La febbre nel bambino (seconda parte)

Proseguiamo l’intervista al Dottor Antonio Brienza di Cantù (CO), specializzato in pediatria. Parliamo ancora di febbre: quando è necessario recarsi al pronto soccorso? E quando il pediatra? Cosa si deve fare per abbassare la temperatura? * E’ sempre necessario avvertire il pediatra? In quali casi invece è opportuno allertare il 118? Il pediatra va sempre contattato quando il bambino e’ molto piccolo diciamo sotto i 6 mesi. In seguito occorre tener conto del fatto che la febbre è una “spia” che segnala che può esserci qualcosa che non va e che forse il corpo sta reagendo all’attacco di una malattia

Proseguiamo l’intervista al Dottor Antonio Brienza di Cantù (CO), specializzato in pediatria. Parliamo ancora di febbre: quando è necessario recarsi al pronto soccorso? E quando il pediatra? Cosa si deve fare per abbassare la temperatura?
* E’ sempre necessario avvertire il pediatra? In quali casi invece è opportuno allertare il 118?

Il pediatra va sempre contattato quando il bambino e’ molto piccolo diciamo sotto i 6 mesi.
In seguito occorre tener conto del fatto che la febbre è una “spia” che segnala che può esserci qualcosa che non va e che forse il corpo sta reagendo all’attacco di una malattia ma è necessario osservare il bambino nel suo complesso per decidere se contattare il pediatra con urgenza o se è ragionevole attendere che il quadro divenga più chiaro.
* è abbastanza vivace?
* ha un discreto appetito?
* ha voglia di giocare?
In questo caso si può quasi sempre attendere .

Oppure:
* piange frequentemente?
* è molto lamentoso e sofferente?

* vuole stare solo in braccio?
In questo caso è prudente interpellare un pediatra e osservare se sono presenti altri sintomi o segni da riferire.
Ad esempio :
* ha dolore alle orecchie?
* respira con difficoltà, o tossisce?
* lamenta mal di gola?
* ha macchie sul corpo?
* presenta vomito o diarrea?
* ha mal di pancia?
Il 118 andrebbe contattato non riferendosi alla febbre come elemento determinante.
Per prendere questa decisione appaiono molto più importanti la presenza di condizioni generali molto compromesse o di sintomi o segni che i genitori giudicano in quel momento gravi come ad esempio convulsioni , perdita di coscienza o altre situazioni che impediscano ai genitori il trasporto immediato di un bambino seriamente in pericolo presso un Pronto Soccorso Pediatrico.

* Cosa bisogna fare per abbassare la temperatura?


Ancor prima di somministrare farmaci, è utile:
1. offrire spesso al bambino liquidi a temperatura ambiente (acqua, tè, camomilla) un poco zuccherati, a piccoli sorsi, a volontà per mantenere buone condizioni di idratazione e traspirazione.
2. non coprirlo in maniera eccessiva (perchè così facendo non si permette al corpo di traspirare e, pertanto, di disperdere calore) e praticare spugnature di acqua appena tiepida .

* Quando si devono somministrare medicine a base di paracetamolo? E quando gli antibiotici?

I farmaci antifebbrili come il paracetamolo o l’ibuprofene vanno somministrati se la febbre è causa di “disagio”: di solito ciò si verifica per temperature superiori ai 38.5°C ascellari, ovvero ai 39°C rettali o auricolari.

Se invece la febbre è di lieve entità o ben sopportata , se il bambino è abbastanza tranquillo e non lamenta dolori, non è necessaria alcuna terapia medica.
La somministrazione di un antibiotico richiede che sia stata fatta diagnosi certa o probabile di infezione batterica .

* Dopo quanti giorni di convalescenza può uscire di casa il bambino?

Il problema non è quello di uscire di casa , se ben organizzato anche il trasporto di un bambino febbrile non comporta particolari problemi.
Purtroppo per motivi di tipo sociale la convalescenza dopo una malattia febbrile è quasi scomparsa e i bambini vengono, la maggior parte delle volte, rigettati nella mischia non appena sfebbrati .
Sarebbe utile poter concedere al bambino qualche giorno per riprendersi dopo una malattia senza dover fare i conti con i problemi di lavoro dei genitori o con i compiti scolastici da recuperare.
A mio avviso almeno 2-3 giorni di recupero dopo l’avvenuto sfebbramento sarebbero auspicabili.

Dott Antonio Brienza
Pediatra di Famiglia – Centro Pediatrico Cantù
Tutor di Pediatria per Università Milano Bicocca
Redattore del sito www.amicopediatra.it



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