Intervista allo scrittore George Maag ( seconda parte)

Proseguiamo l’intervista a George Maag. Potete conoscere i suoi scritti sul sito www.piccoliscrittori.it * Ci sono momenti particolari della giornata in cui preferisce scrivere, o viaggia sempre con carta e penna per scrivere all’improvviso? Non sono più un “notturno” come tanti anni fa. Oggi preferisco alzarmi abbastanza presto e attaccare la giornata lavorando al mio computer. Faccio una piccola “pausa” ogni tanto controllando la mail o rispondendo alle domande dei ragazzi sul mio sito. Arrivato al pomeriggio inoltrato smetto a produrre cose “serie”, perché più di tante ore non riesco a stare concentrato. Purtroppo non si riesce a vivere di

Proseguiamo l’intervista a George Maag. Potete conoscere i suoi scritti sul sito www.piccoliscrittori.it

* Ci sono momenti particolari della giornata in cui preferisce scrivere, o viaggia sempre con carta e penna per scrivere all’improvviso?

Non sono più un “notturno” come tanti anni fa. Oggi preferisco alzarmi abbastanza presto e attaccare la giornata lavorando al mio computer. Faccio una piccola “pausa” ogni tanto controllando la mail o rispondendo alle domande dei ragazzi sul mio sito. Arrivato al pomeriggio inoltrato smetto a produrre cose “serie”, perché più di tante ore non riesco a stare concentrato.
Purtroppo non si riesce a vivere di scrittura (almeno io non ci riesco), allora sono costretto a fare altri lavori (lettore all’Università, traduttore) che mi permettono di sopravvivere ma che inesorabilmente sottraggono molta energia che vorrei invece dedicare alla scrittura. Un problema enorme.
Se ho una buona idea in giro tento di ricordarmela. Scrivere su bigliettini… no. Non ho mai carta e penna sotto mano, sono troppo disorganizzato quando sono fuori casa.

* Non è semplice scrivere per i bambini, in che modo riesce a catturare l’attenzione dei piccoli lettori?

Bisogna essere bambini dentro. Avere interesse per tutto, prendere niente per dato. Purtroppo l’adulto perde presto questo stupore, si adegua che le cose sono come le ha vissute, non si chiede più se tutto debba essere per forza così come è o se si può cambiare qualcosa.

Mi piace combattere, pensare che alcune cose sono cambiabili, che molte ingiustizie sono da abbattere. Probabilmente sono fortunato avere un carattere così! Ma è un caso, è frutto della propria vita e dei propri vissuti, fossi vissuto nella bambagia sarei un altro, magari lavorerei dietro ad uno sportello a metter timbri aspettando le cinque e a pensare che tutto vada benissimo così come va.

Invece credo che essere bambino oggi sia un vero disastro. I bambini sono spesso circondati da adulti egoisti, i valori che insegniamo a loro sono quasi tutti finti, parliamo di onestà e siamo visibilmente disonesti, parliamo di principi e poi non viviamo secondo quanto diciamo.

Un bambino lo coglie, eccome. I bambini hanno antenne lunghe due metri e crediamo che non si accorgono delle nostre finzioni. Loro poi non sanno cosa fare, come comportarsi, perché si dice che dovrebbero fare cose in un certo modo invece vedono che nessuno poi lo fa. Può portare ad uno stato di scollamento dalla realtà, una vita come la viviamo oggi.
Ecco, provo sempre ad essere me stesso nei miei libri, parlo come vorrei che avessero parlato a me quando ero piccolo.

Domani la terza parte dell’intervista a George Maag, non perdetela!

 

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *