Asilo nido

La realtà contemporanea e quotidiana, con i suoi ritmi di lavoro e la sua ricchezza di impegni non solo professionali, diventa ancora più impegnativa nel momento in cui una coppia decide di mettere al mondo un figlio. Non è necessario rimarcare quanto questo possa essere difficoltoso specialmente per una donna che riprende il lavoro dopo un periodo, più o meno lungo, di maternità.

Perchè l’asilo nido

Per capire il motivo per cui sono sorte strutture come l’asilo nido, bisogna riflettere sul fatto che una delle prime difficoltà che entrambi i genitori sono chiamati ad affrontare e a risolvere è quella di trovare una collocazione per il bambino una volta che la madre riprende a lavorare e, altrettanto ovviamente, nel caso in cui non possano avvalersi dell’aiuto tradizionale offerto dai nonni o dalla baby sitter.

Posto che, mediamente, per una baby sitter la famiglia deve essere disposta a sostenere una spesa mensile di 800,00 euro, nella maggior parte dei casi la famiglia stessa opta per soluzioni differenti. A sorpresa rispetto a quanto ci si può legittimamente aspettare, in alcuni casi i genitori possono trovarsi di fronte a una scelta differenziata di servizi offerti per soddisfare le loro necessità, sia che provengano dal settore pubblico che da quello privato.

Asilo nido e baby parking

Cosa offre l’asilo nido

La soluzione più tradizionale è offerta dall’asilo nido che, quando è comunale, richiede una spesa media di 300,00 euro al mese, pur considerando che ci sono delle differenze di costi tra le varie zone d’Italia. Infatti, le città più care si trovano al Nord e hanno in testa la città di Lecco con ben oltre 500,00 euro mensili, per arrivare a 400,00 euro per quella di Trento. Le città più economiche, invece, si trovano nel Centro-Sud con, curiosamente, la città di Roma che chiede quasi 150,00 euro ogni mese e quella di Salerno che ne richiede invece 170,00 euro.

Le rette sono determinate in base al reddito delle singole famiglie e su calcolo dell’I.S.E.E. – indicatore di situazione economica equivalente, ossia un parametro che illustra la condizione economica del nucleo familiare, calcolo ottenibile presso il C.A.F. – e sono diverse a seconda della frequenza; le rette sono inoltre fissate ogni anno in base ai reali costi di gestione effettivamente sostenuti dall’asilo (personale, materie prime, mantenimento della struttura, consumi, ecc…).

Tuttavia, in alcuni casi è possibile richiedere dei benefici (voucher) che prevedono tariffe ridotte, da accordare o meno a seconda della situazione sia patrimoniale che reddituale della famiglia. In entrambe le zone, i prezzi sono da considerarsi riferiti al tempo pieno e, a tutto ciò, bisogna poi tenere conto anche dell’iscrizione annuale che si aggira tra i 150,00-200,00 euro.

Nel caso in cui, invece, voi genitori voleste ricorrere a un asilo nido privato, dovete essere consapevoli che, pur costandovi qualche centinaia di euro in meno rispetto alla baby sitter, a seconda dei casi e anche delle città i nidi privati possono o avere una retta mensile di poco superiore a quella dell’asilo pubblico, oppure – ed è il caso più frequente – raggiungono una retta che si raddoppia, o quasi, sia per quanto riguarda il pagamento mensile che l’iscrizione annuale.

Per quanto riguarda, invece, i costi di iscrizione dei nidi privati, in questo caso si tratta di versare una quota di iscrizione annuale che vi verrà richiesta nel momento in cui si presenta la domanda; la differenza sostanziale con i nidi pubblici è che la retta mensile non è stabilita in base al reddito ma è una quota fissa, variabile solo a seconda del nido stesso.

Nel momento in cui voi genitori vi trovate a fare i conti col vostro bilancio familiare per decidere quale opzione scegliere, vi suggeriamo di tener conto di una serie di fattori decisamente non trascurabili e utili a organizzare tanto il vostro tempo che quello del bambino coinvolto in prima persona.

Orari

Per esempio, è importante sapere che gli asilo nido pubblici, per quanto allettanti siano dal punto di vista economico – o, almeno, permettono di scegliere economicamente il minore dei mali – sono poco flessibili in termini di orari, e questo è motivato dal fatto che, essendo appunto pubblici, il personale è comunale e ha quindi un preciso contratto da rispettare.

Gli asilo nido pubblici sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 18.00, ma questo è l’orario di apertura massimo, perché per lasciare il proprio figlio dalle 16.00 alle 18.00 i genitori devono avanzare una richiesta supportata da motivi di lavoro e che deve essere debitamente documentata.

In realtà, l’orario quotidiano dell’asilo nido è suddiviso in fasce orarie a seconda della tipologia del servizio che la famiglia decide di scegliere: nel caso di un servizio part-time il bambino uscirà tra le 13.00/13.30; nel caso di un servizio a tempo pieno breve uscirà tra le 15.30/16.00 e, infine, nel caso di un servizio a tempo pieno lungo (detto anche “post-nido”) l’uscita avverrà tra le 16.00 e le 18.00 (alcuni nidi privati sono aperti fino alle 19.00).

Gli asili nido sono aperti per il periodo che va dal mese di settembre al mese di giugno ma, sempre per andare incontro alle esigenze delle famiglie, prevedono anche un servizio estivo facoltativo che riguarda il mese di luglio.

Negli asili nido, la flessibilità dell’apertura giornaliera risulta essere maggiore in quelli privati rispetto ai pubblici e, quindi, è molto più soddisfacente per le esigenze familiari, per quanto i costi siano più elevati. Esistono anche degli asili nido privati e convenzionati dal Comune, nati con lo scopo di accogliere i bambini iscritti alle liste comunali.

Il pediatra interno

Una segnalazione importante e rassicurante per i genitori riguarda la presenza del pediatra all’interno degli asilo nido; nel caso di quelli privati, è previsto comunque l’obbligo dell’esistenza di questa figura e che sia presente almeno una o due volte la settimana.

Il pediatra deve fornire sia l’adeguato servizio di assistenza che quello di consulenza, e ciò tanto agli educatori quanto ai genitori, e questo aspetto è altrettanto fondamentale dell’educazione che il bimbo riceve presso il nido stesso, insieme agli impulsi utili alla sua crescita individuale.

Al di là delle svariate esigenze della famiglia, gli asilo nido sono strutturati (in questo caso, senza distinzione fra pubblico e privato) in maniera tale da essere non tanto un luogo in cui collocare i bambini in assenza di soluzioni migliori, ma soprattutto per essere un luogo educativo importante per il bambino che in questo modo fa il suo ingresso nella società, interagendo con altre persone – adulte e bambini che siano – e con degli ambienti per lui nuovi.

Per questo motivo, gli asilo nido sono strutturati in modo tale da offrire attività sia di carattere educativo che ludico, da svolgere individualmente che in gruppo, gruppi che vengono creati a seconda delle diverse fasce di età dei bambini stessi. Tali attività si svolgono in locali unici o separati, così come ci sono gli spazi adibiti al pranzo, quelli per il riposo, per il cambio e quelli per i pasti (che consistono in una piccola colazione, nel pranzo e nella merenda).

Tutto è dunque pensato in funzione del bambino: una volta che i genitori hanno scelto la soluzione ottimale per le proprie esigenze familiari, il loro figlio ha modo di confrontarsi quotidianamente con persone e ambienti preziosi nello stimolare e nell’educare la sua crescita.

Baby parking

Baby parking

Accanto al servizio tradizionale offerto dagli asilo nido, ci sono altri servizi quali il baby parking che, molto simile al nido stesso, può differenziarsene nel momento in cui è destinato ad accogliere bambini appartenenti ad altre fasce di età (alcuni ospitano bambini dagli 1 ai 4 anni), ma non se ne discosta dalle funzioni, dalle attività e dagli scopi.

Come aprire un asilo nido

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