Sonno nei bambini

Mi ritengo fortunata! Non ho mai avuto problemi di sonno con il mio bimbo (almeno fino ad ora)! Dopo i primi due mesi e mezzo di risvegli notturni “giustificati” però dalla fame, ha sempre dormito. Purtroppo però, sono molti i bambini che fanno fatica ad addormentarsi, tante le mamme che arrivano sul posto di lavoro già stanche, per la notte passata in bianco.

Sonno nei bambini: come favorirlo

Ma come favorire il sonno nei bambini? Esistono dei metodi per “abituare” il bimbo al riposo notturno? Ovviamente si, e vi sono addirittura dei libri che spiegano come comportarsi.

Io personalmente credo poco a queste teorie, sono convinta che bisogna seguire dei piccoli consigli, dei rituali che facciano capire al piccolo che è ora di fare la nanna. Tuttavia, i libri dedicati al sonno nei bambini, vanno sempre più a ruba. Prima di seguire qualsiasi metodo comunque, è consigliabile consultare il pediatra.

sonno nei bambini

Quando il sonno nei bambini è disturbato

Come abbiamo detto, è del tutto normale che un bimbo faccia risvegli notturni. La maggior parte delle volte infatti, non c’è da preoccuparsi, altre volte invece i continui risvegli notturni sono responsabili di determinate situazioni. Vediamo di seguito come comportarci, a seconda dei casi.

Se per esempio il bimbo russa e respira a fatica, magari trattenendo il fiato, vuol dire che potrebbe soffrire di apnee notturne. Per prevenire questo fenomeno è sufficiente mettere il bimbo in posizione supina. E’ bene comunque consultare sempre il pediatra, che potrebbe prescrivervi una visita specialistica otorinolaringoiatrica. Attraverso esami particolari, si possono determinare fattori che rispondono o meno al disturbo del sonno legato alle apnee notturne.

Intorno ai due anni di età, il bambino può soffrire di una nanna disturbata per via dei famosi incubi. In questo caso, il bimbo, nel cuore della notte può svegliarsi spaventato e piangere a dirotto. Questo fenomeno a volte può essere giustificato proprio dalla sensibilità del bimbo. Giocano quindi molto lo stress, un qualsiasi malessere o giornate altamente fuori dalla routine. L’unica precauzione da adottare è quella di non svegliare il bambino ma attendere che si risvegli da solo.

Diverso il discorso se il bimbo si sveglia dicendo di aver fatto un brutto sogno. Questo fenomeno può essere legato ad un periodo particolare che sta vivendo il bambino o semplicemente segnalare una crescita a livello psicologico. Anche in questo caso non esiste terapia, se non il trasmettergli sicurezza, ascoltando il sogno e standogli vicino.

Se invece il bimbo dorme in maniera agitata, piange senza motivo e durante la poppata rigurgita, potrebbe soffrire del classicoreflusso, che disturba la nanna. Anche in questo caso, è utile consultare il pediatra, ma sono poche e semplici le precauzioni da adottare. Si comincia con la posizione corretta durante l’allattamento, a tenere il bimbo in braccio per almeno una ventina di minuti ed evitare di offrirgli altri liquidi tra una poppata e l’altra. Il reflusso comunque tende a scomparire entro l’anno di vita del bimbo, senza alcuna terapia. In ogni caso, spetta al pediatra prescrivere eventuali cure.

Il bimbo durante la notte può risvegliarsi parecchie volte piangendo. Se parliamo di un neonato il fenomeno può considerarsi normale, in quanto ogni circa 3 ore avrà bisogno della poppata. Se invece parliamo di un bambino più grandicello, può essere che abbia un sonno cosiddetto “leggero”. Le misure da adottare sono anche in questo caso davvero molto semplici. La prima in assoluto, è quella di rendere la cameretta del bimbo “ad hoc” con una temperatura adeguata e non troppo elevata.

Le buone abitudini per il sonno nei bambini

E’ bene seguire alcuni consigli al fine di garantire un tranquillo sonno nei bambini, ma anche ai genitori. Occorre innanzitutto capire l’orologio biologico del bambino e comportarsi di conseguenza. Vi sono bimbi che adorano dormire fino a tardi al mattino e fare le ore piccole alla sera. Al contrario vi sono bimbi che alla sera crollano dopo la pappa, ma al mattino si svegliano presto. In entrambi i casi, comunque l’orario della nanna dovrebbero essere in linea di massima sempre gli stessi.

Analoga situazione per quanto riguarda gli orari delle pappe a pranzo e a cena. Si anche ad un’altra abitudine, quella del pisolino pomeridiano. Gli esperti dicono di non far superare oltre i 60 minuti il riposino. Questo per non rischiare di far tardi alla sera. Tuttavia, questo fattore varia da bimbo a bimbo. Vi sono bambini che dormono anche due ore nel pomeriggio e alla sera mantengono gli stessi orari. L’importante in ogni caso, è quello di non far arrivare il bimbo alla sera stanco e irrequieto. Un’altra regola per una nanna serena è quello che la mamma trasmette al proprio bimbo.

Potete provare infatti a notare un comportamento diverso a seconda del vostro stato d’animo. Se siete agitate e nervose, il bimbo farà fatica ad addormentarsi, se invece la mamma è tranquilla, il bimbo si addormenterà sereno. Se non necessari, evitate di offrirgli prima della nanna, dei liquidi. Utili, soprattutto nei neonati, un bagnetto caldo alla sera, che concilia il sonno.

Un altro fattore è quello (se si decide di fargli luce in cameretta), di mettergli una lampada notturna lieve. Prima della nanna inoltre, è meglio proporre solo giochi tranquilli, evitando qualsiasi manifestazione che possa nuocere alla nanna tranquilla.

Sempre per un sonno “ad hoc” bisogna creare una situazione di routine per tutte le sere, come il raccontare una fiaba o il cantare determinate canzoni. Tutti fattori questi, che fanno capire al bimbo che è ora della nanna. Come detto, i risvegli notturni, possono essere del tutto naturali, ma in ogni caso è importante tranquillizzare il bimbo trasmettendogli sicurezza con coccole e dolci parole della mamma.

Link a siti web utili sul tema del sonno nei bambini



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