Enuresi notturna nei bambini

Se il bimbo bagna il letto. L’enuresi notturna, o più semplicemente quando il bambino fa la pipiì a letto di notte è un problema di cui vanno innanzitutto capite le cause, e questo ovviamente prima di cercare il modo adatto per risolverlo. Se il vostro bambino fa la pipì a letto e volete saperne di più su come affrontare e curare questo problema, ecco una guida facile e completa che vi informa in maniera esaustiva e chiara.

L’enuresi notturna nei bambini

Per analizzare a fondo il problema dell’enuresi notturna nei bambini dobbiamo prima ricordare che il termine “enuresi” deriva letteralmente dal greco “urinare sopra” e viene considerata, da un punto di vista patologico, una emissione di urina anomala che spesso si verifica nelle ore notturne o mentre il bambino dorme. Solitamente si manifesta in bambini al di sopra dei cinque anni, come una ripetuta perdita involontaria di urina.

Circa il 10% dei bambini di questa fascia d’età soffre di tale problema, anche se con il passare del tempo e i dovuti rimedi, tale patologia tende ad avere un decorso positivo, riducendosi notevolmente.

Da un punto di vista epidemiologico (quanto la malattia si manifesta tra la popolazione) , possiamo dire che l’enuresi notturna nei bambini si manifesta più frequentemente tra i soggetti di sesso maschile. Molto spesso si riscontra una certa familiarità della patologia: i bambini che ne soffrono hanno a loro volta genitori o fratelli che anche per brevi periodi hanno presentato tale disturbo.

enuresi notturna nei bambini

Differenti tipi di enuresi notturna nei bambini

Cercando di comprendere il perché dell’instaurarsi dell’enuresi notturna nei bambini e le cause specifiche che possono contribuire alla sua comparsa, risulta fondamentale operare una distinzione tra: enuresi primaria e secondaria.

Con la prima si fa riferimento ad uno stato in cui il bambino non ha mai acquisito la capacità di controllare l’emissione di urina, con la seconda inquadriamo tutti quei casi che presentano il problema successivamente all’avvenuto controllo minzionale (quei bambini, cioè, che avendo acquisito la capacità di andare in bagno autonomamente, la perdono in un secondo momento. In ogni caso è bene tenere presente che emissioni involontarie sono riscontrabili nella maggior parte dei bambini e che per dar conto di una diagnosi di enuresi è necessaria la continuità del fenomeno per un periodo di almeno sei mesi.

Mentre nel caso dell’ enuresi primaria il disturbo è causato da una mancata regolazione a livello biologico ed endocrino (ghiandole che non producono come dovrebbero gli ormoni necessari), nel caso dell’ enuresi secondaria l’ origine è per lo più di natura psicologica, dovuti a fattori vissuti dal soggetto come particolarmente stressanti.

Secondo studi medici la disregolazione biologica è riconducibile ad una carente produzione nelle ore notturne di un particolare ormone: l’ ADH, ormone antidiuretico. L’ insufficiente quantità di tale ormone si traduce in una sovradistenzione della vescica che, riempendosi eccessivamente di liquidi, dà luogo all’ emissione involontaria ed incontrollata.

Per quanto riguarda l’enuresi notturna nei bambini di tipo secondario, se escludiamo problematiche di origine organica, riscontriamo nella vita dei soggetti un particolare evento stressante, che interferendo con la psicologia ancora fragile dei bambini, provoca nei soggetti reazioni che compensano allo stato d’ansia generato. Solitamente il fenomeno è interpretabile come un bisogno di attenzione da parte del bambino, la richiesta di affetto, la manifestazione di un disagio emozionale sottostante.

Il bambino enuretico è un bambino che risulta aver acquisito in passato la capacità di controllare le sue urine e che ad un tratto, in una fase delicata della sua vita, perde tale capacità tornando ad uno stadio che precedentemente era riuscito a superare.

Di solito, gli eventi che scatenano questo disturbo sono fatti che si susseguono facilmente nella vita di ogni bambino, come la nascita di un fratellino, ma che turbano il loro stato di benessere e il loro equilibrio. Altre volte sono eventi più duri e dolorosi a causare il fenomeno, come una separazione dei genitori, frequenti liti in famiglia, i primi insuccessi scolastici.

Strumenti per fronteggiare il disturbo

I genitori che si accorgono della presenza del disturbo dell’enuresi notturna nei bambini nei propri figli non devono allarmarsi più di tanto. Innanzitutto risulta fondamentale mostrarsi comprensivi nei confronti dei figli, evitando di rimproverarli o di creare in loro vergogna ed imbarazzo che peggiorerebbero solo la situazione.

E’ importante rassicurare il bambino, fargli comprendere che non ha nessuna colpa e che il suo è un problema facilmente risolvibile. Un altro passo che i genitori dovrebbero fare è quello di osservare le dinamiche familiari, dialogando con il bambino per cercare di individuare quali siano gli aspetti e/o i momenti che agitano e disturbano il proprio figlio.

Terapia per il disturbo dell’enuresi notturna nei bambini

Chiaramente se il fenomeno dell’enuresi notturna nei bambini si verifica per un lungo lasso di tempo è opportuno rivolgersi al proprio medico. Qualora si tratti di enuresi primaria il medico provvederà a prescrivere una cura sostituiva. Solitamente è sufficiente una somministrazione per via nasale di Desmopressina prima di andare a letto.

Quando si tratta, invece, di enuresi secondaria, il punto centrale della terapia dovrebbe basarsi su una rimozione dei fattori psicologici che hanno scatenato il problema: evitare le liti tra coniugi in presenza del bambino, coccolarlo ed apprezzarlo non facendolo sentire il  “secondo”  dopo il fratellino magari appena nato, e tanti altri piccoli accorgimenti che risultano spontanei e naturali per qualsiasi genitore.

Anche incoraggiare il bambino ad andare in bagno prima di coricarsi, o svegliarlo durante la notte, risultano spesso necessari e strumenti efficaci per fronteggiare il disturbo. Evitare, infine, di far assumere al bambino in quantità eccessiva bevande diuretiche come coca cola.

Dispositivi e strumenti utilizzabili

Un altro strumento spesso consigliato ai genitori è quello di compilare un diario in cui scrivere e segnare le notti in cui il bambino bagna il letto e gli avvenimenti più significativi della giornata. In questo modo si riesce a comprendere se esiste una relazione specifica tra un particolare evento ed un episodio enuretico. Se il metodo del diario dovesse condurre a pochi risultati, un altro metodo alternativo alla somministrazione di farmaci è l’ utilizzo dei dispositivi d’ allarme. Essi consistono in piccoli strumenti che a contatto con la biancheria bagnata emettono dei suoni che svegliano il bambino, interrompendo così l’ emissione di urina.

Grazie a numerose indagini, è stato riscontrato che l’utilizzo di tali dispositivi risulta essere uno dei migliori strumenti per eliminare del tutto il problema dell’ enuresi notturna. Inoltre è anche ben tollerato sia dal paziente che dai propri genitori, non essendo né troppo fastidioso né tantomeno invasivo. Sicuramente un trattamento a livello psicologico, e che eviti la somministrazione di farmaci conduce a risultati più duraturi, sebbene per ottenerli sia necessario più tempo.

Terapia farmacologica contro l’enuresi notturna nei bambini

Se avendo provato tutti i metodi alternativi all’utilizzo di medicinali, il problema di vostro figlio persiste, non allarmatevi. Probabilmente il vostro medico ricorrerà alla necessità di un trattamento farmacologico. Oltre alla già citata Desmopressina, uno dei farmaci più efficaci, è possibile ottenere ottimi risultati anche dall’ utilizzo di Imipramina, somministrato in piccole quantità due ore prima del sonno. Se il bambino presenta anche disfunzioni vescicali è consigliabile l’ utilizzo di Ossibutinina.

Chiaramente, come è stato già sottolineato, l’utilizzo dei farmaci è consigliabile soltanto quando sono state escluse tutte le componenti psicologiche che causano il disturbo, e quindi solo quando la diagnosi è di enuresi primaria ed il bambino urina involontariamente durante la notte. In tutti gli altri casi, essendo la causa di origine psicologica, è necessario concentrarsi su quei fattori che per noi adulti possono sembrare banali, ma che per la psicologia di un bambino non ancora completamente matura, risultano veri e propri traumi.

In ogni caso è sempre bene affidarsi ai consigli di uno psicologo, che conoscendo bene il problema, riuscirà non solo a tranquillizzare voi genitori, ma a darvi tutte le informazioni e i consigli migliori per affrontare il problema.

Link a siti web utili per approfondire il problema dell’enuresi notturna nei bambini

  • Giusto peso – www.giustopeso.it
    sito che spiega l’origine del fenomeno enuretico
  • Ipsico – www.ipsico.org
    sito di psicologia dedicato alle tecniche psicoterapeutiche
  • Automedicazione – www.automedicazione.it
    sito con consigli utili per i genitori
  • Educare – www.educare.it
    sito che tratta le più frequenti difficoltà dei genitori con i figli


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Una risposta

  1. samantha

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