Problematiche degli organi genitali nei bambini
Problemi ai genitali nei bambini: guida utile per i genitori
Capita spesso che i neonati abbiano problemi ai genitali, ed è per questo che il pediatra ad ogni visita, controlla bene che tutto funzioni alla perfezione. Se al contrario fosse la mamma ad accorgersi che qualcosa non va, meglio non sottovalutare la cosa. Eppure, sono molte le mamme che trascurano questa parte del corpo nei neonati, un po' per vergogna, un po' per pudore e un po' , forse, per leggerezza. E' importante invece controllare sempre l'andamento dei genitali, sia nei maschietti che nelle femminucce. Alcuni problemi possono comparire già alla nascita, mentre altri possono fare la loro comparsa durante la crescita. Se presi in tempo, il pediatra prescriverà la cura farmacologica più adatta in modo da non avere complicazioni in età adulta. Molti fenomeni tuttavia, sono del tutto naturali, tendono cioè a scomparire da soli nel giro di poco tempo. In questo caso, non vi è alcun problema quando raggiungeranno l'età adulta, anche se è comunque una buona cosa avvertite il pediatra per qualsiasi dubbio.
Problemi ai genitali comuni in entrambi i sessi
Ingorgo mammario
L'ingorgo mammario si può presentare allo stesso modo sia nei maschietti che nelle femminucce. Non a caso, il pediatra ad ogni visita periodica del bimbo, controlla bene anche i seni. Per ingorgo si intende infatti una specie di gonfiore, di tumefazione, da cui potrebbe fuoriuscire del latte. Il termine medico di questo fenomeno è ginecomastia e il latte in questione viene denominato “latte della strega”. L'ingorgo mammario è un insieme di eccessivi ormoni femminili che il neonato, in parte ha auto-prodotto, e in parte ha ricevuto durante l'ultimo periodo di gestazione, dalla mamma. Si tratta tuttavia di un disturbo che scompare nel giro di poche settimane e non necessita di particolari accorgimenti. Un consiglio è quello (oltre che consultare il pediatra), di non toccare assolutamente i seni che andrebbero incontro a complicazioni più serie. I nostri vecchi, invece, sbagliando, tendevano a fasciare i seni dei bimbi per ovviare al problema. Stessa cosa, succedeva per far rientrare il latte materno. Le mamme si fasciavano strettissimo il seno con un po' di prezzemolo e il giorno dopo non avevano più latte. In entrambi i casi, inutile dire che qui, i nostri vecchi non ci consigliano al meglio, in quanto sia per l'ingorgo mammario dei neonati, sia per far scomparire il latte materno, potrebbero sorgere complicazioni molto serie.
Problemi ai genitali nei maschietti
Fimosi
E' sicuramente la patologia più diffusa tra i maschietti, tanto che per molti pediatri, il fenomeno è fisiologico. Ma cosè la fimosi? E' un'aderenza tra il glande e il prepuzio (che ricopre il glande), impossibilato a scorrere. La fimosi si risolve spontaneamente entro il 3° anno di vita, quando il glande si aprirà da solo. Se invece l'aderenza permane si potrà ricorrere alla circoncisione, una piccola operazione chirurgica che permette di liberare il glande. In ogni caso, la mamma, una volta al giorno può provare manualmente e in modo delicato ad allargare il prepuzio. Se avete dubbi, però, meglio non fare niente, in quanto mosse sbagliate potrebbero provocare delle piccole lacerazioni con sanguinamento. Manovre brusche potrebbero dare origine alla para-fimosi. Fenomeno che di presenta quando la pelle del prepuzio fa fatica a ritornare in avanti. In questo caso, occorre allertare i soccorsi, oppure salvo vostra agitazione, potete provare ad insistere manualmente applicando un panno con del ghiaccio, o comunque dell'acqua fredda. A volte, i pediatri consigliano di provare anche con l'aiuto di pomate apposite.
Idrocele
Un neonato soffre di idrocele, quando il sottile sacchetto (denominato scroto), al cui interno vi sono i testicoli è pieno di liquido e si presenta quindi molto ingrossato. Anche questo disturbo tende a scomparire entro pochi mesi di vita del neonato. Può colpire tutti i maschietti, ma in particolare quelli nati prematuri, ovvero entro la 38* settimana di gestazione. Spesso si confonde l'idrocele con l'ernia inguinale. Un trucco per scoprire se si tratta o meno di un disturbo ai genitali, basta posizionare una pila vicino allo scroto. E' idrocele se la luce dovesse filtrare dall'altra parte, in caso contrario si parlerà di ernia inguinale. In entrambi i casi, avvertire il pediatra che vi dirà come comportarvi. Si parla comunque di ernia, se il disturbo non scompare entro il 12° mese di vita del bimbo. In questo caso, è necessario ricorrere alla chirurgia con una piccola operazione che fermerà la corsa dell'idrocele, impedendo il normale sviluppo dei testicoli.
Problemi ai testicoli
Se siete delle mamme scrupolose e molto attente, avrete notato come il pediatra “passi in rassegna” i genitali del vostro bimbo in modo davvero accurato. Può capitare infatti che uno dei due testicoli non riesca a scendere oppure, come succede più spesso, che non si riesca ad intravedere. Nel primo caso parliamo di criptorchidismo. Il pediatra dopo il 2° anno di vita del bambino, prescriverà uno spray a base di gonadotropina corionica, uno specifico ormone con il compito di facilitare la discesa del testicolo. Purtroppo però, la cura farmacologica risolve non oltre il 60% dei casi, certo, una buona percentuale, ma non completa. Come ultima “spiaggia” c'è sempre un piccolo intervento chirurgico, denominato orchidopessi. Si tratta di un'operazione che viene fatta in day-ospital. Curare il criptorchidismo è molto importante e occorre agire appena possibile, in quanto in età adulta può portare ad una ridotta fertilità. Il fenomeno infatti dipende dal tempo in cui il testicolo è esposto ad una temperatura superiore ai 2°C (gradazione fisiologica naturale per cui il testicolo deve convivere). Quando invece non si riesce a vedere uno dei due testicoli, parliamo di testicolo “mobile”. Per essere certi che il bimbo abbia questo disturbo, il pediatra (ma può farlo benissimo anche la neo-mamma), utilizzando il pollice e l'indice, può palpare leggermente lo scroto. Come detto il testicolo è sensibile alle temperature e per questo lo si può notare anche durante il bagnetto o al semplice cambio di pannolino.
Problemi ai genitali nelle femminucce
Piccole perdite
Se avete delle bimbe, è possibile, soprattutto nel primo mese di vita, che , dalla vagina fuoriescano delle piccole perdite, denominate “fluor neonatorum” e “spotting”. Per spotting, si intende un insieme di perdite simili alle mestruazioni, che significano quindi chiara espressione ormonale. Niente paura comunque, se si presenta durante i primi giorni di vita della neonata, si tratta infatti di una normale crisi genitale fisiologica. Durante l'ultimo periodo di gestazione infatti, il feto riceve degli ormoni sessuali, attraverso l'organismo materno. Se le perdite sono di colore rosso, non c'è da preoccuparsi, passeranno infatti da sole, nel giro di poche settimane, il tempo necessario per stabilizzare gli ormoni. Potete comunque consultare il pediatra per fissare un appuntamento e per valutare meglio le mucose e scongiurare lesioni all'apparato genitale. Al contrario se le macchie in questione dovessero presentarsi di colore giallognolo-verdastro, parliamo di un disturbo diverso. In questo caso infatti, la bimba soffrirebbe di vulvovaginite, del quale ci occuperemo nel paragrafo successivo.
Vulvovaginite
Si tratta di un'infiammazione alla vulva e alla vagina, che si presenta il più delle volte per colpa di germi e batteri che vanno ad occupare la zona dei genitali esterni della piccola. Inutile dire che occorre prestare molta attenzione all'igiene intima utilizzando prodotti specifici che non alterino il Ph naturale della pelle. I germi nascono anche dalla presenza di altri fattori, come per esempio corpi estranei nei genitali, come sabbia e parassiti. Un occhio di riguardo anche agli indumenti intimi che non devono essere, se possibile, in materiale sintetico. Infine, la vulvovaginite, può presentarsi “grazie” a malattie come la scarlattina o il morbillo, quest'ultimo ormai debellato nel nostro paese, grazie alla vaccinazione facoltativa raccomandata ( per l'intera guida dedicata alle vaccinazioni, potete consultare l'articolo inserito nella sezione “Bambini”. Uno dei disturbi della vulvovaginite è sicuramente il rossore e il prurito, oltre al bruciore, fenomeni accompagnati a volte da perdite ematiche di sangue. Le macchioline giallognole, ( meglio chiamarle secrezioni) sono abbastanza vistose, a tal punto da essere notate nel pannolino. Il pediatra, accertata la vulvovaginite, potrà prescrivere alla bimba, oltre agli esami delle urine, anche un tampone, per conoscere a fondo, la causa dell'infezione. La cura farmacologica consisterà invece nell'applicazione di una pomata e nella somministrazione di un antibiotico.
Aderenze
E' un fenomeno che si presenta molto spesso. Parliamo delle aderenze alle piccole labbra, conosciute anche con il nome di sinechie. Ancora oggi, non sono del tutto chiare le cause per cui molte bimbe presentano le piccole labbre molto unite. Se la mamma se ne dovesse accorgere, è tenuta ad allertare immediatamente il pediatra per una visita urgente. Si tratta infatti di una patologia da non sottovalutare assolutamente, in quanto la bimba potrebbe trovare difficoltà anche nell'urinare. Il pediatra dopo una visita accurata, vi prescriverà una cura farmacologia delle durata di una o due settimane a seconda dell'aderenza, composta da una crema a base di ormoni sessuali femminili. Gli estrogeni avranno il compito di rendere difficile appunto l'aderenza tra le labbra. Se necessario, il pediatra potrà prescrivere un secondo ciclo di cure, e in alcuni casi, seppur rari, si ricorre ad un piccolo intervento chirurgico.
Link a siti web utili per approfondire le tematich emediche legate ai problemi negli organi genitali dei bambini
Rainews24
http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=74004
Un articolo che spiega come mai sempre più spesso nascono bimbi con problemi ai genitali.
Mammaepapa.it
http://www.mammaepapa.it/salute/pag.asp?nfile=pr_crisigenit
Sito ben curato e in questo specifico link, un approfondimento per quanto riguarda il problema dei seni ingrossati nei neonati.
Medicitalia
http://www.medicitalia.it/02it/consulto.asp?idpost=16400
Un dottore risponde alle domande delle mamme. In questo link si parla di idrocele e della possibilità di intervenire con una piccola operazione chirurgica.
http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Fimosi.htm
Un approfondimento sulla fimosi nel neonato
Guidagenitori
http://www.guidagenitori.it/guidagenitori/home.jsp?openDocument=689&parent1=150&parent2=249&docs=249
Approfondimenti sui problemi ai genitali delle femminucce