Scuola e stress nei bambini

Stress e scuola:
un problema serio per i bambini che i genitori non devono affatto
sottovalutare
I giovani passano 5 ore al giorno a scuola, in alcuni casi anche di più. Tornati a casa devono fare i loro compiti ed oltre a ciò, spesso avviene che debbano sostenere anche altre attività (corsi di lingue, sport, musica ecc.). E’ dunque inevitabile che la scuola abbia ripercussioni non solo sull’educazione dei nostri figli ma anche sulla loro condizione psicologica ed emotiva. Un genitore attento deve perciò monitorare i propri figli e riconoscere i primi sintomi di stress, onde evitare l’insorgere di problematiche più serie.
Lo stress in relazione ai voti
La vita quotidiana nella quale ognuno di noi è immerso si compone di
tanti piccoli problemi ai quali siamo costretti a dover porre
rimedio. Siamo spesso all’inseguimento di fini da raggiungere,
soluzioni da ricercare, persone da sopportare. Un' infinità di
fattori influiscono su di noi, condizionano la nostra vita e ci
rendono le persone che siamo.
Il lavoro è per una persona adulta la causa principale di stress,
ciò è diffuso a tal punto da ritenere che sia l’unica fonte
possibile di tensioni. In questo non si tiene assolutamente conto
delle difficoltà incontrate anche da chi non percepisce stipendio ma
lavora a casa oppure dei bambini che devono studiare.
Quante volte si usano espressioni del tipo “se potessi tornare
indietro”, oppure “i tempi a scuola erano sicuramente migliori”? Di
certo i bambini se le sentono ripetere diverse volte nel corso della
loro crescita. Ma è davvero giusto immaginare la scuola come un'oasi
felice? Si pensa che l’infanzia sia sempre caratterizzata dalla
spensieratezza, ma purtroppo questo non è vero.
La vita di tutti i giorni può essere fonte di preoccupazioni anche
per bambini molto piccoli.
Già a partire dai primi anni delle scuole elementari i bambini si
ritrovano immersi in una nuova realtà, che li costringe ad un
distacco forzato - anche se momentaneo- dagli affetti per loro più
importanti. Si trovano privi di un punto di riferimento essenziale.
Ed è per questo che molti piccoli avvertono da subito questo
spaesamento e lo manifestano col pianto, attaccandosi il più
possibile alla madre chiedendole di non lasciarli soli. Questo è già
un primo passo che indispone i più piccoli nei confronti della
scuola, in molti casi sarà un malessere che si porteranno dietro per
parecchio tempo.
Apprendere non è più solo un gioco, ma un obbligo. La tensione per
il voto, la competizione, si manifesta molto precocemente
soprattutto se i genitori dimostrano di tenerci particolarmente ai
risultati che il bambino porta a casa. Se ad esempio lo si premia
con regali in caso di voto positivo e lo si sgrida se non ottiene il
massimo, basterà già solo questo a generare in lui una tensione.
Ottenere un buon voto corrisponderà al modo per ottenere quel che si
vuole, ciò può essere utile per il genitore che così inculca al
figlio ‘il dover impegnarsi’ ma in alcuni casi può dare inizio ad
una serie di ansie che il bambino potrebbe portarsi dietro in tutto
il suo percorso formativo.
Non bisogna mai dimenticare che il bambino è un po’ come una spugna,
in età formativa esso tende ad assorbire tutto ciò che vede, sente,
vive. Ogni esperienza lo segna e contribuisce a formare la sua
visione della realtà, manipola il suo carattere, condiziona le sue
decisioni.
Prendiamo in esame uno studente che fin da piccolissimo ha sempre
ottenuto buoni risultati. Ottenere il massimo dei voti ha fatto di
lui l’eroe di mamma e papà. Crescendo proverà sempre di più il gusto
di andare bene, di distinguersi dagli altri. Potrebbero subentrare
riconoscimenti, borse di studio. Ecco, potremmo definire questo un
circolo vizioso ben avviato.
Possono sempre incorrere nella vita ostacoli che impediscano il
raggiungimento di ciò che si vuole ottenere, dare sempre il massimo
fino ad essere stremati e crollare. Potrebbe essersi creato un
soggetto emotivamente fragile, fiero dei suoi risultati ma
angustiato dalle prove della vita. Si tratterà in questo caso di uno
studente che entra in un profondo stato di ansia prima di un compito
in classe, che non dorme la notte prima di un'interrogazione, che
non riesce a mangiare se è nervoso per qualcosa accaduto a scuola.
Riconoscere uno stato di Stress nei bambini
Quando si parla di risvolti psicologici bisogna sempre tener
presente che ogni individuo è unico in se stesso. La sua storia, le
sue esperienze, l’ambiente in cui vive, le persone con le quali
entra in contatto, sono tutti fattori che modificano una persona
nelle diverse fasi della sua vita. Ognuno è diverso da ogni altro
per carattere e modo di vivere le emozioni, (ognuno è persino
diverso a se stesso in diversi momenti della vita) proprio per
questo non è possibile stilare una lista di ‘sintomi’ da stress,
perché esso si manifesterà diversamente a seconda della personalità
e del caso.
Le variabili che incorrono sono tali e tante da non poter essere
contate.
Ci sono soggetti che tendono a nascondere i sentimenti e sono forse
i più difficili da controllare. Un genitore dev’essere sempre
attento e non deve aspettarsi che lo stress si manifesti in un
pianto liberatorio né tanto meno bisogna dare per scontato che se
c’è qualche problema vostro figlio ve lo verrà necessariamente a
dire.
A volte per vergogna, ma anche per incoscienza di quel che accade a
loro stessi, può capitare che certi malesseri non vengano
confessati. Diffidate anche di tutti quei bambini che ogni qual
volta che succede loro qualcosa lo dicono subito a casa, perché
anche loro in situazioni più difficili potrebbero sfoggiare un lato
nascosto del proprio carattere.
Un bimbo iperattivo oppure uno taciturno potrebbero avere lo stesso
malessere di fondo, così come soggetti insonni o inappetenti. A
reazioni diverse coincidono a volte le cause scatenanti.
Se la tensione è continua e prolungata nel tempo può realizzarsi
l’insorgere disturbi fisici più o meno gravi, i più comuni sono
gastrointestinali, per intenderci dolori allo stomaco e problemi con
l’intestino. Curare i sintomi con medicine specifiche per i dolori
fisici potrebbe risultare non risolutiva senza risolvere i problemi
psicologici che hanno scatenato tali sofferenze.
Un genitore, pur non potendo mai avere la certezza di quel che passa
per la mente dei suoi figli, ha il dovere di seguirli passo dopo
passo. A volte ci si rinchiude dietro ferrei imperativi come “devi
andare a letto presto!”, “non giocare se prima non hai fatto bene
tutti i compiti”, “la mamma sa cosa è meglio per te”. Ma sono essi
davvero essenziali? A volte forse qualche divieto in meno, creerebbe
un clima più tranquillo attorno al bambino che vivrebbe meglio i
suoi studi. Vale la pena di tentare.
Motivi di Stress nei bambini
La scuola dovrebbe essere un ambiente stimolante, per crescere
insieme ed imparare. Ma purtroppo la scuola ad oggi non è solo
questo. Relazionarsi con gli altri non è per tutti cosa facile. I
soggetti più timidi potrebbero trovare difficoltà nell’inserirsi
nella classe ed a fare nuove conoscenze.
L’isolamento è una causa di tensione molto avvertita a qualsiasi
età. Sentirsi soli è devastante è da inizio a pensieri logoranti e
controproducenti. Trovare conforto e comprensione nei genitori è
essenziale per ogni ragazzo che ha bisogno di sentirsi dire che non
è diverso, che non deve preoccuparsi e che basterà stare più
tranquillo e sarà naturale fare nuove amicizie.
I genitori devono vigilare seriamente, in quanto tra i banchi di
scuola possono generasi problemi ben più seri di qualche compito
andato male o di qualche screzio tra compagni.
Violenze, minacce, molestie, abusi di potere, sono solo alcuni
esempi di ciò che disgraziatamente accade talvolta nelle scuole
italiane.
Spesso sono cose delle quali non si parla volentieri, un ragazzo è
tentato dal volersela cavare da solo.
C’è ancora molto timore nel parlare di certe cose, si teme di non
essere creduti, di non trovare appoggio di non poter far nulla per
risolvere certe situazioni. Nasce un senso d’impotenza, di
frustrazione.
Il crollo dei voti potrebbe essere riconosciuto come campanello
d’allarme, ma non è neanche detto che questo accada. Instaurare un
buon dialogo, senza forzature però, potrebbe incoraggiare il ragazzo
a confidarsi. Una volta scoperte cause gravi di tensione, bisognerà
intervenire repentinamente con ogni mezzo possibile (senza timore di
coinvolgere le forze dell’ordine se necessario), così che possa di
nuovo sentirsi protetto.
In mancanza di conforto i giovani potrebbero erroneamente trovare
rifugio in alcool e droghe, pensando che scappare di casa o essere
violenti sia il solo modo di farsi strada nella società. Questi
possono apparire casi estremi, ma non certo lontani dalla realtà.
Persino nelle famiglie migliori ed insospettabili possono nascere i
germi di tensioni che trovano poi sbocco in diverse maniere.
A volte un figlio si vede abbandonato da dei genitori distratti,
assenti, che non lo capiscono o che hanno altro a cui pensare.
Terribile è, infatti, quando fonte di stress è proprio la famiglia.
È sbagliato pensare che i litigi tra genitori riguardino solo i
diretti interessati, talvolta le discussioni colpiscono di più i
figli che i coniugi stessi. È sempre meglio evitare di litigare in
presenza dei figli o in modo tale che possano sentire.
Ma se ciò dovesse accadere, una volta fatta pace, coinvolgete il
bambino rassicurandolo con un sorriso e spiegando che litigare
capita ma serve solo a migliorarsi.
Tentativo attuato, il liceo anti-stress
Il preside di un liceo di Boston, scosso dai suicidi di alcuni
studenti, ha pensato che fosse necessaria una rivoluzione delle
tecniche e dei piani di studio.
Gli alunni del liceo apparivano spesso molto agitati, tesi per le
interrogazioni, angosciati dai complessi.
Diffusa era la preoccupazione di non rendere al meglio, essi
temevano di non essere accettati alle università e di essere
conseguentemente scartati dalla società. Il dirigente scolastico ha
dunque imposto a tutti gli studenti lezioni obbligatorie di yoga ed
inizio delle lezioni posticipato così che tutti potessero cominciare
la giornata più riposati.
L’iniziativa ha ricevuto critiche da ogni angolo d’America, gli
stessi insegnanti hanno accusato il dirigente scolastico di
incoscienza lamentando l’impossibilità di terminare i programmi
decentemente data la considerevole diminuzione delle ore lavorative.
Malgrado questo Paul Richards intende continuare su questa linea ed
una quarantina di scuole americane stanno seguendo il suo esempio.
E’ stato anche composto un gruppo di sostegno denominato SOS
("Stressed Out Students").
Che siano iniziative utili o no, sarà solo il tempo a stabilirlo. Di
certo un po’ di tranquillità in più a scuola non potrebbe far altro
che giovare a tutti, allievi e docenti. Chissà se proposte del
genere verranno avanzate prima o poi anche in Italia.
Link a siti web utili per approfondire le problematiche dello stress a scuola nei bambini
Psicologo online
Statistica sullo stress nei bambini
www.guidagenitori.it/guidagenitori/home.jsp?openDocument=3853&parent1=152&parent2=164&docs=164
ChildStress
Sito dedicato allo strees dei più piccoli
“Scuola di Follia”
www.proteofaresapere.it/varie/scuola_di_follia.htm
Interessante libro che mette in luce il disagio psicologico dei professori, qualcosa alla quale non si presta quasi mai attenzione.
Ministero della Salute
Sito Infanzia sotto ogni suo aspetto
Guida Genitori
www.guidagenitori.it/guidagenitori/home.jsp
Un comodo strumento per diverse soluzioni informative