Muffa in casa

La muffa in casa è un problema molto diffuso, più di quanto si possa pensare, indipendentemente dal fatto che l’abitazione sia o meno di recente costruzione. E questo perché le cause che portano alla formazione di questo indesiderato ospite sono numerose e di varia natura. Qui di seguito qualche informazione sull’origine e la formazione della muffa in casa e soprattutto alcuni consigli su come eliminarla, attraverso semplici accorgimenti o trattamenti mirati, impedendone il ritorno in maniera definitiva.

Muffa in casa

Cos’è la muffa

Innanzitutto prima di capire come sbarazzarsene, è bene sapere con cosa si ha a che fare e come riconoscerla. La muffa è un fungo dall’aspetto spugnoso costituita da miceli, ovvero insiemi di sottili filamenti chiamati ife. Presenta normalmente un colore verdognolo, marrone e/o nero ed emana un particolare odore che è difficile non riconoscere, molto simile ad esempio a quello che si trova nelle cantine (da non confondere tuttavia col semplice odore di ‘chiuso’ che magari hanno alcuni ambienti).

Importante da tenere a mente è che, oltre a motivi strettamente igienici, è necessario eliminare la muffa dalla propria casa anche perché le sue ife possono avere effetti dannosi sulla salute dell’uomo. In particolare problemi respiratori, come tosse e asma, ma anche emicranie, stanchezza, abbassamento del sistema immunitario. Addirittura raffreddori e congiuntiviti.

Le stanze in cui maggiormente si manifesta sono di certo la cucina e il bagno, in particolare su muri e soffitti (soprattutto agli angoli), nelle docce e nelle vasche, attorno alle finestre, ma anche lungo le linee di cemento che dividono mattonelle e piastrelle.

Ci sono punti però che non si vedono, in cui si annida con facilità e dove vale la pena di dare un’occhiata di tanto in tanto (spesso uno se ne accorge quando è troppo tardi!), come ad esempio sotto i divani, sul retro degli armadi e delle scarpiere, sotto i mobili della cucina o del salotto, sui tappeti e sulla moquette, o dietro la carta da parati (se inizia a scollarsi).

I motivi per cui la muffa si forma possono essere diversi, ma quello principale è sicuramente l’umidità, in tutte le sue forme, compresi ovviamente l’umidità di risalita dal sottosuolo, il vapore acqueo (che si forma in bagno dopo una doccia o dalle pentole in cucina), la condensa.

Le cause possono rintracciarsi poi anche in questioni legate all’aspetto costruttivo dell’abitazione stessa, come ad esempio un cattivo isolamento di pareti e tetti, tubi che perdono, ponti termici e sistemi di riscaldamento inefficaci.

Come eliminare la muffa in casa

Ciò che interessa maggiormente chi ha problemi legati alla manifestazione della muffa in casa sono comunque i rimedi per eliminarla.

Come prima cosa, se la muffa si è già formata, molto utile risulta essere l’uso di acqua e candeggina da passare direttamente sulla superficie rovinata, attraverso l’ausilio di spazzole o, per i punti più stretti e difficili da trattare, di un semplice spazzolino da denti.

I rimedi fai-da-te sono particolarmente efficaci, oltre che economici, e tra questi si ricorda anche l’uso dell’acqua ossigenata, del bicarbonato di sodio, dell’alcol etilico o della soda, dell’aceto bianco. In alternativa si trovano comunque in commercio dei prodotti chimici, da utilizzare nel caso in cui la muffa persista, solitamente in formato spray. Ce ne sono di diversi tipi, ma in quasi tutti i casi bisogna spruzzare il prodotto direttamente sulla muffa e aspettare che agisca.

Togliere ovviamente quelle antiestetiche macchie non risolve il problema alla radice, perché la muffa quasi certamente si ripresenterà. Perciò per eliminare del tutto il problema bisognerà rispettare alcuni fondamentali accorgimenti o, nel caso in cui fosse necessario, mettere in pratica delle soluzioni più definitive.

Prima di procedere con un elenco delle cose da fare e da non fare, è indispensabile ricordare che un’altra causa che alimenta il proliferare della muffa è rappresentata da una cattiva ventilazione all’interno delle pareti domestiche. Quindi importantissimo è areare gli ambienti aprendo le finestre per far circolare l’aria tutti i giorni, almeno due volte al giorno per cinque minuti.

Oltre a questo si ricorda di: favorire l’entrata dei raggi solari; chiudere crepe o risolvere tempestivamente problemi di perdite; evitare accumuli di varia natura (libri, scatole, coperte); non far asciugare i vestiti in casa; non esagerare con le piante all’interno dell’appartamento e se ci sono evitare quelle che necessitano di molta acqua; evitare armadi a muro; mantenere le stanze e i mobili il più possibile puliti, anche con l’aiuto di sostanze igienizzanti; tenere accesa una ventola in bagno dopo aver fatto la doccia; acquistare deumidificatori elettrici; mettere negli armadi o nelle cassettiere quelle particolari scatole di plastica contenenti sali assorbi umidità.

Questi semplici accorgimenti migliorano di gran lunga la situazione e in alcune circostanze si dimostrano persino risolutivi. Tuttavia se ciò non dovesse bastare e il problema dovesse presentare cause più gravi, esistono altri tipi di rimedi, in alcuni casi più invasivi o poco economici, ma la cui efficacia è assicurata, come ad esempio quello di montare cappe e sistemi di aspirazione, condizionatori d’aria da mettere nelle stanze più a rischio, o apparecchi elettronici specifici per eliminare l’umidità di risalita.

Vernici anti muffa

Di notevole efficacia sono inoltre le cosiddette vernici anti-muffa che si trovano facilmente in commercio, con cui ridipingere tutte le pareti di casa (una volta pulite) o da passare sul retro dei mobili in legno per impedire che la muffa ritorni.

La tipologia dei prodotti varia a seconda delle esigenze: si passa infatti dall’intonaco deumidificante e dalla pittura a calce (pitture queste di base) a vernici di finitura come l’idropittura anticondensa e la pittura termica antimuffa, da utilizzare dopo aver tinteggiato magari con un fissativo anch’esso antimuffa.

Infine, ma non per ultimo, se il problema della muffa riguarda la struttura stessa della casa, si ricorda che è possibile intervenire isolando internamente i muri con la costruzione di contro pareti in cartongesso o esternamente tramite coibentazione, ovvero applicando dei pannelli isolanti, spesso di polistirolo, ricoperti di intonaco e pittura idrorepellente.



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