Servizi ai genitori di bambini da 0 a 5 anni

Guida con informazioni e consigli utili per orientarsi tra i vari servizi nei settori dell'istruzione, gioco e tempo libero, salute e asilo
di Tiziana Cappellini
servizi in aiuto ai genitori di bimbi da 0 a 5 anni
Vi invitiamo quindi a leggere questa guida dedicata ai servizi integrativi per genitori di bambini da 0 a 5 anni, augurandoci che sia di vostro gradimento e possa esservi utile. Vi saremo grati se vorrete segnalarci eventuali imprecisioni o inesattezze rilevate.

Consigli utili per la scelta intelligente dei servizi che possono rendere la vità più facile ai genitori dei bimbi da 0 a 5 anni, aiutando i neonati nella crescita e nello sviluppo

Essere genitori di bambini da zero a cinque anni

La realtà contemporanea e quotidiana, con i suoi ritmi di lavoro e la sua ricchezza di impegni non solo professionali, diventa ancora più impegnativa nel momento in cui una coppia decide di mettere al mondo un figlio. Non è necessario rimarcare quanto questo possa essere difficoltoso specialmente per una donna che riprende il lavoro dopo un periodo, più o meno lungo, di maternità.

Ovviamente, una delle prime difficoltà che entrambi i genitori sono chiamati ad affrontare e a risolvere è quella di trovare una collocazione per il bambino una volta che la madre riprende a lavorare e, altrettanto ovviamente, nel caso in cui non possano avvalersi dell’aiuto tradizionale offerto dai nonni o dalla baby sitter.

Posto che, mediamente, per una baby sitter la famiglia deve essere disposta a sostenere una spesa mensile di 800,00 euro, nella maggior parte dei casi la famiglia stessa opta per soluzioni differenti. A sorpresa rispetto a quanto ci si può legittimamente aspettare, in alcuni casi i genitori possono trovarsi di fronte a una scelta differenziata di servizi offerti per soddisfare le loro necessità, sia che provengano dal settore pubblico che da quello privato.

L'asilo nido

La soluzione più tradizionale è offerta dall’asilo nido che, quando è comunale, richiede una spesa media di 300,00 euro al mese, pur considerando che ci sono delle differenze di costi tra le varie zone d’Italia. Infatti, le città più care si trovano al Nord e hanno in testa la città di Lecco con ben oltre 500,00 euro mensili, per arrivare a 400,00 euro per quella di Trento. Le città più economiche, invece, si trovano nel Centro-Sud con, curiosamente, la città di Roma che chiede quasi 150,00 euro ogni mese e quella di Salerno che ne richiede invece 170,00 euro.

Le rette sono determinate in base al reddito delle singole famiglie e su calcolo dell’I.S.E.E. – indicatore di situazione economica equivalente, ossia un parametro che illustra la condizione economica del nucleo familiare, calcolo ottenibile presso il C.A.F. – e sono diverse a seconda della frequenza; le rette sono inoltre fissate ogni anno in base ai reali costi di gestione effettivamente sostenuti dall’asilo (personale, materie prime, mantenimento della struttura, consumi, ecc…).

Tuttavia, in alcuni casi è possibile richiedere dei benefici (voucher) che prevedono tariffe ridotte, da accordare o meno a seconda della situazione sia patrimoniale che reddituale della famiglia. In entrambe le zone, i prezzi sono da considerarsi riferiti al tempo pieno e, a tutto ciò, bisogna poi tenere conto anche dell’iscrizione annuale che si aggira tra i 150,00-200,00 euro.

Nel caso in cui, invece, voi genitori voleste ricorrere a un asilo nido privato, dovete essere consapevoli che, pur costandovi qualche centinaia di euro in meno rispetto alla baby sitter, a seconda dei casi e anche delle città i nidi privati possono o avere una retta mensile di poco superiore a quella dell’asilo pubblico, oppure – ed è il caso più frequente – raggiungono una retta che si raddoppia, o quasi, sia per quanto riguarda il pagamento mensile che l’iscrizione annuale.

Per quanto riguarda, invece, i costi di iscrizione dei nidi privati, in questo caso si tratta di versare una quota di iscrizione annuale che vi verrà richiesta nel momento in cui si presenta la domanda; la differenza sostanziale con i nidi pubblici è che la retta mensile non è stabilita in base al reddito ma è una quota fissa, variabile solo a seconda del nido stesso.

Nel momento in cui voi genitori vi trovate a fare i conti col vostro bilancio familiare per decidere quale opzione scegliere, vi suggeriamo di tener conto di una serie di fattori decisamente non trascurabili e utili a organizzare tanto il vostro tempo che quello del bambino coinvolto in prima persona. Per esempio, è importante sapere che gli asili nido pubblici, per quanto allettanti siano dal punto di vista economico – o, almeno, permettono di scegliere economicamente il minore dei mali – sono poco flessibili in termini di orari, e questo è motivato dal fatto che, essendo appunto pubblici, il personale è comunale e ha quindi un preciso contratto da rispettare.
 
Gli asili pubblici sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 18.00, ma questo è l’orario di apertura massimo, perché per lasciare il proprio figlio dalle 16.00 alle 18.00 i genitori devono avanzare una richiesta supportata da motivi di lavoro e che deve essere debitamente documentata. In realtà, l’orario quotidiano dell’asilo nido è suddiviso in fasce orarie a seconda della tipologia del servizio che la famiglia decide di scegliere: nel caso di un servizio part-time il bambino uscirà tra le 13.00/13.30; nel caso di un servizio a tempo pieno breve uscirà tra le 15.30/16.00 e, infine, nel caso di un servizio a tempo pieno lungo (detto anche “post-nido”) l’uscita avverrà tra le 16.00 e le 18.00 (alcuni nidi privati sono aperti fino alle 19.00).

Gli asili nido sono aperti per il periodo che va dal mese di settembre al mese di giugno ma, sempre per andare incontro alle esigenze delle famiglie, prevedono anche un servizio estivo facoltativo che riguarda il mese di luglio. Negli asili nido, la flessibilità dell’apertura giornaliera risulta essere maggiore in quelli privati rispetto ai pubblici e, quindi, è molto più soddisfacente per le esigenze familiari, per quanto i costi siano più elevati. Esistono anche degli asili nido privati e convenzionati dal Comune, nati con lo scopo di accogliere i bambini iscritti alle liste comunali.

Una segnalazione importante e rassicurante per i genitori riguarda la presenza del pediatra all’interno degli asili nido; nel caso di quelli privati, è previsto comunque l’obbligo dell’esistenza di questa figura e che sia presente almeno una o due volte la settimana. Il pediatra deve fornire sia l’adeguato servizio di assistenza che quello di consulenza, e ciò tanto agli educatori quanto ai genitori, e questo aspetto è altrettanto fondamentale dell’educazione che il bimbo riceve presso il nido stesso, insieme agli impulsi utili alla sua crescita individuale.

Al di là delle svariate esigenze della famiglia, gli asili nido sono strutturati (in questo caso, senza distinzione fra pubblico e privato) in maniera tale da essere non tanto un luogo in cui collocare i bambini in assenza di soluzioni migliori, ma soprattutto per essere un luogo educativo importante per il bambino che in questo modo fa il suo ingresso nella società, interagendo con altre persone – adulte e bambini che siano – e con degli ambienti per lui nuovi.

Per questo motivo, gli asili nido sono strutturati in modo tale da offrire attività sia di carattere educativo che ludico, da svolgere individualmente che in gruppo, gruppi che vengono creati a seconda delle diverse fasce di età dei bambini stessi. Tali attività si svolgono in locali unici o separati, così come ci sono gli spazi adibiti al pranzo, quelli per il riposo, per il cambio e quelli per i pasti (che consistono in una piccola colazione, nel pranzo e nella merenda).

Tutto è dunque pensato in funzione del bambino: una volta che i genitori hanno scelto la soluzione ottimale per le proprie esigenze familiari, il loro figlio ha modo di confrontarsi quotidianamente con persone e ambienti preziosi nello stimolare e nell’educare la sua crescita.

Il baby parking

Accanto al servizio tradizionale offerto dagli asili nido, ci sono altri servizi quali il baby parking che, molto simile al nido stesso, può differenziarsene nel momento in cui è destinato ad accogliere bambini appartenenti ad altre fasce di età (alcuni ospitano bambini dagli 1 ai 4 anni), ma non se ne discosta dalle funzioni, dalle attività e dagli scopi.

La novità dei servizi integrativi per la prima infanzia:
soluzioni diverse per esigenze diverse

Date le svariate esigenze familiari e la necessità di soddisfarle con offerte differenziate, sono nati alcuni servizi integrativi che, come suggerisce la definizione stessa, non sostituiscono il nido bensì lo supportano integrandolo con le proprie soluzioni e che, probabilmente, non sono ancora noti a tutti quanti i genitori.

Ė importante sapere che la caratteristica di questi servizi integrativi è infatti quella di offrire una maggiore flessibilità alle esigenze dei genitori, che in questo modo possono usufruire di strutture e di soluzioni ulteriori a quelle di base e tipiche del nido tradizionale, nate appunto con lo scopo preciso di semplificare la vita familiare. Infatti, le proposte dei servizi integrativi sono più articolate e più flessibili di quelle dei nidi classici, per esempio proponendo modalità e orari di accesso più differenziati, quali le fruizioni parziali o temporanee.

Centri per l’infanzia

Per fare subito un esempio utile ai genitori interessati, si possono citare i Centri per l’infanzia (tipico servizio integrativo) che svolgono appunto le stesse funzioni dell’asilo nido ma offrono soluzioni più flessibili in base alle richieste delle famiglie stesse. I bambini interagiscono all’interno di piccoli gruppi (omogenei o misti a seconda delle fasce di età) e alla presenza degli educatori.

In alcuni comuni esistono dei servizi integrativi chiamati “Spazio gioco”, “Spazio famiglia”, “Gioco ma non solo”, “Gioco ma non solo – di sabato”, oltre che dei laboratori. Per avere un’idea delle tariffe, per quanto riguarda il servizio “Gioco ma non solo – di sabato”, esse sono uniche giornaliere, mentre per i laboratori si parla di una quota fissa, ossia una tariffa unica giornaliera da moltiplicare per il numero degli incontri previsti.

Ci sono inoltre gli Spazi gioco per bambini dai 18 ai 36 mesi, servizi nati in alcuni casi soprattutto come risposta alla lunga lista di attesa dei nidi; tali servizi sono disponibili sia con orario mattutino (assomigliando dunque ai nidi a tempo breve) che pomeridiano.
Un servizio integrativo particolarmente utile e interessante è quello denominato “Spazio per bambini e famiglie”, perché prevede infatti la contemporanea presenza dei bambini e dei loro familiari.

Questo servizio è nato con lo scopo di permettere a quei bambini, che per svariati motivi non frequentano un nido, di partecipare comunque alla vita sociale, e questo – caratteristica significativa – alla presenza delle loro stesse famiglie, che dunque vengono coinvolte nella vita del bimbo mentre interagisce in contesti diversi dal proprio. Si tratta di un servizio che si svolge da ottobre a maggio, che è pomeridiano, che prevede uno o due pomeriggi alla settimana e che è tanto flessibile da permettere delle assenze intermittenti, pur dovendo però versare l’intera quota fissa mensile.

Villa per bambini

Un particolare Centro per l’infanzia è costituito dalla Villa per bambini; questo tipo di servizio è simile a quello offerto dai nidi sia nello scopo (essere di aiuto ai genitori che lavorano) che nelle funzioni educative, ludiche e di socializzazione. Ciò che lo differenzia dai nidi è la presenza contemporanea di vari servizi anche di tipo integrativo: nell’unica struttura della “villa” si trovano infatti l’asilo nido, il baby parking, il servizio baby sitter, il centro estivo, i corsi, i laboratori, le ludoteche e si possono anche affittare sale per organizzare feste.

I mininidi

Ė opportuno informare i genitori del fatto che tra i servizi integrativi ce ne sono alcuni di carattere estremamente innovativo quali i mininidi, ossia dei servizi simili sì al nido tradizionale – che ricalcano – ma che chiudono alle 12.30 e non prevedono il momento del pranzo.

Addirittura, la città di Torino ha messo in atto un esperimento di micronidi familiari, che prevede l’accoglienza di pochi bambini (compresi quelli della famiglia ospitante) all’interno delle abitazioni delle famiglie (riunite in un’apposita associazione) che desiderano offrire un servizio del genere. I bambini vengono ospitati per un massimo di cinque ore, che possono essere articolate in maniera flessibile ma senza superare questo tempo stabilito.

Da tale servizio (sempre nell’esperimento torinese) è escluso il pasto, mentre le tariffe consistono in una quota mensile calcolata in base ai parametri I.S.E.E.; l’associazione stessa ottiene un concorso spese, per ogni famiglia, considerando ogni bambino che raggiunge una frequenza di almeno un paio di settimane mensili.

Un servizio del genere è molto utile –se non l’ideale – per chi di voi mamme svolge un lavoro mattutino part-time e che non necessita dunque di lasciare il proprio bimbo al nido secondo le modalità del tempo pieno. Ma ci sono perfino i nidi aziendali, quelli aperti la notte o addirittura quelli aperti tutto il giorno; ci sono sia esperienze che esperimenti di nidi aperti dalle quindici alle ventiquattro ore giornaliere.

La scuola d’infanzia per iniziare ad apprendere

La più nota scuola d’infanzia (o maggiormente conosciuta come scuola materna) ricalca molto la struttura e la funzionalità dell’asilo nido: a parte essere destinata ai bambini dai 3 ai 6 anni, al pari del nido inizia a settembre e finisce nel mese di giugno, mentre gli orari vanno dalle 8.00 alle 16.00, orario che prevede la mensa ma che è facoltativo, in quanto è possibile iscrivere il bambino solamente per la mattinata, con o senza la mensa. Inoltre, come il nido, la scuola materna offre orari flessibili sia per quanto riguarda l’apertura che la chiusura: in quest’ultimo caso, è possibile lasciare il bambino fino alle 18.00 se entrambi i genitori sono impegnati sul posto di lavoro.

La differenza sostanziale fra il nido e la scuola materna è costituita dai costi: la scuola d’infanzia, infatti, è gratuita; solamente la mensa prevede una tariffa (pur offrendo comunque esoneri, rimborsi e agevolazioni a seconda dei casi), così come la richiede a volte il servizio del prolungamento dell’orario.

Per quanto riguarda le attività proposte, invece, esse sono di tipo educativo e ludico come già avviene per il nido, ovviamente tenendo conto del fatto che i bambini della scuola d’infanzia sono più grandicelli: per esempio, per i bambini di cinque anni è previsto l’insegnamento della lingua inglese, novità che è un’ottima cosa se si pensa che a questa età i bambini sono maggiormente predisposti ad assimilare nozioni e a familiarizzare con una lingua straniera che sarà loro utile in futuro.

Anche le scuole d’infanzia esistono sia nel settore comunale e statale che in quello privato; in questo caso, le scuole materne godono di una certa autonomia nello stabilire gli orari, il tipo di organizzazione interna e le tariffe.

I Centri Estivi per le vacanze dei bambini da zero a cinque anni

Altri servizi utili a voi genitori che crescete figli appartenenti alla fascia della prima infanzia sono quelli che riguardano, per esempio, il periodo estivo. I Centri Estivi, infatti, sono luoghi nei quali si svolgono grosso modo le stesse attività previste dai nidi e dalla scuole materne, ma nell’ottica vacanziera: all’interno di tali servizi trovano spazio alcune attività ricreative – laboratori, gite, visite guidate – e altre sportive – giochi, tornei e gare.
 
I Centri Estivi possono essere organizzati dal Comune della città attraverso le scuole, oppure dalle Parrocchie, da Associazioni e Cooperative, o ancora da strutture private.
Per quanto riguarda il discorso economico, nel caso in cui questi servizi sono organizzati dal Comune, le tariffe dipendono dai risultati del calcolo I.S.E.E., mentre se gli organizzatori sono Parrocchie o privati la quota è fissa. Tuttavia, per il periodo estivo ci sono ulteriori soluzioni, quali le tradizionali colonie o le case vacanze e, ancora, centri estivi che organizzano soggiorni dalle diverse destinazioni e che permettono ai vostri figli di raggiungere mare, montagna, campagna, lago.

Servizi per l’utile e il dilettevole dei bambini da zero a cinque anni

Accanto ai servizi erogati da questo tipo di strutture sia tradizionali che innovative fin qui analizzate, dovete sapere che ce ne sono altri di carattere strettamente ricreativo-culturale o ricreativo-sportivo, che sono sempre utili ai genitori occupati con il proprio lavoro.

Tuttavia, data l’interessante e variegata offerta che deriva da questi ulteriori servizi, niente vieta che qualsiasi bambino (perciò anche quello che può essere tranquillamente accudito a casa propria o all’interno di un nucleo familiare o, ancora, da una baby sitter) li possa frequentare, anzi: sarebbe auspicabile che questo accadesse. Si tratta di laboratori, ludoteche e centri sportivi, in questo caso importanti non come luogo in cui lasciare il proprio bimbo per assolvere ai propri doveri e impegni quotidiani, ma come luogo di crescita e dei primi approcci culturali del bambino stesso.

Nel caso dei laboratori, i corsi che in essi si svolgono riguardano svariate discipline artistiche: musica, teatro, disegno, pittura, modellismo, perfino cucina e ci sono anche corsi che insegnano a lavorare la creta – e che dunque sviluppano la manualità del bambino – o a suonare il pianoforte.

Le ludoteche sono un altro servizio del genere che è nato sempre con lo scopo sia di offrire spazio ai bambini che per educarli e divertirli, contribuendo con le proprie attività allo sviluppo e alla crescita del bimbo stesso. Le attività che si svolgono in questa struttura hanno carattere ludico, prevedono laboratori, letture effettuate ad alta voce, concedono prestiti sia di libri che di giochi (il prestito dura quindici giorni), organizzano corsi serali, drammatizzazioni e feste; il tutto con la possibilità non irrilevante di coinvolgere la famiglia, nonni compresi.

Le ludoteche prevedono una suddivisione degli spazi in base alle età dei bambini: per la prima infanzia, infatti, lo spazio e gli oggetti – arredi compresi – tengono conto della tenera età dei bimbi, insieme al fatto che devono ancora imparare a muoversi e camminare autonomamente. Infine, molte ludoteche prevedono il servizio di baby parking o di baby sitter, oltre che l’affitto di sale per le feste di compleanno.

A proposito dei centri sportivi e delle attività sportive in genere, è necessario tenere presente l’età del bambino nel momento in cui i genitori scelgono lo sport al lui più adatto: infatti, mentre il nuoto è idoneo per tutte le età, esistono anche i corsi di acquaticità neonatale, ovviamente per i neonati, mentre un altro sport tipico della prima infanzia è la ginnastica artistica, adatta – sia per i maschi che per le femmine – dai quattro anni in su.

Accanto a questi sport classici per i bambini, esistono anche dei corsi di judo e simili: ai bambini di soli tre anni, per esempio, tale sport viene insegnato mediante lezioni di carattere ludico e di ginnastica preparatoria.

Il pediatra

Altrettanto importante delle strutture e dei servizi necessari ai genitori è l’aspetto sanitario, ossia la figura del pediatra. I genitori possono decidere di avvalersi del pediatra “di famiglia”, scelto nel settore pubblico, oppure del pediatra privato; ovviamente, il primo caso è il più frequente, data la gratuità del servizio (a carico della Sanità) e permette di stabilire un rapporto continuativo fra genitori, pediatra e bambino, pur mantenendo la possibilità di cambiare il medico.

La figura del pediatra privato, generalmente, si affianca a quella del pediatra pubblico, in quanto spesso viene chiamato nei casi di emergenza, quali una malattia o un malessere del bambino per esempio durante il week-end, giorni in cui il pediatra di famiglia non può essere reperibile, ed è quindi importante conoscere l’esistenza e la possibilità di ricorrere a tale figura di supporto nonostante i costi da sostenere.

Inoltre, all’interno del servizio pubblico c’è un’interessante iniziativa da segnalare: da pochi anni sono nati i “pediatri in gruppo”, ossia dei pediatri che hanno pensato di riunirsi in gruppi di due o più membri che dividono lo stesso studio, nell’ottica di offrire un servizio migliorativo alle famiglie.

Orientarsi tra i servizi per i genitori di bambini da zero a cinque anni

Alla luce delle varie informazioni riportate circa la vasta gamma dei servizi utili ai genitori con figli entro i cinque anni di età, è importante sottolineare come certi aspetti emersi non siano trascurabili per il bene del bambino, neppure laddove il discorso economico potrebbe prevalere sulla scelta di un tipo di servizio anziché un altro.

Ad esempio, in merito ai costi degli asili nido e alle relative fasce orarie, vi consigliamo di considerare il fatto che se, da un lato, i costi aumentano in proporzione al tempo prolungato, dall’altro le mamme non sono costrette a ricorrere alla scelta di ridurre l’orario lavorativo, con conseguente diminuzione anche delle proprie entrate e il probabile aumento di problemi organizzativi sul posto di lavoro; né le mamme sono costrette a sostenere un eventuale costo aggiuntivo ricorrendo, per esempio, alla baby sitter per coprire un paio di ore.

Se, invece, ciò che frena i genitori nella scelta tra nido pubblico e nido privato sono sempre – e comprensibilmente – i costi, sarà il caso di tenere presente che ai maggiori oneri del settore privato corrisponde però una migliore flessibilità di orari.

Oppure ancora, un servizio innovativo quale “Spazio per bambini e famiglie” presenta un limite nel richiedere il versamento dell’intera retta mensile anche se non si è usufruito del servizio per tutto il mese ma, d’altro canto, offre la possibilità forse unica di far sì che la famiglia sia presente e condivida momenti di crescita del bambino insieme al bimbo stesso.

In realtà, data la caratteristica – che accomuna i nidi, le scuole materne e anche le ulteriori strutture – di voler essere sì un luogo in cui – prosaicamente – “lasciare” il bambino in assenza di migliori alternative, ma anche un luogo educativo, ricreativo e senz’altro utile per la crescita del bimbo, sarebbe auspicabile che tali strutture fossero comunque scelte anche da parte di quelle famiglie che possono invece permettersi di tenere il bambino a casa, specie in previsione di un suo successivo percorso scolastico e, quindi, di un suo maggiore inserimento sociale.