Commercio equo e solidale

Sempre più consumatori fanno acquisti nei negozi del commercio equo e solidale alla ricerca di prodotti alimentari o di oggetti lavorati a mano nel rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. Sta quindi crescendo la sensibilizzazione per temi quali la lotta allo sfruttamento dei Paesi del Sud del mondo e al lavoro minorile e l’incentivazione di uno sviluppo economico autonomo dei Paesi più poveri. Conosciamo più da vicino in che consiste il commercio equo e solidale e qual è la situazione in Italia.

Commercio equo e solidale

I prodotti alimentari che si trovano nei negozi del commercio equo e solidale sono sempre più spesso provenienti da agricoltura biologica, sono prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente e senza lo sfruttamento del lavoro minorile o della manodopera a basso costo.

Spesso scegliere di acquistare un prodotto del commercio equo e solidale è una scelta anche etica, in quanto si è consumatori consapevoli che le nostre scelte di acquisto favorivano lo sviluppo dell’economia dei Paesi più poveri.

Oramai il commercio equo e solidale esiste da oltre cinquant’anni, vediamo con la nostra inchiesta qual è la situazione attuale, quali sono gli obiettivi e le regole del commercio equo e solidale, quali sono i prodotti che il consumatore può trovare sugli scaffali di queste “botteghe del mondo”, quali sono le organizzazioni di commercio equo e solidale in Italia e qual è la situazione attuale dei punti vendita presenti in Italia e in Europa.

Che cos’è il commercio equo e solidale

Il commercio equo e solidale è una sorta di alternativa al commercio convenzionale che ha come obiettivi lo sviluppo sostenibile dei Paesi più poveri, il rispetto dei lavoratori, la tutela dell’ambiente, il sostegno e l’incentivazione dell’economia dei Paesi del Sud del mondo. Tutto ciò avviene attraverso una rete di associazioni e cooperative presenti in tutto il mondo che attraverso l’operato di volontari e di personale assunto si dedica alla vendita dei prodotti del commercio equo e solidale ovvero di tutta una serie di prodotti (alimentari, artigianato, cartoleria, oggettistica) realizzati e prodotti nei Paesi più poveri.

Oltre alla vendita di tali prodotti, che avviene sia nei negozi specializzati del commercio equo e solidale sia oggi anche in alcune delle grandi catene di distribuzione, l’intento è quello di sensibilizzare, promuovere e informare il consumatore su tematiche umanitarie e ambientali quali la globalizzazione, il sostegno dello sviluppo economico dei Paesi più poveri, la tutela dei diritti umani e la condanna dello sfruttamento del lavoro minorile. La nascita del commercio equo e solidale, detto in inglese “Fair trade”, risale circa alla metà degli anni Cinquanta e il Paese dove per primo iniziò questo nuovo tipo di commercio è stata l’Olanda.

Le caratteristiche tipiche del commercio equo e solidale, che rappresentano poi i criteri operativi condivisi da tutte le organizzazioni a livello internazionale, sono:

  • prezzo
    ai produttori si garantisce un equo compenso che permetta loro un degno tenore di vita
  • sviluppo sostenibile
    i rapporti commerciali hanno come intento quello di sostenere e promuovere uno sviluppo economico autonomo dei Paesi più poveri, con l’incentivazione di posti di lavoro nuovi e con la promozione di metodi e tecniche di lavoro nel pieno rispetto dell’ambiente
  • rapporto diretto
    si privilegia il rapporto diretto con i produttori a favore di un rapporto continuativo nel tempo
  • prefinanziamento
    si finanziano i piccoli produttori dei Paesi del Sud del mondo affinché essi siano in grado di reperire tutte le risorse necessarie per le materie prime e per le attrezzature evitando che tali Paesi più poveri possano indebitarsi con la richiesta di prestiti per gestire e finanziare la loro attività economica
  • trasparenza per il consumatore
    il consumatore può ripercorrere la tracciabilità del prodotto acquistato

Obiettivi del commercio equo e solidale

Alcuni degli obiettivi principali del commercio equo e solidale sono la massimizzazione del profitto e la lotta allo sfruttamento e alla povertà che spesso sono strettamente connesse a scelte e dinamiche politiche, economiche e sociali dei Paesi più ricchi. Ma tanti altri sono gli obiettivi del commercio equo e solidale come:

  • migliorare le condizioni di vita dei consumatori
  • incentivare e promuovere lo sviluppo dei produttori svantaggiati combattendo lo sfruttamento del lavoro minorile
  • creare rapporti commerciali e rapporti di lavoro rispettando la dignità umana e senza fini di lucro
  • tutelare i diritti umani tramite il sostegno di valori come la giustizia sociale, la sicurezza economica e la sostenibilità ambientale
  • incentivare opportunità di lavoro nei Paesi poveri ed economicamente sottosviluppati
  • sostenere e promuovere l’autosviluppo economico e quello sociale
  • coinvolgere le istituzioni nazionali e internazionali nell’intraprendere decisioni e scelte economiche a tutela e difesa dei piccoli produttori
  • promuovere un uso sostenibile ed equo delle risorse ambientali

Regole del commercio equo e solidale

Il commercio equo e solidale si base su delle regole e principi che valgono per tutte le associazioni e i relativi punti vendita al consumatore:

  • utilizzo di materie prime rinnovabili
  • divieto di sfruttamento di lavoro minorile
  • collaborazione fra i produttori
  • creazione di mercati interni dei prodotti
  • sostegno e incentivazione alla propria comunità
  • progetti per la formazione

Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale

La Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale è una sorta di “manifesto” che contiene tutti i principi, gli obiettivi, i valori sostenuti e promossi dal commercio equo e solidale.

Approvata nel 1999, nell’articolo 1 definisce cosa sia il commercio equo e solidale: “Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ambiente, attraverso il commercio, la crescita della consapevolezza dei consumatori, l’educazione, l’informazione e l’azione politica. Il commercio equo e solidale è una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: dai produttori ai consumatori”.

Prodotti

Varia e articolata è la scelta dei prodotti che il consumatore può trovare sugli scaffali dei punti vendita del commercio equo e solidale, prodotti di qualità realizzati e preparati nel rispetto delle persone e dell’ambiente. I prodotti sono così una garanzia per il consumatore che può scegliere anche tra una vasta gamma di generi alimentari provenienti da agricoltura biologica. Tra i prodotti che si trovano sugli scaffali dei punti vendita ci sono:

  • generi alimentari
    (caffè, tè, zucchero di canna, cacao, miele, marmellate, orzo, frutta secca, infusi di erbe e spezie, biscotti, caramelle, bibite, succhi di frutta, cereali, cioccolata, cous cous, riso, pasta biologica, spezie, legumi, budini, snack, panettoni e torroni natalizi, uova pasquali di cioccolato)
  • prodotti artigianali realizzati a mano
    (giocattoli in materiali naturali o riciclati, borse, zaini, portafogli, portadocumenti, lampade, tappeti, candele, bigiotteria od oggetti in argento, servizi per la casa come piatti, bicchieri, tazze, mobili, tende, arazzi, tovaglie, copriletti)
  • prodotti per la cura del corpo
    (saponi, olii essenziali, creme, pettini)
  • abbigliamento
    (camicie in cotone naturale realizzate a mano, foulard in seta o in cotone, t-shirt stampate a mano, maglioni in lana tinta naturalmente, stoffe dell’India)
  • cartoleria
    (quaderni, bloc-notes, cestini, portapenne, rubriche, biglietti di auguri realizzati a mano con carta riciclata o fatta con fibre vegetali d’ananas, di cotone, di juta, di riso e stampati artigianalmente)
  • libri
    (pubblicazioni su argomenti come il commercio equo e solidale, la globalizzazione, la difesa e la tutela dell’ambiente, lo squilibrio economico tra Nord e Sud del mondo, proposte didattiche per insegnanti per sensibilizzare i giovani, favole da tutto il mondo, libri-gioco per i bambini o libri sulla cucina esotica)
  • bomboniere
    (cestini, scatoline per confetti, oggetti in terracotta)

Progetti di formazione e sensibilizzazione

Le associazioni e le cooperative che si occupano del commercio equo e solidale promuovo anche una serie di iniziative e progetti volti alla formazione e alla sensibilizzazione verso un consumo più consapevole e sostenibile, nel rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. Alcuni progetti sono rivolti alle scuole, altri coinvolgono direttamente i consumatori affinché ci sia più consapevolezza nella valorizzazione e nel rispetto delle diversità culturali e sociali.

Organizzazioni di commercio equo e solidale in Italia

Nella Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale all’articolo 5 si legge:

“Le Organizzazioni italiane devono:

  • promuovere iniziative di economia solidale al meglio delle proprie possibilità
  • sostenere le campagne di sensibilizzazione e pressione, condotte a livello nazionale ed internazionale, volte a realizzare gli obiettivi del Commercio Equo e Solidale
  • essere senza fini di lucro
  • inserire, appena possibile, personale stipendiato all’interno della struttura, garantendo un’adeguata formazione
  • valorizzare e formare i volontari e garantire loro la partecipazione ai processi decisionali
  • rendere disponibile alle organizzazioni di commercio equo esSolidale, impegnandosi alla trasparenza, l’accesso alle informazioni riguardanti le proprie attività (commerciali e culturali)
  • avviare e mantenere contatti diretti con esperienze marginali di autosviluppo, sia in loco che nei Paesi economicamente svantaggiati al fine di stabilire una sorta di gemellaggio equo e solidale, con ogni mezzo idoneo a permettere la conoscenza di luoghi, persone, modalità di vita e di produzione che possano associarsi ai concetti con cui si definisce il Commercio Equo e Solidale”.

(fonte: http://www.commercioequo.org)

Punti vendita in Italia

In Italia, secondo alcune indagini svolte dal Ces (Commercio equo e solidale), ci sono poco meno di 400 organizzazioni dedite al commercio equo e solidale con un fatturato di circa 100 milioni di euro e quasi 2.000 persone addette. Le botteghe equo e solidali in Italia sono circa 600 con una maggiore concentrazione nel Nord-Ovest e nel Nord-Est del Paese e nelle grandi città tanto che basti pensare che ben l’88% dei negozi ha sede in città questo perché c’è una maggiore richiesta dei prodotti offerti.

Il 40% di questi punti vendita offre per lo più prodotti artigianali che provengono da oltre cinquanta Paesi di tutto il mondo e per il 54% circa si tratta di cooperative mentre per il 46% si tratta di associazioni dedite al commercio equo e solidale al dettaglio e all’ingrosso (76%) o ad attività culturali e sociali (24%).

Oggi il consumatore può trovare alcuni dei prodotti del commercio equo e solidale non solo nei punti vendita specializzati, ma anche all’interno di alcune catene della grande distribuzione, cosicché in totale i punti vendita che sui loro scaffali offrono ai loro clienti prodotti del commercio equo e solidale sono saliti a ben oltre 5.000.

Anche se i dati del commercio equo e solidale in Italia sono in crescita, se confrontati con la situazione in Europa e nel mondo si scopre che ancora questo settore potrebbe essere molto più potenziato.

Punti vendita in Europa e nel mondo

In Europa, rispetto all’Italia, il consumo e l’acquisto dei prodotti del commercio equo e solidale da parte del consumatore sono molto più alti. Questa situazione non rispecchia solo un trend attuale, ma è così già dagli anni scorsi basti pensare, per citare alcuni dati, che in Gran Bretagna nel 2005 sono state vendute 3.300 tonnellate di caffè equo e solidale mentre in Italia soltanto 223 tonnellate.

Le cosiddette “botteghe del mondo” in Europa sono circa 2.500 e tra i Paesi con la più alta concentrazione di negozi equo e solidali ci sono l’Olanda, il Belgio e la Germania.

Approfondire il commercio equo solidale

Siti internet

Guida ai prodotti del commercio equo solidale
La nostra guida di approfondimento sui prodotti di questo genere di commercio saggio ed etico.

Agices-Assemblea generale italiana del commercio equo solidale
Sito dell’Assemblea generale del commercio equo e solidale con tante novità e informazioni su attività, iniziative e progetti; L’Agices è l’ente depositario della Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale.

Associazione Italiana Botteghe del Mondo
Sito dell’associazione Botteghe del Mondo con informazioni sulle attività delle Botteghe del Mondo e sulle numerose iniziative promosse a favore del commercio equo e solidale.

Ctm altromercato
Ctm altromercato è la più grande organizzazione di commercio equo e solidale in Italia e la seconda a livello mondiale.

Equomercato
Cooperativa che importa prodotti alimentari, artigianali e cosmetici da Africa, America Latina e li distribuisce nelle varie botteghe del commercio equo e solidale in Italia.

Ravinala
Cooperativa sociale che ha come scopo la sensibilizzazione e l’informazione del consumatore nei confronti del commercio equo e solidale.

Libero Mondo
Cooperativa sociale che promuove lo sviluppo e la crescita del commercio equo e solidale per incentivare lo sviluppo di un’economia autonoma dei Paesi più poveri.

Commercio Alternativo
Cooperativa no-profit che importa e distribuisce prodotti del commercio equo e solidale.

Libri

  • Elena Viganò, Michela Glorio, Anna Villa, Tutti i numeri dell’equo. Il commercio equo e solidale in Italia, Edizioni dell’Asino, 2008


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