Come restaurare una sedia

Abbiamo trovato in soffitta o nel garage una vecchia sedia appartenuta a nostra nonna. L’abbiamo conservata tutto questo tempo perché per noi rappresenta un ricordo dell’infanzia, ma purtroppo è malandata, tarlata magari e poco stabile per essere collocata in un angolo della casa. Ebbene, è ora di ridarle il suo lustro e questo articolo vi offrirà semplici e pratici consigli su come fare.

Come restaurare una sedia

Volendo restaurare una sedia per prima cosa bisogna esaminare attentamente tutta la struttura per vedere dove intervenire e come, quali sono gli attrezzi necessari e il risultato che vogliamo ottenere (alle volte, per es., potremmo decidere di cambiare o rafforzare il colore per armonizzarlo meglio nel contesto del nostro arredamento).

È’ buona norma fare delle fotografie dell’oggetto, prima nelle condizioni in cui si presenta, durante le fasi di lavorazione e a lavoro ultimato, questo per avere un catalogo personale del proprio lavoro e perché no? Anche per la “civetteria” di far vedere ai nostri amici ciò di cui siamo capaci.

Come restaurare una sedia

Smontare prima di restaurare una sedia

Le sedie di norma si dividono in tre tipi:

  • con la seduta in legno (generalmente compensato sagomato o stampato)
  • imbottite
  • impagliate

Nel secondo caso dobbiamo rimuovere tutta l’imbottitura (può essere solo nella seduta o nella seduta e nella spalliera) aiutandoci con un cacciavite a taglio per sollevare la testa dei chiodi (detti sellerine) per poi estrarli completamente con una tenaglia, nel caso la tappezzeria fosse fissata con graffette si può procedere nella stessa maniera oppure utilizzando un “levachiodi-graffette”.

Normalmente il tessuto delle tappezzeria sarà da sostituire perché liso o addirittura tagliato, ma metteremo da parte l’imbottitura che ci servirà in seguito per essere riutilizzata. Successivamente vanno anche rimosse anche tutte le fasce di canapa e le molle eventuali facendo attenzione al loro fissaggio sul telaio per la successiva posa in opera delle stesse (ecco perché è utile una documentazione fotografica delle fasi del lavoro!).

Anche nel caso dovessimo restaurare una sedia impagliata, si deve innanzitutto rimuovere l’impagliatura partendo dal capo finale della stessa e, qualora non sia rotta e danneggiata, metterla da parte nella speranza che il nostro impagliatore possa riutilizzarla. Qui l’ausilio delle foto è quasi indispensabile in quanto le trame delle impagliature si differenziano per disegno e struttura e mostrarle all’impagliatore può essere di grande aiuto per ottenere un risultato conforme all’originale.

Ora che abbiamo messo a nudo il telaio passiamo ad esaminare i punti in cui dobbiamo intervenire per capire bene come restaurare una sedia. Generalmente i principali inconvenienti che possiamo riscontrare sono:

  • allentamento dei giunti tra le varie componenti della sedia
  • rottura di una di esse

Nel primo caso dobbiamo procedere come segue: smontare tutti i pezzi che presentano un cedimento strutturale. Per fare questo ci possiamo aiutare con un mazzuolo di gomma o meglio ancora con uno strettoio divaricatore (nell’appendice forniremo maggiori dettagli sull’attrezzo). Una volta compiuta questa operazione dobbiamo eliminare il più possibile tutte le tracce di vecchie colle con l’uso di scalpelli e sgorbie per le cave e di raspe dolci e carta vetrata per i maschi.

Riassemblare la sedia

Ora possiamo procedere a riassemblare la nostra sedia.

Per fare ciò abbiamo bisogno delle stesse morse strettoio-divaricatore usate precedentemente (con funzione inversa) o, in mancanza di queste delle fasce con cricchetto (tipo quelle che si usano per assicurare un carico sul portabagagli dell’auto) oppure una corda da stringere con un semplice tornichetto come quello in figura.

Nella prossima scheda tratteremo delle tecniche di macchiatura e come intervenire per ristrutturare una parte rotta della nostra sedia.

Per l’incollaggio useremo una comune colla vinilica avendo l’accortezza di pulire bene tutta quella che esce durante la pressione dei nostri sistemi di serraggio. La pulizia si fa con una spugnetta umida stando bene attenti a rimuovere tutta la colla in eccesso che impedirebbe una corretta “macchiatura”del manufatto.

In ogni caso, tutte queste operazioni è bene farle prima di sverniciare la nostra sedia poiché la presenza della stessa impedisce efficacemente la penetrazione della colla nelle parti esposte.

Sverniciare e ridipingere la sedia

Eccoci al momento della sverniciatura e tratteremo il delicato aspetto della cosiddetta patina.

La “patina” non è altro che l’effetto che il tempo, la luce e gli effetti di ossidazione producono sul legno. Questa non è da confondere né con lo sporco depositato né con le vecchie finiture, pertanto bisognerà rimuovere queste ultime con estrema cura e delicatezza.

Non usare mai strumenti meccanici come levigatrici elettriche, spazzole per trapano o smerigliatrici angolari. Per compiere questa operazione esistono due metodi principali: sverniciatori chimici o rimozione attraverso il calore con l’uso di termo-soffiatori.

Nel primo caso possiamo ricorrere a due diverse tipologie di prodotti: quelli cosiddetti biodegradabili e quelli a solventi (vedi appendice). La differenza tra i due è determinata dal tipo di vernice che vogliamo asportare, se si tratta di vernici a base di oli o a base cerata è preferibile ricorrere allo sverniciatore biodegradabile, nel caso di vernici a solventi invece dovremmo utilizzare (ahimè!) allo sverniciatore sintetico.

Per determinare quale sarà il più adatto dovremo fare dei cosiddetti “assaggi” ovvero testare i prodotti direttamente sul pezzo iniziando con quello meno aggressivo.

Una volta stabilito quale dei due è idoneo al nostro caso procederemo come segue: spennelleremo la sostanza su piccole parti del manufatto e, quando vedremo che agisce (si vedrà la vernice formare come delle bolle sulla superficie) passeremo alla rimozione col l’uso di paglietta a trama grossa (tipo 0 o 00) muovendoci nella direzione delle venature del legno.

Nel caso però della presenza di una vernice tipo flatting questa procedura non risulta molto efficace, si opterà dunque sull’uso di un temo-soffiatore. Quest’ultimo generalmente eroga due temperature, 350° ca e 700°. Per evitare di bruciare il legno si userà la temperatura più bassa e in questo caso useremo una spatola di metallo per rimuovere gli strati di vernice. Al termine di questo trattamento è comunque buona norma dare un’ulteriore ripassata con lo sverniciatore.

Una volta completate tutte queste operazioni passeremo al “lavaggio” con un solvente a base di limonene per rimuovere definitivamente ogni ulteriore residuo.

Ora possiamo tranquillamente passare alla “macchiatura” della nostra sedia. Per tingere la sedia (qualora volessimo cambiarne il colore) ci sono diversi prodotti che vanno dagli impregnanti ai mordenti.

Prodotti da utilizzare per restaurare una sedia

Ecco un breve elenco dei materiali e dei siti dove acquistare i prodotti per restaurare una sedia citati in questo articolo:

  • Pasta fiorentina
    Per rimuovere vecchie pitture, oli ossidati, colle animali. Il prodotto può essere usato anche su supporti diversi come carte, terrecotte e pietra. Costo 18,00 € flacone da 1000ml. iodegradabile. La trovate sul sito http://www.alcheringa.it/
  • Sessantadue
    Emulsione detergente a base di oli di agrumi caricato con metilcellulosa. Ottimo decerante per vari materiali tra cui il legno. Confezioni da 500ml (5,00 €) e 1000ml (10,00 €). La trovate sul sito www.wntichitabelsito.it

Siti su come restaurare una sedia

  • Bricotime – http://www.bricotime.it
    Un sito specializzato in prodotti specifici per il restauro, una vera miniera, dove troverete ad un prezzo accessibilissimo un utile levachiodi-graffette.


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