Vermi e parassiti nei bambini

Vermi e parassiti nei bambini! I bambini, in quanto più delicati, sono più soggetti all’insorgenza di disturbi come vermi e parassiti intestinali. In questi casi, la prevenzione è la migliore cura! Per saperne di più su queste patologie, per imparare ad evitarle e, in caso, a curarle, continua a leggere questa guida.

vermi e parassiti nei bambini

Introduzione al rischio vermi e parassiti nei bambini

I parassiti, detti comunemente “vermi” sono delle infezioni intestinali, che possono colpire i bambini nella fascia d’età che va da 1 a 3 anni. E’ questa infatti, l’età a rischio, in quanto il bimbo a 12 mesi, cammina o comunque gattona. Tocca dappertutto, e poi quando acquista maggior sicurezza, comincia a correre da solo, magari nei giardini o nei prati. La curiosità è dei bimbi, e questo li porta a toccare tutto e a mettersi le manine in bocca, quasi sempre senza lavarsele. In questo modo, ci sono i presupposti per ingerire le uova dei diversi parassiti, presenti nella terra e nello sporco. Il loro habitat naturale, infatti è il terreno, che può essere stato irrigato con acqua contaminata.

Ma le uova dei vermi intestinali si possono annidare anche tra le mura domestiche: lenzuola, giocattoli, sanitari, abbigliamento. Tutto può essere contaminato perfino il cibo, anche se capita molto raramente. Un bambino può “prendere i vermi” anche frequentando una struttura, come per esempio l’asilo.

Da sottolineare in ogni caso, che non si tratta di una malattia e che nel giro di qualche giorno, tutto passa, se trattati in modo efficace. Ci sono tuttavia delle precauzioni da adottare nel caso il bimbo venga colpito dai vermi. Proprio per evitare di contagiare il resto della famiglia ma anche per scongiurare un ritorno di infestazione al bimbo stesso, occorre buttare via immediatamente le feci del bimbo e in ogni caso, lavarsi bene le mani dopo aver utilizzato i suoi giocattoli o toccato l’abbigliamento sporco.

Un’altra precauzione, non sempre facile da mettere in pratica, nel bimbo piccolo è quello di insegnarli a non mettere le manine in bocca. In caso di dubbio di infestazione di parassiti nei componenti della famiglia, meglio contattare il medico, che vi prescriverà l’esame delle feci e in caso di necessità, i farmaci per la cura.

Gli ascaridi

Conosciuto anche come “ascaris lumbricoidis”, si tratta di un verme di colore bianco-rosato, che può arrivare perfino a 45 centimetri di lunghezza. L’infezione di questi parassiti, non è molto frequente nel nostro Paese, come invece lo è nei Paesi tropicali. Solitamente, un bimbo infetto da ascaridi, presenta nel suo intestino pochi vermi di questa tipologia. Il bimbo che ingerisce le uova, porta nell’intestino le larve, passando per i polmoni e l’esofago, queste tornano nell’intestino e danno vita agli ascaridi.

Cause, disturbi, esami e cure per gli Ascaridi
Il bimbo che gioca all’aperto nel prato, come abbiamo già visto, anche solo toccando l’erba contaminata e successivamente, mettendosi le manine in bocca, può essere infetto da questi parassiti.

In caso di infestazione da ascaridi, i disturbi più comuni, sono relativi a problemi gastrointestinali o respiratori.

Se avete dei dubbi, basta consultare il pediatra, che vi prescriverà l’esame delle feci. Attraverso un microscopio, si potranno notare le uova degli ascaridi.

In caso di positività dell’esame, la cura è a base di mebendazolo per qualche giorno, e di altri farmaci da somministrare in un solo giorno, solitamente a base di albendazolo.

Gli ossiuri

Indubbiamente, sono i parassiti più diffusi, per cui un bimbo può venire contagiato. L’ossiuro, conosciuto anche con la denominazione di “enterobius vermicularis”, si presenta di colore bianco e la sua lunghezza varia da pochi millimetri fino ad arrivare a 13 millimetri circa, a seconda del sesso del verme. Le uova di questo parassita vivono, oltre che nell’intestino, anche in ambienti particolarmente umidi. Ma quando raggiungono l’intestino, vanno fino al colon, al retto e all’appendice. Da qui, l’ossiuro di sesso femminile può arrivare fino al canale anale dove muore, dopo aver depositato le uova.

Cause, disturbi, esami e cure per gli Ossiuri
Anche in questo caso, la contaminazione può avvenire a contatto con il terreno, mantenendo la stessa procedura: il bimbo tocca la terra e subito dopo si mette le mani in bocca. Ma gli ossiuri possono trovarsi anche nell’ambiente casalingo, e quindi attenzione a giocattoli, lenzuola e quant’altro tocca il bimbo con le manine.

I disturbi che manifestano i bambini sono diversi. Nella femminuccia, infatti, può sopraggiungere un forte prurito ai genitali, ma questo può avvenire anche dopo 4 settimane dall’avvenuto contagio. Particolare attenzione al prurito: se la bimba si gratta e subito dopo si porta le manine alla bocca, può favorire una nuova infezione di questa tipologia di parassiti. I maschietti invece, possono improvvisamente diventare nervosi. Un altro disturbo dovuto all’infezione degli ossiuri è l’orticaria. In assenza di questi disturbi, i bambini possono espellere direttamente questi parassiti, tramite le feci, che si presenteranno a tratti bianche.

Se il bimbo quindi presenta uno di questi disturbi, è meglio contattare il pediatra. L’esame per confermare la presenza o meno degli ossiuri è del tutto particolare ed è denominato: scotch test. Se il pediatra ritiene opportuno prescrivervi questo esame, occorre recarsi presso un laboratorio di analisi che vi muniranno di uno specifico scotch. L’esame di per sé, si esegue al mattino, prima che il bimbo si scarichi e prima di lavargli il culetto. Occorre mettere lo scotch nella parte anale, lasciandolo per qualche istante e successivamente attaccarlo sul vetrino in dotazione, chiuderlo secondo le disposizioni e portarlo in laboratorio. Il nastro verrà esaminato utilizzando il microscopio e risulterà positivo se sullo scotch saranno visibili le uova. In caso di dubbio, l’esame potrà essere ripetuto più di una volta per giungere ad una completa certezza e prescrivere la cura adatta. Innanzittutto, se il bimbo è infestato di ossiuri, occorre mantenere l’igiene, non solo nel suo corpo, ma anche in tutto ciò cui va a contatto.

Occorre quindi lavargli spesso le manine, e cambiargli spesso le lenzuola. Per quanto riguarda la cura, il pediatra il più delle volte prescriverà un farmaco a base di albendazolo, in grado di debellare i vermi. Dopo un paio di settimane, solitamente si dovrà procedere ancora all’esame dello scotch test per avere la certezza che questi parassiti siano stati debellati.

La giardia lamblia

Non è proprio un verme, si può definire meglio come un protozoo, che si annida all’interno dell’intestino sottoforma di goccia. Il loro habitat preferito è naturalmente l’essere umano ed è rappresentato talvolta con cisti. Anche i cani comunque possono essere infestati da questi parassiti, che vivono in paesi caldi, anche se sono diffusi in tono minore anche in Italia.

Cause, disturbi, esami e cura per la giardia lamblia
La causa della giardia lamblia, è quasi sempre rappresentata dell’acqua contaminata. Si trasmette bevendo acqua sporca, contaminata magari da feci o anche mangiando cibi contaminati crudi già infetti, come nel caso di infestazione degli ossiuri, anche per la giardia lamblia.

I disturbi possono comparire anche dopo 3 settimane, tanto è il periodo di incubazione di questo protozoo. Quelli più comuni, comunque sono diarrea, vomito, dolori addominali, febbre e in alcuni casi si può perdere anche peso. Se avete dubbio che il vostro bimbo sia stato infestato dalla giardia lamblia, consultate il pediatra, che vi prescriverà un semplice esame delle feci, esaminate al microscopio.

In caso di positività, la cura più adatta, è a base di tinidazolo, da somministrare per qualche giorno.

Le tenie

Si tratta di vermi che si attaccano tramite particolari ventose, al tessuto interno dell’intestino. Le uova delle tenie hanno una vita piuttosto lunga, stimata anche in 6 mesi. Le tenie possono essere ingerite anche dagli animali come i suini e i bovini.

Cause, disturbi, esami e cure per la tenia
Il contagio principale che porta all’infestazione di tenie, è quasi sempre provocato dall’ingestione di carne ( cruda o non cotta in modo adeguato), di animali che siano già stati contaminati. Una volta avvenuto il contagio, è bene sapere che le larve delle tenie, possono vivere anche una decina di anni. In ogni caso, ci impiegano circa tre mesi per trasformarsi in vermi, che staccandosi, escono direttamente dall’ano.

In caso di contagio, i disturbi più comuni sono nausea, perdita di peso, irritabilità e diarrea. Consultando il pediatra, l’esame che prescriverà al bimbo, è quello delle feci. Verranno esaminate al microscopio e si scoprirà se vi sono le uova delle tenie.
In caso di positività, il farmaco da somministrare per qualche giorno, al bimbo, sarà a base di niclosamide.

Link a siti web utili per approfondire la tematica del rischio vermi e parassiti nei bambini

Procaduceo

http://www.procaduceo.org/it_ricerche/medinatu/mednat08.htm

Un sito per approfondire meglio i vermi e i parassiti

La levahttp://www.laleva.cc/almanacco/vermi.htmlAnche questo sito è consigliato per conoscere meglio questi parassiti

Amico pediatrahttp://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Ossiuri.htmLink che spiega in modo approfondito la tipologia di parassiti più diffusi nel nostro paese



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3 Commenti

  1. Giovanni Lattanzi
  2. antonella
  3. samuela

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