Bullismo

Cos’è il bullismo: fenomeno, soluzioni e consigli ai genitori per affrontarlo. Volete sapre come difendere i vostri bambini da bulli? Questo problema è sempre più diffuso nelle scuole e negli ambienti ricreativi che i nostri bambini frequentano. Scoprite di più sul bullismo, sia attivo che passivo, e insegnate ai vostri figli come evitare comportamenti ostili, o come difendersi in caso ne siano vittime!

Il bullismo: cos’è

una parola cui oggi ricorrono sovente tutti i media. Sembra quasi che tutt’a un tratto il mondo abbia aperto gli occhi su questa realtà, che a dirla tutta non è affatto nuova. Forse, è solo affrontata più seriamente, sia dal punto di vista sociale, che dal punto di vista giuridico e legislativo. Luci e ombre sul fenomeno vengono ripetutamente gettate da articoli, reportage, notizie varie che ci pervengono via etere e via internet, testimoniate da reportage ai TG, dai video su YouTube (ormai noto luogo di coltura di una smodata libertà) e dai racconti di adolescenti o bambini che sono oggetto di atti di bullismo.

Ma, come anticipato poco sopra, questo non è affatto una “moda“ del ventunesimo secolo. Non è stato creato e incitato dai mezzi di comunicazione di massa, come molti sono indotti a pensare. Ognuno di noi, in misura maggiore o minore, è stato almeno una volta nella sua vita una vittima del bullismo. Per capire il fenomeno e riuscire a fronteggiarlo occorre partire dalle sue radici, e dai primi, pionieristici studi su di esso.

bullismo

Breve storia del “bullo”

La prima teorizzazione di questo fenomeno risale agli anni ’70 del secolo concluso da poco, quando Dan Olweus, psicologo norvegese, si preoccupò di studiare le cause e le manifestazioni del bullying. Secondo la sua definizione, il bullismo è “la prevaricazione e la vittimizzazione, ricorrente e ripetuta nel tempo, di una persona, o gruppo di persone, esposta ad azioni offensive da parte di uno o più compagni.”

Questo ci fa intendere che una semplice presa in giro scherzosa, che può essere frequente tra coetanei o in un gruppo di ragazzie, non è da considerarsi necessariamente un atto di bullismo (per maggiori informazioni si veda http://www.iltuopsicologo.it/Bullismo.asp).

La nascita di ricerche specifiche sul tema ha quindi come teatro il nord-Europa degli anni Settanta; tuttavia, in queste nazioni, al termine inglese bullying è preferito quello di mobbing, anche se solitamente quest’ultimo è atto a designare le prevaricazioni presenti all’interno dell’ambito aziendale, che hanno come soggetti attivi e passivi gli adulti (http://it.wikipedia.org/wiki/Bullismo).

Il bullismo su cui incentriamo l’attenzione in questa sede è quello praticato dai bambini di età compresa tra i 7 e i 10 anni, e quello frequente e più duro tra gli adolescenti delle scuole superiori, di età tra i 14-17 anni. Olweus nel suo studio individuò il genere maschile come quello “dominante” negli atti di prevaricazione, mentre le femmine erano possibili “prede” per il bullo o il gruppo di bulli.

In Italia, invece, dobbiamo attendere l’affacciarsi degli anni Novanta per poter godere dei primi studi “seri” e organizzati sul tema del bullismo, grazie all’impegno di Ada Fonzi, docente all’università di Firenze, dalle cui statistiche emerge che anche la nostra nazione non è da meno, purtroppo, per quanto riguarda la presenza consistente del fenomeno.

Oggi sono disponibili dati e statistiche certe, derivanti da ricerche approfondite, mentre per quanto riguarda il passato non si dispone di rilevanti numeri e indagini. Questo sta a dimostrare non quanto sia di stampo recente il bullismo, bensì quanto sia stato sottovalutato in passato, e quanto sia “passato in sordina”, considerato esso solo come un rapporto tra pari, e non come uno squilibrio relazionale, quale è in realtà.

Ingredienti per un bullismo D.O.C.

Non tutti gli scherni, le pacche sulle spalle, i pugni “amichevoli”, le derisioni e le prese in giro, devono allarmare ed essere additati immediatamente come bullismo. Questi modi di scherzare sono, e sono sempre stati, comuni tra adolescenti, per cui bisogna evitare eccessivi allarmismi, anche se il proprio pargolo arriva a casa triste o piangendo per una cosa che gli è stata detta.

Spesso, infatti, sebbene siano comportamenti che possono risultare spiacevoli, o parole poco accettabili, rientrano comunque nella sfera di relazioni paritarie, in cui il bambino adolescente riesce ancora a difendersi. Fanno parte della crescita e della vita di ognuno di noi, insomma.

Il bullismo vero e proprio si riconosce per alcune caratteristiche sue peculiari, che difficilmente possono essere confuse con quanto detto sopra. I luoghi teatro di queste manifestazioni sono la scuola e i punti di ritrovo tra giovani (oratori, piazze, parchi gioco, ecc.).

* Primo di tutto, si tratta di atti ricorrenti e ripetuti nel tempo, non due giorni, non una o due settimane, ma tempi più lunghi.

* Secondo, abbiamo la presenza di una vittima o gruppo di vittime, che non riescono a difendersi, non vengono difese da nessuno, e non riescono a far cessare gli atti perpetrati a loro svantaggio. La presenza di soggetti passivi richiede necessariamente e ovviamente che vi sia un bullo, o un gruppo di bulli, che esercitino questo “abuso di potere”, ossia qualcuno che “letteralmente opprime e minaccia qualcun altro; i destinatari possono essere maschi o femmine” (Olweus, 1978).

* Terzo, la natura delle minacce del bullo possono essere di tipo

  • Diretto
    ossia fisico: spintonate, percosse, sputi, ecc.
  • Indiretto
    ovvero di tipo mentale (o sociale): esclusione dal gruppo, dai rapporti sociali, diffusione di falsità e calunnie, prese in giro pesanti, canzonette inventate sul momento aventi per oggetto la vittima, ecc.

Pare che le prevaricazioni tendano a diminuire con la crescita, anche se le conseguenze negative, che si ripercuotono sulla psiche della vittima, si aggravano in misura proporzionale al grado di maturità dell’età in cui si subiscono. Tra i motivi per cui un bambino o adolescente diventa bullo ci sono: la necessità di affermazione del sé, di far valere il proprio potere nel contesto sociale in cui si trova, di divertimento o passatempo, oppure motivi quali l’invidia, in cui il destinatario della violenza fisica o verbale è percepito dall’aguzzino come una “minaccia”.

Bullismo: vittime e persecutori

Ci sono diverse tipologie di vittime e di bulli persecutori. Eccone le caratteristiche.

Vittime passive

Le vittime del bullismo possono essere un singolo o un gruppo di persone. Solitamente sono sensibili, persone poco sicure di sé stesse, con una scarsa autostima, timide, con pochi amici. Evitano di reagire ai soprusi, spesso si vergognano di raccontarlo ai familiari o agli insegnanti, oppure non lo fanno con questi ultimi per timore di ulteriori atti umilianti nei loro confronti. Alle volte le vittime presentano caratteristiche esteriori (come quelle fisiche) che ben si adattano agli intenti malevoli dei persecutori o persecutrici. Oppure, si tratta di ragazze molto belle, che suscitano profonde invidie da parte delle coetanee, le quali cercando di “togliere di mezzo” colei che è percepita come una minaccia, tramite false notizie sul suo conto che mirano a rovinarne l’immagine, la dignità e i rapporti interpersonali. Una volta escluse dal gruppo, le vittime rimangono sole all’interno del contesto dei coetanei, e difficilmente trovano un loro difensore in quello stesso contesto. Una prolungata esposizione agli atti di bullismo può portare il soggetto passivo all’autoesclusione e alla depressione, con ripercussioni come si è detto molto negative sullo stato psico-fisico per le ragazze (anoressia, bulimia, ecc.).

Vittime provocatrici

Alternano vittimismo a provocazione, infatti sono estremamente irritabili e presentano, parzialmente, l’intolleranza propria dei bulli attivi. Il background famigliare è caratterizzato da iperprotezione, scarsa coercizione, permissivismo.

Bulli attivi

I bulli non necessariamente sono adolescenti o bambini dalla personalità forte. E’ indispensabile sapere che questi aguzzini possono essere a loro volta stati soggetti ad atti di bullismo, e per questo si rifanno su soggetti più deboli e indifesi, per riacquisire stima di sé e affermare la propria posizione e immagine agli occhi dei coetanei. Spesso vi sono diversi disagi che possono portare un ragazzoa ad agire da bullo: insicurezza interiore, desiderio di considerazione presso gli altri, insuccessi amorosi o scolastici, situazioni famigliari difficili. Presentano forte aggressività, non solo verso i compagni ma anche verso la famiglia, i professori, e tollerano difficilmente la frustrazione. Crescendo, possono essere maggiormente portati al coinvolgimento in attività criminali, oppure sono facilmente soggetti a comportamenti preoccupanti e pericolosi per la loro salute, quali abuso di droghe e stupefacenti, alcool, ecc (si veda il sito http://www.iltuopsicologo.it/Bullismo.asp).

Bulli passivi

I bulli passivi sono coloro che solitamente fanno parte del gruppo dei seguaci del bullo dominante. Anch’essi non hanno una forte personalità, sono tendenzialmente insicuri e tendono a provare una certa empatia (parziale) per la vittima. Non reagiscono negativamente alle esagerazioni del bullo “capo”, sono passivi perché accettano le azioni negative prevaricatrici di quest’ultimo verso il perseguitato, solo per poter rimanere ben accetti e membri del gruppo considerato “importante” o “prestigioso”.

Ragazze: il bullismo psicologico

Ciò che Olweus nei suoi studi pionieristici non notò è la presenza delle ragazze, non solo come attori passivi del fenomeno, ma anche come parte attiva nelle azioni di bullismo a danno altrui. Esiste, infatti, un bullismo tutto al femminile. Questo tipo differisce ampiamente da quello maschile: mentre i ragazzi prediligono le azioni fisiche, il gentil sesso attua un complesso di minacce e insulti a livello psicologico. Sono tipici atti di bullismo femminile quelli che hanno come oggetto l’esclusione dal gruppo, le malelingue, la distruzione dell’immagine esteriore della vittima (commenti poco accettabili sul corpo, sulla personalità, sul modo di vestirsi ecc.) e anche di quella interiore, in quanto tutta la serie di prevaricazioni sopra citate ha degli effetti assolutamente negativi che vanno a incidere sull’autostima del soggetto subente. Non bisogna dimenticare che nell’età adolescenziale si tende a idolatrare (e ad identificarsi in) personaggi famosi, dello sport, della televisione. L’immagine influisce molto sulla concezione di sé stessi e sul modo di rapportarsi con gli altri. Inoltre, le ragazze instaurano un particolare rapporto col proprio corpo, che può essere conflittuale nel caso non corrisponda agli ideali di bellezza proposti dagli idoli. Se a ciò si aggiunge il peso notevole di scherni relativamente al proprio fisico, si può facilmente intuire quale sia il rischio maggiore in cui incorrono le ragazze vittime di bullismo al femminile. E’ per questo che molte, infatti, cadono nella rete dell’anoressia.

Riassumendo

si può dire che i maschi attuano maggiormente un bullismo diretto, sia fisico che verbale, mentre le ragazze sono protagoniste per quanto concerne un bullismo indiretto, psicologico. E’ proprio questa ultima peculiarità del bullismo femminile ad aver “ingannato” lo psicologo norvegese, e grazie a questa sorta di invisibilità gli atti negativi tra femmine sono passati inosservati (e tutt’ora spesso lo sono) agli occhi di insegnanti, tutori, genitori. Si tratta per cui di un bullying più oscuro e infido, cui però bisogna dedicare la medesima attenzione di cui gode quello diretto e fisico. E’ risaputo che l’adolescenza è un periodo molto delicato, in cui si cerca di costruire la propria identità e affermare un proprio posto nella società; per cui l’esposizione ad attacchi psicologici può avere conseguenze disastrose.

Prevenire e combattere il bullismo

Approfondire online il bullismo

Per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento, per consultazioni a fine informativo, o per ricevere assistenza anche da esperti online, ecco un elenco di siti che possono soddisfare le vostre esigenze, in modo trasversale

  • Dica 33
    Informazioni generali sul bullismo
  • Il tuo psicologo – http://www.iltuopsicologo.it/Bullismo.asp
    Informazioni generali sul bullismo
  • St.paulus – http://www.stpauls.it/fa_oggi00/0006f_o/0006fo45.htm
    Storia e definizioni del bullismo, soluzioni e altro
  • Psicolab – http://www.psicolab.net/2005/il-bullismo-e-i-suoi-aspetti/
    Sito di psicologia che tratta del tema bullismo

Siti di esperti online che aiutano sulla problematica del bullismo

  • Bullismo – http://www.bullismo.com
    Sito non-profit che fornisce informazione e aiuto riguardo al problema bullismo
  • Bullismo dr. Facchinetti – http://www.bullismo.it
    Altro sito di esperti online
  • Psicologia e dintorni – http://www.psicologiaedintorni.com/category/bullismo/
    Sito di psicologia con sezione dedita al bullismo e al recupero di ragazzi a rischio
  • Indire – http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=1286
    Metodologie educative di intervento sui bulli


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