Servizi per l’infanzia

I servizi per l’infanzia (0-5 anni) sono una branca del terziario che, nonostante la riduzione delle nascite in atto da decenni, è comunque in continuo sviluppo. Ecco quindi un articolo specifico ricco di consigli utili per la scelta intelligente dei servizi che possono rendere la vità più facile ai genitori dei bimbi da 0 a 5 anni, aiutando i neonati nella crescita e nello sviluppo.

I servizi per l’infanzia

Date le svariate esigenze familiari e la necessità di soddisfarle con offerte differenziate, sono nati alcuni servizi per l’infanzia integrativi che, come suggerisce la definizione stessa, non sostituiscono l’asilo nido o il baby parking, bensì li supportano integrandoli con le proprie soluzioni e che, probabilmente, non sono ancora noti a tutti quanti i genitori.

E’ importante sapere che la caratteristica di questi servizi per l’infanzia integrativi è infatti quella di offrire una maggiore flessibilità alle esigenze dei genitori, che in questo modo possono usufruire di strutture e di soluzioni ulteriori a quelle di base e tipiche del nido tradizionale, nate appunto con lo scopo preciso di semplificare la vita familiare.

Infatti, le proposte dei servizi per l’infanzia integrativi sono più articolate e più flessibili di quelle dei nidi classici, per esempio proponendo modalità e orari di accesso più differenziati, quali le fruizioni parziali o temporanee.

Servizi per l'infanzia

Centri per l’infanzia

Per fare subito un esempio utile ai genitori interessati in termini di servizi per l’infanzia, si possono citare i Centri per l’infanzia (tipico servizio integrativo) che svolgono appunto le stesse funzioni dell’asilo nido ma offrono soluzioni più flessibili in base alle richieste delle famiglie stesse. I bambini interagiscono all’interno di piccoli gruppi (omogenei o misti a seconda delle fasce di età) e alla presenza degli educatori.

In alcuni comuni esistono dei servizi integrativi chiamati

  • Spazio gioco
  • Spazio famiglia
  • Gioco ma non solo
  • Gioco ma non solo – di sabato

oltre che dei laboratori. Per avere un’idea delle tariffe, per quanto riguarda il servizio “Gioco ma non solo – di sabato”, esse sono uniche giornaliere, mentre per i laboratori si parla di una quota fissa, ossia una tariffa unica giornaliera da moltiplicare per il numero degli incontri previsti.

Ci sono inoltre gli Spazi gioco per bambini dai 18 ai 36 mesi, servizi nati in alcuni casi soprattutto come risposta alla lunga lista di attesa dei nidi; tali servizi sono disponibili sia con orario mattutino (assomigliando dunque ai nidi a tempo breve) che pomeridiano.

Un tipo di servizi per l’infanzia integrativi particolarmente utile e interessante è quello denominato

  • Spazio per bambini e famiglie

perché prevede infatti la contemporanea presenza dei bambini e dei loro familiari.

Questo tipo di servizi per l’infanzia è nato con lo scopo di permettere a quei bambini, che per svariati motivi non frequentano un nido, di partecipare comunque alla vita sociale, e questo – caratteristica significativa – alla presenza delle loro stesse famiglie, che dunque vengono coinvolte nella vita del bimbo mentre interagisce in contesti diversi dal proprio. Si tratta di un servizio che si svolge da ottobre a maggio, che è pomeridiano, che prevede uno o due pomeriggi alla settimana e che è tanto flessibile da permettere delle assenze intermittenti, pur dovendo però versare l’intera quota fissa mensile.

Villa per bambini

Un particolare Centro per l’infanzia è costituito dalla Villa per bambini; questa tipologia di servizi per l’infanzia è simile a quello offerto dai nidi sia nello scopo (essere di aiuto ai genitori che lavorano) che nelle funzioni educative, ludiche e di socializzazione. Ciò che lo differenzia dai nidi è la presenza contemporanea di vari servizi anche di tipo integrativo: nell’unica struttura della “villa” si trovano infatti l’asilo nido, il baby parking, il servizio baby sitter, il centro estivo, i corsi, i laboratori, le ludoteche e si possono anche affittare sale per organizzare feste.

Mininidi

E’ opportuno informare i genitori del fatto che tra i servizi per l’infanzia integrativi ce ne sono alcuni di carattere estremamente innovativo quali i mininidi, ossia dei servizi simili sì al nido tradizionale – che ricalcano – ma che chiudono alle 12.30 e non prevedono il momento del pranzo.

Addirittura, la città di Torino ha messo in atto un esperimento di micronidi familiari, che prevede l’accoglienza di pochi bambini (compresi quelli della famiglia ospitante) all’interno delle abitazioni delle famiglie (riunite in un’apposita associazione) che desiderano offrire un servizio del genere. I bambini vengono ospitati per un massimo di cinque ore, che possono essere articolate in maniera flessibile ma senza superare questo tempo stabilito.

Da questo genere di servizi per l’infanzia (sempre nell’esperimento torinese) è escluso il pasto, mentre le tariffe consistono in una quota mensile calcolata in base ai parametri I.S.E.E.; l’associazione stessa ottiene un concorso spese, per ogni famiglia, considerando ogni bambino che raggiunge una frequenza di almeno un paio di settimane mensili.

Un tipo di servizi per l’infanzia di questo genere è molto utile – se non addirittura ideale – per le mamme che svolgono un lavoro mattutino part-time e che non necessitano dunque di lasciare il proprio bimbo al nido secondo le modalità del tempo pieno. Ma ci sono perfino i nidi aziendali, quelli aperti la notte o addirittura quelli aperti tutto il giorno; ci sono sia esperienze che esperimenti di nidi aperti dalle quindici alle ventiquattro ore giornaliere.

Scuola d’infanzia

Uno dei più noti servizi per l’infanzia è la scuola d’infanzia (conosciuta come scuola materna), che ricalca molto la struttura e la funzionalità dell’asilo nido: a parte essere destinata ai bambini dai 3 ai 6 anni, al pari del nido inizia a settembre e finisce nel mese di giugno, mentre gli orari vanno dalle 8.00 alle 16.00, orario che prevede la mensa ma che è facoltativo, in quanto è possibile iscrivere il bambino solamente per la mattinata, con o senza la mensa. Inoltre, come il nido, la scuola materna offre orari flessibili sia per quanto riguarda l’apertura che la chiusura: in quest’ultimo caso, è possibile lasciare il bambino fino alle 18.00 se entrambi i genitori sono impegnati sul posto di lavoro.

La differenza sostanziale fra il nido e la scuola materna è costituita dai costi: la scuola d’infanzia, infatti, è gratuita; solamente la mensa prevede una tariffa (pur offrendo comunque esoneri, rimborsi e agevolazioni a seconda dei casi), così come la richiede a volte il servizio del prolungamento dell’orario.

Per quanto riguarda le attività proposte, invece, esse sono di tipo educativo e ludico come già avviene per il nido, ovviamente tenendo conto del fatto che i bambini della scuola d’infanzia sono più grandicelli: per esempio, per i bambini di cinque anni è previsto l’insegnamento della lingua inglese, novità che è un’ottima cosa se si pensa che a questa età i bambini sono maggiormente predisposti ad assimilare nozioni e a familiarizzare con una lingua straniera che sarà loro utile in futuro.

Anche le scuole d’infanzia esistono sia nel settore comunale e statale che in quello privato; in questo caso, le scuole materne godono di una certa autonomia nello stabilire gli orari, il tipo di organizzazione interna e le tariffe.

Centri estivi per bambini da zero a cinque anni

Altri servizi per l’infanzia utili ai genitori con figli nella fascia della prima infanzia sono quelli che riguardano, per esempio, il periodo estivo. I Centri Estivi, infatti, sono luoghi nei quali si svolgono grosso modo le stesse attività previste dai nidi e dalla scuole materne, ma nell’ottica vacanziera: all’interno di tali servizi trovano spazio alcune attività ricreative – laboratori, gite, visite guidate – e altre sportive – giochi, tornei e gare.

I Centri Estivi possono essere organizzati dal Comune della città attraverso le scuole, oppure dalle Parrocchie, da Associazioni e Cooperative, o ancora da strutture private.

Per quanto riguarda il discorso economico, nel caso in cui questi servizi sono organizzati dal Comune, le tariffe dipendono dai risultati del calcolo I.S.E.E., mentre se gli organizzatori sono Parrocchie o privati la quota è fissa. Tuttavia, per il periodo estivo ci sono ulteriori soluzioni, quali le tradizionali colonie o le case vacanze e, ancora, centri estivi che organizzano soggiorni dalle diverse destinazioni e che permettono ai vostri figli di raggiungere mare, montagna, campagna, lago.

Servizi ricreativi, culturali e sportivi

Accanto ai servizi per l’infanzia erogati da questo tipo di strutture sia tradizionali che innovative fin qui analizzate, dovete sapere che ce ne sono altri di carattere strettamente ricreativo-culturale o ricreativo-sportivo, che sono sempre utili ai genitori occupati con il proprio lavoro.

Tuttavia, data l’interessante e variegata offerta che deriva da questi ulteriori servizi per l’infanzia, niente vieta che qualsiasi bambino (perciò anche quello che può essere tranquillamente accudito a casa propria o all’interno di un nucleo familiare o, ancora, da una baby sitter) li possa frequentare, anzi: sarebbe auspicabile che questo accadesse. Si tratta di laboratori, ludoteche e centri sportivi, in questo caso importanti non come luogo in cui lasciare il proprio bimbo per assolvere ai propri doveri e impegni quotidiani, ma come luogo di crescita e dei primi approcci culturali del bambino stesso.

Nel caso dei laboratori, i corsi che in essi si svolgono riguardano svariate discipline artistiche: musica, teatro, disegno, pittura, modellismo, perfino cucina e ci sono anche corsi che insegnano a lavorare la creta – e che dunque sviluppano la manualità del bambino – o a suonare il pianoforte.

Ludoteche

Le ludoteche sono un altro tipo di servizi per l’infanzia che è nato sempre con lo scopo sia di offrire spazio ai bambini che per educarli e divertirli, contribuendo con le proprie attività allo sviluppo e alla crescita del bimbo stesso. Le attività che si svolgono in questa struttura hanno carattere ludico, prevedono laboratori, letture effettuate ad alta voce, concedono prestiti sia di libri che di giochi (il prestito dura quindici giorni), organizzano corsi serali, drammatizzazioni e feste; il tutto con la possibilità non irrilevante di coinvolgere la famiglia, nonni compresi.

Le ludoteche prevedono una suddivisione degli spazi in base alle età dei bambini: per la prima infanzia, infatti, lo spazio e gli oggetti – arredi compresi – tengono conto della tenera età dei bimbi, insieme al fatto che devono ancora imparare a muoversi e camminare autonomamente. Infine, molte ludoteche prevedono il servizio di baby parking o di baby sitter, oltre che l’affitto di sale per le feste di compleanno.

A proposito dei centri sportivi e delle attività sportive in genere, è necessario tenere presente l’età del bambino nel momento in cui i genitori scelgono lo sport al lui più adatto: infatti, mentre il nuoto è idoneo per tutte le età, esistono anche i corsi di acquaticità neonatale, ovviamente per i neonati, mentre un altro sport tipico della prima infanzia è la ginnastica artistica, adatta – sia per i maschi che per le femmine – dai quattro anni in su.

Accanto a questi sport classici per i bambini, esistono anche dei corsi di judo e simili: ai bambini di soli tre anni, per esempio, tale sport viene insegnato mediante lezioni di carattere ludico e di ginnastica preparatoria.

Orientarsi tra i servizi per l’infanzia

Alla luce delle varie informazioni riportate circa la vasta gamma dei servizi per l’infanzia utili ai genitori con figli entro i cinque anni di età, è importante sottolineare come certi aspetti emersi non siano trascurabili per il bene del bambino, neppure laddove il discorso economico potrebbe prevalere sulla scelta di un tipo di servizio anziché un altro.

Ad esempio, in merito ai costi degli asili nido e alle relative fasce orarie, vi consigliamo di considerare il fatto che se, da un lato, i costi aumentano in proporzione al tempo prolungato, dall’altro le mamme non sono costrette a ricorrere alla scelta di ridurre l’orario lavorativo, con conseguente diminuzione anche delle proprie entrate e il probabile aumento di problemi organizzativi sul posto di lavoro; né le mamme sono costrette a sostenere un eventuale costo aggiuntivo ricorrendo, per esempio, alla baby sitter per coprire un paio di ore.

Se, invece, ciò che frena i genitori nella scelta tra nido pubblico e nido privato sono sempre – e comprensibilmente – i costi, sarà il caso di tenere presente che ai maggiori oneri del settore privato corrisponde però una migliore flessibilità di orari.

Oppure ancora, un tipo innovativo di servizi per l’infanzia quale “Spazio per bambini e famiglie” presenta un limite nel richiedere il versamento dell’intera retta mensile anche se non si è usufruito del servizio per tutto il mese ma, d’altro canto, offre la possibilità forse unica di far sì che la famiglia sia presente e condivida momenti di crescita del bambino insieme al bimbo stesso.

In realtà, data la caratteristica – che accomuna i nidi, le scuole materne e anche le ulteriori strutture – di voler essere sì un luogo in cui – prosaicamente – “lasciare” il bambino in assenza di migliori alternative, ma anche un luogo educativo, ricreativo e senz’altro utile per la crescita del bimbo, sarebbe auspicabile che tali strutture fossero comunque scelte anche da parte di quelle famiglie che possono invece permettersi di tenere il bambino a casa, specie in previsione di un suo successivo percorso scolastico e, quindi, di un suo maggiore inserimento sociale.



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