Punture di insetti

Vespe, api e altre punture! Le punture da insetto sono comunissime nei bambini, soprattutto nella bella stagione che favorisce i giochi nei parchi, nei prati e in ogni caso all’aria aperta. Ad ogni puntura, però, c’è il suo rimedio. Scopri come comportarti in caso di puntura di insetto continuando a leggere questa guida!

punture di insetti nei bambini

Introduzione alle punture di insetti nei bambini

I bambini hanno la pelle molto sensibile e per questo più predisposta agli arrossamenti e alle irritazioni. Questa vuole essere una guida utile con consigli da tenere presente, in caso di punture di insetti, con reazioni sulla pelle ed eventuali rimedi. Bisogna distinguere gli insetti in due tipologie. Quella a cui appartengono le api, i calabroni e le vespe, che pungono solo se si sentono in pericolo o minacciati. L’altra tipologia di insetti, nella quale si racchiudono le zanzare e i tafani, succhiano il sangue umano con lo scopo esclusivo di sopravvivere.

Gli insetti diventano aggressivi soprattutto nella stagione estiva, in quanto il caldo stimola la riproduzione in modo veloce. Le zone del corpo che colpiscono di più sono le caviglie, le gambe, le braccia, le mani e il viso. Gli insetti hanno delle preferenze in fatto di odori e sono attirati da quelli della pelle umana (soprattutto dal sudore), ma si possono trovare anche nelle pozzanghere, nei tombini, nelle aree da pic nic, nei depositi dell’immondizia, ma anche nei fiori, negli alberi e nelle cataste di legno.

Di seguito, vediamo le caratteristiche della zanzara, del tafano, dell’ape, del calabrone e della vespa. Sono questi infatti gli insetti più insidiosi e fastidiosi per i bambini. Vedremo anche gli effetti che ognuno di esso provoca e i rimedi “casalinghi”. Nei bimbi molto sensibili, la puntura di uno di questi insetti, può avere effetti seri. Tra le allergie, la più grave è sicuramente quella che provoca lo shock anafilattico.

Si tratta di un’allergia che determina un calo di pressione notevole, arrivando in alcuni casi anche alla perdita dei sensi. Citiamo poi, l’orticaria. Si tratta della comparsa di puntini rossi diffusi un po’ in tutto il corpo. O ancora, l’angioedema, ovvero la presenza sul viso di gonfiore. In entrambi gli ultimi due casi, è meglio sentire il pediatra, che vi prescriverà dei farmaci antistamici, da somministrare per via orale.

Zanzara

punture di zanzara

  • La zanzara più pericolosa è sicuramente la zanzara tigre. La si può riconoscere dal suo colore scuro, con una linea bianca sul dorso, e con fasce dello stesso colore sulle zampe. La zanzara tigre, succhia il sangue umano, prendendo di mira, soprattutto le caviglie e le gambe, in quanto vola a quota molto bassa, soprattutto durante le ore diurne. La zanzara più comune invece è denominata “Culex Pipiens”. Si presenta molto piccola ma con un apparato boccale molto pungente. A pungere non sono le zanzare di sesso maschile, che si nutrono esclusivamente di succhi vegetali, ma le zanzare di sesso femminile. Esse attaccano, sopratttutto nelle ore serali, preferendo quindi il buio. Questo fa si che le larve maturino, e che quindi, aumentino la quantità della specie.
  • Cosa provoca
    Non appena una zanzara punge, la zona della pelle colpita, presenta una chiazza rossa che a seconda della sensibilità del bambino, può essere più o meno grande. Il pomfo ( questo il termine esatto della puntura della zanzara), determina un forte prurito causato dal punto sporgente presente al centro dello stesso. Più vistoso invece, il prurito causato dalla zanzara tigre, che succhiando il sangue umano, provoca delle grosse bolle. Se la zanzara colpisce la palpebra dell’occhio, tenderà a gonfiarsi e a restare tale anche per un paio di giorni.
  • Rimedi
    Ma come intervenire se il nostro bimbo viene punto da questo fastidiosissimo insetto? Il primo consiglio ovviamente è quello di non grattarsi, ma se il bimbo è piccolo, è davvero difficile trasmettergli questo concetto. In ogni caso, interveniamo, disinfettando la zona colpita e applicando sulla parte lesa, una pomata antistaminica o a base di cortisone. Per questo occorre sentire ilpediatra, che vi prescriverà la pomata più indicata. Solitamente, le più gettonate sono “Gentalyn crema” e “Fenistil”, acquistabili in farmacia, senza ricetta. I nostri “vecchi” invece, un tempo, per allievare il senso del prurito, incidevano il pomfo con un’unghia oppure con una moneta (opportunamente disinfettata), premendo per una decina di secondi.

Tafano

tafano

  • Il tafano si presente di colore bruno o grigio con macchie scure anche sulle ali.
    Molto simile ad una mosca di grosse dimensioni, il tafano di sesso femminile può essere lunga anche 2 centimetri. Come accade per la zanzara, anche per il tafano, è la femmina a pungere. Con il suo apparato boccale succhia il sangue dell’essere umano e degli animali, esclusivamente per sopravvivere.
  • Cosa provoca
    La zona colpita dalla puntura del tafano, oltre al classico prurito, provoca arrossamento, gonfiore e bruciore. Questi effetti possono provocare anche del pus.
  • Rimedi
    Per prima cosa, occorre lavare la parte lesa, semplicemente con acqua e sapone. Subito dopo, bisogna disinfettare con un batuffolo di cotone imbevuto di un particolare disinfettante che non brucia, indicato per i bambini. Per quanto riguarda il gonfiore e il dolore, si può utilizzare un cubetto di ghiaccio, tenendolo premuto sulla puntura. Se anche con questo rimedio, la situazione non cambia, occorre fare uso di una pomata antistaminica, prescritta dal pediatra. Ma anche in questo caso, si utilizza quasi sempre “Gentalyn crema”. Se anche con questa cura non migliora, rivolgetevi direttamente al pediatra, che dopo aver visitato il bimbo, valuterà il da farsi.

Ape

punture di ape

  • L’ape si presenta come un insetto di colore bruno rossastro, a strisce nere e gialle,
    proprio come “l’ape maia” dei cartoni animati! Le zampe sono ricoperte di peli e con questi raccoglie dai fiori, il polline. Lunga in media due centimetri, è dotata di un pungiglione. Questo è collegato ad una particolare ghiandola all’interno della quale vi è il veleno. L’ape punge perchè, come abbiamo già detto, si sente minacciata o comunque in pericolo. Pungendo, lascia il pungiglione nella pelle, che trovandosi all’interno, sprigiona il veleno. L’ape che punge, perde ovviamente il pungiglione e senza di esso le è impossibile vivere.
  • Cosa provoca
    Quando l’ape punge, provoca sicuramente bruciore, rossore, prurito, gonfiore. Come abbiamo visto, il pungiglione contiene veleno, che nei bimbi può provocare, in alcuni casi, delle reazioni allergiche, di varia natura. Si va dal gonfiore anche in altri parti del corpo, alle vertigini, e in casi molto rari (per fortuna), anche allo shock anafilattico.
  • Rimedi
    La prima cosa da fare in caso di puntura di un’ape, è quello di togliere il pungiglione. Si, ma in che modo? Dovete procurarvi una limetta smussata, in modo che non rompa la vescichetta dal pungiglione. Cosa molto probabile invece, se usate la classica pinzetta per le sopracciglia. Oltre a rompere la vescica, il veleno fuoriuscirebbe ulteriormente. In sostituzione della limetta smussata e della vietatissima pinzetta, potete utilizzare le vostre mani. Dopo averle lavate, dovete premere delicatamente sulla pelle, nello stesso modo in cui si schiacciano i brufoli, usando quindi due dita. Se siete riusciti nell’impresa, e avete tolto il pungiglione senza fare danni, dovete procedere con altre operazioni, sempre nella parte lesa. Preparate impacchi freddi di acqua e poi applicate, sempre secondo il parere del vostro pediatra, una pomata preferibilmente, a base di cortisone.

Vespa

punture di vespa

  • Si differenziano dalle “cugine” api per la loro struttura. Non sono infatti ricoperte di peli e anzi, si presentano piuttosto lunghe con la livrea a strisce nere e gialle. L’addome e il torace si distinguono per via di un “peduncolo” molto sottile. Come accade, per molti altri insetti, anche in questo caso, è la vespa di sesso femminile a colpire. La vespa, è dotato di un aculeo comunicante con una ghiandola, che come per l’ape, contiene veleno. Al contrario dell’ape però, la vespa può pungere più volte, iniettando il veleno.
  • Cosa provoca
    Quando un bimbo viene punto dalla vespa, le reazioni possono essere differenti, a seconda della sensibilità della pelle del bimbo. In ogni caso, i sintomi più frequenti sono prurito, rossore e gonfiore. Anche il dolore è molto forte ma non è pericoloso. Ovviamente, anche la puntura della vespa, può provocare reazioni allergiche come lo shock anafilattico.
  • Rimedi
    Quando un bimbo viene punto da una vespa, innanzitutto bisogna stare calmi e non farsi prendere dall’agitazione. Utilizzate semplicemente acqua e sapone per detergere la ferita. Per alleviare il dolore, basta fare impacchi di acqua fredda e spalmare una crema antistaminica o a base di cortisone. Per questo, è importante il parere del pediatra. Se invece, a colpire sono state più vespe in contemporanea, e può succedere per esempio, nel caso di uno sciame di insetti, fate un impacco di acqua fredda in cui avrete sciolto un cucchiaio di bicarbonato di sodio. Se vedete, che nel giro di pochi minuti, il gonfiore anziché diminuire, aumenta e anzi, si allarga anche in altre zone del corpo vicino a quella lesa, optate per il pronto soccorso.

Calabrone

calabrone

  • Il calabrone si presenta come un insetto molto grosso, simile alla vespa. Le sue
    dimensioni sono comprese tra i due e i tre centimetri e mezzo di lunghezza. Può essere di colore nero oppure con schizzi di colore rosso, giallo e nero sul corpo. Come per la vespa, anche il calabrone, può pungere più di una volta, in quanto non perde il pungiglione.
  • Che cosa provoca
    A differenza della vespa e dell’ape, la puntura del calabrone risulta più dolorosa e si presenta nella parte lesa con dolore appunto, gonfiore e rossore. Il dolore può rimanere anche per un paio di ore mentre il gonfiore può aumentare per le successive 24 ore. Se il bimbo viene punto più di una volta, altre reazioni, dovute al veleno iniettato nella pelle, possono essere, il mal di testa, il vomito e perfino la febbre. Casi rari possono provocare problemi di respirazione, se il calabrone punge nella bocca o sulla lingua, oppure uno shock anafilattico.
  • Rimedi
    Come primo rimedio, occorre disinfettare la parte lesa e poi fare impacchi di ghiaccio o comunque acqua fredda per alleviare il dolore e bloccare l’infiammazione. Per diminuire il prurito, meglio sentire il pare del pediatra, che vi prescriverà una pomata antistaminica.

Link utili per approfondire

Mondo insetti
www.insetti.org
Sito assai completo e ben fatto sul mondo degli insetti

Automedicazione
www.automedicazione.it/default.aspx?idPage=8040
Sito con preziose informazioni sui principi di automedicazione epr intervenire in caso di punture da insetti

Il giro del mondo
www.ilgirodelmondo.it/html/insetti.html
Sito per viaggiatori con importanti informazioni per proteggersi dagli insetti nocivi

RAI Explora
www.explora.rai.it/online/doc.asp?pun_id=847
Informazioni sul mondo degli insetti dal sito RAI

Oasi del pensiero
www.oasidelpensiero.it/Insetti/index.htm
Un curioso sito per scoprire “che insetto sei”



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3 Commenti

  1. rosanna
  2. donato
  3. primerano ulisse

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