“Mammalingua” Intervista a Bruno Tognolini (prima parte)

“Mammalingua”: ventun filastrocche per neonati. Il libro scritto da Bruno Tognolini con illustrazioni di Pia Valentinis, fu pubblicato a Cagliari dalla Libreria Tuttestorie nel 2002, con la collaborazione del Comune di Cagliari, Mammalingua è stato donato per 4 anni ad ogni nuovo bambino nato in quella città. Forte di un grande successo locale, il libro finalmente esce ora con distribuzione nazionale firmato da Il Castoro in coedizione con Tuttestorie. Noi abbiamo effettuato un’intervista all’autore del libro Bruno Tognolini, che vi proporremo in 4 parti….quindi seguiteci…..!! Com’è nata la passione di scrivere filastrocche? È un fiume formato da molti ruscelli, che

“Mammalingua”: ventun filastrocche per neonati. Il libro scritto da Bruno Tognolini con illustrazioni di Pia Valentinis, fu pubblicato a Cagliari dalla Libreria Tuttestorie nel 2002, con la collaborazione del Comune di Cagliari, Mammalingua è stato donato per 4 anni ad ogni nuovo bambino nato in quella città.

Forte di un grande successo locale, il libro finalmente esce ora con distribuzione nazionale firmato da Il Castoro in coedizione con Tuttestorie. Noi abbiamo effettuato un’intervista all’autore del libro Bruno Tognolini, che vi proporremo in 4 parti….quindi seguiteci…..!!

Com’è nata la passione di scrivere filastrocche?

È un fiume formato da molti ruscelli, che son scesi da molti monti. Un ruscello può chiamarsi forse “talento”: l’insieme di quelle abilità che tutti ci troviamo a possedere già nascendo, chi per la musica, chi per il bricolage, chi per il disegno, chi per i denari…

Un altro ruscello può chiamarsi “esercizio”, che è indispensabile per far fiorire il talento: ho letto e scritto moltissime poesie (500 solo per la Melevisione in 10 anni), e per le rime è come per ogni altra cosa: a fare s’impara facendo. Un altro ruscello può chiamarsi “musica”: avrei voluto fare il musicista e se rinasco forse lo farò: e per ora suono lo strumento delle rime…

Un altro ruscello è forse una forma di antica magia, un’arte visionaria da veggente: le filastrocche quando, dopo molti e molti anni, escono dalle mani fatte “a regola d’arte”, a volte sono come piccoli lucenti oracoli, aiutano a capire il presente e forse il futuro.

Bruno Tognolini non scrive solo filastrocche…nel suo curriculum vi sono anche molte collaborazioni televisive.

Mi sento molto fortunato perché son riuscito a costruire un bel mestiere: per lavoro scrivo storie e rime. Queste storie e queste rime possono essere stampate con l’inchiostro sui libri: e questi libri oggi sono una ventina, piccoli quanto una poesia di pochi versi o grandi quanto un romanzo di 270 pagine, editi da Salani, TEA, Fatatrac, Giunti, Carthusia, Castoro, Mondadori…

Oppure possono essere dette e fatte con la voce e coi gesti dagli attori: in TV nella prima versione del programma “L’Albero Azzurro” (dal 1990 al 1994) e poi ne “La Melevisione” (dal 1999 ad oggi); e in teatro in una decina di spettacoli teatrali (ora in Italia ne girano due).


Qual è la differenza tra scrivere filastrocche e scrivere storielle per la tv?

Le “storielle” per la TV in realtà si chiamano “copioni”, son scritti per il programma “La Melevisione”, son di circa 18 pagine e contengono un’intera puntata, con le “didascalie” che descrivono ciò che si vede e le “battute” che prescrivono ciò che si sente; hanno 4 personaggi per volta, devono essere divise in 7 o 8 scene, durare 21 minuti e svolgersi in massimo 4 “set” (4 ambientazioni, per esempio: Casa di Milo, Chiosco, Bosco, Antro della Strega).

Le storie e le rime che scrivo sui libri, invece, possono essere lunghissime o cortissime, avere tantissimi personaggi o uno solo, essere ambientate in foreste e vulcani e città o in una sola cameretta… e insomma sono come io voglio che siano.

Ma attenzione: non per questo le une son facili e le altre difficili, o le une belle e le altre brutte. Tutte insieme fanno il lavoro dello scrivere, e tutte possono essere fatte bene e male e così così.
Un’altra differenza importante è che le storie e le filastrocche scritte sui libri le leggono i bambini che hanno genitori che comprano libri per loro, che sono in Italia abbastanza pochi (il mio libro per piccoli più diffuso, “Mal di pancia calabrone”, avrà venduto 10 o 15 mila copie, e son già tante);

le storie e le filastrocche che scrivo per la TV le vedono e le sentono anche tutti gli altri bambini, figli di genitori che non comprano libri (“La Melevisione” la vedono ogni giorno 5-600 mila bambini).



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