Recupero porte e portoni

Sempre più spesso sentiamo parlare di riutilizzo e recupero di oggetti che fino a poco tempo fà credevamo impossibile o inutile salvare; ebbene tra questi sarebbe opportuno includere quei portoni e quelle porte, antichi o semplicemente vecchi, che ancora oggi purtroppo vengono gettate ma che sono invece recuperabili con successo facendone eccellenti oggetti di arredo.

Recuperare porte e portoni vecchi o antichi

Recuperare vecchie porte e portoni

Le porte e i portoni dismessi in seguito a una ristrutturazione o demolizione di vecchie case hanno spesso una triste sorte. Vengono sovente lasciate sotto l’acqua piovana, appoggiate ad un muro, abbandonate dentro un fienile a marcire, dimenticate nelle cantine a macerare nell’umidità o recluse nelle soffitte per essere consumate dai tarli.

Alcune hanno sorte peggiore e finiscono per soccombere ad altri strumenti di distruzione più inconsueti, ma pur sempre distruttivamente validi: porte e portoni bruciati nel fuoco. Infine, per ultimo, ecco il sistema più moderno e politically correct: porte e portoni vecchi, ma anche antichi, consegnati alle isole Ecologiche, magari insieme a mobili altrettanto validi per anzianità, in maniera da essere triturati per farne pellet (combustibile solido!).

Chi infierisce così su questi elementi di casa non sa che un vecchio portone del ‘700 può ancora arredare la vostra casa in maniera egregia, sia come portone che in altro modo (vedremo più avanti come).

Ci sono infatti persone che hanno passione per questi oggetti e li restaurano con amore; restaurarlo, a differenza di quel che tanti credono, non costa molto di più che rifarlo ex novo. Molti ignorano inoltre che un antico portone fatto a mano è un’altissima espressione di artigianato, di stili, di valori del territorio e soprattutto di maestria ebanistica che non c’è più, e che pertanto avremmo il dovere di salvaguardarlo come un vero e proprio insieme di valori.

Si tratta di un tesoro di elementi storicizzati che sarebbe giusto difendere, proteggere e restaurare nella sua espressione materiale – appunto porte e portoni – e non di buttarli per sostituirli con altri prodotti industriali, privi di pregi artistici, fatti con legnami non nazionali e neanche troppo economici.

Il mercato dei portoni e delle porte antiche

La domanda che molti si pongono è: c’è un mercato per i portoni e le porte dismesse, siano esse vecchie o addirittura antiche? Ebbene si, c’è! E i fautori di questo mercato sono le persone che ristrutturano una cascina, un rustico, una porzione di casa antica e che da un po’ di tempo non intendono più utilizzare nelle loro costruzioni delle porte nuove di fabbrica, magari in laminato, in melaninico o anche in semplice legno moderno.

Essi cercano e vogliono porte in legno massiccio che abbiano quel sapore tradizionale e storicizzato che una porta prodotta industrialmente non ha; essa infatti non può donare a questi antichi ambienti quel senso di vissuto e di calore che deriva dall’antico. Pertanto, per tutti costoro è importante poter trovare o avere una porta vecchia, o meglio antica, da poter far restaurare da professionsti del recupero che la tramutano in un prezioso elemento di arredo.

Restauro di porte e portoni, sia vecchi che antichi

Una volta che avrete salvato o recuperato un portone o una porta dismesse, giunge la domanda: come e da chi farlo restaurare? Innanzitutto ci si deve rivolgere a un restauratore e non a un semplice falegname, e questo naturalmente senza voler muovere alcuna critica alla categoria.

Il falegname produce (generalmente) manufatti in legno, ma non si occupa del restauro, che è un lavoro specialistico, nè di vera e propria conservazione. È sconsigliabile poi rivolgersi a “quel signore” che ha fatto da sempre il fabbro o il benzinaio (senza offesa per le categorie, scelte a caso) e da qualche mese restaura mobili, in casa…. Altro punto importante è: come restaurare correttamente delle porte, vecchie o antiche?

Le porte possono essere finite, cioè restaurate, ed avere più finiture diverse. Se sono di legno “a vista”, le tipologie che si possono incontrare sono sostanzialmente: quelle patinate a “gommalacca”, quelle verniciate a solvente, quelle verniciate ad acqua. Certamente la finitura più economica è quella ad acqua o a solvente, ma per contro “ad acqua” significa impiegare una vernice acrilica (pertanto sintetica), mentre “a solvente” significa impiegare un solvente (spesso tossico e sempre meno impiegato o addirittura ormai vietato).

A “gommalacca” significa invece adoperare una sostanza di origine vegetale (le scaglie di gommalacca vengono dalla secrezione naturale di una pianta) che è quella da sempre usata per restaurare i mobili antichi.

Se invece si decide di puntare su una finitura a colore (quindi con il legno non “a vista”), oltre alle comuni vernici bisogna ricordare che esiste la “laccatura artistica” detta anche “alla Veneziana”. Con questa finitura “a laccatura” è possibile trasformare anche una semplice porta vecchia in un delizioso oggetto d’arredo, data anche la possibilità di procedere all’anticatura del colore a imitazione dell’anticatura realizzata naturalmente dal tempo.

Impieghi di porte e portoni recuperati

Il modo in cui possono essere reimpiegati i portoni e le porte recuperate e restaurate non è cosi’ scontato come potrebbe sembrare, dato che possono essere usate anche in maniera diversa che…come porte!

Spesso si cercano porte per usarle come quinte di separazione in una taverna, altre volte un battente di un portone vecchio, ben restaurato, viene collocato a parete in orizzontale al posto di un quadro. In altri casi, e capita spesso, si usano porte e portoni restaurati per farli diventare testiere di letti; e poi ancora, piccole porte restaurate si possono usare come tavolinetti da mettere davanti alla televisione (magari con una lastra di cristallo posta sopra), oppure ancora porte vecchie reimpiegate per chiudere dispense a muro o nicchie di vario genere e forma.

Le antiche porte possono divenire stipi, portoni che dall’esterno vivono all’interno una nuova vita come porte antiche di una cucina che affaccia su una sala. Insomma è solo questione di fantasia e il riuso può avvenire in parecchi modi, che in definitiva sono davvero tanti, e tutto dipende solo dalla nostra creatività e dall’applicazione della logica del “riutilizzo” di oggetti nati per un fine ed ora utilizzati per un’ altro.

Siti internet per il recupero e il restauro di porte e portoni antichi

  • Portantica
    Restauro di porte e portoni, sia vecchi che antichi. Disponibilità a dare gratuitamente suggerimenti e consigli per la collocazione e l’uso. Portantica di Tortora Vittorio, Via per Spilamberto 610, 41058 Vignola (Mo). Tel. 0597 766 33 / 328 27 33 083. Email info@portantica.com


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