Pannolini per neonato

Stiamo preparando tutto il necessario per la nascita del nostro bimbo. Tra i componenti del corredino non possono sicuramente mancare i pannolini! Sarà emozionante acquistare il primo pacco, perchè significa che manca poco al lieto evento. Col passare dei mesi, invece, comprarli non sarà poi così emozionante, se si pensa al loro costo e all’uso che se ne fa. Ci basta andare nel classico centro commerciale per renderci conto che ne esistono davvero di tanti tipi, diversi prezzi e marche, e varie tipologie. Insomma, sono davvero troppi, tanto da mandarci in confusione, senza sapere quale scegliere.

Pannolini per neonato

Come scegliere il pannolino

Una mamma alle prime armi, data l’ampia possibilità di scelta per i pannolini, va facilmente in tilt! Non è vero che tutti i pannolini sono uguali, e ogni bambino è diverso dall’altro. Nelle nursery degli ospedali italiani, vi è solo una marca di pannolini che circola, ritenuta la migliore in assoluto: Pampers, confezione gialla. Per i neonati è sicuramente la scelta migliore in quanto hanno il potere di catturare tanta pipì e trattenere la pupù senza lasciare il culetto rosso.

Queste tipologie di pannolini sono infatti composti dall’aloe vera. Si tratta della sostanza della pianta omonima, che lascia trasparire la pelle, lasciando il bimbo asciutto. In ogni caso, nella scelta è utile guardare sia il peso che l’età del bambino. I pannolini, infatti, variano in base alle suddette caratteristiche.

E così avremo pannolini che vanno bene per un bimbo del peso di: 2-5 kg , 3-6 kg, 5-9 kg, 7-18 kg, 9-11 kg , oltre 12 kg, ma anche queste misure standard possono variare tra una marca e l’altra. E’ meglio stare ampi con la misura, nel senso che se il bimbo pesa 10 kg, si possono acquistare tranquillamente anche i pannolini con destinazione degli oltre 12 kg. E’ infatti molto importante anche la vestibilità del pannolino, che non deve mai stringere il pancino del bimbo.

Un vecchio trucco della nonna, è quello di mettere il dito pollice, tra il pancino e il pannolino; se vi è poco spazio, meglio allentare la chiusura, oppure, se ritenete opportuno, potete cambiare misura di pannolini.

Come cambiare il pannolino

Sembra facile cambiare il pannolino al nostro bimbo, ma non lo è. Certo, non è difficile beninteso, ma occorre seguire delle indicazioni precise. Innanzitutto, dove cambiamo il nostro piccolo? Il lettone di mamma e papà, è sconsigliabile, soprattutto per le conseguenze alla nostra schiena.

E’ buona cosa, cambiare il nostro bimbo su una superficie rigida, per comodità e sicurezza di entrambi. La maggior parte delle mamme, cambiano il proprio bimbo sul classico fasciatoio, quello tradizionale con i cassettoni e con annessa la vaschetta per il bagnetto. Molto comodo soprattutto se si può sistemare in bagno. Chi invece, ha poco spazio sia in bagno, sia nella cameretta, può acquistare il comodissimo fasciatoio portatile, richiudibile a valigetta e di conseguenza, salva spazio. Si può sistemare tra le sbarre del lettino e tramite gli appositi tasconi ai lati, è possibile avere a portata di mano, tutto il “necessaire”.

Ma cosa serve ad ogni cambio di pannolino?

Innanzitutto, il pannolino pulito, la crema all’ossido di zinco per evitare eventuali arrossamenti al culetto, salviettine umidificate, una spugnetta, eventuale body, se fosse il caso di cambiarlo. Ora che abbiamo tutto l’occorrente, come facciamo a cambiare il bimbo?

Occorre per prima cosa adagiarlo sul fasciatoio, slacciare il pannolino e con le estremità pulire i genitali dagli eventuali residui fecali. A questo punto, il mio consiglio è quello di fare sempre un bidè al bimbo, o quantomeno, una passata con le salviettine umidificate. Se procedete con il bidè, ricordatevi che la pelle va asciugata tamponando la parte interessata con una salvietta sempre pulita.

Prima di mettere il pannolino, è buona abitudine mettere una piccola dose di crema all’ossido di zinco, soprattutto nel culetto e nelle pieghe (tra le gambine di solito cicciotte) e nell’inguine. Ma c’è un momento particolare della giornata per cambiare il pannolino al bambino? Ovviamente no.

Come abbiamo già visto, ogni bimbo è diverso dagli altri. Sicuramente, occorre fare distinzione tra neonati e bambini. Un neonato infatti, in media fa dai sei agli otto pasti al giorno, e di conseguenza, il bimbo andrebbe cambiato sia prima che dopo ogni pasto. Il neonato infatti, subito dopo la poppata si scarica, e trattandosi di scariche perlopiù liquide, è meglio fare molta attenzione a non lasciare troppo tempo il bimbo sporco.

Man mano che cresce poi, il cambio giornaliero del pannolino, si ridurrà notevolmente, passando dagli otto ai quattro circa quotidiani. Fino a quando poi intorno ai due anni e mezzo (ma questo dipende da ogni bambino), il bimbo inizierà l’educazione al vasino e pian piano toglierà l’uso del pannolino. Questo ovviamente, è un discorso che si fa per il bambino durante la giornata, in quanto di notte il problema è diverso. Più difficile infatti, togliere il pannolino di notte, ma di questo ne parleremo più avanti.

pannolini per il bambino

Tipologie di pannolini

Il pannolino più utilizzato oggi è sicuramente quello usa e getta, comodissimo non solo per il bambino ma anche per noi mamme. E’ difficile infatti, pensare a come facevano le nostre mamme ( o le nostre nonne, a seconda di chi legge!!!), senza questa magnifica invenzione e a tutto il dafare che avevano con i pannolini riutilizzabili, per pulirli, farli asciugare e portarli al riutilizzo. Anche oggi comunque esistono i pannolini lavabili e il loro uso è discutibile.

Hanno i loro svantaggi, ma anche i loro punti a favore non sono da sottovalutare. Per prima cosa, il prezzo. Quando acquistate questo tipo di pannolino, fate la spesa una sola volta e il patello è riutilizzabile tantissime volte.

Quando cambiate il pannolino riciclabile, basta pulirlo e lavarlo tranquillamente in lavatrice. Potete anche procedere al lavaggio quando ne avete un po’, in modo da lavarli tutti insieme. Una volta asciugati, i pannolini in tessuto di cotone, possono essere appunto riutilizzabili. Se invece vi capita di essere fuori casa e dovete cambiare il vostro piccolo? Niente paura! E soprattutto niente vergogna. Dopo aver cambiato e pulito il patello, potete arrotolarlo e metterlo in una busta, in modo da poterlo lavare una volta arrivati a casa. La stragrande maggioranza delle mamme però, utilizza il pannolino monouso.

E’ vero, che non costano poco, ma si trovano sempre super offerte anche delle migliori marche, e se abitate vicino ad uno spaccio, i prezzi diventano abbordabili. E poi, i pannolini usa e getta, sono sicuramente più facilmente reperibili rispetto a quelli riutilizzabili, difficili da trovare in commercio, nei classici centri commerciali.

Per quei tipi di pannolini infatti, dovete recarvi nei negozi specializzati in prima infanzia. I pannolini usa e getta sono comodissimi, in quanto dopo averli usati una volta si gettano via, senza procedere al lavaggio. Insomma, una serie di passaggi in meno, che con un figlio piccolo per casa, è davvero tanto.

Eritema da pannolino

L’eritema è, in parole povere, l’arrossamento del culetto del bimbo, un’infiammazione che compare ( se compare!!) con l’inizio dello svezzamento quando cioè le scariche saranno più acide e, tenute a contatto col pannolino, determinano il rossore, causando nel bimbo un forte bruciore. Il fenomeno dell’eritema può essere causato anche dalla comparsa dei dentini. Durante questa fase delicata, infatti può capitare che le feci diventino più acide e la pelle più vulnerabile.

Se vedete che l’eritema non si placa, questo disturbo potrebbe essere dovuto anche al pannolino. Come abbiamo visto, ci sono tantissimi tipi e marche di pannolini, e ognuno di essi è composto da percentuali diverse delle varie componenti. In questo caso, provate a cambiare marca di pannolini. Ma quando ci troviamo di fronte all’eritema da pannolino, come dobbiamo comportarci? Cosa dobbiamo fare, e cosa invece è meglio evitare?

Cosa fare in caso di eritema da pannolino

La prima cosa da fare, in caso di eritema, è sicuramente quello di lasciare respirare la pelle, togliendo quindi il pannolino e lasciare il culetto del bimbo libero il più possibile, mettendogli magari solo un paio di mutandine.

Questo accorgimento va seguito, se possibile anche di notte. In questo caso, ricordatevi di proteggere il materassino del lettino con la classica cerata. Il bimbo avvertirà del bruciore e quindi ci verrà quasi spontaneamente si procederà a lavare il culetto.

Non tutti però sanno, che non è molto consigliabile bagnare l’eritema, che in alcuni casi potrebbe anche peggiorare le cose. Si può al limite, alternare i lavaggi con applicazioni di olio per neonati, che ammorbidisce.

In ogni caso, è importante asciugare bene la parte lesa, senza strofinare, ma come abbiamo già detto, tamponando leggermente con una salvietta pulita. In più, per ridurre il rossore, ad ogni cambio di pannolino (ma questo indipendentemente dall’insorgere dell’eritema), si dovrebbe spalmare una crema all’ossido di zinco, proprio come prevenzione.

Cosa non fare in caso di eritema da pannolino

Se vediamo che il culetto del nostro bimbo è arrossato dall’eritema, entriamo subito in panico. Tante volte è proprio l’agitazione che ci porta ad agire senza pensarci. Ecco perchè, è meglio mantenere la calma, per non peggiorare le cose. Evitate quindi di usare pomate a base di cortisone o antibiotiche, senza prima aver contattato il pediatra. Ricordate che la pelle del neonato è molto delicata, e in ogni caso indipendentemente dall’eritema, non bisogna mai strofinare per asciugarla, ma solo tamponare leggermente.

Anche i prodotti per lavare il bimbo, sono importanti, e non è assolutamente vero che sono tutti uguali. Acquistate detergenti adatti al neonato, che non alterano il ph naturale della pelle. Se il bimbo viene colpito più volte dall’eritema, provate a cambiare marca di pannolini, e lasciate il sederino più libero possibile. In caso di dubbi, consultate il pediatra.

Educazione al vasino per togliere il pannolino

Recenti studi affermano che l’educazione al vasino può anche avvenire in età neonatale. Ma si tratta solo di teorie, la pratica è un’altra cosa!! Comunque, ci sono mamme che già a partire da pochi mesi, iniziano questi esperimenti. Ma quante mamme sono disposte a mettere il proprio bimbo di pochi mesi sul vasino? Perchè “perdere” tempo a quest’età, dove i bisogni sono sicuramente altri? I vantaggi, dicono gli esperti sono davvero tanti.

Ma vediamo di seguito, uno schema, per capire meglio l’educazione precoce al vasino:

  • 3 mesi
    a quest’età il bimbo avrà già le sue abitudini e i suoi segnali, che la mamma dovrebbe cogliere sul momento. All’insorgere di questi comportamenti, si può portare il bimbo in bagno, per iniziare ad abituarlo.
  • 5-6 mesi
    gli esperti dicono che a quest’età, il bimbo potrebbe sedersi sul vasino, ovviamente sostenendolo.
  • 7-8 mesi
    il bimbo a quest’età è capace di stare seduto da solo, e quindi si può sedere quando capiamo che sta per fare pipì o popò! In questo modo, il bambino associerà il bisogno di sedersi sul vasino solo quando deve espletare i suoi bisogni fisiologici.

Gli esperti sono convinti che così facendo, il bimbo, già a partire dall’anno di età, potrebbe stare senza pannolino, anticipando di sei-dodici mesi quindi, la classica età di indipendenza dal vasino e con lo “spannolinamento”. Un altro vantaggio è quello che il bimbo non avrà paura del vasino, e quindi non tratterà la cacca, come avviene invece in molti casi. Se il bimbo ha la pelle più delicata rispetto agli altri ed è spesso soggetto all’eritema da pannolino è meglio cominciare presto, proprio in via di prevenzione.

  • oltre i 18 mesi
    L’educazione “guidata” al vasino, è un grosso impegno non solo per il bambino, ma anche e soprattutto per la mamma. Occorre infatti una buona dose di pazienza e molta attenzione nei segnali del bimbo, al momento di urinare o defecare. Un passo molto importante per abbandonare definitivamente il pannolino. Ci saranno ovviamente degli incidenti di percorso, ma in questi casi è controproducente per il bimbo, sgridarlo perchè magari ha fatto pipì per terra anziché nel vasino, con il risultato che oltre a sporcare in giro per la casa, anche lui è da cambiare. I tempi comunque sono diversi per ogni bambino, solitamente è durante la stagione estiva che la maggior parte delle mamme inizia questi esperimenti, e comunque sia dopo i 18 mesi.

Prima, ci sono un sacco di altre cose su cui porre attenzione. Lo svezzamento, la dentizione, le tante scoperte, come per esempio stare seduti da soli, gattonare, camminare, insomma, tante piccole grandi cose, che hanno bisogno di particolari attenzioni da parte della mamma, che non si vuole sicuramente accollare anche il fatto del vasino “precoce”. Da dire comunque che esistono anche mamme che iniziano già nei primi mesi di vita del bimbo, con l’educazione al vasino. Il metodo come dicono gli esperti funziona, ma la mamma deve avere tantissima pazienza, voglia di guidare il bimbo già a partire da pochi mesi, e moltissimo impegno.

Approfondire i pannolini da bambino

  • Popolino
    Una nota marca di pannolini riutilizzabili, spiega quali siano i vantaggi sul loro utilizzo
  • Altro consumo
    Vantaggi sull’utilizzo dei pannolini riutilizzabili, sia a livello di risparmio, sia a livello di smaltimenti rifiuti.
  • Bimboflap
    Link per approfondire l’argomento dell’educazione al vasino.
  • Sapere.it
    Grande enciclopedia on line. In questo link si parla del controllo degli sfinteri nell’infanzia.


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