Riforma polizze vita tradizionali: ecco cosa c’è da sapere

Di recente la questione sempre complessa e articolata delle polizze vita è tornata particolarmente in voga. Oltre all’ennesimo caso di cui si è resa protagonista il sindaco di Roma Virginia Raggi, accusata della sospetta promozione del contraente della propria polizza sulla vita, nel mese di settembre sono state approvate delle importanti riforme. La nuova normativa di riferimento abolisce il capitale garantito e rende ancora più eterogeneo il mondo delle polizze vita, già molti sconosciuto, a causa della disinformazione e delle tante leggi che lo regolamentano.

assicurazioni sulla vita

Nei primi giorni di ottobre l’Ivass, importante authority di vigilanza che tutela clienti e compagnie assicurative, ha pubblicato per intero il regolamento introdotto con le riforme più recenti. Le novità rilevanti riguarderanno esclusivamente i nuovi contratti e porteranno una serie di agevolazioni per le compagnie assicurative, che potranno ridurre ogni impegno di capitale verso l’assicurato e avranno un’aumentata flessibilità temporale per distribuire le plusvalenze da accantonare per tutti i clienti.

L’obiettivo dichiarato è di favorire un’evoluzione del sistema italiano e portare il Paese al livello degli altri Stati europei più avanzati. ANIA, l’Associazione Nazionale Imprese Assicurative, e la stessa Ivass si sono confrontate a lungo per rivedere le polizze sulla vita tradizionali e renderle più in linea con quelle che sono le nuove condizioni di mercato, costantemente in evoluzione. Queste innovative procedure dovrebbero snellire le pratiche e favorire non solo le agenzie ma anche i clienti, attraverso un pacchetto di servizi più mirato.

Ad essere interessate dai cambiamenti sono principalmente le polizze vita di ramo I, ovvero tutte quelle assicurazioni che hanno a che fare con la durata della vita umana. Tali contratti prevedono una gestione separata e richiedono l’investimento dei fondi in qualsiasi titolo di stato, garantendo a chi li sottoscrive almeno il ritorno del 100% di quanto è stato investito. I sistemi adottati per stipulare queste polizze sono da subito apparsi estremamente sicuri e per questo hanno attirato un numero di risparmiatori in continua crescita. Rispetto a soluzioni come index e unit linked le polizze del ramo I richiedono investimenti finanziari più contenuti e non fanno rimbalzare tutti i rischi di perdita sui clienti. Lo scorso anno il settore della raccolta vita ha accumulato circa 100 miliardi di euro e più dei due terzi dei fondi è arrivato proprio dalle polizze vita di ramo I.

Alcune compagnie hanno cercato di frenare le vendite per quanto riguarda le polizze vita del ramo I, dal momento che il tasso di interesse è contenuto e le spese legate alla gestione separata sono invece elevate. Le richieste di maggiore flessibilità nella gestione e nella distribuzione delle plusvalenze da parte delle assicurazioni sono arrivate per cercare di rispettare l’accantonamento dei capitali richiesto dalle regole di Solvency II. Anche lo stato, con i suoi investimenti in Btp, ha molto da guadagnare ed è comprensibile il tentativo di venire incontro alle compagnie.

Per prima cosa il nuovo regolamento sulle polizze vita non garantirà più il 100% del capitale, ma soltanto il 90% o il 95%, a seconda dei fondi investiti. In questo modo le imprese potranno diversificare gli investimenti e i clienti rischieranno di perdere solo una piccola parte dei capitali. Per quanto riguarda la flessibilità nella gestione delle polizze, si seguiranno le procedure già attive in Francia. Le plusvalenze potranno essere accantonate e non ci sarà più l’obbligo di distribuirle nell’anno di riferimento. Potendo spalmare le plusvalenze su due o più anni, le compagnie avranno la possibilità di mettere da parte qualche capitale negli anni più neri e portarsi avanti con i pagamenti nei periodi migliori.

Rimane un grosso problema, ovvero i contratti già sottoscritti negli anni passati. Gli interventi della riforma potranno modificare soltanto i nuovi contratti e le plusvalenze fin qui accumulate, che ammontano ad oggi a circa 50 miliardi, dovranno essere gestite col vecchio sistema. Cambiare le vecchie polizze sulla vita in corso d’opera sarebbe stato eccessivamente rischioso e forse scorretto, quindi si è preferito limitare le novità alle polizze future. Naturalmente la recente normativa stabilirà anche i premi incassati dai clienti nei casi di morte e riscatto anticipato.  Meglio, dunque, informarsi bene  sull’argomento e magari affidarsi ad esperti del settore che possono consigliare nella giusta maniera.  Una guida che consigliamo?  Su questa pagina trovate le polizze online suggerite da Assicurazionivita.net, non certo uno dei tanti siti che ci sono nel web, ma un comparatore preparato sull’argomento e affidabile.



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