Minimoto
Minimoto, passione per bimbi....e adulti
Perché la maggior parte
dei ragazzi ha avuto o vorrebbe in regalo una minimoto?
Chi si è avvicinato a questo mezzo, lo ha fatto perché già possiede
una moto ed è divertente “giocare” un po’ con qualcosa di diverso.
E’ diventata in poco tempo una moda, e spesso i padri regalano ai
propri figli una minimoto perché in realtà vogliono giocarci loro.
Ma quando sono nate? E’ merito del dilagare del successo della
Motogp che ha sempre più spettatori?
Le minimoto sono nate quando Vittorio Orazi, dell’azienda
Vittorazzi, si cimentò nella realizzazione di modelli destinati alla
vendita. Durante un viaggio in Giappone nel 1987, assistette ad una
gara di campionato del mondo di modellismo dove c’erano minimoto in
miniatura, decidette che al rientro ne avrebbe costruita una.
Così fece: all’inizio fu solo un passatempo per bambini, ma poi
alcune aziende cominciarono ad interessarsi, come la conosciutissima
Polini. Il gioco diventò una disciplina agonistica a livello
nazionale: molte aziende si aggiunsero dando vita ad un vero e
proprio affare. All’inizio le minimoto erano molto costose, quindi
non tutti potevano permettersele, ma poi per abbassare i costi ci si
rivolse al mercato cinese. Finalmente, a scapito delle aziende
italiane, crebbe la vendita di queste due ruote, e molti si
scoprirono entusiasti.
Sono passati vent’anni dalla loro nascita, e molti continuano ad
appassionarsi, si gareggia anche nei campionati italiani. Le
minimoto oggi sono davvero alla portata di tutti sia per i prezzi,
che per la portabilità del mezzo, ma anche per la velocità non molto
alta che permette di coinvolgere i bambini. Oggi sono prodotte,
oltre che dal mercato cinese che le imita perfettamente, da Blata,
DM, GRC, la già citata Polini, la Zpf, e Pasini.
Come sono fatte le minimoto?
Il motore è a due tempi
(40 o 50cc), alimentato a miscela, che assicura velocità anche fino
a 100 km/h. Questo motore è meno caro e più leggero e ha un’unione
più semplice di quello a 4 tempi (90cc), si usa infatti su mezzi di
piccole dimensioni.
C’è anche una variante, il motore elettrico, in questo caso la
velocità si attesta sui 10-15 km/h: attenzione però ai bambini. La
batteria promette uno spazio percorribile in autonomia delimitato,
ma sufficiente. Per questi modelli, il prezzo è sui 150/180 euro per
un modello base: a volte lo si trova anche nei supermercati.
Se vogliamo raggrupparle in altre due categorie, citiamo le Mini e
le Midi che si distinguono tra loro solo nelle misure della
ciclistica mentre per il motore sono identiche. Le Mini vengono
usate in configurazione Junior dai piloti più giovani e servono da
scuola per passare alle superiori Midi.
Esistono poi le pitbike, modelli che hanno una dimensione
leggermente superiore e sono sostanzialmente prodotte in versione
motard con gomme da pista o fuoristrada. Le pitbike hanno le
sospensioni e un cambio che sono simili tecnicamente ad una moto di
grandi dimensioni.
Parliamo appunto di dimensioni, tornando alle classiche minimoto.
Esse misurano circa 1 metro di lunghezza e 60 cm di altezza, il peso
si aggira sui 20 kg.
Cosa serve per far funzionare le minimoto?
Il motore a due tempi ha bisogno della miscela, ossia un misto di olio e benzina. Da una buona miscela, deriva il funzionamento ottimale del motore e quindi anche da un buon olio, altrimenti potreste avere problemi con il motorino d’avviamento. All’inizio va fatto il rodaggio, è il periodo in cui il motore deve ancora raggiungere un funzionamento ottimale.
Come si fa la miscela per le minimoto?
Una miscela viene
misurata sul rapporto tra massa d’aria e massa di combustibile: il
rapporto più equilibrato si chiama stechiometrico (valore 14,7), con
valori inferiori si ottiene una miscela “magra” o “povera”, con
valori superiori abbiamo una miscela “grassa” o “ricca”. Dopo il
periodo di rodaggio, la miscela grassa va preferibilmente
utilizzata, perché preme il motore ad prolungare i giri e quindi ad
andare di più. Va usata una miscela che non sia né troppo grassa, né
troppo magra, perché tutte e due possono guastare seriamente il
motore delle minimoto.
La miscela troppo grassa potrebbe ingolfare il motore e causare
problemi all’avviamento, quella magra non assicurarne una corretta
lubrificazione delle varie componenti. Il rodaggio è il periodo in
cui si fanno 3/4 rifornimenti di carburante alla minimoto, qui si
assesta bene la minimoto.
All’inizio non bisogna far girare il motore al massimo, perché
potrebbe danneggiarsi. Gli assetti vanno controllati: i freni, la
forcella, le gomme. Tutte le mini moto hanno una frizione standard
che va tenuta così come viene consegnata; ma si può anche cambiare
frizione, mettendone una regolabile secondo le necessità
performative del pilota. Per la messa a punto del motore ci vorranno
vari tentativi, errori e pazienza. Non dimenticate di controllare le
candele: quando acquistate la minimoto la candela è bianca (fuori è
in ceramica).
Quando la candela diventa ambrata significa che il motore viene
usato bene. Se invece è grigia o bianca potrebbero esserci problemi:
la miscela forse è magra. Significano problemi in vista, anche
tracce di olio e un colore nero: miscela troppo grassa. Ogni mini
moto ha un filtro dell’aria (filtra l’aria che va nel carburatore)
che è standard.
Bisogna tenere questi filtri sempre puliti (smontando la carena
nella parte inferiore della minimoto), per non soffocare il motore.
Anche le gomme sono importantissime: quelle della minimoto sono
piene di aria (pneumatiche), va verificata la pressione.
Il sistema frenante utilizzato è quello a disco: la leva di destra
coincide con la ruota anteriore, la leva di sinistra alla ruota
posteriore. Bisogna garantire una frenata sufficiente ma non
ristretta, pericolosa perché valorizzerebbe il bloccaggio delle
ruote destabilizzando il mezzo in frenata.
Potete fare da soli tutta la manutenzione della vostra minimoto, ma
è consigliabile chiedere ad un esperto per i problemi più delicati
da affrontare, per non fare “danni”.
Sicurezza sulle minimoto
Una minimoto è per sempre
un due ruote e bisogna stare molto attenti per non creare pericolo
per se e per gli altri. Sembra una banalità dirlo, ma è opportuno
usare il casco, meglio se integrale, sempre. Discorso a parte quando
si gareggia: non dimenticate le protezioni rigide su gomiti, spalle,
schiena, ginocchia. Cadere è facile e anche rompersi qualcosa. C’è
bisogno di un adeguato abbigliamento, come per esempio la tuta e i
guanti.
Le minimoto devono seguire le stesse regole valide per la guida su
ciclomotori e motocicli, infatti per il Codice della Strada, “un
veicolo è qualsiasi mezzo a motore guidato dall’uomo su strada,
avente determinate misure e caratteristiche minime, tra cui la
velocità, superiore ai 6 km/h”. Le minimoto e i chi le guida sono
soggetti alle stesse regole burocratiche e comportamentali dei
ciclomotori, come stabilito dall’art. 97 del Codice della Strada, o
dei motoveicoli secondo l’art. 93 del CdS.
Competizioni per minimoto
I piloti che gareggiano
con le minimoto si dividono in diverse categorie, secondo il peso e
l’età: spesso si inizia giovanissimi, anche a 7 anni. Non
demoralizzatevi, c’è posto anche per gli Over30!
Bisogna passare le selezioni di zona per partecipare al Campionato,
le iscrizione vanno inviate al Motoclub Italiano. Per il regolamento
completo potete visitare il sito www.chessaonline.com, il sito web
di Andrea, un giovane pilota, ricco di informazioni.
Le categorie del Campionato di minimoto
Classi JUNIOR:
JUNIOR A : 7-9 anni compiuti;
JUNIOR B: 10-13 anni non compiuti, di peso fino a 49,9 kg;
JUNIOR C: 10-13 anni non compiuti, di peso oltre 50 kg.
Classi SENIOR:
SENIOR A: 13-29 anni compiuti, di peso fino a 62 kg.;
SENIOR B: 13-29 anni compiuti, di peso oltre 62 kg.;
SENIOR C: 13-29 anni compiuti, di peso oltre 75 kg.;
SENIOR MIDI: classi senior A e B;
SENIOR OPEN: tutte le classi SENIOR
OVER 30: possono partecipare tutti, senza distinzioni di sesso, ma
bisogna rispettare le regole di partecipazione relative all’assetto
della minimoto e al comportamento.
I Campionati italiani di minimoto, hanno visto crescere grandi
piloti, che si sfidano in campionati non proprio pubblicizzati, ma
che hanno un pubblico appassionato.
Tanti campioni del Motomondiale, come il famosissimo Valentino
Rossi, hanno iniziato a fare e esperienza proprio dalle minimoto,
sfidandosi sui circuiti di prova e quando il talento c’è, viene
sicuramente fuori. Competere in questo sport può essere davvero un
bel trampolino di lancio per tutti gli appassionati di moto, anche
delle donne!
Ma bisogna capire bene che passare dalle minimoto a vere e proprie
moto, non è un passaggio facile; è vero entrambe sono due ruote, ma
la velocità delle moto è senza dubbio più elevata.
Ecco perché è stata ideata da poco la Formula Bike, ossia una
categoria intermedia tra le minimoto e la classe 125 da Gp. Queste
moto hanno ruote da 14 pollici e sono agilissime, hanno costi di
manutenzione contenuti e un telaio tubolare. Ci sono due categorie:
la 125cc a 2 tempi e la 250 a 4 tempi: entrambi propulsori
monocilindrici.
Quindi fatevi le ossa con le minimoto, ma attenzione al grande
salto.
Andiamo ora nel dettaglio di come comprare una minimoto.
Ci sono due tipi di
minimoto, a grandi linee: quelle che costano un po’ di più che si
utilizzano in gara, un mezzo che dia performance, per lo più di
marca italiana. Mentre le minimoto a due soldi che si comprano per
sfizio o per far giocare qualche mese un bambino, sono quelle
cinesi.
Le differenze tra le due sono: prezzo e qualità. Minimoto cinesi: si
possono comprare spendendo dai 150 euro in su. I modelli a basso
costo sono quelli raffreddati ad aria, sembrano proprio dei
giocattoli ed hanno poca vita. Bisogna pulire bene il carburatore,
tenere d’occhio le viti che spesso non sono ben serrate, guardare le
imprecisioni della “scocca”, vedere se le ruote sono allineate,
controllare i cuscinetti e le candele. Attenzione a quando comprate
online queste minimoto, perché a volte dato che sono simili alle
italiane (imitazioni) potreste prendere una truffa.
A volte si può rendere la propria minimoto (cinese) un po’ italiana,
cambiando i pezzi, e così risparmiando, ma anche divertendosi a
renderla più performante. E’ piacevole fare un pò di bricolage,
montare e smontare. Comprare una moto italiana, un manufatto di
qualità, significa spendere molto di più, almeno 800 euro. Bisogna
però capire perché si vuole fare una acquisto del genere. Se il
motivo è gareggiare, allora non pensate proprio a quelle cinesi, non
vi conviene e non dovrete metterci le mani più di tanto.
Sul sito Ebay si fanno degli ottimi affari, attenti però alle
imitazioni. Se vi vogliono vendere una minimoto a basso prezzo,
spacciandovela per italiana, non credeteci (a meno che sia usata).
Controllate sempre che la minimoto che volete comprare sia conforme
alle regole della sicurezza stabilite dalla Comunità Europea
(marchio CE).
Sul sito della Polini, potete vedere i vari modelli, conoscere le
caratteristiche in modo da avere più dimestichezza.
Link a siti web utii per acquistare minimoto o approfondire la conoscenza
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