L’alimentazione dei bambini nei paesi industrializzati

Secondo gli esperti, il regime alimentare dei paesi industrializzati è alla pase di molte patologie croniche che vengono proiettate direttamente sui bambini, qualora ad essi non venga somministrata per tempo una dieta sana e corretta.

i bambini e la dieta vegetariana

Consigli per uno svezzamento vegetariano

Secondo gli studi condotti da un gruppo di ricercatori dell’Università della California, i bambini che si nutrono con una dieta vegetariana sono meno a rischio di malattie rispetto a coloro che, invece, adottano un regime alimentare ad alto tasso proteico. In particolare, i bambini a cui viene somministrata la dieta vegetariana sarebbero meno affetti da alcune patologie gravi come il diabete, le allergie e l’obesità. In effetti, l’eccesso di proteine secondo gli esperti sarebbe alla base di uno scompenso del metabolismo che causerebbe un abbassamento delle difese immunitarie del piccolo che, in quantità maggiori, si trovano proprio nel tratto gastrointestinale. Generalmente, i bambini cresciuti secondo un regime alimentare vegetariano sono figli di genitori vegetariani e che, di conseguenza, sin dallo svezzamento abituano il piccolo a non mangiare né carne né pesce. La crescita di questi bambini viene costantemente studiata e monitorata proprio per capire quali sono i rischi e le possibili conseguenze connesse a questa scelta.

Ad oggi i risultati attestano che lo sviluppo del bambino è analogo sia nei casi di dieta proteica che di dieta vegetariana; quello che cambia è la velocità di sviluppo del bambino che, nel caso di dieta green, sarà più lenta. Lo svezzamento vegetariano non è complicato: alla base c’è la crema di cereali ma, al posto degli omogeneizzati a base di carne e pesce, si opta per gli omogeneizzati ai legumi. In linea di massima, però, è fondamentale variare l’alimentazione del bambino: per una corretta alimentazione vegetariana, infatti, non basta sostituire la carne con i latticini e le uova, ma è importante seguire alcuni consigli. In primo luogo, durante lo svezzamento è opportuno somministrare al piccolo una crema a base di riso e lenticchie decorticate e aggiungere un cucchiaio di crema di sesamo. In particolare, si consiglia la tahin che è una crema piena di grassi, calcio e ferro insieme ad un cucchiaio di succo di limone per un giusto apporto di vitamina C. Inoltre, la sostituzione del pesce e – di conseguenza – quella degli omega 3 va fatta con un apporto di legumi o prodotti proteici alternativi, come i veg-burger, il tofu o il setain. In alternativa, si può optare anche per cibi tipici libanesi come l’hummus o i falafel che sono polpette fatte con i ceci.

 

Come ottenere una mensa veg anche all’asilo

Lo svezzamento vegetariano, dunque, prevede una particolare cura nella scelta degli alimenti e anche un occhio di riguardo alla corretta somministrazione di vitamine e cibi alternativi. Le attenzioni dei genitori vegetariani, tuttavia, rischiano di andare in fumo non appena il bambino deve andare all’asilo, nella cui mensa troverà – senza dubbio – cibi a base di carne e di pesce. Per prevenire quest’eventualità e non rischiare sbalzi alimentari nel proprio piccolo, i genitori possono avanzare all’asilo la richiesta di un menù vegetariano. Si tratta di una richiesta del tutto legittima, analogamente a quelle avanzate dai genitori di bambini che hanno problemi di allergie o intolleranze alimentari. La scelta di menù alternativi, inoltre, può essere avanzata anche per motivi legati ad ideologie e credi religiosi.

A questo proposito, nel 2010, il Ministero della Salute ha emanato un provvedimento che autorizza tutti i genitori a richiedere particolari menù alle mense scolastiche senza presentare alcun tipo di certificazione medica. Nonostante la legge, tuttavia, molti comuni ed asili non sono attrezzati per rispondere ad una richiesta di menù alternativi e, per questa ragione, i genitori spesso devono presentare autorizzazioni, autocertificazioni e certificati medici vari per ottenere le loro richieste. Inoltre, secondo uno studio pubblicato nel 2011 dalla Lega Italiana Antivivisezione, tutti i capoluoghi di regione devono prevedere nelle mense scolastiche un menù per i vegetariani, ad eccezione delle città di Perugia, Campobasso e Palermo. Tuttavia, se a Roma l’opzione vegetariana è in vigore da dieci anni pur non essendo rispettata, in altre città non è ancora nemmeno in programma. Nel caso in cui, l’asilo o la mensa scolastica non conceda l’opportunità di un menù vegetariano è preferibile, dopo il pranzo proteico consumato a scuola, evitare l’assunzione di altri derivati di animali per tutto il resto della giornata. Dopo i tre anni, quindi somministrate ai bambini una colazione a base di latte vegetale, come quello di mandorla, di avena o di riso mentre a merenda si può optare per il pane ad olio o la focaccia e, per cena, una pasta con le lenticchie, il riso con i piselli o una zuppa di verdure.



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