Cucina ecologica: come scegliere

Spesso sentiamo parlare o leggiamo di “cucina ecologica”, ma non è facile capire esattamente cosa sia in concreto, e soprattutto quali elementi tecnici e realizzativi implichi il termine “ecologica”. Al giorno d’oggi c’è infatti una parola che sta assumendo un’importanza sempre crescente, in tutti i campi della produzione industriale: “ecologia”. Una parola correlata fortemente con la salute dell’ambiente che ci circonda e quindi anche con la salute di tutti noi, ma che spesso resta poco chiara nella attuazione pratica.

Come scegliere una cucina ecologica

I prodotti di oggi, di qualunque genere siano, poiché realizzati artificialmente e quindi destinati ad avere un certo impatto ambientale, dovrebbero rispondere a determinati requisiti di ecocompatibilità per assicurare un adeguato rispetto dell’ambiente e per ridurre l’impatto al minimo, sia durante il ciclo produttivo, sia durante la vita del prodotto, sia al termine di quest’ultima.

A maggior ragione i prodotti per la casa dovrebbero possedere alcune caratteristiche connesse con questo ambito, perché si tratta di elementi di grandi dimensioni, che si presume debbano vivere a lungo e che saranno a stretto contatto con le persone che li utilizzeranno.

In particolar modo la cucina è un ambiente in cui i mobili ecocompatibili sono indispensabili, in quanto si tratta intanto di un luogo complesso, e anche della zona della casa dove vengono preparati e spesso consumati i cibi che quindi influiranno direttamente sulla nostra salute.

Ma come scegliere una cucina ecologica? Quali sono gli aspetti da valutare perché essa rientri in tale definizione?

Cucina ecologica: come scegliere

Criteri da valutare per scegliere una cucina ecologica

I criteri da valutare per scegliere una cucina ecologica sono diversi e si tratta di elementi non sempre facili da individuare:

  • consumo di materie prime e di energia impiegate per la produzione
    dovrebbero essere ridotto al minimo
  • riciclabilità dei materiali
    dovrebbe avere una percentuale alta, perché possano essere riutilizzati una volta che la vita della cucina è giunta al termine
  • lunga durata tecnica ed estetica della cucina
    garantirebbe un ricambio minimo
  • utilizzo di legni provenienti da foreste certificate e non primarie
  • utilizzo di vernici non tossiche
  • minima emissione di formaldeide
    secondo le più severe norme internazionali
  • utilizzo di legni non provenienti da luoghi radioattivi
  • elettrodomestici a basso consumo energetico
    quindi in classe A o superiori, che siano attenti anche al consumo di gas e acqua

Riciclabilità dei materiali della cucina e consumo di materie prime

I materiali impiegati per la produzione di una cucina dovrebbero avere un’alta percentuale di riciclabilità, in modo da permettere il riutilizzo degli stessi, con un impiego di energia minimo, per la realizzazione di altri prodotti ed evitare così scarti dannosi per l’ambiente e l’utilizzo di nuove materie prime. Queste ultime infatti sono preziose, poiché non sono illimitate e quindi occorre utilizzarle con parsimonia.

Quando si acquista una cucina, per essere attenti all’aspetto ecologico, è proprio dovere e diritto venire a conoscenza delle caratteristiche dei materiali di cui è composta: l’impiego di materie prime è stato ridotto? Quanta energia è stata utilizzata? I materiali di realizzazione sono riciclabili, e se sì, in quale percentuale?

Lunga durata tecnica ed estetica della cucina

Un altro aspetto che può determinare l’ecocompatibilità di una cucina è quello che riguarda il suo ciclo di vita: più la cucina dura nel tempo e meno impatto ambientale avrà, perché la questione del suo smaltimento è il più possibile rimandata. Ovviamente se la sua percentuale di riciclabilità è alta, anche alla fine della sua vita, la cucina risulterà ecologica, ma se la sua durata è elevata, si tratta davvero di un ottimo prodotto.

Affinchè la cucina possa godere di lunga vita devono essere soddisfatti due criteri:

  • la sua inalterabilità tecnica
  • il suo effetto estetico, il più possibile piacevole

Il primo criterio va a soddisfare tutte le esigenze di tipo pratico: se la cucina infatti non si danneggia, non subisce rigonfiamenti e scollamenti, resiste al calore, all’umidità, all’acqua, agli urti e ai graffi, e se i suoi elettrodomestici non presentano malfunzionamenti, durerà più a lungo prima di essere smaltita e quindi risulterà più ecologica.

Anche l’estetica è importante nella vita di una cucina: se questa infatti stanca l’occhio facilmente e crea effetti che possono non piacere più dopo poco tempo, allora si tratterà di un prodotto che verrà cambiato presumibilmente presto e quindi il problema dello smaltimento si presenterà prima, decretandone una misera ecocompatibilità.

Provenienza del legname

Quando si scelgono cucine che impiegano largamente materie come il legno, è importante sapere da dove quest’ultimo proviene e controllare eventualmente la certificazione relativa di cui fornito.

Il legno proveniente infatti da foreste primarie causa gravi danni all’ambiente: le foreste primarie infatti hanno impiegato milioni di anni per creare biodiversità animale e vegetale e sono importantissime per il microclima e il ciclo delle piogge: distruggere gli alberi di queste foreste significa accelerare l’effetto serra ed eliminare una parte vitale per il mondo, che non può essere ricostruita.

Inoltre, il legno non deve provenire nemmeno da foreste poste in luoghi radioattivi, poiché le piante assorbono la radioattività e la trasportano poi nelle nostre case. E’ quindi importante conoscere la provenienza geografica del legno utilizzato per la produzione e sapere che le foreste di origine sono certificate, cioè create appositamente per lo scopo.

Emissioni tossiche ridotte

Per una cucina ecologica e rispettosa non solo della salute dell’ambiente, ma anche della salute delle persone che la utilizzeranno, è bene sapere quali siano le emissioni da essa provocate. Sono infatti diversi gli elementi di una cucina che possono emettere sostanze potenzialmente tossiche e quindi dannose, come le vernici sintetiche o le colle utilizzate per l’assemblaggio.

Per questo è bene scegliere colorazioni ottenute con vernici all’acqua e non con vernici sintetiche, e scegliere prodotti le cui colle emettano nel tempo tassi di formaldeide molto bassi, che rispettino i livelli imposti dalla comunità internazionale. Lo standard migliore è quello identificato con il codice F****, che indica un livello di bassa emissione di formaldeide ideato dai giapponesi e considerato il più basso al mondo.



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