Favola: Marianna, Regina dei Fiori

Tanto tempo fa, in una grande valle tagliata a metà da un lungo fiume, c’erano il reame dei Baffi Biondi e il regno dei Baffi Neri. Nel corso degli anni, il popolo dei Baffi Biondi e quello dei Baffi Neri avevano iniziato a litigare per contendersi le acque del fiume. Col passare del tempo i litigi si fecero sempre più frequenti e sempre più aspri, finché un triste giorno le due popolazioni decisero di entrare in guerra. Lungo le rive del fiume, i soldati iniziarono così a costruire le loro trincee. In breve tempo vennero schierati i cannoni assieme a

Tanto tempo fa, in una grande valle tagliata a metà da un lungo fiume, c’erano il reame dei Baffi Biondi e il regno dei Baffi Neri. Nel corso degli anni, il popolo dei Baffi Biondi e quello dei Baffi Neri avevano iniziato a litigare per contendersi le acque del fiume. Col passare del tempo i litigi si fecero sempre più frequenti e sempre più aspri, finché un triste giorno le due popolazioni decisero di entrare in guerra.

Lungo le rive del fiume, i soldati iniziarono così a costruire le loro trincee. In breve tempo vennero schierati i cannoni assieme a tutto il resto dell’artiglieria, comprese le munizioni. La sera che precedeva la prima battaglia, il re dei Baffi Neri convocò Silvestro, il mago di corte, per chiedere consiglio:

– Mago Silvestro, – disse il re molto preoccupato – sei davvero sicuro di non poter impedire in alcun modo questa guerra? Le armi ci porteranno solo morte e dolore: è mai possibile che non esista una sola soluzione per evitare tutto questo?

– Per impedire una guerra non bastano le magie, – rispose tristemente il mago – per impedire una guerra serve  un miracolo. Io purtroppo di miracoli non ne posso fare, c’è però qualcos’altro che è in mio potere …

– Che cosa, Silvestro?- domandò il re con l’animo colmo di speranza.

– Stanotte è la settima notte di luna piena. Da tempo avevo deciso che in questa notte avrei donato a sette bambini del reame una magia a testa: chi di loro saprà farne l’uso migliore, potrà diventare apprendista mago di corte.

– Beh, avrei preferito che tu fossi riuscito a escogitare qualcosa per evitare la guerra,- sospirò mestamente il re – ma ordinerò comunque all’araldo di portarti qui i sette bambini, almeno tra qualche anno avremo un altro mago nel regno.

Un’ora dopo, nel grande salone dei ricevimenti, Silvestro accoglieva i sette bambini che avevano risposto al messaggio dell’araldo: Lucio, Orazio, Odoardo, Menico, Nerino, Tazio e Marianna.

– Buona sera a voi tutti, – disse loro il mago di corte – sapete perché siete stai convocati qui stasera? – i bambini fecero si con la testa – Bene, allora vi dirò quale magia ho deciso di regalarvi: ognuno di voi riceverà il potere magico di trasformare qualcosa in qualcos’altro, e starà a voi scegliere il qualcosa e il qualcos’altro. – i bambini lo guardavano perplessi – Mi spiegherò meglio: uno di voi potrebbe imparare a trasformare la terra in acqua, mentre un altro la pietra in oro, un altro ancora potrebbe invece trasformare l’acqua in fuoco, e così via. Avete capito tutti? – i bambini fecero nuovamente di si con la testa – Bene, allora iniziate a esprimere le vostre richieste: ricordate però che domani avrà inizio una guerra, e forse i poteri magici di cui stasera entrerete in possesso potranno essere di grande aiuto al vostro popolo.

Lucio disse:- Io voglio poter trasformare la terra in acqua, così, se anche i pozzi dovessero seccarsi, noi avremo sempre da bere.

Orazio disse:- Io voglio poter trasformare l’acqua in grano: in questo modo, anche se il raccolto andasse distrutto, noi avremo sempre qualcosa da mangiare.

Odoardo disse:- Io voglio poter trasformare l’acqua in monete d’oro, così nei nostri forzieri ci sarà sempre il denaro per comprare dai regni vicini tutto quello di cui avremo bisogno.

Menico disse:- Io voglio poter trasformare la terra in legno, così i nostri camini avranno sempre legna da ardere e noi non soffriremo mai il freddo dell’inverno.

Nerino disse:- Io voglio poter trasformare la terra in lana, così potremo sempre confezionare abiti pesanti per sopravvivere al gelo che sta per arrivare.

Tazio disse:- Io voglio poter trasformare l’acqua in piombo, così avremo la capacità di produrre munizioni per tutta la durata della guerra.

Infine Marianna, per ultima, disse:- Io voglio il potere di trasformare il piombo in fiori.

– E perché mai?- esclamarono a gran voce gli altri bambini.

– I fiori non si mangiano!- dissero Lucio e Orazio.

– I fiori non bruciano come la legna dentro al camino, i fiori non ci riparano dal freddo!- dissero Odoardo e Menico.

– I fiori sono inutili! Sei proprio una femminuccia!- fecero sprezzanti Nerino e Tazio.

– Smettetela!- li riprese a gran voce Silvestro – Se Marianna vuole il potere di trasformare il piombo in fiori, ebbene l’avrà.

Il mago insegnò a ciascun bimbo la propria formula magica e quindi chiamò l’araldo per farli riaccompagnare nelle loro case.

Quella notte, la notte che precedeva la prima battaglia, tutti i bimbi del regno dormivano rannicchiati sotto le coperte: tutti tranne una.

La piccola Marianna guardava fuori dalla finestra della sua cameretta, vedeva i cumuli di palle di cannone brillare alla luce della luna e ripeteva la formula magica che Silvestro le aveva insegnato.

L’indomani, al sorgere del sole, i due eserciti si schierarono sulle rive del fiume.

I comandanti alzarono il braccio destro e assieme gridarono: – Fuoco!

I cannoni e i fucili di entrambi gli eserciti spararono con forza i loro colpi. Fu allora che tutti i soldati, i re e gli abitanti dei due regni spalancarono le loro bocche e, pieni di stupore, esclamarono assieme: “Ooooooooohhhhhh …”

Una meravigliosa pioggia di fiori cadeva dolcemente dal cielo: i cannoni e i fucili avevano sparato in aria petali multicolore, profumati delle essenze della Primavera, che delicatamente si posavano ora sulle teste di ognuno.

– Il piombo delle nostre munizioni si è trasformato in fiori! – dicevano i soldati – E’ forse una magia? E’ forse un miracolo?

Silvestro mago di corte volò allora sul ponte che univa le due rive del fiume, e da lì parlò:

– Ascoltatemi tutti: il merito di questa meraviglia va alla piccola Marianna, che ha deciso di trasformare il piombo delle vostre artiglierie nei soffici fiori della Primavera, insegnandoci a sostituire la bellezza della natura all’orrore delle armi. Oggi doveva essere una giornata di sangue, e invece è diventata una giornata di profumi e di colori. Vogliamo continuare la guerra o vogliamo trovare un accordo pacifico per spartirci equamente l’acqua del fiume?

Tutti esclamarono in coro: – Pace!!!!!!!

Marianna venne nominata Prima Consigliera del reame dei Baffi Biondi e Prima Consigliera del regno dei Baffi Neri, diventò apprendista maga di corte, imparò molte altre magie e serbò sempre nel suo animo i colori gioiosi della Primavera.

Arianna Lana



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