Contratto di locazione: differenze tra Italia e Inghilterra

Meta preferita dagli italiani in fuga all’estero, il Regno Unito offre diverse opportunità a chi cerca nuove occasioni lavorative e prova a fare carriera in determinati ambiti. Se ci trasferisce nella capitale inglese, però, bisogna prendere in considerazione l’idea di rivolgersi ad un affitta camere Londra per avere almeno un tetto sopra la testa durante la ricerca di un lavoro.

Contratto di locazione: abitazioni inglesi vs case italiane

Il mercato del lavoro in Gran Bretagna sembra aver risentito meno della crisi rispetto agli altri paesi del vecchio continente; di sicuro in Inghilterra la crisi è pesata di meno rispetto all’Italia e, per questo, molti connazionali cercano di intraprendere la carriera dei loro sogni a Londra.

Prima, però, è necessario anche avere le idee chiare su cosa significhi cercare una camera in affitto a Londra. Anche nella ricerca di un alloggio, infatti, bisogna conoscere le differenze tra la cultura inglese e quella italiana, così da non restare troppo delusi o, al contrario, pretendere troppo dal futuro alloggio. La maggior parte degli emigranti si affida ad un affitta camere Londra per conoscere gli standard costruttivi e le abitudini legate all’arredamento delle case britanniche che, effettivamente, sono diverse rispetto a quelle italiane: addirittura, in alcuni casi, le differenze sono a sfavore dell’Inghilterra.

Tempi e costi di un contratto di locazione: differenze tra Italia e Inghilterra

Le case inglesi sono state costruite prevalentemente tra il 19° e il 20° secolo: esteticamente sono molto belle proprio perché realizzate in modo del tutto diverso alle nostre, non hanno il pavimento in cemento ma costruito su assi di legno e ciò vale anche per la struttura portante del tetto; i muri portanti, invece, sono in mattoni. Anche per questo motivo quando si cerca casa, è sempre meglio essere sul posto così da rendersi conto di persona di che tipo di abitazione si tratta. In genere, ogni decisione è strettamente legata al costo stesso dell’affitto.

Il “lease” inglese vs contratto di affitto italiano

Una volta deciso di affittare una stanza a Londra, è consigliabile affidarsi alle agenzie immobiliari: ci sono, infatti, molte agenzie italiane in Gran Bretagna che si occupano proprio di trovare il migliore alloggio al miglior prezzo per i propri connazionali. Inutile dire che in questo modo si è più sicuri di ottenere un contratto d’affitto secondo le norme vigenti così da potersi proteggere in caso di eventuali abusi o pretese da parte del padrone di casa. Anche se si decide di lasciare la stanza prima del previsto si può essere tutelati.

In genere, il contratto di affitto – il lease – viene stipulato ogni sei mesi oppure annualmente; inoltre, se al momento della firma non si è soddisfatti di qualcosa, si cerca di contrattare sul prezzo. Non si può, però, contrattare alla maniera italiana: sempre tenendo presente quanto sia difficile la ricerca di un affitta camere Londra, bisogna sapere che, a volte, per aggiudicarsi un appartamento o una camera in alcune zone della city si deve letteralmente competere con altri potenziali affittuari.

Proprio come se fosse un’asta, bisogna giocare al rialzo per ottenere la camera dei propri sogni tanto che alla fine il prezzo risulta maggiorato di molto rispetto a quello iniziale. A questo sistema di contrattazione, gli italiani sono abituati in un certo senso perché giocano al ribasso: gli affittuari in Italia, infatti, cercano di contrattare se possibile, ma lo fanno per pagare meno del prezzo iniziale. In Inghilterra, invece, vince il migliore offerente. Nel lease inglese si può inserire una particolare clausola chiamata “break clause” che permette all’affittuario di poter recedere dal contratto prima del termine prefissato; ciò significa che è possibile lasciare l’appartamento o la camera fittata prima dell’anno di fitto.

La break clause è una clausola che si applica in genere solo a contratti che durano un anno o più, non meno. Una volta firmato il lease, la prassi vuole che venga chiesto un deposito iniziale che può variare tra una mensilità fino a sei settimane, mentre in genere in Italia si richiede un anticipo sul fitto dai tre ai sei mesi. In Inghilterra, però, questo deposito viene restituito nel momento in cui si lascia la camera: in pratica il padrone lo pretende per proteggersi in caso di eventuali danni casuali o intenzionali che possono essere arrecati alla casa oppure nel caso in cui si voglia abbandonare la camera e non si sia dato il giusto preavviso. Importantissimo in Inghilterra è essere puntuali e regolari nei pagamenti: una nota di demerito da parte di un landlord e si rischia di finire sul libro nero degli affittuari.

Differentemente dall’Italia in cui i padroni di casa chiudono un occhio se l’affittuario è leggermente in ritardo con i pagamenti, in Inghilterra se i pagamenti vengono fatti ripetutamente in ritardo o addirittura risultano mancanti, probabilmente si è compromessa la possibilità di restare in quell’appartamento pregiudicando anche la possibilità di trovare disponibilità da parte di un altro padrone di casa. Le referenze in Inghilterra sono molto importanti: il padrone di casa le richiede sempre all’agenzia o al precedente locatore; in Italia, invece, seppur richieste non incidono in maniera definitiva sul possibile fitto.

Se il landlord della vostra nuova abitazione viene a conoscenza di eventuali mancati pagamenti o di eccessivi ritardi, avrete pochissime se non nessuna possibilità che acconsentirà a firmare il lease. Le referenze negative possono giocare un ruolo decisivo nel credit check che è necessario anche all’atto di stipulazione di un mutuo o di pagamenti a rate. Ecco perché per non incappare in future e antipatiche questioni monetarie, meglio attivare uno standing order per pagare il fitto in modo rapido e puntuale.



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