Come comunicano i gatti

I gatti sono animali nobili e fieri, ma non è affatto vero che non comunichino in nessun modo con il proprio padrone o con l’ambiente circostante. Attraverso il loro sguardo, i loro gesti e i comportamenti che mettono in atto possiamo capire molto su questi animali affascinanti e misteriosi. Ecco allora tutto quello che dobbiamo sapere per comprendere al meglio il nostro amico a quattro zampe.

Come comunicano i gatti

Come i gatti comunicano con noi

I gatti sono animali di straordinaria bellezza e si racconta che nell’antico Egitto erano addirittura adorati e venerati al pari di una divinità. E per noi non è difficile comprendere come sia possibile; i gatti sono fieri, a volte altezzosi e del tutto indipendenti e forse è anche per questo che suscitano un grande fascino e interesse sugli umani. Per quanto possiamo accogliere un gatto dentro casa, accudirlo e amarlo, questo animale non sarà mai del tutto nostro, conserverà sempre quell’aspetto selvaggio che caratterizza tutti i felini e, soprattutto, non ci ubbidirà come potrebbe fare un cane.

Questo però non significa che i gatti non “parlino”, non esprimano le proprie emozioni e non siano desiderosi di comunicarle anche al mondo degli umani. Basta semplicemente imparare a codificare il loro alfabeto e conoscere il linguaggio del loro miagolio e dei loro gesti quotidiani. I gatti comunicano con noi tutti i giorni attraverso miagolii, movimenti della coda e comportamenti. Conoscere il comportamento di un gatto è indispensabile, per capire a fondo come si relaziona a casa, e con tutti i componenti della famiglia, ma anche con il mondo esterno.

La relazione uomo-animale è, infatti, importantissima se vogliamo capire che tipo di carattere ha il nostro animale domestico e che cosa vuole comunicarci nella vita di tutti i giorni. Cosa comunica il gatto e come lo comunica? Queste sono le domande che dobbiamo porci per comprendere a pieno il nostro amico felino.

A differenza del cane, poi, il gatto è un animale molto indipendente e non ha certo bisogno di riconoscersi in un contesto di appartenenza. I gatti possono tranquillamente vivere da soli o vivere in branco solo ed esclusivamente se il gruppo condivide interessi che riguardano, per esempio, la ricerca del cibo.

Un animale discreto e molto riservato, insomma, che tiene molto alla sua indipendenza e non accetta alcun genere di sudditanza. Se vogliamo comunicare con lui dobbiamo imparare a comprendere il modo in cui comunica, per stimolarlo al meglio e creare un legame affettivo e di fiducia duraturo nel tempo. 

Se il rapporto tra un cane e l’uomo si basa sulla fedeltà incondizionata che nasce spontaneamente, con il gatto il discorso si complica e il rapporto che si viene a creare si basa sul fatto che il gatto, di per sé, non ha una natura molto sociale. Il DNA del gatto è strutturato in modo tale da lasciarlo sopravvivere anche se privo di qualsiasi riferimento di natura sociale e conquistare la sua fiducia è un’impresa molto ambiziosa, che richiede pazienza e anche un po’ di fatica.

I sei sensi del gatto

Il gatto ha cinque sensi…più uno, proprio così! Una sorta di sesto senso che lo rende abile e sicuro nell’orientamento, come vedremo. La vista del gatto è molto spiccata e i gatti sanno perfettamente riconoscere qualsiasi bagliore nel buio. Anche l’olfatto è molto sviluppato; il gatto annusa tutto e per bene ed è in grado di riconoscere qualsiasi odore, soprattutto se strettamente correlato a quelli che sono i suoi affetti, come l’odore sui vestiti del proprio padrone.

Il gusto, inulte dirlo, è molto importante per il gatto e basta pensare a quanto i gatti siano schizzinosi in fatto di cibo per capire quanto per loro il gusto sia importante. Con l’udito, invece, il gatto riesce a isolare qualsiasi genere di rumore e il suo udito è talmente sensibile che riesce a sfiorare la gamma degli ultrasuoni. Per quel che riguarda il tatto, invece, le zampette del gatto sono dotate di morbidi cuscinetti che servono per captare qualsiasi genere di vibrazione e per riconoscere qualsiasi tipo di oggetto semplicemente sfiorandolo.

E dulcis in fundo, ecco qual è il sesto senso del gatto: le vibrisse! Sono chiamate baffi, ma questo non è esattamente il termine più appropriato e servono al gatto per orientarsi quanto lo spazio circostante è completamente buio e per aggirare un ostacolo quando se ne trova uno. Le vibrisse per il gatto sono molto importanti e non devono mai, per nessuna ragione, essere danneggiate.

Ma vediamo adesso quella che è la parte più strettamente comunicativa del gatto. Come comunica un gatto? E quando lo fa che cosa vuole dirci? Ecco allora quali sono tutti gli aspetti da tenere in considerazione per comprendere a pieno il proprio amico felino.

Il miagolio del gatto

La loro voce è il miagolio, che cambia a seconda di quello che il gatto vuole comunicarci. I gatti adulti non miagolano per comunicare tra loro, solo i cuccioli lo fanno, e quindi la prima cosa che dobbiamo sapere su questi animali è che quando miagolano lo fanno solo per noi umani. In sostanza i gatti vocalizzano e questo è quanto di più vicino ci può essere con l’essere umano, che utilizza la voce per comunicare nella vita di tutti i giorni.

Il gatto, però, non miagola sempre nello stesso modo, ma diversifica i suoi suoni in base a quello che vuole effettivamente comunicare. La sua voce è sempre diversa, con durata e intensità che varia in base alle situazioni. Facciamo subito un esempio pratico. Se un gatto miagola in modo acuto e, contemporaneamente, si muove intorno al padrone con la coda rivolta verso l’alto, significa che lo sta salutando e che è felice di vederlo.

Se invece il gatto vorrà comunicarci che ha fame produrrà un suono molto simile al lamento, mentre se il micio urla e soffia vuole farci sapere che gradisce essere lasciato in pace. Vediamo allora quali sono i toni di miagolio più utilizzati dai gatti e a che cosa corrispondono nel loro particolare linguaggio:

  • Miagolio: equivale a un saluto amichevole oppure a un’espressione di gioia
  • Miagolio prolungato: richiesta, modo per attirare l’attenzione. In genere i gatti mettono in atto questa tecnica quando cercano del cibo o, nel caso di gatti più coccoloni, quando sono alla ricerca di calore umano.
  • Urlo: è un suono aggressivo che il gatto comunica per tenerci lontani. In questi casi, mai avvicinarsi al gatto o cercare di prenderlo in braccio: ci sta comunicando che è molto arrabbiato e che non vuole essere avvicinato per nessun motivo.
  • Grido: è il classico suono emesso in fase di accoppiamento secondo le leggi della natura
  • Soffio: è un gesto difensivo. In genere il gatto soffia quando è infastidito o quando è in procinto di attaccare. Soffiando il gatto ci avverte: o la smetti o ti graffio e ti morsico.
  • Cinguettio: eccitazione in vista della caccia
  • Fusa: piacere, rilassamento, momento di distensione

Questi sono i suoni maggiormente emessi dal gatto che vuole comunicarci qualcosa, ma non esiste solo la voce. Anche i comportamenti, infatti, sono il modo con cui il gatto vuole comunicarci qualcosa in riferimento all’atteggiamento che sta adottando in quel momento.

Marca il territorio

Per i gatti marcare il territorio significa scegliere una porzione di spazio da difendere a tutti i costi. Il gatto maschio segna il suo territorio con l’urina, mentre la femmina no, ma anche le gatte trovano il modo di marcare il territorio per comunicare che una porzione della casa, o anche solo un angolo, è di sua esclusiva proprietà.

Il linguaggio del corpo

Oltre al miagolio, anche la posizione delle orecchie e della coda racconta molto dello stato d’animo del gatto in quel preciso momento. Orecchie e coda dritta sono sinonimo di felicità, mentre orecchie basse e pelo ritto significano che il gatto è arrabbiato o nervoso.

Se il gatto, invece, si struscia sulle vostre gambe, un gesto che faceva con la mamma quando era cucciolo, significa che vi sta chiedendo qualcosa, come del cibo o qualche coccola. In questi casi la coda è rivolta all’insù e il gatto è felice: cerca solo un modo per ottenere quello che desidera.

Farsi le unghie dentro casa

A volte può succedere che il gatto, nonostante abbia a disposizione tira graffi e giochi di ogni sorta, decida di farsi le unghie proprio sul divano o sul letto. I casi in questo caso sono due; o le unghie del micio sono talmente lunghe da creargli non pochi problemi o il vostro gatto vi sta facendo un dispetto a tutti gli effetti.

Sporcare fuori dalla lettiera 

Anche questo è un gesto molto forte, considerato che i gatti sono molto attenti alla pulizia e prediligono gli ambienti per lavati e profumati. Se il gatto fa i bisogni fuori dalla lettiera probabilmente vi sta comunicando che la sabbia non è di suo gradimento. Altre volte, soprattutto in caso di trasloco, può darsi che ci voglia del tempo per abituarsi. In ogni caso, soprattutto se il gatto è anziano, non esitate a informare il veterinario, perché tutto potrebbe dipendere da un problema di salute.



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