Piante velenose

Il bambino è attirato da tutto ciò che lo circonda, è curioso, esplora l’ambiente, ed è attratto tra le altre cose, anche dalle piante. Dovete però sapere che alcune specie vegetali, sia piante d’appartamento sia piante da esterno, sono molto pericolose se toccate o addirittura ingerite. In caso di contatto con le mani, l’intossicazione può provocare bruciore, arrossamenti e irritazioni nella zona colpita, quindi solo a livello locale. C’è da sottolineare comunque che non si tratta di una vera e propria intossicazione, come lo è invece nel caso dell’ingestione.

Ad ogni modo, il metodo per curare la contaminazione da contatto è quella di lavare la zona interessata con acqua fredda e applicare una pomata antistaminica consigliata ovviamente dal pediatra. Decisamente più importante l’intossicazione per ingestione. Infatti, possono subito emergere dei disturbi a seconda della pianta.

I fastidi più frequenti sono quelli a livello gastroenterico e quindi vomito, nausea, dolori addominali e diarrea, e quello a livello locale che può portare bruciore alla gola, a volte accompagnato da rigonfiamenti. Può capitare che l’avvelenamento comporti disturbi più seri che riguardano le funzionalità cardiaca come gli sbalzi di pressione.

Se il vostro bimbo presenta questi sintomi, rivolgetevi ad un centro antiveleni che vi darà consigli su cosa fare. A seconda della gravità del sintomo, i medici possono segnalare la terapia anche via telefono, mentre per le situazioni serie, meglio portarlo subito al Pronto Soccorso.

Il Centro Antiveleno è un servizio attivo 24 su 24 e si occupa di fornire telefonicamente consigli e indicazioni su come comportarsi in caso di avvelenamenti. Il più delle volte, se si tratta di situazioni che riusciamo a gestire in casa, i medici del Centro Antiveleno consigli consiglieranno di somministrare al bimbo il carbone attivato. Si tratta di una sostanza che ha il potere di assorbire le tossine, fino ad ottenere l’eliminazione totale tramite le feci. Il carbone da usare è quello in polvere perchè ha forti poteri di assorbimento, rispetto alle soluzioni in granuli o in compresse.

Il carbone attivato potete offrirlo al bimbo dentro l’acqua o il succo di frutta e si può anche aggiungere dello zucchero. La dose per un bimbo è di circa un cucchiaino da caffè con un bicchiere di liquido. Ricordatevi comunque che il carbone non andrebbe mai dato prima dei sei mesi di vita del bambino. In caso di dubbio consultate il pediatra o chiamate il CAV (centro antiveleni).



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *