Depressione negli adolescenti e nei bambini

La depressione, tarlo indioso del nostro tempo
Cosa intendiamo per depressione?
La maggior parte delle persone in determinati periodi della propria vita, ha sofferto momenti di tristezza e sconforto, che è riuscito a superare in breve tempo senza effetti dannosi sulla propria vita e le propire relazioni sociali. Una persona che soffre di depressione, però, vive questi momenti in maniera molto più grave, non riuscendo a trovare in sé stessa la forza e la capacità di superare le difficoltà e le avversità della vita. Molte persone depresse raccontano di aver manifestato i primi sintomi di depressione in fasi precoci della loro vita, fin dall’ adolescenza.
La depressione negli adolescenti
La depressione negli
adolescenti spesso si configura come un disturbo frequente, di
origine familiare, che può continuare fino all’ età adulta e
degenerare in forme di patologie più o meno gravi. Esiste in
psichiatria un testo, il DSM IV che raccoglie tutte le patologie
psichiatriche più diffuse tra la popolazione. In particolare in
questo testo vengono riconosciute ben quattro forme di depressione,
il che rende un’ idea di quanto il fenomeno sia diffuso tra la
popolazione e delle diverse modalità con cui può manifestarsi.
In base a numerose ricerche condotte, si è concluso che il periodo
dell’ adolescenza rende i ragazzi più suscettibili ai fenomeni
depressivi e si notato un modesto aumento di casi di depressione
negli adolescenti negli ultimi decenni. Le ragazze adolescenti
sembrerebbero essere più colpite dalla depressione rispetto ai
ragazzi.
Come identificare la depressione negli adolescenti
L’ adolescenza come tutti sanno, è un periodo molto delicato nella vita di ogni ragazzo, ricca di cambiamenti non solo fisici ma anche emotivi e relazionali. Il punto centrale nel valutare una possibile depressione in un adolescente è di cercare di comprendere se i suoi frequenti cambiamenti di umore, la sua aggressività, la sua chiusura in sé stesso possano essere semplicemente considerati come dei periodi di passaggio, tipici dell’età adolescenziale e alla “tempesta emotiva” a cui si è soggetti. Chiaramente il problema non è di facile risoluzione, ma considerando alcuni aspetti ben più specifici si potrà meglio comprendere questa fase delicata che ognuno di noi ha attraversato e superato più o meno faticosamente.
Cosa considerare per comprendere se c'è depressione
Esiste una serie di
elementi distintivi che possono caratterizzare in maniera decisiva
alcuni comportamenti tipici della patologia depressiva:
Umore
i normali sbalzi di umore che ciascun adolescente può presentare,
nel caso di una depressione, sono molto più intensi. Molto spesso il
soggetto appare triste e a volte reagisce in maniera eccessivamente
aggressiva nei confronti dell’altro.
Pubertà
un adolescente depresso avrà molte difficoltà ad accettare l’avvento
della pubertà. Manifesterà numerosi dubbi circa la propria identità.
In particolare, a causa dei cambiamenti ormonali, le femmine
risultano essere maggiormente suscettibili a tali cambiamenti. Nelle
ragazze depresse il ciclo può essere irregolare e spesso è associato
a disagi non solo fisici ma anche psicologici, che risultano
eccessivi. Spesso possono piangere senza motivo, isolarsi facilmente
e relazionarsi in maniera scontrosa.
Sviluppo cognitivo
l’ adolescente depresso comincia ad andar male a scuola. Il suo
rendimento viene compromesso a causa della propria irrequietezza e
della mancanza di volontà e di impegno nei compiti scolastici.
Autostima
l’ adolescente depresso prova la sensazione di aver deluso tutti,
compreso sè stesso. Il senso di autostima in questi soggetti è molto
basso, elevato, al contrario, il senso di impotenza e di
disperazione
Salute fisica
l’ adolescente con depressione ha un aspetto piuttosto pallido e
affaticato. Soffre di frequente di mal di testa, mal di pancia,
perdita dell’ appetito. Frequente una consistente perdita di peso
corporeo.
Tendenza al suicidio
Alcuni adolescenti depressi, presentano idee suicidarie che non è
detto mettano in pratica. In ogni caso, bisogna sempre tenere a
mente che il suicidio è al terzo posto tra le cause di morte negli
adolescenti. Spesso, però, si è rilevato che chi tenta il suicidio,
in passato ne ha parlato con qualcuno. I giovani a rischio di
suicidio manifestano repentini cambiamenti nella loro vita: hanno
disturbi del sonno, spesso bevono alcolici ed assumono droghe, e
purtroppo, a volte basta una delusione dovuta a relazioni
sentimentali finite male o a piccoli insuccessi scolastici a far
scattare in certi soggetti già predisposti, l’ idea di “farla
finita”.
Tendenze alla depressione
Spesso alla base di una
depressione troviamo un evento scatenante traumatico per il soggetto
che lo vive. La perdita di una persona cara, il divorzio dei propri
genitori, o la mancanza di un supporto emotivo adeguato possono
portare l’adolescente a chiudersi in sé stesso e a non comunicare
più con l’ambiente circostante. E’ stato osservato che circa il 50%
delle depressioni è dovuto ad un evento particolarmente stressante
nella vita dei soggetti che ne soffrono. E’ importante anche
ricordare che esiste anche una certa predisposizione biologica alla
depressione.
Chi ha genitori che in passato hanno sofferto di episodi depressivi,
può avere una tendenza a manifestare la stessa patologia. Il
supporto della famiglia all’ adolescente depresso è di fondamentale
importanza: i soggetti depressi hanno all’ interno del nucleo
familiare relazioni anomale, numerosi conflitti e rapporti ostili
tra i membri della famiglia, comunicano poco e spesso all’ interno
della famiglia sono rare le manifestazioni d’ affetto nei confronti
dei figli.
La depressione in età infantile
Comprendere se e perché
un bambino è depresso non è un compito semplice. Numerosi studi
hanno evidenziato che in età scolare ( intorno ai 5 – 6 anni ), i
bambini riescono meglio a comunicare con gli altri e, di
conseguenza, possono condividere i propri stati d’ animo con le
persone che li circondano quotidianamente. Molto spesso sono proprio
gli insegnanti i primi a notare certi atteggiamenti insoliti nei
bambini. Il bambino depresso è sempre triste, rende poco a scuola,
tende ad isolarsi dal resto dei compagnetti e a giocare solo e
comunica poco con i suoi coetanei.
Quando parliamo di depressione in età infantile, quindi, ci
riferiamo alla fascia d’ età che va dai sei agli undici anni circa.
Esistono alcuni elementi che sono stati considerati molto
significativi per comprendere la reale condizione del bambino.
Secondo alcuni psichiatri quando un bambino dice frequentemente di
essere annoiato, per circa il 60-90% del suo tempo, è possibile che
ci si trovi dinnanzi ad un bambino depresso. Un altro parametro
considerato è il livello di autostima in questi bambino. Il bambino
depresso, infatti, avrà una cattiva opinione di sé, e si considererà
“stupido” o “antipatico”.
Altri elementi utili da osservare sono il rendimento scolastico, se
e in che termini il bambino varia le sue abitudini alimentari ( ad
esempio comincia a mangiare sempre meno ), se smette di giocare e di
provare piacere durante le attività che solitamente divertono i
bimbi, e se mette in atto comportamenti aggressivi, non solo verso
gli altri, ma anche e soprattutto verso sé stesso. I bambini
depressi scelgono sempre di giocare da soli, e nelle occasioni in
cui si rapportano con altri bambini sono oppositivi e aggressivi.
Un aspetto molto importante da valutare nel bambino è la presenza di
sentimenti di colpa. I bambini con depressione diventano sempre più
critici verso sé stessi, e ricercano in tutti i modi delle conferme
da parte di chi gli sta attorno.
Terapia delle depressioni nell’ adolescenza e nell’ infanzia
La cosa più importante
da fare per combattere la depressione in queste delicate fasce d’
età è l’ intervento precoce. Agire in maniera tempestiva è di
primaria importanza per non correre il rischio che il disturbo possa
incidere nelle diverse fasi dello sviluppo del soggetto e diventare
patologie ancora più serie. Un dato confortante è quello che
sostiene che le depressioni durante l’ adolescenza o durante l’ età
infantile, se ben curate e monitorate continuamente, hanno grosse
potenzialità di guarigione. Il problema è identificare il problema e
parlarne tempestivamente con un professionista.
E’ utile sapere che la depressione a seconda della sua gravità può
essere combattuta mediante l’ utilizzo di psicofarmaci e insieme di
strategie psicoterapeutiche. Grazie all’ evoluzione della
farmacologia, oggi esistono medicine molto più tollerabili rispetto
al passato e che possono essere assunti anche da soggetti molto
giovani. Tra i farmaci più utilizzati dagli psichiatri distinguiamo:
gli SSRI, i TCA o antidepressivi triciclici, e gli IMAO, detti
inibitori della monoamminossidasi. Per notare i primi miglioramenti
sono necessarie dalle 3 alle 6 settimane di cura. E’ importante che
il paziente comunichi eventuali miglioramenti con il proprio medico,
che potrà adattare la dose e il tipo di farmaco a seconda delle
esigenze di ogni persona.
Un elemento centrale e non trascurabile è l’ utilizzo di una forma
di psicoterapia. Esistono vari metodi ed orientamenti diversi che
hanno lo scopo di ridare fiducia al bambino o all’ adolescente,
fornendogli gli strumenti per fronteggiare i momenti più difficili e
più a rischio nella vita di un ragazzo. Oltre a valutare l’ ambiente
relazionale in famiglia, è utile coinvolgere e comunicare con la
scuola e con gli insegnanti che ogni giorno trascorrono molte ore
con i bambini. Lo scopo è quello di attuare interventi diretti al
bambino, alla famiglia e alla scuola, in modo da cooperare tutti
insieme per incrementare l’ autostima del bambino e aiutarlo
attivamente.
Terapia della famiglia
Il coinvolgimento della famiglia nella terapia della depressione è un aspetto critico. Alcuni genitori o altri membri della famiglia ( fratelli o sorelle ), a volte tendono ad assumere un atteggiamento errato nei confronti del problema. Spesso hanno grosse difficoltà ad accettare e ad ammettere che il proprio figlio sia depresso. Un punto centrale della terapia che coinvolge i familiari del bambino o dell’ adolescente con depressione, è lo stabilire alcuni semplici obiettivi del trattamento. La famiglia sarà portata a specificare quali sono i cambiamenti necessari da effettuare per permettere il miglioramento del clima familiare. E’ importante che i genitori comprendano che non è il terapeuta che deve “aggiustare” la situazione, ma che il miglioramento è possibile solo a condizione che tutti si impegnino a collaborare in maniera ottimale.
La terapia cognitivo comportamentale
Questo tipo di terapia
si basa sul presupposto che alla base della depressione di questi
soggetti vi sia una serie di idee errate sulla propria persona. Come
abbiamo detto, i soggetti depressi tendono a considerarsi inferiori
rispetto agli altri, nutrono sentimenti de colpa che non sono
giustificabili, e sono molto poveri di autostima. Le sedute hanno
inizio con la stesura di un diario in cui vengono elencati e scritti
tutti i problemi che si vogliono discutere e risolvere. In una prima
fase delle sedute si cerca di stabilire un confronto con il
paziente, di metterlo a proprio agio e di farlo parlare senza alcun
timore.
Successivamente si lavora su ogni singolo aspetto problematico, si
identificano quei pensieri che incidono negativamente sull’
autostima del bambino e si interviene sugli stessi per modificarli e
renderli più compatibili con la personalità. Inoltre vanno anche
modificati i comportamenti di tipo depressivo, che portano il
soggetto ad isolarsi e a chiudersi senza un reale motivo.
Ovviamente, poiché il terapeuta sa di aver davanti un bambino,
piuttosto che un adolescente, sarà in grado di strutturare la
situazione in maniera adatta all’ età del piccolo paziente. Con i
bambini più piccoli vengono, infatti, create situazioni simili al
gioco, per cercare di far sentire il bambino in un ambiente
familiare e accogliente, e portarlo, così, ad esprimersi e ad
aprirsi in modo quanto più naturale possibile.
Link a siti web utili per approfondire le problematiche della depressione negli adolesceti e nei bambini
Il tuo psicologo
Sito che tratta e mette
a conoscenza le principali patologie psichiatriche.
Psichiatria Brescia
Sito che approfondisce
i disturbi depressivi in età adolescenziale.
Kataweb Salute
Sito che riassume i
principali trattamenti farmaceutici e psicoterapeutici per la
depressione
Ipsico
Sito di psicologia che
fornisce indicazioni sui trattamenti di psicoterapia comportamentale
e cognitiva
Psicoterapia
Sito che spiega la
correlazione tra le sindromi depressive ed il rischio di suicidio
Aldo Zecca
Sito che approfondisce
gli aspetti similari e distintivi tra depressione di adulti e
depressione infantile e adolescenziale.
Avvertenza: questa guida riveste solamente carattere informativo
e consultivo per la conoscenza generale di questa problematica. Non
può e non deve in alcun modo essere interpretata come un parere
medico e scientifico vincolante, o un invito a prendere iniziative
terapeutiche di aclun genere o assumere farmaci; questo non è lo
scopo di questa guida. Ricordiamo che diagnosi e prescrizioni di
farmaci sono esclusiva competenza di medici e specialisti. Non si
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comportamenti dei bambini, o arbitrario utilizzo di farmaci e
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suggerirle, ma solo portarle a vostra conoscenza. Per qualsiasi
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medici e specialisti; nel dubbio, non ricorrete mai ad autodiagnosi
o automedicazioni.