Vermi e parassiti nei bambini

Introduzione al rischio vermi e parassiti nei bambini
I
parassiti, detti comunemente “vermi” sono delle infezioni
intestinali, che possono colpire i bambini nella fascia d'età che va
da 1 a 3 anni. E' questa infatti, l'età a rischio, in quanto il
bimbo a 12 mesi, cammina o comunque gattona. Tocca dappertutto, e
poi quando acquista maggior sicurezza, comincia a correre da solo,
magari nei giardini o nei prati. La curiosità è dei bimbi, e questo
li porta a toccare tutto e a mettersi le manine in bocca, quasi
sempre senza lavarsele. In questo modo, ci sono i presupposti per
ingerire le uova dei diversi parassiti, presenti nella terra e nello
sporco. Il loro habitat naturale, infatti è il terreno, che può
essere stato irrigato con acqua contaminata.
Ma le uova dei vermi intestinali si possono annidare anche tra le
mura domestiche: lenzuola, giocattoli, sanitari, abbigliamento.
Tutto può essere contaminato perfino il cibo, anche se capita molto
raramente. Un bambino può “prendere i vermi” anche frequentando una
struttura, come per esempio l'asilo.
Da sottolineare in ogni caso, che non si tratta di una malattia e
che nel giro di qualche giorno, tutto passa, se trattati in modo
efficace. Ci sono tuttavia delle precauzioni da adottare nel caso il
bimbo venga colpito dai vermi. Proprio per evitare di contagiare il
resto della famiglia ma anche per scongiurare un ritorno di
infestazione al bimbo stesso, occorre buttare via immediatamente le
feci del bimbo e in ogni caso, lavarsi bene le mani dopo aver
utilizzato i suoi giocattoli o toccato l'abbigliamento sporco.
Un'altra precauzione, non sempre facile da mettere in pratica, nel
bimbo piccolo è quello di insegnarli a non mettere le manine in
bocca. In caso di dubbio di infestazione di parassiti nei componenti
della famiglia, meglio contattare il medico, che vi prescriverà
l'esame delle feci e in caso di necessità, i farmaci per la cura.
Gli ascaridi
Conosciuto
anche come “ascaris lumbricoidis”, si tratta di un verme di colore
bianco-rosato, che può arrivare perfino a 45 centimetri di
lunghezza. L'infezione di questi parassiti, non è molto frequente
nel nostro Paese, come invece lo è nei Paesi tropicali. Solitamente,
un bimbo infetto da ascaridi, presenta nel suo intestino pochi vermi
di questa tipologia. Il bimbo che ingerisce le uova, porta
nell'intestino le larve, passando per i polmoni e l'esofago, queste
tornano nell'intestino e danno vita agli ascaridi.
Cause, disturbi, esami e cure per gli Ascaridi
Il bimbo che gioca all'aperto nel prato, come abbiamo già visto,
anche solo toccando l'erba contaminata e successivamente, mettendosi
le manine in bocca, può essere infetto da questi parassiti.
In caso di infestazione da ascaridi, i disturbi più comuni, sono
relativi a problemi gastrointestinali o respiratori.
Se avete dei dubbi, basta consultare il pediatra, che vi prescriverà
l'esame delle feci. Attraverso un microscopio, si potranno notare le
uova degli ascaridi.
In caso di positività dell'esame, la cura è a base di mebendazolo
per qualche giorno, e di altri farmaci da somministrare in un solo
giorno, solitamente a base di albendazolo.
Gli ossiuri
Indubbiamente, sono i parassiti più diffusi, per cui un bimbo può
venire contagiato. L'ossiuro, conosciuto anche con la denominazione
di “enterobius vermicularis”, si presenta di colore bianco e la sua
lunghezza varia da pochi millimetri fino ad arrivare a 13 millimetri
circa, a seconda del sesso del verme. Le uova di questo parassita
vivono, oltre che nell'intestino, anche in ambienti particolarmente
umidi. Ma quando raggiungono l'intestino, vanno fino al colon, al
retto e all'appendice. Da qui, l'ossiuro di sesso femminile può
arrivare fino al canale anale dove muore, dopo aver depositato le
uova.
Cause, disturbi, esami e cure per gli Ossiuri
Anche in questo caso, la contaminazione può avvenire a contatto con
il terreno, mantenendo la stessa procedura: il bimbo tocca la terra
e subito dopo si mette le mani in bocca. Ma gli ossiuri possono
trovarsi anche nell'ambiente casalingo, e quindi attenzione a
giocattoli, lenzuola e quant'altro tocca il bimbo con le manine.
I disturbi che manifestano i bambini sono diversi. Nella
femminuccia, infatti, può sopraggiungere un forte prurito ai
genitali, ma questo può avvenire anche dopo 4 settimane
dall'avvenuto contagio. Particolare attenzione al prurito: se la
bimba si gratta e subito dopo si porta le manine alla bocca, può
favorire una nuova infezione di questa tipologia di parassiti. I
maschietti invece, possono improvvisamente diventare nervosi. Un
altro disturbo dovuto all'infezione degli ossiuri è l'orticaria. In
assenza di questi disturbi, i bambini possono espellere direttamente
questi parassiti, tramite le feci, che si presenteranno a tratti
bianche.
Se il bimbo quindi presenta uno di questi disturbi, è meglio
contattare il pediatra. L'esame per confermare la presenza o meno
degli ossiuri è del tutto particolare ed è denominato: scotch test.
Se il pediatra ritiene opportuno prescrivervi questo esame, occorre
recarsi presso un laboratorio di analisi che vi muniranno di uno
specifico scotch. L'esame di per sé, si esegue al mattino, prima che
il bimbo si scarichi e prima di lavargli il culetto. Occorre mettere
lo scotch nella parte anale, lasciandolo per qualche istante e
successivamente attaccarlo sul vetrino in dotazione, chiuderlo
secondo le disposizioni e portarlo in laboratorio. Il nastro verrà
esaminato utilizzando il microscopio e risulterà positivo se sullo
scotch saranno visibili le uova. In caso di dubbio, l'esame potrà
essere ripetuto più di una volta per giungere ad una completa
certezza e prescrivere la cura adatta. Innanzittutto, se il bimbo è
infestato di ossiuri, occorre mantenere l'igiene, non solo nel suo
corpo, ma anche in tutto ciò cui va a contatto.
Occorre quindi lavargli spesso le manine, e cambiargli spesso le
lenzuola. Per quanto riguarda la cura, il pediatra il più delle
volte prescriverà un farmaco a base di albendazolo, in grado di
debellare i vermi. Dopo un paio di settimane, solitamente si dovrà
procedere ancora all'esame dello scotch test per avere la certezza
che questi parassiti siano stati debellati.
La giardia lamblia
Non è
proprio un verme, si può definire meglio come un protozoo, che si
annida all'interno dell'intestino sottoforma di goccia. Il loro
habitat preferito è naturalmente l'essere umano ed è rappresentato
talvolta con cisti. Anche i cani comunque possono essere infestati
da questi parassiti, che vivono in paesi caldi, anche se sono
diffusi in tono minore anche in Italia.
Cause, disturbi, esami e cura per la giardia lamblia
La causa della giardia lamblia, è quasi sempre rappresentata
dell'acqua contaminata. Si trasmette bevendo acqua sporca,
contaminata magari da feci o anche mangiando cibi contaminati crudi
già infetti, come nel caso di infestazione degli ossiuri, anche per
la giardia lamblia.
I disturbi possono comparire anche dopo 3 settimane, tanto è il
periodo di incubazione di questo protozoo. Quelli più comuni,
comunque sono diarrea, vomito, dolori addominali, febbre e in alcuni
casi si può perdere anche peso. Se avete dubbio che il vostro bimbo
sia stato infestato dalla giardia lamblia, consultate il pediatra,
che vi prescriverà un semplice esame delle feci, esaminate al
microscopio.
In caso di positività, la cura più adatta, è a base di tinidazolo,
da somministrare per qualche giorno.
Le tenie
Si tratta
di vermi che si attaccano tramite particolari ventose, al tessuto
interno dell'intestino. Le uova delle tenie hanno una vita piuttosto
lunga, stimata anche in 6 mesi. Le tenie possono essere ingerite
anche dagli animali come i suini e i bovini.
Cause, disturbi, esami e cure per la tenia
Il contagio principale che porta all'infestazione di tenie, è quasi
sempre provocato dall'ingestione di carne ( cruda o non cotta in
modo adeguato), di animali che siano già stati contaminati. Una
volta avvenuto il contagio, è bene sapere che le larve delle tenie,
possono vivere anche una decina di anni. In ogni caso, ci impiegano
circa tre mesi per trasformarsi in vermi, che staccandosi, escono
direttamente dall'ano.
In caso di contagio, i disturbi più comuni sono nausea, perdita di
peso, irritabilità e diarrea. Consultando il pediatra, l'esame che
prescriverà al bimbo, è quello delle feci. Verranno esaminate al
microscopio e si scoprirà se vi sono le uova delle tenie.
In caso di positività, il farmaco da somministrare per qualche
giorno, al bimbo, sarà a base di niclosamide.
Link a siti web utili per approfondire la tematica del rischio vermi e parassiti nei bambini
Procaduceo
http://www.procaduceo.org/it_ricerche/medinatu/mednat08.htm
Un sito per approfondire meglio i vermi e i parassitiLa leva http://www.laleva.cc/almanacco/vermi.html Anche questo sito è consigliato per conoscere meglio questi parassiti
Amico pediatra http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Ossiuri.htm Link che spiega in modo approfondito la tipologia di parassiti più diffusi nel nostro paese