Risparmio energetico

Quello del risparmio energetico è un tema di sempre maggiore attualità e importanza. In un mondo dominato dall’economia di mercato, dove il canone di misurazione per valutare la ricchezza di un paese è la crescita del PIL (prodotto interno lordo), resta sempre più in dubbio la “sostenibilità” di questo tipo d’economia, la quale presuppone una disponibilità di materie prime e risorse energetiche in quantità infinita, in un pianeta che com’è noto ha delle dimensioni limitate, seppur notevoli.

Risparmio energetico

Ma la questione del risparmio energetico, in casa come nel pubblico e nell’industria, non è tutta qui. Infatti, se a quanto detto si aggiunge il gravoso tema dell’inquinamento atmosferico, con conseguente riscaldamento della temperatura globale; la progressiva carenza d’acqua potabile per milioni d’individui in alcune parti del globo, con le inevitabili conseguenze geopolitiche (in futuro si prevede un ingente fenomeno d’emigrazione dalle regioni che man mano desertificheranno). Ecco allora che il ritorno a uno stile di vita all’insegna della sobrietà e al consumo intelligente costituisce un primo e significativo passo.

Si può affermare che il primo campanello di allarme riguardo alle conseguenze dovute alla mancanza di energia risale al 1973, anno dello scoppio della guerra tra Israele e i principali paesi del Medio Oriente. Ciò determinò un innalzamento vertiginoso del prezzo del petrolio dovuto alla sua repentina irreperibilità sul mercato mondiale.

I vari governi nazionali applicarono provvedimenti fino a ora sconosciuti, come la limitazione del traffico automobilistico e l’invito al risparmio di energia. Da quel momento si ebbe la chiara percezione che il petrolio non era una risorsa infinita e sempre disponibile a basso prezzo; ci si doveva dunque muovere per la ricerca di fonti di energia rinnovabile e all’uso misurato di queste.

Attualmente la politica di risparmio energetico e dei consumi procede a ritmi diversi a seconda dei paesi. Tanto per fare un esempio che ci riguarda, se in Germania da anni si costruiscono case a bassissimo consumo energetico, in Italia siamo solo agli inizi di questa nuova politica ambientale; la regione più intraprendente a riguardo è il Trentino Alto Adige, non casualmente vicina geograficamente e culturalmente al popolo tedesco.

Risparmio energetico

Si parla molto di fonti rinnovabili e d’energia alternativa nell’ottica del risparmio energetico, ma si trascura troppo spesso il problema che sta a monte: quello del contenimento dei consumi.

Come afferma il più grande esperto d’efficienza energetica della nostra penisola, Maurizio Pallante, usando un’efficace metafora, poco importa se in un secchio con molti buchi (le nostre abitazioni) inserisco dell’acqua di colore bianco (energia tradizionale) o verde (proveniente da fonti rinnovabili); è importantissimo, prima ancora che agire sulle fonti d’energie, limitare il più possibile dispersioni d’ogni genere.

Risparmio energetico in casa: consigli e comportamenti corretti

Lo scopo di quest’esposizione è quello di proporre alcuni piccoli gesti e correzioni da apportare alle nostre abitudini quotidiane, allo scopo di ottenere significative riduzioni di consumi e un fattivo risparmio energetico, incidendo positivamente anche sul bilancio economico.

Non parlerò dei grandi lavori di ristrutturazione degli edifici (ad esempio l’isolamento termico delle pareti esterne, la sostituzione del tradizionale impianto di riscaldamento a radiatori con tubi a basse temperature passanti sotto i pavimenti), non per declassarne l’importanza, ma perché divergono dalle finalità di quest’esposizione, mirante all’ottenimento di “molto risparmio con poco investimento”.

Nell’ultimo capitolo poi approfondirò le tematiche legate agli interventi di medie dimensioni che si possono effettuare grazie anche agli aiuti economici, sotto forma di sgravi fiscali, forniti dallo Stato italiano con la legge finanziaria 2007.

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Risparmio energetico nel consumo dell’acqua

In un’abitazione media, gran parte dei consumi d’acqua potabile è impiegata per l’igiene personale e lo scarico del water. La rimanente va per uso alimentare e giardinaggio. Si capisce bene che il risparmio energetico è certamente possibile già con piccoli accorgimenti.

Attualmente esistono dei piccoli dispositivi, chiamati riduttori di flusso dell’acqua, i quali garantendo la stessa efficienza, permettono di risparmiare ben il 30-50% d’acqua. I riduttori di flusso si applicano al posto dei normali frangigetto montati nei rubinetti dei lavandini e nei bidet.

Per la doccia invece si montano nei flessibili o nel tubo di prolunga, ottenendo gli stessi risultati. Un calcolo effettuato dall’ENI, riferito ad un famiglia media di quattro persone, afferma che si possono arrivare a risparmiare fino a 50 euro annui. Non male, considerando che questi dispositivi hanno un costo abbordabile, compreso tra i due e gli otto euro.

L’altra grande fonte di consumi d’acqua è lo sciacquone del water. Anche qui, con minime spese d’investimento, si può ridurre lo spreco. Se ancora non si dispone di scarichi a doppia mandata (con due pulsanti che erogano differenti volumi d’acqua a seconda dell’esigenza), si può ridurre la dose di liquido agendo sul galleggiante, diminuendo il livello di riempimento della vaschetta; in alternativa a ciò, si possono applicare una o più bottiglie da mezzo litro piene d’acqua sul fondo della vaschetta, riducendo così l’acqua effettivamente scaricata.

Piccoli comportamenti poi sono fondamentali per ridurre lo spreco:

  • Fare una doccia rispetto al bagno, evita di consumare tout court tra i 60 e i 100 litri ogni volta;
  • Se necessità l’uso d’acqua solo per pochissimi secondi, specialmente in presenza di un miscelatore, usare acqua fredda altrimenti si riscaldano solamente i tubi dell’acqua calda;
  • Non lasciare scorrere l’acqua inutilmente (il classico esempio è quello del lavaggio dei denti);
  • Evitare di lasciare i rubinetti semi aperti o gocciolanti; ove è necessario, provvedere alla sostituzione delle guarnizioni; si trovano in quasi tutti i supermercati a una cifra irrisoria e chiunque, dotato di una minima manualità, può provvedere autonomamente al ricambio.

Risparmio energetico nel consumo di energia elettrica

Da anni ormai sono in commercio lampadine a basso consumo, che permettono un risparmio in genere di circa l’80% di energia garantendo la stessa luminosità di quelle tradizionali e una durata decisamente maggiore (di circa 10 volte rispetto a quelle a incandescenza). Si può iniziare magari la sostituzione nei locali più frequentati (cucina, soggiorno, studio).

La spesa iniziale d’acquisto sarà ammortizzata in brevissimo tempo (sempre l’ENI calcola per una famiglia tipo di quattro persone, un risparmio annuo sulla bolletta di energia elettrica di ben 45 euro, sostituendo tre lampade da 100 W con equivalenti a basso consumo).

Oltre a ciò, si possono adottare alcuni piccoli comportamenti. Vediamone alcuni:

  • Abituarsi a spegnere completamente gli elettrodomestici che dispongono di stand-by; all’inizio è seccante, ma col tempo diventerà un gesto spontaneo, oltre che conveniente. Ciò può essere fatto anche agendo direttamente sull’interruttore generale dell’apparecchio, oppure fornendosi di una presa elettrica multipla alla quale poter collegare gli elettrodomestici in funzione; basterà agire sull’interruttore principale per azzerare tutti i consumi.
  • Usare la lavatrice impostandola a temperature basse (in commercio esistono dei detersivi che aiutano a fare ciò); lo stesso per la lavastoviglie, che dovrebbe essere utilizzata soltanto a pieno carico. Il consumo di una lavatrice a mezzo carico è più della metà di uno a lavatrice piena!
  • Se si decide di acquistare una nuova lavatrice, un nuovo congelatore o frigorifero, scegliere quei modelli che indicano una classe di consumo almeno pari ad A+; oltre a permettere un consumo ridotto, si avrà diritto a uno sgravio fiscale del 20% sul prezzo lordo, come previsto dalla finanziaria 2007, detraibile sulla denuncia dei redditi che si effettuerà nel 2008.

Risparmio energetico nel consumo di gas per riscaldamento domestico

Per il riscaldamento delle abitazioni italiane si utilizzano caldaie alimentate a GPL, metano e, sempre meno frequentemente, gasolio. Ecco dei piccoli accorgimenti per ridurre i consumi di qualche punto percentuale e ottenere un tangibile risparmio energetico.

Se si dispone di una casa con molte stanze, nelle quali si soggiorna con tempi dissimili, è consigliabile l’istallazione di valvole termostatiche sui radiatori di ogni stanza; in questo modo è possibile regolare le temperature in modi differenti, evitando di sprecare calore inutilmente. Il montaggio delle stesse poi è sancito dalla legge se si decide di sostituire la vecchia caldaia con una a condensazione (per questo argomento rimando al paragrafo successivo).

Altri investimenti per il risparmio energetico domestico

Fin qui si è parlato di piccoli accorgimenti e investimenti al fine di ottenere notevoli risultati. Tuttavia si possono realizzare degli interventi che richiedono un maggiore investimento iniziale, parzialmente rimborsato dalla legge finanziaria entrata in vigore nel 2007.

Vediamone alcuni:

Se decideste di integrare il vostro impianto termico tradizionale con un altro a energia solare, sappiate che lo Stato vi rimborserà il 55% dell’imposta lorda sostenuta, fino a un tetto massimo di 60.000 euro e ripartiti in tre annualità. L’abitazione dovrà essere visionata da un tecnico abilitato, il quale rilascerà un attestato di qualificazione energetica, come previsto dal decreto legislativo 19 agosto 2005, fatto salvo per altra norma introdotta dalla Regione o da altro ente locale (la detrazione fiscale sopraccitata riguarda anche le spese sostenute per verificare il controllo e con le stesse modalità). Questo è un punto importantissimo quanto rivoluzionario in Italia. Per la prima volta, infatti, si concedono incentivi economici soltanto a quegli edifici che presentano un’adeguata prestazione energetica in termini di isolamento (tanto per ritornare alla metafora del “secchio bucato” prima citata).

Con 30.000 euro di aiuti e le stesse modalità di rimborso, sono previste per la sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione con caldaie a condensazione. Oltre alla sostituzione della caldaia, il lavoro prevede l’adeguamento e la messa a punto del circuito di distribuzione del calore (ad esempio il montaggio delle valvole termostatiche, le quali permetteranno la possibilità di scelta di temperature diverse nelle varie stanze, secondo criteri legati all’utilità degli ambienti stessi).

Per la sostituzione delle vecchie finestre con nuove, fornite di doppi o tripli vetri, sono disponibili 60.000 euro con analoga prassi di rimborso.

Per avviare un punto consulenza per il risparmio energetico

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Approfondire su internet

  • Eni 30 percento
    Sito dedicato ai 24 consigli che l’ENI suggerisce per risparmiare fino al 30% sulle bollette di acqua, luce e gas.
  • MerciDolci
    Per saperne di più sui riduttori di flusso dell’acqua e sul loro reperimento. Da questo link si può accedere alle altre sezioni dedicate al risparmio di energia elettrica e gas.
  • Maurizio Pallante
    Wikipedia dedica una voce a Maurizio Pallante e alle numerose opere scritte dall’autore.
  • Movimento per la decrescita felice
    Per avere un’idea più completa del concetto di “Decrescita Felice”, in controtendenza rispetto alle attuali teorie economiche


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