni di consumo, il personal shopper saprò guidarvi tra le magie che il mercato vi offre, indirizzandovi direttamente al prodotto che fa per voi, a quello di cui avete più bisogno, conducendovi nel negozio più appropriato…insomma, penserà a tutto lui. Che sollievo, eh?

Personal shopper: da quando?

Da poco. Esattamente dalla fine degli anni ’80. In Nord America, culla e paradiso del personal shopping, nato come servizio (tipico nella mentalità a stelle e strisce) di semplice personalizzazione degli acquisti. Ormai è divenuta una vera e propria professione, istituzionalizzata, diffusa e consolidata pur senza mai essere stata inquadrata ed integrata in un ordine professionale predefinito. E anche questo ultimo concetto rientra nella filosofia liberista americana che punta tutto sulla valorizzazione del talento, della forza di volontà e del merito di chi ha buone idee e grandi sogni, affidando ai suoi cittadini la possibilità di riscuotere successo e far soldi nel migliore dei modi (legali) possibili. E anche questo è libero mercato.

C’è da dire che il servizio ne ha fatta di strada, fino a diventare oggi uno dei fenomeni più forti e diffusi nel Nord America, chiamando a sé migliaia di adepti free-lance che si cimentano anche privatamente nella professione di shop assistant. Chi decide di sfondare nel settore, poi, lo fa per bene e adoperandosi in modo adeguato: sfrutta soprattutto strumenti innovativi e all’avanguardia, ha un proprio sito internet in cui sponsorizza il servizio offerto e permette l’interattività, magari concedendo l’opportunità d’inviare consulenze direttamente on line, senza nemmeno vedere chi c’è dall’altra parte del pc.

Chi di voi non ha letto la strepitosa saga di I love shopping di Sophie Kinsella, ultima esponente della cosiddetta chick-lit che spopola tra le più giovani, fa ridere e sorridere e sforna un best seller dopo l’altro? Avrete letto che la protagonista, Becky Bloomwood, sommersa da debiti, lettere delle banche e fidelity credit card (oltre che da una sfrenata passione/mania/malattia per lo shopping), ha passato un annetto a New York, lavorando come personal shopper nel celebre grande magazzino Barney’s.

Ecco, come la protagonista del delizioso ed esilarante volumetto (cool come le vicende che narra ed i dettagli modaioli che descrive), nei più grandi e noti centri commerciali americani spopola la tendenza di mettere a disposizione della propria clientela un servizio di personal shopping che segua il consumatore negli acquisti e lo accompagni su e giù per i piani del gigantesco edificio per trovare e scovare quello che si desidera, cerca e necessita. Recentemente il lavoro di personal shopper sta prendendo piede, seppure lentamente e con sospetto, anche in Italia, paese in cui si sono moltiplicate le richieste ogni qualvolta che una società privata e qualificata o un ente pubblico decidono di lanciare un corso di formazione proprio in personal shopping.

Per saperne di più, contattate il TAPS (Tourist Assistant and Personal Shopper), un’associazione a cui si accede mediante un esame svolto solitamente dopo aver frequentato e seguito percorsi e corsi di formazione della durata di tre anni (incentrati sulla conoscenza e sulla storia del luogo in cui s’intende operare, compresi i suoi prodotti tipici, sulla cognizione in fatto di moda e beni di lusso, di marketing del turismo, di prodotti enogastronomici di qualità, di beni artigianali e cosmetici, di arredamento)che vi valuterà secondo una scala di voti (in centesimi). Niente paura e non temete di andar male: è vero che la vita è piena di esami, ma questo non è poi così duro. Pensate che il risultato minimo per passare è 86/100. Non male, vero? Fateci un pensierino…

Cosa fa il personal shopper

Guida allo shopping personalizzato e su misura, il servizio di personal shopping offre consulenza, competenza ed esperienza nell’acquisto di beni e prodotti di consumo a tutti coloro (sia uomini che donne, indistintamente) che hanno bisogno di qualcuno che li segua da vicino e che pensi agli acquisti da fare. Per lui e con lui. L’assistente agli acquisti opera in praticamente tutti i campi d’azione possibili: dal più tradizionale mondo dell’abbigliamento e della moda in genere, a quello dell’arredamento e del design, per arrivare addirittura alla compravendita di oggetti e manufatti di valore su cui si è in previsione di effettuare un investimento economico. Insomma, dovete solo chiedere e vi sarà dato.

Pensate che però non basta: ogni personal shopper che si rispetti, infatti, ha bisogno per contratto e professione di ottenere e ricavare risposte ed informazioni da voi. Prenderà appunti sulle vostre qualità fisiche, sui tratti della vostra personalità, sulle vostre più spiccate preferenze e sui vostri gusti personali, sul vostro background culturale e professionale, sull’ambiente sociale che frequentate e sulla sfera lavorativa in cui vi muovete.

Insomma, si porrà delle domande sulla vostra vita a cui siete invitati a rispondere, visto che la consulenza e l’aiuto negli acquisti (sia per voi che per altri) dev’essere fatto su misura: come un abito sartoriale deve calzare a pennello. E per aderire alle vostre esigenze, deve conoscervi il più possibile. Pensate che nel caso il personal shopper si trovi a dovervi scegliere una serie di abiti, avrà bisogno di sapere non solo taglie e misure varie, ma di conoscere lo stile più appropriato e l’occasione in cui verrà indossato.

Questo per ricoprire pienamente la richiesta e la necessità e per non ritrovarsi in un abito completamente fuori luogo, fuori tempo e, soprattutto, lontanissimo da noi e da ciò che volevamo. C’è anche chi si rivolge ad un personal shopper per arredare la propria casa o il proprio ufficio (o più in generale un ambiente di lavoro): in questo caso l’assistente saprà sfruttare spazi e colori ed allestire con i migliori pezzi (magari antichi, o di design, a seconda delle esigenze) il vostro piccolo grande mondo.

Potreste ricorrere ad una consulenza anche nell’acquisto di beni di lusso, prodotti enogastronomici certificati di qualità (magari localizzati in luoghi lontani da quello in cui viviamo noi) o regali firmati, senza contare che c’è chi ha bisogno di pareri qualificati per cambiare look al proprio aspetto o a quello dello yacht appena acquistato.

Quando servirsi del personal shopper e perché

Essenzialmente quando se ne avverte il bisogno. O meglio, quando se ne ha necessità e non se ne può fare davvero a meno. Apparentemente sembra un servizio per pochi, elitario, ma è sicuro che sta davvero dilagando a macchia d’olio. Sempre più diffuso e sempre più richiesto, il personal shopper può essere contattato una volta ogni tanto, quando si ha bisogno di pareri qualificati su determinati prodotti di un certo livello su cui non si ha nessuna informazione o notizia di base, o, se chi legge può permetterselo, tutte le volte che si vuole. Per acquistare un cappello o un vaso di cristallo, per il regalo alla nipote o la cravatta high style, c’è chi lo contatta per qualsiasi acquisto, perché da solo non ha tempo, perché non sa scegliere o, semplicemente, perché desidera qualcuno di fiducia che lo guidi e lo accompagni nei migliori negozi delle più grandi città del mondo.

Personal shopper: dove trovarlo

Una volta aver stabilito di avere la necessità di un personal shopper, contattarlo sarà alquanto semplice e rapido. Per prenotare il servizio, potreste facilmente affidarvi ad un’agenzia specializzata nel settore: sarà la società stessa a selezionare l’assistente che vi seguirà ed accompagnerà negli acquisti e voi non dovrete far altro che presentarvi all’appuntamento fissato. Per conoscervi e, soprattutto, per cominciare subito. Il primo colloquio in sede è di fondamentale importanza: il professionista potrà inquadrarvi e comprendere fino in fondo le vostre esigenze e preferenze, regolandosi di conseguenza e spuntando dalla lista dei negozi di sua conoscenza e dei contatti a sua (e a vostra) disposizione quelli più idonei allo scopo. Quale scopo? Ma quello di sodidisfarvi, ovviamente!

La società probabilmente sarà anche esperta di wedding planning (organizzazione di matrimoni) ed organizzazioni di eventi in generale: la filosofia resta la stessa, la professionalità anche. Potreste anche scegliere voi il vostro personal shopper, dopo aver accuratamente valutato e considerato i profili proposti e selezionati dalla società a cui farete riferimento. Il personal shopping è un lavoro, un’arte ed una vocazione e confidare in un’agenzia specializzata nel servizio può essere una buona idea.

Altrimenti, qualora vogliate fare da voi, potreste muovervi individualmente e privatamente, procedendo nella consultazione dei siti web personali di chi è dell’ambiente e vi lavora, carpendo informazioni utili, suggerimenti, contatti ed indirizzi. Altra ipotesi è quella di esaminare la lista di dati messi a disposizione ed offerti dalla TAPS (ovvero l’associazione Tourist Assistant and Personal Shopper che si occupa proprio di seguire turisti e di accompagnare negli acquisti i consumatori) per i propri iscritti.

La porta del personal shopping è stata spalancata dal web e da Internet non solo per chi già lavora nel settore, ma anche e soprattutto per chi vuole cominciare e muovere i primi passi in questo ambiente: non solo in Nord America, di cui è originario il servizio, ma anche in Europa sta prendendo piede la possibilità e la moda di inserire nel proprio cv e nel proprio sito web l’offerta di prestazioni e guide allo shopping. Una buona occasione lavorativa per chi è appassionato di moda o per tutti coloro che sono esperti ed abili maestri di un particolare ambito e settore.

In Europa, ma soprattutto in Italia, l’offerta di siti Internet dedicati al servizio di personal shopping sono davvero poco numerosi (o almeno esclusivamente dedicati al mondo del turismo), minimi rispetto a quelli presenti nella rete americana in cui le consulenze si scambiano anche on-line, direttamente tramite riprese webcam e l’invio di immagini e files di vario genere. Ovviamente nella maggior parte dei casi, a pagamento. Addirittura oltreoceano il servizio viene offerto proprio nei grandi centri commerciali: al cliente basta fare richiesta ed un assistente specializzato saprà condurlo ed accompagnarlo tra i vari piani ed i diversi negozi del megastore.

Diventare personal shopper

Occorre professionalità, cultura, savoir-faire, stile e carisma, senza contare la facilità di comunicazione e la conoscenza del territorio. Compresi la sua storia ed i suoi prodotti tipici. E non dimentichiamo la fantasia, il dinamismo e la capacità di legger nelle persone gusti e preferenze personali e di carpire informazioni utili per orientarsi (meglio ed opportunamente) nell’immenso e variegato mondo dello shopping. Fondamentale in questo mestiere, però, è la sensibilità estetica.

Il buon gusto e la conoscenza delle ultime tendenze in fatto di moda e beni di lusso sono importanti proprio perché il cliente cerca nel consulente esperienza, consapevolezza del mondo ed un parere qualificato che possa garantirgli il meglio del meglio. O almeno la risposta ad ogni sua esigenza.

Link a siti web utili per saperne di più sul personal shopper

LE VIE DELLA MODA –  www.leviedellamoda.it
Il sito della società che si occupa di personal shopping a Milano, capitale della moda

PERSONAL SHOPPER AGENCY –  www.personalshopperagency.com
Il sito dell’agenzia di personal shopping operante a Roma

PERSONAL SHOPPER MILANO –  www.personalshoppermilano.com
Il sito offre consulenze d’immagine ed il servizio di personal shopping a Milano.

PERSONAL SHOPPING SERVICE  – www.personalshoppingservice.it
Il sito della società che propone il servizio di personal shopping a Roma



Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *