Danza moderna

La denominazione “moderna”, anche detta in alternativa ‘nuova danza’, è data dal suo presentarsi come una danza nettamente in contrasto rispetto al classico balleto: da questo si discosta infatti per la scelta di non utilizzare movimenti, pose e gesti innaturali e forzati del corpo, di non indossare le scarpette da punta o mezza punta e non da ultimo per il rifiuto delle usuali cinque posizioni degli arti inferiori e superiori. Ad avere la meglio è invece la naturalezza, la scioltezza, l’espressività ( gestuale, corporea e addirittura mimica), la coreografia e il movimento scenico.

La danza moderna è quindi una danza nota per il suo rifiuto della rigida impostazione della danza classica e per il suo preferire la scioltezza e la naturalezza dei movimenti. Ecco una facile guida per saperne di più sulle sue caratteristiche, sulle migliori scuole a cui rivolgersi, ma anche i nomi dei più grandi ballerini che l’hanno resa illustre, i passi specifici, i termini tecnici e le curiosità.

Peculiarità della danza moderna

Di solito, proprio per evidenziare i caratteri peculiari della danza moderna, piuttosto che altri, tende a passare in secondo piano la sfarzosità e la ricchezza degli abiti di scena; anche la scenografia viene purtroppo sminuita, diventando un mero sfondo monocolore. E’ cosi che coreografo e ballerino finiscono per essere spesso un’unica persona e non sono rare le volte in cui anche i ruoli di scenografo, responsabile-luci e costumista ricadono tutte nella solita figura.

Ulteriore differenza risiede nell’inesistenza di un vero e proprio codice che identifichi e nomini ogni movimento utilizzato nella manifestazione di quest’arte: è il coreografo a reinventare ogni volta, tramite una propria chiave di lettura, il ballo e la musica, diventando creatore e inventore di un interpretazione che è sempre e comunque strettamente personale. La personalità di ogni singolo individuo all’interno del corpo di ballo, il suo sentire e tradurre la musica in movenze, sarà dunque tratto determinante per una certa riuscita del ballo, piuttosto che un’altra: l’istinto e il sentire prevalgono sull’intelletto e il portamento.

La danza classica, inoltre, non gode di una pari abbondanza di scritti teorici in confronto a quella moderna, di cui molto è stato riportato per iscritto grazie a numerosi coreografi: dallo studio, scritto e non, delle danze etniche di molti paesi esotici e stranieri la ‘nuova’ danza trae ispirazioni e elementi di arricchimento e evoluzione.

Danza moderna

Rapporto tra danza moderna e spazio

Il movimento nella danza moderna è libero e sciolto, in cerca continua di un nuovo approccio con il tempo e con lo spazio: grande importanza ha il suo studio e la sua lettura come osservazione di quelle dinamiche fisiche ( come la forza di gravità ) che agiscono durante gli spostamenti delle masse corporee da uno spazio all’altro.

La danza classica ha una modalità tutta sua d’occupare lo spazio scenico, rigida e definita: il ballerino si presenta al pubblico sempre in modo frontale e da questa posizione si sviluppa tutta una serie di movimenti che vedono sempre e comunque il mantenimento del busto eretto e molto spesso la parte sub-femorale ruotata esternamente.

Lo spazio teatrale per la danza moderna invece è uno spazio infinito, senza confini: il ballerino ha possibilità di muoversi da punto a punto del palco, addirittura uscirne fuori, dare le spalle, mostrare il fianco, non mostrarsi mai faccia a faccia al pubblico; quello che conta è il trasmettere, con ogni mezzo e in ogni modalità messa a disposizione, ciò che il ‘coreografo’ ha deciso di voler passare allo spettatore grazie alla messa in atto della sua esibizione.

Non vi sono quindi posture da rispettare, spazi da occupare obbligatoriamente, costrizioni e limitazioni: niente vieta al ballerino di ballare sdraiato sul palco o appeso a mezz’aria grazie ad un impalcatura! Se, infine, la danza classica doveva giocare con lo spettatore illudendolo di poter battere la forza di gravità grazie ai suoi tempi, alle sue pose, alle sue ‘sfide’, da tutt’altra parte si dirige la danza moderna che sembra riconoscerne e sfruttarne la grande importanza.

Rapporto tra la danza moderna e musica

Se la danza classica segue necessariamente il ritmo di accompagnamento nelle sue rappresentazione, non si può dire sempre altrettanto per quella moderna: il ballerino può andare controtempo volutamente, in una sorta di contro-dibattito con le note musicali andando a formare una sorta di botta e risposta, oppure la musica può fare da velato sottofondo per non scostare l’attenzione dalla figura danzante, addirittura può mancare del tutto od essere scritta e scelta solamente in un secondo momento, in base ai movimenti di cui si è voluta comporre la danza, per assecondarli nel miglior modo possibile.

Nascita della definizione di “Danza moderna”

Il nuovo modo di tradurre e interpretare la danza, del tutto libero e svincolato da codici formali, porterà a coniare l’attuale espressione ‘Danza moderna’ durante il XX secolo per identificarvi quelle modalità di ballo non-accademiche. Proprio in funzione di ciò venne scelto l’aggettivo moderna in contrapposizione all’aggettivo fino a quel momento affiancato al termine danza, ossia classica, che racchiudeva in se il sottointeso rispetto di regole e formalità inviolabili.

Il ‘moderno’ nasce in grembo al classico, come ribellione, ma anche come voglia di cambiamento ed evoluzione: sono ballerini di danza accademica gli iniziatori della danza libera e nuova, sono gli esponenti di un sentire all’avanguardia che mirano ad un evolversi stilistico verso forme di rappresentazione fino ad ora solo immaginate, sono figure tecnicamente preparate, grandi conoscitori della danza classica ma al contempo coraggiosi esploratori, pronti a ribaltare il ‘sistema’ di cui fanno parte.

Ed è stato proprio il coraggio di Isadora Duncan – americana – e di Serge de Diaghilev – russo – che portò a percorrere sentieri mai battuti e in seguito all’affermazione di un nuovo stile.Si parla di coraggio, di determinazione e costanza , perche non fu facile di certo andare contro a consolidati principi, ormai radicati in una centenaria tradizione; l’Europa seppe comunque essere un accogliente culla per l’innovazione e il cambiamento.

I secoli che vano dal 1700 al 1900 hanno visto soffocare il carattere individuale e personale a favore di un omogeneità e uniformità del corpo di ballo, il prevalere di un rigore stilistico, un perfezionismo tecnico che spesso limitava la peculiare espressività di molti artisti. Già prima del 1661, anno di nascita dell’Acadèmie de la Danse, in Francia aveva preso il via il progetto di incanalare anche quest’arte in un percorso scientifico e tutto fu sottoposto a una serie di norme, parametri, criteri in modo ancor maggiore nel periodo Barocco. Il processo di sistematizzazione non risparmiò la danza, che divenne così qualcosa di estremamente tecnico e dotto, composto da nozioni specifiche (per ogni tipologia di ballo) e generali (come la postura del corpo, del capo, dei piedi).

L’impostazione specialistica e altamente professionale , propria di ogni disciplina, fu realizzata in modo completo agli inizi del XVIII secolo, un esempio ne sarà il volume “Anatomical and Mechanical lectures upon dancing“, opera che legava l’insegnamento della danza ad un analisi anatomica del corpo e che fu pubblicato da Weaver John in Inghilterra nel 1721.

Principio base dell’opera era la necessità di leggere la scienza del corpo umano, ossia l’anatomia, come un retroterra, un background da cui la danza doveva partire; il concetto era di per se corretto ma inserito in un contesto d’esasperazione formale finì per appesantire un arte espressivamente già oppressa. La danza moderna fu cosi una vera e propria boccata d’ossigeno, una brezza fresca di indipendenza e originalità.



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