Peperoncino piccante

Usato in cucina per insaporire una vastità di piatti diversi tra loro insieme anche ad altre spezie, il peperoncino piccante non serve solamente a dare un sapore più forte e deciso alle pietanze, ma possiede anche ottime proprietà benefiche per l’organismo. Vediamo di conoscere più da vicino questo alimento entrato presto a far parte anche della superstizione popolare.

Questo articolo vi permette di conoscere le principali qualità, le diverse zone di produzione e le sorprendenti qualità benefiche per la salute di questo piccolo “diavoletto” tanto tanto forte!

Peperoncino piccante: storia e caratteristiche

Nonostante le sue qualità si siano scoperte solo col tempo, il peperoncino piccante in realtà ha origini antiche: nella biografia di Montezuma, della dinastia degli Aztechi, per esempio, è descritto proprio come quest’ultimo si nutrisse quasi esclusivamente di pietanze a base di peperoncino durante la sua prigionia.

L’arrivo in Europa si deve a Cristoforo Colombo, che fu il primo a importarlo dalle Americhe insieme a tante altre spezie. L’importazione del cornetto rosso in Europa dopo Colombo, in seguito, fu ripresa dagli stessi spagnoli che iniziarono a introdurlo e a usarlo maggiormente in ambito culinario.

Dapprima proprio in virtù del fatto che il peperoncino fosse una spezia importata dalle Americhe, si credeva di poterne vendere i semi a prezzi anche molto elevati; solo in seguito ci si rese conto che si trattava in realtà di una pianta coltivabile facilmente su tutti i tipi di terreno perché si adattava altrettanto velocemente al clima in cui veniva piantata. A differenza di molte altre spezie, il peperoncino piccante è entrato da subito a far parte delle normali piante casalinghe, inducendo le padrone di casa alla coltivazione “fai da te”.

Peperoncino piccante

Il nome scientifico del peperoncino deriva dal latino Capsicum che, secondo alcun,i proverrebbe da capsa che significa scatola: infatti, la sua forma a bacca ricorda proprio quella di una scatola. Secondo altri, invece, il nome deriverebbe invece dal greco kapto che significa mordere: in questo caso, ci si riferirebbe proprio al gusto molto piccante tanto da mordere la lingua quando lo si mangia.

Il peperoncino è una delle poche spezie che non è nemmeno conosciuta con un unico nome in tutti i paesi del mondo: per esempio, gli americani e i popoli latino-americani lo conoscono sotto il nome di chili mentre, in Europa, gli spagnoli e i portoghesi lo chiamano aji o ancho.

Peperoncino: tutte le varietà e proprietà

In realtà non tutti sanno che non esiste un unico tipo di peperoncino; in natura, infatti, ci sono tante specie di cui le più usate a livello domestico sono principalmente cinque:

  • la Capsicum Annuum, che è appunto la qualità più diffusa e viene coltivata ovunque e comprende anche i peperoni dolci, il peperoncino comune, il peperoncino di Cayenna e il jalapeno messicano;
  • c’è anche la Capsicum Baccatum che include nella sua famiglia anche il cosiddetto “cappello del vescovo” e la qualità aji;
  • la Capsicum Chinense che nulla ha a che vedere con la Cina dato che è una qualità originaria dell’Amazzonia e include l’habanero, ovvero uno dei peperoncini piccanti più forti del mondo, il dorset naga, che quanto a piccantezza è secondo all’habanero, lo scotch bonnet e il fatalii;
  • la qualità Frutescens include, invece, anche il tabasco
  • mentre la Pubescens, racchiude nella sua famiglia anche il tipo sudamericano denominato rocoto e il manzano messicano.

Un’eccezione alle cinque specie è rappresentata dai peperoncini viola, tra cui spicca la qualità “purple tiger”: questo tipo appartiene alla stessa famiglia del piccante, ma probabilmente rappresenta una specie minore di tipo ibrido.

In Italia, il peperoncino piccante è molto usato soprattutto in alcune regioni che ne hanno fatto la base per alcuni piatti regionali: in Calabria, per esempio, si prepara la nduja con la sardella, in Basilicata viene usato invece il peperone di Senise conosciuto anche con nome dialettale di Zafaran, mentre in Piemonte, la specialità più diffusa è il peperone dolce nella sua variante regionale dei peperoni di Carmagnola e viene usato per condire diversi tipi di antipasti.

Come coltivare il peperoncino

Come già detto, una volta importato in territorio europeo, il peperoncino è diventato molto presto una spezia di uso domestico perché era possibile tenerla sia in un vaso fuori la finestra o su un terrazzo o coltivarla nel proprio orticello. Tutt’oggi non sono poche le persone che preferiscono coltivare la propria pianticella, proprio perché è veloce e semplice da curare e perché si adatta a ogni tipo di clima e di terreno. In realtà, ciò che bisogna ricordarsi per averne cura è che si tratta di una pianta che proviene dalle Americhe, quindi ama il clima caldo.

Ciò inoltre significa che bisogna controllare spesso che il terriccio sia umido e annaffiarlo costantemente, prestando attenzione che non rimangano dei ristagni nel vaso della pianta o nel terreno. Se lo avete piantato in un orticello, dovreste sapere che la semina si effettua in genere tra gennaio e marzo, così da poterne raccogliere i frutti in estate e autunno.

Se desiderate ottenere un peperoncino più piccante, un trucco c’è: qualche tempo prima della raccolta delle bacche, dovreste ridurre o smettere del tutto l’irrigazione del terreno. In questo modo, otterrete un peperoncino più piccante. Le bacche inoltre possono essere usate fresche, ma non è raro che possano piacere anche essiccate oppure cotte arrosto e messe sott’olio.

Perché il peperoncino è piccante?

Vi siete mai domandati perché proprio il peperoncino sia piccante? Ebbene per rispondere a questa curiosità, bisogna sapere che sono proprio i capsaicinoidi e la capsaicina, ovvero le sostanze responsabili del sapore piccante del peperoncino, che entrando a contatto con la lingua provocano la tipica sensazione di bruciore.

In realtà, si tratta effettivamente solo di una sensazione creata dalla stessa sostanza non appena viene a contatto con alcuni termo-recettori della bocca: questi, infatti, segnalano al cervello l’aumento della temperatura causato dal bruciore come fosse reale. Fortunatamente la sensazione di bruciore dura solo qualche istante e viene sempre seguita da un generale benessere dovuto alla stessa capsaicina, che provoca la produzione di endorfine.

Contro il bruciore, bere acqua non serve perché i capsaicinoidi non sono solubili in acqua, quindi si finisce con l’acuire la sensazione piccante, ecco perché è molto più indicato bere del latte o anche un alcolico, oppure ingerire un pezzo di pane.

Qualità benefiche del piccante al servizio della salute

Il peperoncino è noto ormai anche per le sue qualità benefiche per l’organismo umano, tanto che oggi anche i nutrizionisti lo raccomandano per il condimento degli alimenti al posto del sale. Il peperoncino, infatti, favorisce la secrezione dei succhi gastrici avviando una buona digestione, possiede ottime qualità vasodilatatorie e anticolesterolo, permette l’ossigenazione del sangue e favorisce l’elasticità dei capillari.

Possiede anche molta vitamina C che è utile per rafforzare le difese immunitarie contro il cancro, ha proprietà decongestionanti e antinfiammatorie, per cui è adatto in casi di laringiti, raucedini e tosse e sono note anche le sue qualità afrodisiache, per questo viene usato per preparare succulente pietanze per il partner. Se preparato insieme ad altre essenze, l’infuso a base di peperoncino può alleviare i postumi di una sbornia, o favorire la digestione alla fine di un lauto pasto, o ancora può essere usato come impacco da porre su artriti e reumatismi per alleviarne i dolori.

Nella medicina ayurvedica e in quella cinese è indicato come stimolante per lo spirito e per il sangue, per questo tali particolari medicine lo prescrivono da usare in tutte quelle persone che manifestano sintomi di depressione e di inappetenza.

Anche per il peperoncino, però, esistono delle piccole controindicazioni: meglio evitarlo nei casi di acidità di stomaco, di ulcera, emorroidi, cistiti o epatite, per cui un uso troppo frequente può irritare le mucose di stomaco, reni e intestino, e soprattutto non usarlo per i bambini. Se assunta in eccesso, la capsaicina può provocare dolori e infiammazioni e causare vesciche da ustione, non per niente è uno degli ingredienti principali usati nello spray antiaggressione.

Peperoncino e bellezza

Recentemente l’uso del peperoncino non si è limitato ai fornelli, ma ha invaso anche il campo cosmetico: non è raro, infatti, che in molti centri estetici si mettano in pratica trattamenti di bellezza a base di peperoncino. Nello specifico, si usano maschere a base di peperoncino e argilla per combattere le impurità e gli inestetismi della pelle del viso e del corpo: l’azione mirata di questi trattamenti può essere coadiuvata anche dai massaggi a base di olio e peperoncino, che sono ottimi per ridonare vitalità alla pelle secca e opaca.

I fanghi di argilla e peperoncino, invece, sono l’ideale per combattere i depositi adiposi su pancia e fianchi e l’odiosa cellulite, mentre le lozioni a base di alcol e peperoncino sono indicate se frizionate su capelli opachi o secchi, che ritroveranno in poco tempo l’antica lucentezza e splendore.

Peperoncino e salute: il parere degli esperti

Molti medici affermano di essere contrari all’uso frequente del peperoncino in cucina, soprattutto ritengono che chi soffre di infiammazioni delle mucose, di ulcera o di prostata debba prestare particolare attenzione a non esagerare nel condire i propri piatti. Alcune ricerche, però, hanno dimostrato come il peperoncino sia un vero e proprio antibiotico naturale: esso, infatti, riesce ad agire sull’organismo depurandolo da batteri e germi e, grazie alla sua qualità carminativa, permette di contrastare quei fastidiosi gonfiori addominali che affliggono la maggior parte delle persone.

Il peperoncino, inoltre, evita l’accumulo di gas nell’intestino e possiede proprietà antiossidanti tanto da essere raccomandato sia per combattere l’invecchiamento cellulare che per stimolare la circolazione sanguigna dato che favorisce l’aumento dell’afflusso di sangue ai genitali. Altri studi hanno confermato la tesi di alcuni medici secondo i quali il peperoncino sia poco raccomandabile per quei pazienti che soffrono di prostata: sembra proprio che un uso frequente di peperoncino riesca a stimolare le fibre nervose dolorifiche della zona, tanto che il soggetto può accusare la contrazione dell’area interessata e complicazioni del flusso urinario.

Queste difficoltà porterebbero a una facile formazione di disturbi urinari e di dolori, infiammazioni che alla lunga possono generare prostatiti croniche o sviluppare tumori maligni. Per questo motivo, diminuire in cucina l’uso del peperoncino e di altre sostanze nocive per la prostata, può essere utile per prevenirne potenziali disturbi. Lo stesso vale per chi soffre di cistiti, uretriti, o emorroidi. Ovviamente le ricerche mediche non vogliono precludere l’uso del peperoncino a priori, ma pretendono solo di mettere in guardia i soggetti che già accusano specifici disturbi da un consumo troppo frequente.

Approfondire il peperoncino piccante

  • Guida al peperoncino piccante
    Il nostro canale tematico interamente dedicato al peperoncino piccante, alle sue caratteristiche alimentari, alle sue varietà e cultivar, ai benefici per la salute e alle controindicazioni, ai produttori e alle ricette.
  • Accademia del peperoncino
    Sito di un gruppo di appassionati che ha dato origine ad un’accademia del peperoncino dove si possono trovare informazioni su arte, cultura, gastronomia, coltivazione, medicina e tradizione, legate a questa celebre pianta.


17 Commenti

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