Servizi ai genitori di bambini da 0 a 5 anni

Consigli utili per la scelta intelligente dei servizi che possono rendere la vità più facile ai genitori dei bimbi da 0 a 5 anni, aiutando i neonati nella crescita e nello sviluppo
Essere genitori di bambini da zero a cinque anni
La realtà contemporanea e
quotidiana, con i suoi ritmi di lavoro e la sua ricchezza di impegni
non solo professionali, diventa ancora più impegnativa nel momento
in cui una coppia decide di mettere al mondo un figlio. Non è
necessario rimarcare quanto questo possa essere difficoltoso
specialmente per una donna che riprende il lavoro dopo un periodo,
più o meno lungo, di maternità.
Ovviamente, una delle prime difficoltà che entrambi i genitori sono
chiamati ad affrontare e a risolvere è quella di trovare una
collocazione per il bambino una volta che la madre riprende a
lavorare e, altrettanto ovviamente, nel caso in cui non possano
avvalersi dell’aiuto tradizionale offerto dai nonni o dalla baby
sitter.
Posto che, mediamente, per una baby sitter la famiglia deve essere
disposta a sostenere una spesa mensile di 800,00 euro, nella maggior
parte dei casi la famiglia stessa opta per soluzioni differenti. A
sorpresa rispetto a quanto ci si può legittimamente aspettare, in
alcuni casi i genitori possono trovarsi di fronte a una scelta
differenziata di servizi offerti per soddisfare le loro necessità,
sia che provengano dal settore pubblico che da quello privato.
L'asilo nido
La soluzione più
tradizionale è offerta dall’asilo nido che, quando è comunale,
richiede una spesa media di 300,00 euro al mese, pur considerando
che ci sono delle differenze di costi tra le varie zone d’Italia.
Infatti, le città più care si trovano al Nord e hanno in testa la
città di Lecco con ben oltre 500,00 euro mensili, per arrivare a
400,00 euro per quella di Trento. Le città più economiche, invece,
si trovano nel Centro-Sud con, curiosamente, la città di Roma che
chiede quasi 150,00 euro ogni mese e quella di Salerno che ne
richiede invece 170,00 euro.
Le rette sono determinate in base al reddito delle singole famiglie
e su calcolo dell’I.S.E.E. – indicatore di situazione economica
equivalente, ossia un parametro che illustra la condizione economica
del nucleo familiare, calcolo ottenibile presso il C.A.F. – e sono
diverse a seconda della frequenza; le rette sono inoltre fissate
ogni anno in base ai reali costi di gestione effettivamente
sostenuti dall’asilo (personale, materie prime, mantenimento della
struttura, consumi, ecc…).
Tuttavia, in alcuni casi è possibile richiedere dei benefici
(voucher) che prevedono tariffe ridotte, da accordare o meno a
seconda della situazione sia patrimoniale che reddituale della
famiglia. In entrambe le zone, i prezzi sono da considerarsi
riferiti al tempo pieno e, a tutto ciò, bisogna poi tenere conto
anche dell’iscrizione annuale che si aggira tra i 150,00-200,00
euro.
Nel caso in cui, invece, voi genitori voleste ricorrere a un asilo
nido privato, dovete essere consapevoli che, pur costandovi qualche
centinaia di euro in meno rispetto alla baby sitter, a seconda dei
casi e anche delle città i nidi privati possono o avere una retta
mensile di poco superiore a quella dell’asilo pubblico, oppure – ed
è il caso più frequente – raggiungono una retta che si raddoppia, o
quasi, sia per quanto riguarda il pagamento mensile che l’iscrizione
annuale.
Per quanto riguarda, invece, i costi di iscrizione dei nidi privati,
in questo caso si tratta di versare una quota di iscrizione annuale
che vi verrà richiesta nel momento in cui si presenta la domanda; la
differenza sostanziale con i nidi pubblici è che la retta mensile
non è stabilita in base al reddito ma è una quota fissa, variabile
solo a seconda del nido stesso.
Nel momento in cui voi genitori vi trovate a fare i conti col vostro
bilancio familiare per decidere quale opzione scegliere, vi
suggeriamo di tener conto di una serie di fattori decisamente non
trascurabili e utili a organizzare tanto il vostro tempo che quello
del bambino coinvolto in prima persona. Per esempio, è importante
sapere che gli asili nido pubblici, per quanto allettanti siano dal
punto di vista economico – o, almeno, permettono di scegliere
economicamente il minore dei mali – sono poco flessibili in termini
di orari, e questo è motivato dal fatto che, essendo appunto
pubblici, il personale è comunale e ha quindi un preciso contratto
da rispettare.
Gli asili pubblici sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle
18.00, ma questo è l’orario di apertura massimo, perché per lasciare
il proprio figlio dalle 16.00 alle 18.00 i genitori devono avanzare
una richiesta supportata da motivi di lavoro e che deve essere
debitamente documentata. In realtà, l’orario quotidiano dell’asilo
nido è suddiviso in fasce orarie a seconda della tipologia del
servizio che la famiglia decide di scegliere: nel caso di un
servizio part-time il bambino uscirà tra le 13.00/13.30; nel caso di
un servizio a tempo pieno breve uscirà tra le 15.30/16.00 e, infine,
nel caso di un servizio a tempo pieno lungo (detto anche
“post-nido”) l’uscita avverrà tra le 16.00 e le 18.00 (alcuni nidi
privati sono aperti fino alle 19.00).
Gli asili nido sono aperti per il periodo che va dal mese di
settembre al mese di giugno ma, sempre per andare incontro alle
esigenze delle famiglie, prevedono anche un servizio estivo
facoltativo che riguarda il mese di luglio. Negli asili nido, la
flessibilità dell’apertura giornaliera risulta essere maggiore in
quelli privati rispetto ai pubblici e, quindi, è molto più
soddisfacente per le esigenze familiari, per quanto i costi siano
più elevati. Esistono anche degli asili nido privati e convenzionati
dal Comune, nati con lo scopo di accogliere i bambini iscritti alle
liste comunali.
Una segnalazione importante e rassicurante per i genitori riguarda
la presenza del pediatra all’interno degli asili nido; nel caso di
quelli privati, è previsto comunque l’obbligo dell’esistenza di
questa figura e che sia presente almeno una o due volte la
settimana. Il pediatra deve fornire sia l’adeguato servizio di
assistenza che quello di consulenza, e ciò tanto agli educatori
quanto ai genitori, e questo aspetto è altrettanto fondamentale
dell’educazione che il bimbo riceve presso il nido stesso, insieme
agli impulsi utili alla sua crescita individuale.
Al di là delle svariate esigenze della famiglia, gli asili nido sono
strutturati (in questo caso, senza distinzione fra pubblico e
privato) in maniera tale da essere non tanto un luogo in cui
collocare i bambini in assenza di soluzioni migliori, ma soprattutto
per essere un luogo educativo importante per il bambino che in
questo modo fa il suo ingresso nella società, interagendo con altre
persone – adulte e bambini che siano – e con degli ambienti per lui
nuovi.
Per questo motivo, gli asili nido sono strutturati in modo tale da
offrire attività sia di carattere educativo che ludico, da svolgere
individualmente che in gruppo, gruppi che vengono creati a seconda
delle diverse fasce di età dei bambini stessi. Tali attività si
svolgono in locali unici o separati, così come ci sono gli spazi
adibiti al pranzo, quelli per il riposo, per il cambio e quelli per
i pasti (che consistono in una piccola colazione, nel pranzo e nella
merenda).
Tutto è dunque pensato in funzione del bambino: una volta che i
genitori hanno scelto la soluzione ottimale per le proprie esigenze
familiari, il loro figlio ha modo di confrontarsi quotidianamente
con persone e ambienti preziosi nello stimolare e nell’educare la
sua crescita.
Il baby parking
Accanto al servizio tradizionale offerto dagli asili nido, ci sono altri servizi quali il baby parking che, molto simile al nido stesso, può differenziarsene nel momento in cui è destinato ad accogliere bambini appartenenti ad altre fasce di età (alcuni ospitano bambini dagli 1 ai 4 anni), ma non se ne discosta dalle funzioni, dalle attività e dagli scopi.
La novità dei servizi
integrativi per la prima infanzia:
soluzioni diverse per esigenze diverse
Date le svariate esigenze
familiari e la necessità di soddisfarle con offerte differenziate,
sono nati alcuni servizi integrativi che, come suggerisce la
definizione stessa, non sostituiscono il nido bensì lo supportano
integrandolo con le proprie soluzioni e che, probabilmente, non sono
ancora noti a tutti quanti i genitori.
Ė importante sapere che la caratteristica di questi servizi
integrativi è infatti quella di offrire una maggiore flessibilità
alle esigenze dei genitori, che in questo modo possono usufruire di
strutture e di soluzioni ulteriori a quelle di base e tipiche del
nido tradizionale, nate appunto con lo scopo preciso di semplificare
la vita familiare. Infatti, le proposte dei servizi integrativi sono
più articolate e più flessibili di quelle dei nidi classici, per
esempio proponendo modalità e orari di accesso più differenziati,
quali le fruizioni parziali o temporanee.
Centri per l’infanzia
Per fare subito un
esempio utile ai genitori interessati, si possono citare i Centri
per l’infanzia (tipico servizio integrativo) che svolgono appunto le
stesse funzioni dell’asilo nido ma offrono soluzioni più flessibili
in base alle richieste delle famiglie stesse. I bambini
interagiscono all’interno di piccoli gruppi (omogenei o misti a
seconda delle fasce di età) e alla presenza degli educatori.
In alcuni comuni esistono dei servizi integrativi chiamati “Spazio
gioco”, “Spazio famiglia”, “Gioco ma non solo”, “Gioco ma non solo –
di sabato”, oltre che dei laboratori. Per avere un’idea delle
tariffe, per quanto riguarda il servizio “Gioco ma non solo – di
sabato”, esse sono uniche giornaliere, mentre per i laboratori si
parla di una quota fissa, ossia una tariffa unica giornaliera da
moltiplicare per il numero degli incontri previsti.
Ci sono inoltre gli Spazi gioco per bambini dai 18 ai 36 mesi,
servizi nati in alcuni casi soprattutto come risposta alla lunga
lista di attesa dei nidi; tali servizi sono disponibili sia con
orario mattutino (assomigliando dunque ai nidi a tempo breve) che
pomeridiano.
Un servizio integrativo particolarmente utile e interessante è
quello denominato “Spazio per bambini e famiglie”, perché prevede
infatti la contemporanea presenza dei bambini e dei loro familiari.
Questo servizio è nato con lo scopo di permettere a quei bambini,
che per svariati motivi non frequentano un nido, di partecipare
comunque alla vita sociale, e questo – caratteristica significativa
– alla presenza delle loro stesse famiglie, che dunque vengono
coinvolte nella vita del bimbo mentre interagisce in contesti
diversi dal proprio. Si tratta di un servizio che si svolge da
ottobre a maggio, che è pomeridiano, che prevede uno o due pomeriggi
alla settimana e che è tanto flessibile da permettere delle assenze
intermittenti, pur dovendo però versare l’intera quota fissa
mensile.
Villa per bambini
Un particolare Centro per l’infanzia è costituito dalla Villa per bambini; questo tipo di servizio è simile a quello offerto dai nidi sia nello scopo (essere di aiuto ai genitori che lavorano) che nelle funzioni educative, ludiche e di socializzazione. Ciò che lo differenzia dai nidi è la presenza contemporanea di vari servizi anche di tipo integrativo: nell’unica struttura della “villa” si trovano infatti l’asilo nido, il baby parking, il servizio baby sitter, il centro estivo, i corsi, i laboratori, le ludoteche e si possono anche affittare sale per organizzare feste.
I mininidi
Ė opportuno informare i
genitori del fatto che tra i servizi integrativi ce ne sono alcuni
di carattere estremamente innovativo quali i mininidi, ossia dei
servizi simili sì al nido tradizionale – che ricalcano – ma che
chiudono alle 12.30 e non prevedono il momento del pranzo.
Addirittura, la città di Torino ha messo in atto un esperimento di
micronidi familiari, che prevede l’accoglienza di pochi bambini
(compresi quelli della famiglia ospitante) all’interno delle
abitazioni delle famiglie (riunite in un’apposita associazione) che
desiderano offrire un servizio del genere. I bambini vengono
ospitati per un massimo di cinque ore, che possono essere articolate
in maniera flessibile ma senza superare questo tempo stabilito.
Da tale servizio (sempre nell’esperimento torinese) è escluso il
pasto, mentre le tariffe consistono in una quota mensile calcolata
in base ai parametri I.S.E.E.; l’associazione stessa ottiene un
concorso spese, per ogni famiglia, considerando ogni bambino che
raggiunge una frequenza di almeno un paio di settimane mensili.
Un servizio del genere è molto utile –se non l’ideale – per chi di
voi mamme svolge un lavoro mattutino part-time e che non necessita
dunque di lasciare il proprio bimbo al nido secondo le modalità del
tempo pieno. Ma ci sono perfino i nidi aziendali, quelli aperti la
notte o addirittura quelli aperti tutto il giorno; ci sono sia
esperienze che esperimenti di nidi aperti dalle quindici alle
ventiquattro ore giornaliere.
La scuola d’infanzia per iniziare ad apprendere
La più nota scuola
d’infanzia (o maggiormente conosciuta come scuola materna) ricalca
molto la struttura e la funzionalità dell’asilo nido: a parte essere
destinata ai bambini dai 3 ai 6 anni, al pari del nido inizia a
settembre e finisce nel mese di giugno, mentre gli orari vanno dalle
8.00 alle 16.00, orario che prevede la mensa ma che è facoltativo,
in quanto è possibile iscrivere il bambino solamente per la
mattinata, con o senza la mensa. Inoltre, come il nido, la scuola
materna offre orari flessibili sia per quanto riguarda l’apertura
che la chiusura: in quest’ultimo caso, è possibile lasciare il
bambino fino alle 18.00 se entrambi i genitori sono impegnati sul
posto di lavoro.
La differenza sostanziale fra il nido e la scuola materna è
costituita dai costi: la scuola d’infanzia, infatti, è gratuita;
solamente la mensa prevede una tariffa (pur offrendo comunque
esoneri, rimborsi e agevolazioni a seconda dei casi), così come la
richiede a volte il servizio del prolungamento dell’orario.
Per quanto riguarda le attività proposte, invece, esse sono di tipo
educativo e ludico come già avviene per il nido, ovviamente tenendo
conto del fatto che i bambini della scuola d’infanzia sono più
grandicelli: per esempio, per i bambini di cinque anni è previsto
l’insegnamento della lingua inglese, novità che è un’ottima cosa se
si pensa che a questa età i bambini sono maggiormente predisposti ad
assimilare nozioni e a familiarizzare con una lingua straniera che
sarà loro utile in futuro.
Anche le scuole d’infanzia esistono sia nel settore comunale e
statale che in quello privato; in questo caso, le scuole materne
godono di una certa autonomia nello stabilire gli orari, il tipo di
organizzazione interna e le tariffe.
I Centri Estivi per le vacanze dei bambini da zero a cinque anni
Altri servizi utili a voi
genitori che crescete figli appartenenti alla fascia della prima
infanzia sono quelli che riguardano, per esempio, il periodo estivo.
I Centri Estivi, infatti, sono luoghi nei quali si svolgono grosso
modo le stesse attività previste dai nidi e dalla scuole materne, ma
nell’ottica vacanziera: all’interno di tali servizi trovano spazio
alcune attività ricreative – laboratori, gite, visite guidate – e
altre sportive – giochi, tornei e gare.
I Centri Estivi possono essere organizzati dal Comune della città
attraverso le scuole, oppure dalle Parrocchie, da Associazioni e
Cooperative, o ancora da strutture private.
Per quanto riguarda il discorso economico, nel caso in cui questi
servizi sono organizzati dal Comune, le tariffe dipendono dai
risultati del calcolo I.S.E.E., mentre se gli organizzatori sono
Parrocchie o privati la quota è fissa. Tuttavia, per il periodo
estivo ci sono ulteriori soluzioni, quali le tradizionali colonie o
le case vacanze e, ancora, centri estivi che organizzano soggiorni
dalle diverse destinazioni e che permettono ai vostri figli di
raggiungere mare, montagna, campagna, lago.
Servizi per l’utile e il dilettevole dei bambini da zero a cinque anni
Accanto ai servizi
erogati da questo tipo di strutture sia tradizionali che innovative
fin qui analizzate, dovete sapere che ce ne sono altri di carattere
strettamente ricreativo-culturale o ricreativo-sportivo, che sono
sempre utili ai genitori occupati con il proprio lavoro.
Tuttavia, data l’interessante e variegata offerta che deriva da
questi ulteriori servizi, niente vieta che qualsiasi bambino (perciò
anche quello che può essere tranquillamente accudito a casa propria
o all’interno di un nucleo familiare o, ancora, da una baby sitter)
li possa frequentare, anzi: sarebbe auspicabile che questo
accadesse. Si tratta di laboratori, ludoteche e centri sportivi, in
questo caso importanti non come luogo in cui lasciare il proprio
bimbo per assolvere ai propri doveri e impegni quotidiani, ma come
luogo di crescita e dei primi approcci culturali del bambino stesso.
Nel caso dei laboratori, i corsi che in essi si svolgono riguardano
svariate discipline artistiche: musica, teatro, disegno, pittura,
modellismo, perfino cucina e ci sono anche corsi che insegnano a
lavorare la creta – e che dunque sviluppano la manualità del bambino
– o a suonare il pianoforte.
Le ludoteche sono un altro servizio del genere che è nato sempre con
lo scopo sia di offrire spazio ai bambini che per educarli e
divertirli, contribuendo con le proprie attività allo sviluppo e
alla crescita del bimbo stesso. Le attività che si svolgono in
questa struttura hanno carattere ludico, prevedono laboratori,
letture effettuate ad alta voce, concedono prestiti sia di libri che
di giochi (il prestito dura quindici giorni), organizzano corsi
serali, drammatizzazioni e feste; il tutto con la possibilità non
irrilevante di coinvolgere la famiglia, nonni compresi.
Le ludoteche prevedono una suddivisione degli spazi in base alle età
dei bambini: per la prima infanzia, infatti, lo spazio e gli oggetti
– arredi compresi – tengono conto della tenera età dei bimbi,
insieme al fatto che devono ancora imparare a muoversi e camminare
autonomamente. Infine, molte ludoteche prevedono il servizio di baby
parking o di baby sitter, oltre che l’affitto di sale per le feste
di compleanno.
A proposito dei centri sportivi e delle attività sportive in genere,
è necessario tenere presente l’età del bambino nel momento in cui i
genitori scelgono lo sport al lui più adatto: infatti, mentre il
nuoto è idoneo per tutte le età, esistono anche i corsi di
acquaticità neonatale, ovviamente per i neonati, mentre un altro
sport tipico della prima infanzia è la ginnastica artistica, adatta
– sia per i maschi che per le femmine – dai quattro anni in su.
Accanto a questi sport classici per i bambini, esistono anche dei
corsi di judo e simili: ai bambini di soli tre anni, per esempio,
tale sport viene insegnato mediante lezioni di carattere ludico e di
ginnastica preparatoria.
Il pediatra
Altrettanto importante
delle strutture e dei servizi necessari ai genitori è l’aspetto
sanitario, ossia la figura del pediatra. I genitori possono decidere
di avvalersi del pediatra “di famiglia”, scelto nel settore
pubblico, oppure del pediatra privato; ovviamente, il primo caso è
il più frequente, data la gratuità del servizio (a carico della
Sanità) e permette di stabilire un rapporto continuativo fra
genitori, pediatra e bambino, pur mantenendo la possibilità di
cambiare il medico.
La figura del pediatra privato, generalmente, si affianca a quella
del pediatra pubblico, in quanto spesso viene chiamato nei casi di
emergenza, quali una malattia o un malessere del bambino per esempio
durante il week-end, giorni in cui il pediatra di famiglia non può
essere reperibile, ed è quindi importante conoscere l’esistenza e la
possibilità di ricorrere a tale figura di supporto nonostante i
costi da sostenere.
Inoltre, all’interno del servizio pubblico c’è un’interessante
iniziativa da segnalare: da pochi anni sono nati i “pediatri in
gruppo”, ossia dei pediatri che hanno pensato di riunirsi in gruppi
di due o più membri che dividono lo stesso studio, nell’ottica di
offrire un servizio migliorativo alle famiglie.
Orientarsi tra i servizi per i genitori di bambini da zero a cinque anni
Alla luce delle varie
informazioni riportate circa la vasta gamma dei servizi utili ai
genitori con figli entro i cinque anni di età, è importante
sottolineare come certi aspetti emersi non siano trascurabili per il
bene del bambino, neppure laddove il discorso economico potrebbe
prevalere sulla scelta di un tipo di servizio anziché un altro.
Ad esempio, in merito ai costi degli asili nido e alle relative
fasce orarie, vi consigliamo di considerare il fatto che se, da un
lato, i costi aumentano in proporzione al tempo prolungato,
dall’altro le mamme non sono costrette a ricorrere alla scelta di
ridurre l’orario lavorativo, con conseguente diminuzione anche delle
proprie entrate e il probabile aumento di problemi organizzativi sul
posto di lavoro; né le mamme sono costrette a sostenere un eventuale
costo aggiuntivo ricorrendo, per esempio, alla baby sitter per
coprire un paio di ore.
Se, invece, ciò che frena i genitori nella scelta tra nido pubblico
e nido privato sono sempre – e comprensibilmente – i costi, sarà il
caso di tenere presente che ai maggiori oneri del settore privato
corrisponde però una migliore flessibilità di orari.
Oppure ancora, un servizio innovativo quale “Spazio per bambini e
famiglie” presenta un limite nel richiedere il versamento
dell’intera retta mensile anche se non si è usufruito del servizio
per tutto il mese ma, d’altro canto, offre la possibilità forse
unica di far sì che la famiglia sia presente e condivida momenti di
crescita del bambino insieme al bimbo stesso.
In realtà, data la caratteristica – che accomuna i nidi, le scuole
materne e anche le ulteriori strutture – di voler essere sì un luogo
in cui – prosaicamente – “lasciare” il bambino in assenza di
migliori alternative, ma anche un luogo educativo, ricreativo e
senz’altro utile per la crescita del bimbo, sarebbe auspicabile che
tali strutture fossero comunque scelte anche da parte di quelle
famiglie che possono invece permettersi di tenere il bambino a casa,
specie in previsione di un suo successivo percorso scolastico e,
quindi, di un suo maggiore inserimento sociale.