Obesità e sovrappeso nei bambini

Bambini in soprappeso: consigli pratici per prevenire e combattere l'obesità infantile
I bambini e il loro
peso:
come imparare a controllarlo per evitare rischi in età adulta
Obesità,
la “malattia” del nuovo millennio
L’European Health report del 2002 l’ha definita una vera e propria
“epidemia”: è l’obesità la malattia del nuovo millennio che colpisce
300 milioni di persone in tutto il mondo.
Il dato che spaventa di più è l’incidenza che questa “patologia” ha
sui bambini. Infatti, secondo uno studio condotto dalla
“International Obesity Task Force”, il 4% della popolazione
infantile in Europa è in soprappeso. E la percentuale è destinata a
crescere.
Le cause dell’obesità infantile
Sono
diverse le cause che portano ad un aumento smisurato di peso nei
bambini. Tralasciando l’obesità derivata da malattie all’apparato
endocrino o dalla genetica, nella maggior parte dei casi i bambini
iniziano ad accumulare grasso per colpa di un’alimentazione
sbagliata e dello scarso movimento.
Mangiare troppo e, soprattutto, mangiare male porta il bambino ad
ingerire più calorie di quelle necessarie per la sua crescita. I
bambini tendono a mangiare troppo spesso e ad evitare i pasti
completi: prediligono merendine, snack, bibite dolci e gassate. Non
mangiano frutta e verdura e frequentano fast food e paninoteche. La
gran parte dei bambini e degli adolescenti non fa colazione, oppure
questa risulta poco varia e consumata in velocità. Non a caso
infatti i bambini obesi mangiano meno al mattino rispetto ai loro
coetanei non in soprappeso.
Oggi i bambini, come gli adulti, fanno poco movimento. Passano il
tempo libero davanti alla televisione o al computer; vengono
accompagnati in macchina ovunque debbano andare, non fanno sport e
giocano poco all’aria aperta. Uno studio americano ha dimostrato la
relazione esistente tra le ore trascorse davanti alla tv da bambini
e adolescenti e l’aumento di peso. Normalmente infatti bambini e
ragazzi consumano qualcosa mentre guardano un programma televisivo:
il problema è che spesso l’assunzione davanti al video di cibo è
poco consapevole.
Non bisogna poi dimenticare il contesto famigliare in cui il bambino
è inserito. Secondo alcuni dati emersi da un indagine Istat risulta
che il 34% dei bambini e degli adolescenti obesi vivono in un
contesto famigliare in cui entrambi i genitori sono in soprappeso.
Il comportamento alimentare viene trasmesso all’interno del nucleo
famigliare come atteggiamento culturale, caricandosi di simboli e
valori affettivi. Altri studi hanno poi evidenziato una correlazione
tra cattivo comportamento alimentare del bambino e basso livello
socio economico della famiglia di appartenenza.
Si può poi ricondurre l’obesità infantile alle diverse abitudini
alimentali dettate dalla provenienza geografica. Uno studio condotto
in Italia ha dimostrato infatti come i bambini di origine
settentrionale siano più portati ad assumere più grassi e proteine
animali rispetto ai loro coetanei del sud.
Alcuni dati relativi ai bambini in soprappeso
Nell’ambito della lotta all’obesità infantile sono state condotte
diverse ricerche volte a studiare il fenomeno.
Negli Stati Uniti il 15% dei bambini tra i 6 e gli 11 anni e il
15,5% dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni sono obesi.
In Italia i bambini soprappeso si trovano nella fascia d’età dai 6
ai 13 anni, sono soprattutto maschi e vengono dal sud, Campania in
testa.
Secondo il IV Rapporto sulla condizione dell'infanzia e
dell'adolescenza dell'Eurispes e del Telefono Azzurro, nel 2002 il
36% dei bambini tra i 7 ed i 9 anni era in soprappeso. L’Italia e la
Grecia detenevano poi il primato di bambini obesi.
Una ricerca condotta dalla Coldiretti su un campione di diecimila
bambini campani tra gli otto e i quattordici anni ha dimostrato come
il 90% mangia guardando la televisione, un bambino su due viene
accusato di mangiare troppo e uno su quattro è insoddisfatto del suo
aspetto fisico.
Bambini sottopeso o soprappeso? L’indice di massa corporea
Per
convenzione viene considerato soprappeso un bambino che supera del
10% il suo peso ideale; obeso chi lo supera del 20%.
Il peso ideale di una persona viene calcolato in base al suo Indice
di Massa Corporea, ovvero il rapporto tra il suo peso (espresso in
kg) e la sua altezza elevata al quadrato (espressa in metri).
Negli adulti è sottopeso chi non raggiunge il valore di 18,5;
normopeso chi resta tra 18,5 e 24,99; soprappeso chi va da 25 a
29,99; obeso chi supera i 30.
Per quanto riguarda i bambini i valori dell’indice di massa corporea
vanno confrontati con le relative curve di crescita, diverse per i
maschi e per le femmine (fai il
calcoloe
confronta i risultati).
I rischi per la salute dei bambini
Oltre a
generare problemi di adattamento e di relazione con gli altri, calo
dell’autostima e depressioni, l’obesità ad oggi viene considerata la
principale causa di morte prematura. Il soprappeso e l’obesità sono
i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari,
l’ictus, il diabete ed alcuni tumori. Senza arrivare a tanto, una
delle prime conseguenze dell’eccesso di peso è l’ipertensione,
l’aumento del colesterolo nel sangue, la cattiva respirazione
soprattutto durante il sonno.
Nei bambini l’eccesso di peso può generare seri problemi
all’apparato respiratorio e digerente, disturbi alle articolazioni e
mobilità ridotta. Senza poi contare i disagi psicologici. Inoltre un
bambino obeso ha molte possibilità di esserlo anche da adulto; il
“grasso in eccesso” non fa che esporlo al rischio di contrarre
precocemente malattie coronariche, diabete ed ipertensione.
Come combattere l’obesità infantile: prevenzione e cure
Come
spesso accade la migliore forma di terapia rimane comunque la
prevenzione. Uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata e
ricca di frutta e verdura tutelano i bambini dai rischi
dell’obesità.
- Il bambino deve imparare a mangiare bene fin da piccolo
- il genitore deve, nel rispetto delle preferenze del proprio
figlio, proporre piatti sani
- il bambino deve essere educato ad una dieta ipocalorica, senza
imposizioni
- il genitore deve saper fornire al proprio figlio dei pasti in
grado di saziarlo, ma poveri di grassi, controllati dal punto di
vista dell’importo calorico, ricchi di fibre e poveri di zuccheri
semplici.
Oltre all’attività fisica, è indispensabile correggere i
comportamenti sbagliati del piccolo, quali: mangiare in fretta,
magari guardando la televisione e fare troppi spuntini tra i pasti.
Oltre alla famiglia, anche la scuola deve educare gli alunni da un
comportamento alimentare corretto, attraverso campagne di educazione
alimentare che coinvolgano anche le famiglie.
Dal momento che un bambino soprappeso ha maggiori probabilità di
incorrere in malattie gravi in età adulta, nel caso in cui si
riscontri un evidente aumento di peso, è opportuno intervenire
tempestivamente con terapie adeguate e mirate. In questo gioca un
ruolo fondamentale la famiglia che deve seguire il bambino obeso,
alternando una dieta corretta all’attività fisica.
Per prima cosa gli esperti consigliano di evitare il “fai da te” e
di affidarsi ad un dietologo specialista. Seguito da un medico,
magari in un centro specializzato, il bambino obeso viene sottoposto
ad una riduzione della massa grassa e a un successivo mantenimento
del peso-forma grazie ad un’alimentazione corretta, un’attività
fisica adeguata e, nel caso in cui ce ne fosse bisogno, una terapia
comportamentale.
Nei casi più gravi si può ricorrere all’uso dei farmaci a base di
dexfenfluramina, sibutramina, o di fentermina / fenfluramina per un
periodo massimo di un anno. È sconsigliato invece nei bambini
l’utilizzo di interventi chirurgici che vengono suggeriti solo agli
adulti in caso di obesità acuta associata ad altre patologie gravi.
Lotta all’obesità infantile: le iniziative
Combattere l’obesità infantile è una delle priorità del Ministero
della Salute, così come si evince dal Progetto-obiettivo numero 9 "Promuovere
gli stili di vita salutari, la prevenzione e la comunicazione
pubblica sulla salute" (vedi il
sito
Partendo dalla considerazione che le malattie derivate da un
eccessivo aumento di peso costano allo stato più di 22 miliardi
all’anno, è stata istituita una Commissione ministeriale per la
nutrizione con il compito di promuovere programmi di educazione
ambientale e campagne di comunicazione istituzionale che hanno come
target i bambini. Grazie alla collaborazione con il Miur, sono state
lanciate due iniziative volte a sensibilizzare bambini e adolescenti
sul tema dell’obesità, attraverso la distribuzione di materiale
informativo nelle scuole.
Una proposta della Coldiretti è quella poi di eliminare cibi troppo
grassi e calorici dalle mense scolastiche e dai distributori
automatici. Fermare il consumo di merendine e panini e magari
sostituirli con piatti freschi potrebbe, secondo la Coldiretti
aiutare a contenere il fenomeno dell’obesità infantile. La proposta
è quella di sostituire patatine e snack con distributori di frutta
disidratata, spremute e altre merende sane.
Negli Stati Uniti, dove il fenomeno è particolarmente sentito, le
industrie multinazionali si sono impegnate ai fini di ridurre i
contenuti di grassi, zucchero e sale negli snack venduti.