Caraffe filtranti

Le caraffe filtranti: uno dei sistemi di depurazione domestica dell’acqua più in voga degli ultimi anni. Di design, con le loro forme moderne, leggere e semplici da usare, sono diventate protagoniste, e continuano in parte ad esserlo, dei tavoli da pranzo delle cucine italiane e non solo. Tanti però sono ancora i dubbi sulla loro reale efficacia. Qui di seguito una breve guida al suo utilizzo e alcuni importanti chiarimenti.

Cosa sono e come funzionano le caraffe filtranti

Le caraffe filtranti sono delle vere e proprie brocche, ovvero recipienti in plastica trasparente destinati a contenere acqua. Sono costituite da un coperchio, caratterizzato dalla presenza di un contatore elettrico e di uno sportellino per versare comodamente l’acqua, da un recipiente con capienza massima di circa due litri e mezzo (che corrispondono a un litro e mezzo di acqua depurata), e, all’interno, da una sorta di imbuto, o cartuccia, definito all’estremità da un filtro con setaccio a trama sottile.

Un oggetto molto semplice quindi e per nulla ingombrante. In commercio ce ne sono di diversi tipi e colori, quasi sempre abbelliti da manici ergonomici. Di norma i materiali usati sono incolore e bianchi, ma se ne trovano anche con parti in verde, blu, celeste e addirittura rosso o giallo.

Il piccolo contatore che si trova sul coperchio delle caraffe filtranti serve principalmente a indicare il tempo e il numero dei litri, ed è indispensabile anche per aiutare a capire quando è il momento di cambiare il filtro. Quest’ultimo infatti ha una durata di circa quattro settimane e, trascorso questo tempo, va sostituito. Il funzionamento delle caraffe filtranti è molto semplice.

Scegliere le caraffe filtranti

L’acqua usata è quella del rubinetto che va versata direttamente all’interno della brocca (alcuni esemplari sono provvisti anche di un sistema di riempimento automatico) e poi messa in frigorifero. Qui il filtro immerso nell’acqua provvederà a depurarla.

Lo scopo principale di questi oggetti è infatti quello di sostituire gli ioni di calcio e magnesio presenti nell’acqua con ioni di sodio e potassio, rendendo la bevanda quindi più leggera e dolce. A volte infatti l’acqua che fuoriesce dal rubinetto può risultare piuttosto ‘dura’ ed avere un sapore abbastanza sgradevole.

Nel suo passaggio attraverso il filtro, composto di resine sintetiche con un meccanismo a carboni attivi, l’acqua subisce una sorta di processo chimico che dovrebbe portare anche all’eliminazione di alcuni metalli nocivi come il nichel e il cobalto. Oltre a questo la caraffa filtrante dovrebbe pure ridurre la presenza del cloro e del calcare o eliminare altre sostanze più evidenti all’occhio come la sabbia.

Pregi e difetti delle caraffe filtranti

Da anni ormai si discute sulla loro reale efficacia. Per questo motivo è possibile mettere in evidenza quelli che sono pregi e difetti delle caraffe filtranti. Tale elenco dà pertanto la possibilità al consumatore di mettere sulla bilancia i pro e i contro dell’acqua depurata e scegliere liberamente la soluzione migliore per se stesso e per la propria famiglia.

Sicuramente tra i pregi da elencare si ricordano, prime fra tutti, le proprietà organolettiche: l’acqua filtrata per mezzo di caraffe migliora dal punto di vista del sapore e dell’odore, influendo quindi positivamente sul gusto. Questo anche perché elimina o diminuisce, come già accennato, il cloro e il calcare, sostanze che di certo contribuiscono ad alterarne il sapore.

Un altro elemento a favore delle caraffe filtranti è poi il fatto che alimentano l’uso dell’acqua del rubinetto rispetto a quella imbottigliata, traducendosi quindi, prima di tutto, in un notevole risparmio economico, ma anche in uno strumento di salvaguardia dell’ambiente (in quanto è ovvio che in questo modo si evita l’uso delle bottiglie di plastica).

Ricerche approfondite, svolte appunto per verificare la validità di quest’oggetto, hanno però portato alla luce alcuni fattori che bisogna necessariamente considerare.

Innanzitutto sembra che l’acqua purificata dalle caraffe la privi contemporaneamente di alcune sostanze importanti per la salute dell’uomo, quali lo iodio, il fluoro e il calcio. Non solo la rende quindi più povera e meno nutriente, ma pare che il filtro a carboni attivi possa rilasciare delle particelle addirittura nocive come l’ammonio o i nitriti.

Accanto a questi poi, la presenza dell’argento, sempre nei filtri, che dovrebbe contribuire a ridurre i microbi presenti nell’acqua, sembra invece contaminarla, poiché è stato ipotizzato che parte di questa sostanza vada poi a finire direttamente nella bevanda stessa. E’ poi possibile inoltre che l’uso delle caraffe filtranti alimenti la proliferazione batterica, andando a toccare pertanto la sfera dell’igiene, a causa del ristagno dell’acqua all’interno del recipiente.

Un ultimo elemento da non sottovalutare sono infine i costi, perché se è vero che la caraffa rappresenta un risparmio rispetto all’acqua minerale, è pur vero che i filtri hanno un costo abbastanza elevato, (si parla infatti di circa diciotto euro per la confezione da tre). Tuttavia, riguardo a ciò, è doveroso ricordare che esistono in commercio anche filtri compatibili e meno cari e che è inoltre possibile acquistarne su internet, a prezzi più convenienti.

Rischi per la salute delle caraffe filtranti

Accesi dibattiti e numerose polemiche ruotano attorno alle caraffe filtranti.

Le accuse sono state mosse da alcune associazioni di consumatori, i quali sostengono appunto che l’acqua depurata dalle caraffe potrebbe rendere quella, già potabile, del rubinetto, di minor qualità, se non addirittura pericolosa. Non indifferente a queste denunce è stato lo stesso Ministero della Salute, che anzi ha approfondito la questione emanando alcuni importanti decreti che qui di seguito vengono ricordati.

Innanzitutto il Decreto Ministeriale del 7 febbraio 2012 n. 25 (http://www.governo.it/backoffice/allegati/67350-7569.pdf) contenente “Disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell’acqua destinata al consumo umano”. Con tale decreto, che riguarda in generale i sistemi di depurazione dell’acqua, non si bandiscono le caraffe filtranti, ma si precisano alcune questioni fondamentali relative alla trasparenza da parte dei produttori.

Infatti ogni dispositivo dovrà essere accompagnato da un manuale d’istruzione chiaro e preciso, che fornisca al consumatore, tra le altre cose, informazioni esatte relative alla composizione dell’acqua filtrata, nonché da indicazioni presenti sulla confezione che, al di là di ogni intento pubblicitario, forniscano ulteriori dettagliate notizie circa il suo utilizzo. A seguito di tali direttive sono state poi elaborate delle Linee Guida, pubblicate con decreto n. 6154 dell’11 luglio 2012, cui ha fatto seguito, in virtù di aggiornamenti e modifiche, il decreto n. 10267 del 15 novembre 2012 (http://www.ptpl.altervista.org/burl/2012/burl_47_2012_ddg_15112012_10267.pdf ).

Proprio sulla scia di tali indagini sono state nel frattempo aperte dalla procura diverse inchieste contro alcune importanti case produttrici di caraffe filtranti (Brita, Viviverde, Auchan), tuttora in corso.



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