Dipingere casa: pittura tamponato

I modi per dipingere le pareti di casa da soli sono davvero molti e tutti abbastanza semplici da realizzare. Tra questi la tecnica del tamponato è sicuramente una delle più facili e dai risultati più soddisfacenti. Si ottengono infatti con poca fatica effetti davvero originali e personalizzati. Vediamo da vicino qual è il procedimento da seguire e quali gli strumenti da utilizzare per non sbagliare e ottenere finalmente sulle nostre pareti l’effetto desiderato.

La tecnica della pittura tamponato

Uno degli elementi che dà personalità alle stanze della propria casa, oltre all’arredo, sono proprio le pareti. Pertanto la scelta del colore è fondamentale, ma accanto ad essa anche il metodo usato per dipingerle. La tecnica della pittura tamponato è molto semplice perché non richiede una grandissima manualità e tutti possono cimentarsi ad eseguirla. E’ un particolare tipo di decorazione caratterizzata da un effetto ‘increspato’ della superficie, molto originale e dagli esiti quasi unici in quanto tutto dipende dal modo in cui si muove il polso nello stendere il prodotto.

Il disegno, la linea da seguire infatti è a totale discrezione di chi dipinge e non ha bisogno di regole. Si può decidere se ottenere effetti più corposi ripassando più volte sullo stesso punto o, se si preferisce, limitarsi ad un unico tocco.

pittura tamponato

Strumenti per la pittura tamponato

Per creare l’effetto pittura tamponato si utilizza un particolare strumento chiamato appunto tampone. Ne esistono diversi tipi in commercio e ognuno crea un decoro particolare.

Normalmente questo strumento è caratterizzato da una struttura in legno e metallo, con l’estremità, utilizzata per dipingere, costituita da un ciuffo di pelli sfaccettate. Possono essere cilindrici o quadrati (in questo secondo caso presentano sul retro un manico).

Le decorazioni ottenute variano in base alla natura del tamponeche influisce quindi sull’effetto finale della parete. Quando si parla di tecnica del tamponato ci si riferisce di norma a quell’effetto spiegazzato e pieno di grinze che si ottiene con i tamponi classici fatti di pelle (si parla in tal caso di effetto ricciolo o di effetto stropicciato).

Tuttavia ne esistono di molte specie e tra questi ricordiamo ad esempio quelli per ottenere l’effetto finto legno (in gomma), per l’effetto spatolato (in plastica), o per l’effetto cosiddetto Country.

I tamponi di pelle comunque si possono creare facilmente anche a casa attraverso l’ausilio delle classiche pelli di daino, ovvero quelle pelli giallo scuro abitualmente usate per pulire bagni e cucine (nei negozi specializzati si trovano quelle ad hoc, ma le pelli usate per la pulizia vanno benissimo lo stesso). Se ne sovrappongono almeno tre riunendole al centro con un po’ di nastro adesivo: il bozzolo così ottenuto sarà il manico, le punte sfrangiate delle pelli che rimangono libere costituiscono invece il tampone.

Procedimento per la pittura tamponato

La prima operazione da eseguire affinché l’effetto sia dei migliori è sincerarsi del fatto che la parete sia liscia al punto giusto. Per ottenere questo risultato è pertanto indispensabile lavorare prima il muro con della leggera carta vetrata. Una volta che la parete è pronta si può iniziare a passare la pittura.

Ci sono due metodi per dipingere le pareti di casa con la tecnica della pittura tamponato, ovvero ‘a mettere’ e ‘a levare’.

Nel primo caso si stende prima di tutto la vernice del colore prescelto con una pennellessa e successivamente, quando questa è asciutta, si immerge il tampone in un’altra vernice dello stesso colore, ma di diversa tonalità, che può quindi essere più scura o più chiara.

A questo punto si passa alla tamponatura – da cui il nome di pittura tamponato – vera e propria picchiettando la parete in maniera abbastanza casuale per mezzo del tampone e ricoprendo via via piccole porzioni di superficie per volta. E’ bene infatti di tanto in tanto allontanarsi per verificare da lontano l’effetto d’insieme.

Nel secondo caso invece il colore scelto per tamponare viene ‘asportato’ ancora fresco dopo essere stato steso su quello di fondo. Il metodo di base è quindi lo stesso, l’unica differenza, oltre al fatto che così si ottiene un effetto più omogeneo tra sfondo e decorazione, riguarda il fatto che in quest’altra modalità bisogna prima passare con un pennello il secondo colore sulla parete e poi ‘levare’ via col tampone parte del prodotto.

Ci sono tuttavia alcuni accorgimenti da rispettare. Intanto fare sempre attenzione, quando si immerge il tampone nel colore, ad eliminare la pittura in eccesso per evitare che coli (e capita più spesso di quanto si creda!). Poi considerare il fattore della densità. Più la pittura sarà densa infatti, più le increspature e quell’effetto arricciato, come di fogli accartocciati, saranno evidenti. Al contrario se la pittura è più liquida, allora l’effetto per quanto visibile sarà di certo più delicato e sobrio. Questa scelta dipende ovviamente dalle inclinazioni estetiche e dal gusto personale.

Per quanto riguarda i colori invece normalmente è preferibile non allontanarsi troppo dal colore del fondo: se si usa un verde acqua, ad esempio, meglio accostarci un colore affine, come il verde pastello o il verde bottiglia. Resta scontato, ovviamente, che per le pareti della propria casa ognuno può dar libero sfogo alla fantasia e tentare anche accostamenti azzardati che meglio rispecchiano la propria personalità.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *