Gestire l’ansia con un neonato al primo mese

Il momento tanto atteso è arrivato, il piccolo è nato e ora bisogna cambiare i propri ritmi per poterlo accogliere al meglio e fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno. Ogni genitore può aver letto libri ed articoli sull’argomento, essere preparatissimo a livello teorico, ma comunque sentire una certa ansia nei confronti del nuovo arrivato. Perché? Ci si sente inadeguati nei confronti di questo piccolo pieno di necessità, si ha paura di sbagliare e sopra ogni cosa ci si preoccupa per lui, per il proprio bimbo e per la sua crescita, che ogni genitore vorrebbe giustamente fosse sana e felice

gestire l'ansia per un neonato al primo mese
Ma come fare a gestire l’ansia nel primo mese di vita del proprio figlio con tutti questi pensieri ad occupare la mente? La prima cosa da fare è dimenticare la perfezione. Siamo esseri umani e come tali possiamo sbagliare ma al contempo imparare dai nostri errori, quindi non ci dobbiamo far schiacciare dall’ansia da prestazione. I bambini di un mese hanno pochi e semplici bisogni: mangiare, bere, dormire, essere accuditi e stimolati. Chiediamo consiglio ad un pediatra o ad un nutrizionista per la sua alimentazione, per il numero e la frequenza dei pasti, ma lasciamoci anche guidare dai segnali che il bambino ci lancia.
Il primo mese di un neonato comporterà sentirlo piangere ma questo non deve crearci un’ansia eccessiva: i bambini molto piccoli hanno pochi strumenti per esprimersi ed il pianto è uno di questi e può voler dire moltissime cose, non necessariamente che il piccolo sta male o sta soffrendo. Cerchiamo di comprendere il motivo del suo pianto mantenendo la calma. Ci renderemo conto con il passare dei giorni che esistono molti pianti diversi, a seconda che il bimbo abbia fame, sonno o qualche disturbo.
Se il piccolo mostra di avere qualche fastidio non preoccupiamoci immediatamente, molti di essi dipendono semplicemente dalla sua giovane età e possono essere risolti senza particolari problemi. In caso di dubbi è sempre bene consultare il pediatra o il farmacista di fiducia. Cerchiamo di imparare, ad esempio, come misurare la temperatura corporea dei neonati e quali segnali ci devono realmente allarmare e fare preoccupare. In tutti gli altri casi, manteniamo la calma e godiamoci questo dolcissimo periodo.
Se ci si sente troppo stanchi o troppo ansiosi, chiedere un aiuto esterno potrebbe essere un’opzione. Parenti, amici e conoscenti in molti casi hanno avuto e cresciuto a loro volta figli e sapranno darci consigli e suggerimenti su come prenderci cura al meglio del piccolo: parlare con qualcuno, spesso, aiuta a sedare le proprie ansie e a vivere più serenamente perché permette di condividere qualcosa che ci preoccupa ma anche di trovare nuove strategie per affrontare i nostri problemi.
Talvolta anche sentire il telegiornale o leggere di certi fatti sulle riviste può creare ansia ad un genitore, che sente il mondo che lo circonda come un luogo pericoloso per il proprio figlio. Cosa fare in questo caso? Purtroppo non si può controllare tutto e quindi è meglio lasciarsi scivolare addosso tutto ciò che, umanamente, non può essere gestito. Certo, essere prudenti ed evitare pericoli è importante, ma anche non avvelenarsi la vita con troppe paure lo è.
Come se non bastasse il bambino, pur molto piccolo, percepisce lo stato di mamma e papà, sente se sono tranquilli oppure se sono ansiosi e questo secondo stato potrebbe generare in lui una certa inquietudine. Ecco perché il genitore deve cercare di stare calmo, comprendendo anche il tipo di ansia dal quale è afflitto e capendo che è normale con un bambino piccolo appena arrivato avere certe preoccupazioni. Inoltre stress e stanchezza non ci fanno di certo sentire più rilassati.
Cerchiamo anche di comprendere il nostro tipo di ansia. A mente fredda cerchiamo di capire se essa è dannosa o costruttiva. Nel caso gli stati ansiosi raggiungano livelli intollerabili è bene parlarne con il proprio medico che saprà suggerire al neo genitore la via migliore da seguire.
Ma quali rimedi per controllare l’ansia durante il primo mese di vita del piccolo? Prima di tutto bisogna ritagliarsi dei momenti per se stessi, in quanto non è possibile stare dietro unicamente al proprio figlio. Questo momenti non devono necessariamente durare ore, anche staccare per pochi minuti, ritrovare se stessi, può far bene ad un genitore per ricominciare con più grinta e meno ansie e stress.
Si deve cercare di gioire di ciò che sta accadendo, notando tutte le cose belle, i progressi del proprio figlio, i suoi cambiamenti. Concentrandosi su ciò, si sarà meno concentrati sulle proprie preoccupazioni e si vivrà più serenamente. Ricordatevi che il tempo che passa poi non ritorna!
Ricorrete a rimedi semplici per restare calmi: utilizzate la lavanda in casa, sotto forma di creme o di oli essenziali, bevete tisane che vi aiutino a rilassarvi, fate una passeggiata nel verde, anche con il vostro piccolo, leggete le pagine di un libro, insomma, dedicatevi ad attività che possano rendervi più sereni. Un genitore sereno non può che avere effetti benefici sul proprio figlio, gestendo anche meglio la sua quotidianità.
Come è già stato detto, durante il primo mese di vita del neonato, essere ansiosi è del tutto normale, ma per aiutarsi basta cercare di godersi i momenti, analizzare le varie situazioni e vivere le piccole grandi difficoltà giorno per giorno. In questo modo l’ansia diminuirà notevolmente.



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