Energia elettrica: come risparmiare in casa

Un po’ per via della crisi economica e finanziaria, un po’ per aver acquisito la consapevolezza che le risorse ambientali non sono infinite, sta prendendo sempre più piede la tematica del risparmio energetico. Ciascuno di noi, adottando buone pratiche e dotandosi di idonei elettrodomestici e dispositivi per la casa, può ridurre notevolmente i suoi consumi energetici. Una scelta che, oltre a far bene anche al nostro portafoglio, ‘risparmia’ anche l’ambiente: per ogni kWh di energia risparmiato, si evita mediamente la produzione di 0.7 kg di anidride carbonica.

Come risparmiare energia elettrica in casa

Riduzione degli sprechi energetici in casa

Fino a relativamente poco tempo fa, la vita quotidiana era vissuta senza badare troppo ai fabbisogni energetici richiesti, né tantomeno alle implicazioni ambientali che il nostro stile di vita comportava. Negli ultimi tempi però si assiste ad una presa di coscienza a suo modo rivoluzionaria: si sta sempre di più diffondendo la consapevolezza che la riduzione dei consumi e le pratiche di miglioramento dell’efficienza energetica non comportano necessariamente un peggioramento del nostro modo di vivere, anzi.

Si calcola che circa un quarto dell’energia elettrica consumata in Italia sia utilizzata per l’illuminazione e per il funzionamento degli elettrodomestici. All’interno di ogni casa, si stima inoltre che il “peso” di ciascun apparecchio nel consumo energetico totale sia così ripartito: congelatori e frigoriferi 23%; illuminazione 12%; apparecchiature audio e video 10%; boiler e scaldabagno 8%; lavatrice 7%; lavastoviglie 6%; computer e apparecchiature informatiche 3%; il restante 31% viene consumato per alimentare altri dispositivi come forno, phon, ferro da stiro, robot da cucina, ecc.

L’Associazione Fare Verde (link riportato in fondo alla pagina) in un suo studio ha inoltre evidenziato come, attuando buone pratiche di riduzione degli sprechi, una famiglia di quattro persone possa ridurre di ben 5250 euro all’anno le spese di gestione della casa. Esistono quindi significativi margini di riduzione dei consumi, se ciascuno di noi si impegna ad attuare piccoli accorgimenti nella vita quotidiana; vediamo insieme quali sono.

Risparmiare sull’illuminazione

In commercio si trovano ormai dappertutto le lampadine ad alta efficienza energetica: basate sulla fluorescenza, permettono di consumare fino al 75% in meno rispetto alle ”vecchie” lampadine ad incandescenza. La loro vita media, inoltre, arriva ad essere anche 10-12 volte più lunga rispetto alle lampadine tradizionali: alcune durano fino a cinque-dieci anni. Le lampadine ad alta efficienza sostituiranno completamente quelle ad incandescenza, che nel nostro Paese e in tutta l’Unione Europea saranno del tutto tolte dal commercio a partire dal 1° gennaio 2011. Già dal settembre 2009 sono fuori commercio le lampadine da 100 Watt, e progressivamente verranno eliminate anche quelle da 75, 60, 40, 25 e 15 Watt.

Perché si è deciso di eliminare le lampadine ad incandescenza? Semplice, la loro efficienza energetica è pessima. Solo il 7% circa dell’elettricità consumata è effettivamente trasformata in energia luminosa: il resto viene dissipato sotto forma di calore. La loro vita media è di ‘sole’ 1500 ore, contro le 5-10mila delle lampadine a fluorescenza. Le lampadine alogene sono ancora meno efficienti: durano mediamente 2000 ore, ma dissipano ben il 95% dell’energia elettrica. Alla luce (nel vero senso della parola!) di tutto questo, se abbiamo ancora in casa queste lampadine obsolete, seppur funzionanti, è raccomandabile sostituirle al più presto con dispositivi a maggior efficienza.

Al momento dell’acquisto, è bene prestare attenzione all’Etichetta Energetica europea presente sulla confezione e che riporta la classe di efficienza e i consumi standard del prodotto (vale sia per le lampadine che per gli elettrodomestici, come vedremo di seguito). Esistono sette classi di efficienza, a ciascuna delle quali corrisponde una progressiva lettera dell’alfabeto e che vanno dalla classe “A” (maggiore efficienza e quindi minori consumi energetici) alla classe “G” (maggiori consumi per via della minore efficienza).

Le lampadine ad alta efficienza costano mediamente di più ma, durando più a lungo nel tempo e consumando meno energia, determinano alla fine un significativo risparmio sulle spese della bolletta. Si calcola che, per una lampadina dal costo iniziale di 10 euro, ci si aspetti una vita media di circa 10mila ore, che corrispondono grosso modo a cinque anni di funzionamento. In questo periodo la lampadina avrà consumato circa 140 euro rispetto ai 570 consumati da una lampadina tradizionale, per un risparmio netto di 430 euro: ben 86 euro all’anno che rimangono nel nostro portafoglio!

È bene prestare attenzione ai lampadari che richiedono molte lampadine per essere illuminati: i loro consumi energetici sono molto elevati. È meglio quindi acquistare lampadari ad una sola lampadina; se già però abbiamo in casa dei grossi lampadari multilampada, possiamo comunque fare qualcosa. Considerando il fatto che quattro lampadine da 25 Watt illuminano come una da 100 Watt, ma consumano il 50% in più di energia elettrica, una soluzione intelligente può essere la sostituzione delle lampadine in eccesso con una sola, di maggior potenza.

Quando dobbiamo cambiare una lampadina a fluorescenza, ricordiamoci che quella vecchia non può essere gettata nel rifiuto indifferenziato, ma va conferita presso i centri di raccolta delle isole ecologiche: al suo interno sono presenti infatti sostanze tossiche, metalli pesanti come il mercurio ed altri materiali che devono essere avviati alla raccolta differenziata.

Di recente commercializzazione, le lampadine a LED (Light Emitting Diode, ovvero ‘diodo ad emissione luminosa’) sono ancora più efficienti di quelle a fluorescenza. Una lampadina LED da 4 Watt infatti illumina come una 50 Watt ad incandescenza, ma dura fino a 25mila ore e consente un risparmio energetico del 92%!

Infine, può sembrare un consiglio banale ma… ricordiamoci comunque di spegnere la luce quando lasciamo una stanza!

Risparmiare su frigorifero e congelatore

Questi dispositivi rimangono accesi costantemente tutto l’anno, ed è facile comprendere che essi rappresentino una delle voci più importanti nel bilancio energetico (e della bolletta) di una casa. Per questo, meglio scegliere elettrodomestici in classe A o superiori (A+ e A++) che, a fronte di un maggior costo iniziale, forniscono nel tempo risparmi energetici anche di 4070 euro all’anno, se paragonati ai consumi di un frigorifero vecchio modello (10 anni di età).

Al momento sono disponibili gli incentivi governativi sugli elettrodomestici ad alta efficienza: fino al 31 dicembre 2010 per l’acquisto di frigoriferi e congelatori di classe energetica A+ e A++ sono possibili detrazioni del 20%, fino ad un massimo di 200 euro per apparecchio. Perché non approfittarne?

La scelta del modello deve essere fatta con attenzione e, soprattutto, con consapevolezza: le dimensioni devono essere adatte alle esigenze del nucleo familiare, evitando di acquistare frigocongelatori di dimensioni eccessive. Mentre per famiglie composte da più di quattro persone sono necessari frigoriferi dalla capacità di oltre 300 litri, per 2-4 persone sono sufficienti 200-250 litri, mentre per i single ‘bastano’ piccoli elettrodomestici fino a 150 litri.

Nella scelta di un congelatore è importante discriminare anche il tipo di funzionalità di cui abbiamo bisogno. Esistono infatti freezer in grado di surgelare i cibi (i cosiddetti “4 stelle”, che raggiungono temperature di -18°C ed oltre), mentre altri sono semplicemente in grado di conservare i surgelati (3 stelle: fino a -18°C, conservazione fino a un anno; 2 stelle: fino a -12°C, conservazione massima di un mese; 1 stella: fino a -6°C, conservazione non superiore alla settimana). In base alle nostre abitudini, è opportuno acquistare il congelatore più idoneo.

Il frigorifero e il congelatore dovrebbero essere tenuti lontani da fonti di calore (termosifoni e piani cottura) e dalla luce diretta del sole. È necessario provvedere al loro sbrinamento periodico: la presenza dei classici “crostoni” di ghiaccio determina infatti un aumento significativo dei consumi energetici. Già in presenza di strati dello spessore di mezzo centimetro è opportuno sbrinare il nostro frigorifero. La manutenzione periodica deve comprendere anche il controllo delle guarnizioni, che devono sempre essere in perfetto stato, e nella pulizia del condensatore.

Per una migliore efficienza di raffreddamento è consigliabile lasciare uno spazio di almeno 10-15 cm fra l’elettrodomestico e il muro, in modo tale che il motore non si surriscaldi.

È bene prestare attenzione al ronzio prodotto dal nostro elettrodomestico: se il motore è in continuo funzionamento, significa che è stata impostata una temperatura troppo bassa rispetto alla potenza a disposizione. È quindi necessario selezionare livelli di freddo meno intenso. Attenzione, infine, a non riempire eccessivamente il frigorifero o il congelatore, e a non introdurre mai cibi caldi: i consumi energetici subirebbero un’impennata, per non parlare della formazione di condensa e del pericolo di scongelamento o alterazione degli altri cibi.

Ricordiamoci infine di tenere aperti gli sportelli solo per il tempo strettamente necessario ad introdurre o estrarre i cibi!

Risparmiare sul forno

Esistono due tipi di forno principali in commercio, la cui alimentazione è elettrica: quelli ‘tradizionali’ (sia statici che ventilati) e i forni a microonde/microonde combinati. I consumi dei forni elettrici tradizionali sono più elevati rispetto ai microonde, per via della dispersione energetica delle resistenze elettriche. È anche vero che, pur essendo più efficienti, i microonde non consentono la qualità di cottura dei forni tradizionali, e perciò non possono essere considerati dei sostituti efficaci.

Nell’utilizzo di un forno tradizionale, si consiglia di aprire lo sportello solo quando strettamente necessario (per infornare ed eventualmente controllare il grado di cottura del cibo), evitando quindi di disperdere inutilmente il calore. A causa dell’isolamento termico del forno, questo può essere spento un po’ prima del raggiungimento della cottura finale, perché la temperatura al suo interno viene mantenuta costante. Questa pratica consente di risparmiare un po’ di preziosa energia elettrica.

Risparmiare sulla lavastoviglie

Anche per questi elettrodomestici sono in vigore gli incentivi statali, quindi la sostituzione di un vecchio modello con uno a maggiore efficienza è estremamente conveniente.

Alcuni consigli pratici per diminuire i consumi sono, ad esempio, di utilizzare la lavastoviglie solo a pieno carico. Esistono infatti i programmi da ‘mezzo carico’, ma due di questi cicli consumano più di un ciclo normale. Se il nostro elettrodomestico possiede questa funzionalità, è bene disattivare l’asciugatura dei piatti a fine lavaggio, perché richiede molta energia (fino al 45% di quella totale impiegata dal ciclo!): in alternativa si possono asciugare i piatti a mano, o lasciare che questo lavoro sia compiuto dal circolo dell’aria. Gli ultimi 10-15 minuti di un ciclo di lavaggio sono impiegati dall’asciugatura, quindi eliminare questa fase porta anche ad un risparmio sulle tempistiche. I cicli di lavaggio brevi sono preferibili a quelli di maggior durata, e consentono di risparmiare fino al 60% di energia. Piatti e pentole particolarmente sporchi possono essere lasciati in ammollo nell’acquaio per qualche ora e poi lavati in lavastoviglie, evitando il ricorso a cicli di lavaggio lunghi ed intensivi che consumano molta acqua ed energia.

Per aumentare la durata di vita della nostra lavastoviglie, è opportuno passare con una spugna inumidita piatti e pentole prima del lavaggio, e anche di effettuare una pulizia regolare di filtri e guarnizioni. Soprattutto nelle zone con acqua dura, ricordarsi di utilizzare sempre il sale per lavastoviglie, che rende più efficace il lavaggio.

Risparmiare sulla lavatrice

È bene tener presente che quasi l’80% dell’energia consumata da una lavatrice viene utilizzata per riscaldare l’acqua: per questo, se il bucato non richiede un lavaggio particolarmente intensivo, è meglio scegliere programmi alle basse temperature (30 o 40 gradi). Un ciclo di lavaggio a 90°C consuma più del doppio di uno a 40 gradi! La scelta di temperature di lavaggio idonee può portare ad abbassare le spese annuali per la lavatrice fino a soli 20-30 euro all’anno.

Anche per il bucato è sempre preferibile utilizzare la lavatrice a pieno carico; nel caso di sporco particolarmente ostico, invece di fare ricorso a lavaggi intensivi (lunghi ed energeticamente dispendiosi) si può mettere il bucato in ammollo per una notte prima di metterlo in lavatrice. Oppure, soluzione ancora più pratica, una volta avviato il lavaggio si può spegnere l’apparecchio per un’ora o due, lasciando pertanto il bucato in ammollo con acqua e detersivo.

Al momento dell’acquisto, così come per tutti gli altri elettrodomestici, è bene prestare attenzione alla classe di efficienza energetica: l’etichetta riporta inoltre le informazioni relative ai consumi energetici per ciascun ciclo (espressi in kWh), i consumi di acqua e l’efficacia di lavaggio. I modelli più efficienti prevedono il riutilizzo dell’acqua durante il lavaggio, consentendo risparmi sull’energia necessaria per il suo riscaldamento e, ovviamente, consumando meno risorsa idrica e detersivo. Anche in questo caso vale sicuramente la pena di fruire degli ecoincentivi!

Risparmiare sullo scaldabagno

Poiché l’acqua calda richiesta in bagno e in cucina ha requisiti diversi, è preferibile installare uno scaldabagno elettrico separato per ciascuno di questi ambienti. Questo consente anche di ridurre le dispersioni di calore che avvengono quando l’acqua deve percorrere tragitti lunghi dallo scaldabagno al rubinetto. Assolutamente da ‘rottamare’ sono gli scaldabagno dotati solo di interruttore On/Off: spesso vengono lasciati in funzione anche quando non servono, con grande spreco di energia. Un’alternativa può essere l’inserimento di un dispositivo a tempo (timer) che permetta di avere acqua calda a sufficienza quando serve (ad esempio, per la doccia mattutina o serale). Le temperature ideali possono essere di 60°C in inverno, mentre d’estate sono sufficienti 40°C.

Gli scaldabagno a gas o quelli incorporati nelle caldaie sono la soluzione di gran lunga più efficiente, perché l’acqua viene riscaldata solo in caso di reale necessità, spegnendosi alla chiusura del rubinetto.

Risparmiare su televisori, videoregistratori, lettori DVD

Al giorno d’oggi esistono televisori a basso consumo energetico, come ad esempio quelli a LED, plasma o cristalli liquidi di ultima generazione. Le vecchie televisioni a tubo catodico sono, paragonate a questi modelli, dei veri e propri mangiaenergia, ma è necessario valutare i consumi dei televisori piatti caso per caso, perché vi sono grandi differenze fra i modelli. Alcuni, infatti, consumano moltissimo, ed ovviamente questo varia in funzione delle dimensioni (interessante è l’inchiesta su www.casasalute.it/gestione/uploadFiles/TVeConsumi.pdf). Con la tendenza a produrre schermi sempre più grandi, i consumi energetici sono inevitabilmente in aumento.

Importantissimo è non lasciare queste apparecchiature in standby: meglio spegnerle completamente quando non vengono utilizzate.

Risparmiare su computer e stampanti

Gli schermi dei computer possono consumare molta energia: fino a 500 Watt. Per questo è sempre bene spegnere il pc quando non serve: a proposito, non è vero che i cicli di accensione-spegnimento danneggiano lo schermo, quindi possiamo compierli con tranquillità. È vero che esistono delle modalità a basso consumo energetico (hybernate mode o standby), ma è sempre meglio uno spegnimento totale dell’apparecchio quando questo non viene usato per almeno mezz’ora.

Nel caso dei computer con monitor, una buona idea è quella di spegnere solo lo schermo se non serve. Ricordiamoci inoltre di spegnere i driver esterni come stampanti, casse, modem, scanner quando non vengono utilizzati.

Lo standby, questo risparmio sconosciuto

Televisori, videoregistratori, lettori DVD, computer, stereo, ma anche molti altri elettrodomestici presentano la funzione “standby”, simile allo spegnimento ma che rende possibile un riavvio rapido dell’apparecchio. Tipicamente lo standby è indicato da una lucetta rossa, fissa o lampeggiante; ma anche i display con orologi digitali rientrano in questa categoria di consumi “silenziosi”. Eppure, i consumi di energia non sono affatto trascurabili: vanno dai 4 ai 12 Watt per ora.

Un’inchiesta dell’Unione Europea ha evidenziato che nel 2005 gli sprechi di energia dovuti allo standby degli elettrodomestici corrispondevano addirittura a 47 tWh (teraWattora), cioè l’energia prodotta da 4 centrali nucleari. Con addirittura 19 milioni di tonnellate di CO2 come ‘effetto collaterale’.

Secondo uno studio del Politecnico di Milano, una famiglia media che elimina gli standby delle proprie apparecchiature domestiche può arrivare ad un risparmio annuale anche di 70 euro. Per questo, oltre a ricordarsi di spegnere completamente le apparecchiature elettriche, è bene anche al momento dell’acquisto accertarsi che il nostro nuovo elettrodomestico sia dotato della funzione di ”spegnimento totale” (senza che dobbiamo ricorrere a staccare la spina!).

Come aprire un negozio per il risparmio energetico

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Siti internet sul risparmio energetico in casa

Fare verde
http://www.fareverde.it/

Consumo elettrico su Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Classe_di_consumo_energetico

Enea efficienza energetica
http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/acquisti.htm

Euro top ten
http://www.eurotopten.it/



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Una risposta

  1. Paolo Cagnatel

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