Svezzamento

Introduzione allo svezzamento
L'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità), afferma che un
neonato può nutrirsi esclusivamente di latte materno fino al 6° mese
di vita. Se il latte della mamma è sufficiente, è il miglior
nutrimento per un bimbo. A questo proposito, vi invito a consultare
all'interno del nostro web magazine, sempre nella sezione dedicata
ai “Bambini”, la guida dell'allattamento.
Qui invece, ci soffermeremo alla tappa successiva, ovvero lo
svezzamento. Il periodo dello svezzamento in ogni caso non può
cominciare prima del 120° giorno di vita del neonato. Sarà il
pediatra a valutare bene la situazione. Diciamo che in generale, lo
svezzamento comincia tra il 4° e il 6° mese. Il bimbo inizierà
quindi ad alimentarsi anche con cibi diversi dal latte. Un periodo
molto importante per il bambino che comincerà a fare le sue prime
scoperte, sapori del tutto nuovi che inizialmente potrebbe
rifiutare.
Momenti difficili per la mamma, che dovrà avere molta pazienza, per
ogni alimento introdotto di volta in volta. Il primo consiglio
sicuramente è quello di cominciare lo svezzamento, trasmettendo al
nostro piccolo, la massima serenità che mista alla tranquillità, si
trasformerà tutto in un gran bel gioco. Niente paura se all'inizio
il bimbo rifiuterà la pappa.
Cerchiamo di rispettare i suoi tempi, senza insistere più di tanto.
Evitate di farvi vedere agitate davanti ai suoi “No”, non servirà a
niente, se non a peggiorare le cose. Dopo essersi nutrito per
parecchi mesi di solo latte, non è facile passare ad altri cibi. Non
abbiate fretta nel cominciare lo svezzamento e seguite in ogni caso
le indicazioni del pediatra.
E ricordatevi di far passare almeno quattro giorni da un alimento
nuovo all'altro, per vedere eventuali reazioni allergiche. Non
preoccupatevi tanto se non mangerà la pappa, non succederà niente,
il giorno dopo andrà sicuramente meglio!
Tra il 4° e il 6° mese
La frutta
Come abbiamo visto, è proprio tra il 4° e il 6° mese di vita del
bimbo che comincia lo svezzamento. Solitamente si inizia con la
frutta. Gli omogeneizzati sono i più indicati, in quanto sono
studiati e preparati apportando la massima attenzione durante il
processo produttivo. Nulla vi vieta comunque di offrire al piccolo
frutta fresca frullata, per poi passare dopo qualche mese alla
frutta fresca grattugiata e dopo l'anno di età, tagliata a
pezzettini.
Oltre alla mela, è consigliata anche la pera per cominciare, mentre
per quanto riguarda la banana, i pareri dei pediatri sono piuttosto
discordanti. Alcuni lo indicano come alimento di svezzamento da
offrire al piccolo come alternativa alla mela e alla pera, altri
invece pensano che sia meglio introdurla qualche mese dopo. Di
parere favorevole in modo univoco, il consiglio di introdurre le
fragole dopo l'anno di età, perchè fortemente allergizzanti.
Se volete stare tranquille, fate passare anche 15-18 mesi di età
prima di fargli assaggiare le fragole. Via libera, sempre comunque
dopo l'anno di età agli yogurt alla fragola. La frutta è possibile
somministrarla al bimbo, anche sotto forma di succo di frutta, ma
anche qui i pareri dei medici pediatri si contrastano. I succhi di
frutta contengono zuccheri e in molti quindi li sconsigliano.
La prima pappa
Seguendo sempre le indicazioni del pediatra, piano piano si arriverà
anche alla prima pappa, immortalando questa tappa con la classica
foto-ricordo! Grande agitazione per la mamma, anche se farà di tutto
per rimanere calma, è un'emozione troppo forte, vedere il proprio
cucciolo con davanti il suo piattino colorato che contiene la sua
prima pappa. Ma come si prepara la famosa prima pappa?
Occorre fare innanzitutto un brodo vegetale, che è la base per tutti
i pasti del piccolo. Si tratta di un preparato povero di calorie ma
ricco di vitamine e sali minerali. Una carota, una patata e una
zucchina: queste sono le tre verdure da utilizzare all'inizio. Una
volta tagliate a pezzi le verdure, fatele cuocere in un litro di
acqua per circa un'ora. Utilizzate l'acqua minerale naturale, adatta
alla preparazione degli alimenti dei bambini, e ricordatevi che il
brodo potete conservarlo in frigorifero per non più di 48 ore negli
appositi contenitori.
Potete anche prepararlo in quantità maggiori e riporlo già diviso in
dosi, in vasetti tipo quelli degli yogurt o nella vaschetta
utilizzata per il ghiaccio. All'occorrenza basterà scongelare un
vasetto oppure 2 o 3 cubetti di ghiaccio. Tornando alla preparazione
una volta pronte le verdure filtrate circa 200 grammi di brodo, dose
che vi servirà per una pappa. In commercio, vi sono anche i
preparati di brodo. Basterà diluire il tutto nell'acqua e la
velocità è assicurata!
Al brodo poi si aggiungeranno circa 3 cucchiai di riso, mais e
tapioca, un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e mezzo
vasetto di omogeneizzato di carne (pollo oppure coniglio, agnello,
tacchino e vitello). Dopo una decina di giorni, si potrà aggiungere
un cucchiaio di passato di verdure e uno di parmigiano. La pappa
deve risultare solida ed omogenea, non è difficile preparare la
prima pappa, ma sicuramente la seconda pappa vi riuscirà meglio!
Solo intorno all'8° mese circa, si alternerà il brodo vegetale al
brodo di carne, ma ne parleremo più avanti.
Cereali e pastina
Se lo svezzamento inizia al 4° mese, due mesi più tardi, si potrà
introdurre la pastina. Ricordatevi che prima dei 6 mesi di età non
bisogna dare alimenti contenenti il glutine. Si tratta di una
sostanza che può portare alla celiachia in modo precoce. La
celiachia è una malattia autoimmune che colpisce il sistema
digestivo, è un'allergia.
Tutto questo viene provocato dal glutine, sostanza a base di
proteine che si trova all'interno di molti cibi. Nei bimbi, la
celiachia provoca una reazione infiammatoria con sintomi quali
diarrea e vomito. In ogni caso, la celiachia non ha test appositi
per prevenirla e quindi l'unico modo, l'unica precauzione è quella
di introdurre alimenti contenenti il glutine solo dopo il 6° mese di
vita del bimbo. In commercio esistono comunque alimenti privi di
glutine, dalla pasta ai biscotti, dal pane alla pasta di riso. Per
conoscere meglio questo tipo di allergia, vi rimando alla guida
completa sulla celiachia, che trovate all'interno del nostro
portale, nella sezione dedicata alla salute.
L'argomento è stato inserito in questa fascia, in quanto la
celiachia può colpire anche gli adulti. A partire dal 5° mese in
generale, al brodo vegetale, si possono aggiungere altre verdure
sempre in modo graduale: lattuga, fagiolini, zucca. Al brodo si
aggiungeranno circa 4 cucchiai di semolino o crema multicereali
oppure un cucchiaino di pastina primi mesi, un cucchiaino di
parmigiano e un mezzo vasetto di omogeneizzato, per passare qualche
settimana più tardi alla dose intera. Si introdurrà intorno al 6°
mese, anche la pappa serale. In questo caso, si sostituirà la carne
con un formaggino ipolipidico.
Omogeneizzato
Sicuramente, i primi alimenti che verranno aggiunti nella dieta del
piccolo, come abbiamo già visto, saranno gli omogeneizzati. Vi sono
gli omogeneizzati di frutta, di carne, di pesce, di formaggini, di
legumi, di verdure oltre alle pappe pronte. Sono prodotti studiati
per i più piccoli e sono sicuri in quanto il processo di produzione
è seguito con la massima attenzione. Sono già omogeneizzati, sono
veloci da preparare ( basta infatti scaldarli a bagnomaria e
aggiungerli alla minestrina).
Gli omogeneizzati quindi sono sicuri e hanno una conservazione più
lunga. E' chiaro che a partire dall'anno di età, occorre eliminare
dalla dieta del bimbo, l'uso degli omogeneizzati per sostituirli
agli alimenti freschi, anche se c'è chi lo fa già durante i primi
mesi dello svezzamento.
Dieta tra l' 8° e il 9° mese
Man mano che il bimbo cresce, trovano spazio nella sua dieta,
alimenti nuovi. Oltre ad una buona dose di latte pari a circa 250
grammi a colazione ( ma questo varia dall'appetito di ogni singolo
bambino), il pranzo sarà arricchito di nuove verdure da inserire nel
brodo vegetale, come i fagiolini verdi e il sedano. Verso la fine
del 9° mese, spazio ai legumi, tassativamente passati e senza
buccia.
Si potrà scegliere tra fagioli, ceci e fagiolini. Sempre in questo
periodo, si alternerà il brodo vegetale al brodo di carne,
utilizzando carne di manzo o di pollo, preparato con sedano, cipolla
e carota. Il brodo di carne va sgrassato e unito alla pastina con
carne fresca bollita da scegliere tra quella di pollo, vitello
manzo, coniglio e tacchino. Aggiungete 40 grammi circa di verdure
frullate, un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e uno di
parmigiano.
A partire dall'età di circa 8 mesi e mezzo, verrà introdotto, una
volta alla settimana il pesce, come ottima alternativa alla carne.
Si comincerà con la sogliola, la trota e il salmone, offerti al
piccolo sempre a distanza di qualche giorno. Se volete potete
utilizzare il pesce fresco o surgelato, oppure ricorrere agli
omogeneizzati, comodi e veloci, e completi di verdure.
Il pesce va aggiunto alla minestrina e solo in un secondo momento,
verrà offerto come secondo piatto, con contorno di patate o carote
in purè. Quando il bimbo avrà compiuto i 9 mesi, potrà essere
introdotto nella sua dieta, anche il tuorlo dell'uovo, nella misura
di uno alla settimana. Come per gli altri alimenti, si comincerà con
un cucchiaino per poi arrivare nel giro di un mese, all'intero
tuorlo, che sostituirà il piatto di carne o pesce. Sempre a
quest'età, il bimbo potrà assaggiare i mandarini e le arance.
Molti pediatri sconsigliano i succhi e le spremute in quanto
contengono gli zuccheri. La merenda può trovare varie alternative al
latte, e ne sono un esempio, gli yogurt non acidi e la frutta
fresca. Per quanto riguarda il pasto della sera, al solito
formaggino, un'ottima alternativa è rappresentata dalla ricotta di
mucca, il prosciutto cotto, la crescenza e lo stracchino.
Dal 10° al 12° mese
Lo svezzamento a quest'età è ormai avviato, tuttavia vi sono altri alimenti nuovi da offrire al bambino. Tra i formaggi nuovi, trovano spazio quelli con i fermenti lattici. Più che altro, in questo periodo occorre fare una tabella con un menù tipo della settimana. In sette giorni il bimbo consumerà 14 pasti tra pranzi e cene e potranno essere suddivise così: tre o quattro volte a settimana si può proporre un piatto unico formato da cereali e legumi, due o tre volte il pesce, tre o quattro volte la carne magra, una o due volte l'uovo, una o due volte il prosciutto cotto, una o due volte il formaggio fresco o stagionato.
Dal 12° al 18° mese
Quando il bimbo spegnerà la sua prima candelina, ormai sarà
grandicello dal punto di vista dell'alimentazione e potrà seguire
una dieta simile a quella dell'adulto. Con elevata moderazione, si
potrà aggiungere alla pastina un pochino di sale, rigorosamente
iodato. Ma anche su questo punto, i pediatri si dividono: per alcuni
infatti il sale va somministrato dopo i 3 anni. Per quanto riguarda
il latte, il fabbisogno del bimbo a quest'età è di circa 500 grammi
nell'intero arco della giornata.
Meglio proseguire con il latte di crescita, piuttosto che con quello
vaccino, ma anche qui, i pareri dei dottori sono divergenti. Il
calcio il bimbo può trovarlo anche nello yogurt e nei formaggi.
L'uovo può essere somministrato intero (tuorlo e albume), le verdure
devono essere presenti tutti i giorni alla dose di 100 grammi circa
e un piatto unico con legumi presente a tavola anche più di una
volta alla settimana. Inutile dire che i cibi vietati ai più piccoli
sono il cioccolato, i piatti piccanti, i fritti, l'alcool, il caffè
e la frutta secca.
Link a siti web utili per approfondire l'argomento dello svezzamento
Amico pediatra
Noi mamme