Nutella e salute

Chi non conosce la Nutella? Fiore all’occhiello del made in Italy che, da decenni, riscuote un successo sempre crescente, la Nutella è uno di quei pochi prodotti ad essere universalmente amati ed apprezzati. Piace a tutti: grandi e piccini, uomini e donne, buongustai e persone di poche pretese culinarie, italiani e stranieri. Come ben si sa, purtroppo, si tratta di un alimento ben lontano da un’idea di salubrità, se consumato frequentemente ed in quantità non moderate: troppi grassi e troppi zuccheri. Ecco un’inchiesta, fra luci ed ombre, sulla crema spalmabile forse più famosa del mondo.

nutella

Nutella: buona e gustosa, ma la salute?

Più che un prodotto, la Nutella è una vera e propria istituzione nazionale. Se l’Italia è un Paese ricchissimo di prodotti tipici tradizionali come salumi, prosciutti, formaggi e vini, anche dal punto di vista delle ‘creazioni’ alimentari a livello industriale ci collochiamo in una posizione di tutto rispetto nel panorama mondiale. E questo anche grazie alla Nutella, crema spalmabile a base di nocciole e cacao che ormai da decenni è diventata un ospite più o meno fisso in tutte le dispense d’Italia. E non solo.

È praticamente impossibile trovare qualcuno a cui non piaccia la Nutella, e probabilmente non sono molti i cibi che raccolgono un successo tanto trasversale, con un apprezzamento che mette d’accordo le più diverse fasce d’età e di consumatori. È anche per questo che sul mercato esistono moltissimi altri prodotti simili che, pur avvicinandosi alla Nutella per aspetto, consistenza e sapore, possono solo essere considerati dei timidi surrogati dell’originale.

La Nutella si consuma, classicamente, spalmata sul pane; può essere tuttavia utilizzata per preparare moltissime ricette dolci. Ottima è ad esempio la crostata con la Nutella, oppure una golosa versione di tiramisù che prevede alcuni strati dell’ottima crema spalmabile. Per non parlare di biscotti, budini, mousse, muffin, pasticcini ripieni o le immortali crêpes. In quest’ultimo caso l’Italia si prende una bella rivincita nei confronti dei “cugini” francesi, che non possedendo una degna versione di Nutella d’oltralpe, utilizzano proprio il prodotto made in Italy per farcire le popolari frittatine.

Storia della Nutella

Ma dove nasce la Nutella, e perché è diventata tanto popolare? Correva l’anno 1964 quando, presso lo stabilimento Ferrero di Alba (in provincia di Cuneo), venne prodotto il primo vasetto di Nutella della storia. Il giorno si ricorda ancora con orgoglio: era il 20 di aprile, e in questa data si coronava il sogno del fondatore della ditta, Pietro Ferrero: un prodotto da consumare a colazione, economico ma nutriente, a base di nocciole e cacao. Ma la storia era iniziata almeno una ventina d’anni prima: traendo ispirazione dal Giandujot, un dolce povero tradizionale a base di cacao e nocciole, Ferrero partì proprio dall’idea di mettere in commercio un’alternativa alla magra colazione contadina, spesso rappresentata solo da un tozzo di pane o poco più. Il tutto partendo da un legame fortissimo col territorio piemontese, proprio per via del suo ingrediente più caratteristico: le nocciole. Chi non conosce infatti il gianduia, popolare cioccolato piemontese con nocciole?

L’idea di Ferrero venne dapprima commercializzata, nell’immediato dopoguerra, come Pasta Giandujot (un blocco di pasta di cioccolato e nocciole, da tagliare in pezzi), per poi divenire SuperCrema (una sorta di pasta cremosa, commercializzata in grandi barattoli) nel 1951. Il nome “Nutella” arrivò diversi anni dopo, solo nel 1963, quando Ferrero mise a punto la ricetta più o meno definitiva di questa crema spalmabile.

La denominazione commerciale “Nutella” si deve al figlio di Pietro Ferrero, Michele, e fu all’epoca un tocco che aveva del geniale: infatti il termine deriva dall’inglese “nut” (che significa nocciola) arricchito con il suffisso “ella”, che non significa nulla, ma “suona bene”. Grazie a questa intuizione, la crema spalmabile fu in grado di proiettarsi anche nei mercati esteri senza perdere la sua italianità, ma accattivando i consumatori di altri Paesi proprio per via di questo nome, che racchiude in sé già una sommaria descrizione del prodotto. Nome e marchio Nutella® vennero registrati dunque nel lontano 1963, e ad oggi rimangono immutati.

Così come il popolare slogan: “Che mondo sarebbe senza nutella?”.

Curiosità

La Nutella è entrata nell’immaginario collettivo, divenendo un prodotto universalmente conosciuto da tutti. Non deve stupire, quindi, che numerose siano le pubblicazioni riguardanti la popolarissima crema spalmabile (vedi la sezione dedicata alle “Letture consigliate” in fondo all’articolo), e nemmeno le sue apparizioni in film e canzoni di ogni epoca.

Ad esempio, la Nutella è protagonista di una scena del film “Bianca”, diretto da Nanni Moretti: il protagonista, interpretato dallo stesso Moretti, recita accanto ad un barattolo di Nutella di dimensioni enormi: circa un metro di altezza, prodotto apposta per questa opera cinematografica. E che dire del popolare gruppo Negrita, che nella sua canzone “Sex” del 1997 cantava “…provare le ricette, collaudare la cucina, usare la Nutella, usare la farina…” oppure di Ivan Graziani e Renato Zero che, nel 1996, cantavano insieme un brano dal titolo “Lanutella [sic] di tua sorella”?. Ma probabilmente fu il grande Giorgio Gaber a regalarci una citazione davvero indimenticabile, nella sua canzone “Destra-Sinistra”, che così recita: “Se la cioccolata svizzera è di destra, la Nutella è ancora di sinistra…”.

Leggere l’etichetta e scoprire gli ingredienti

La Nutella è presente in commercio in diversi formati; i più comuni sono:

  • vaschette da 90 grammi (30 g x 3 pezzi);
  • bicchiere da 200 grammi;
  • vasetto da 400 grammi;
  • vasetto 750 grammi.

Esistono anche confezioni di maggiori dimensioni, ad esempio i barattoli da 5 kg, ma si tratta di formati per il catering o prodotti solo per determinati periodi dell’anno (come, ad esempio, il periodo natalizio). Ed ecco gli ingredienti riportati sull’etichetta della Nutella.

Ingredienti:

Zucchero, olio vegetale, nocciole (13%), cacao magro, latte scremato in polvere (5%), siero di latte in polvere, emulsionante (lecitina di soia), aromi”.

Il fatto che lo zucchero sia il primo ingrediente non deve sorprendere, poiché si tratta di un prodotto dell’industria dolciaria; ma ciò che dovrebbe far rizzare le orecchie è il suo accostamento col secondo ingrediente in ordine di importanza: l’olio vegetale. Solo questo basta per farci capire che ci troviamo davanti ad un prodotto costituito quasi esclusivamente da zuccheri e grassi, proprio le categorie di macronutrienti che i nutrizionisti raccomandano di consumare con moderazione nell’alimentazione quotidiana. E che dire dello stesso termine “olio vegetale”, non meglio specificato? Spesso questa dicitura nasconde l’utilizzo di oli idrogenati di palma o di cocco, estremamente dannosi per la salute poiché difficili da digerire ed in grado di innalzare i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) nel sangue. E poco importa che venga utilizzato cacaomagro e latte “scremato”: i grassi contenuti nella Nutella sono decisamente troppi.

Ma diamo uno sguardo alla tabella nutrizionale del prodotto:

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI
Per 100 gPer porzione (15 g)% GDA*
Valore energeticokcal (kJ)530 (2215)80 (1055)4
Proteineg6.412
Carboidratig56.48.53
  • di cui zuccheri
g55.28.39
Grassig31.04.77
  • Saturi
g10.31.58
Fibre alimentarig3.50.52
Sodiog0.0330.0050
Fosforomg172
Magnesiomg70
Riboflavinamg0.25
Vitamina B12?g0.26
Vitamina Emg6.6

*GDA = la quantità giornaliera raccomandata per un adulto è basata su una dieta che prevede un apporto medio giornaliero di 2000 kcal.

Dando anche solo un rapido sguardo alla tabella nutrizionale, balza subito all’occhio il contenuto di carboidrati, quasi per intero riconducibili agli zuccheri, che rappresentano oltre il 55% del prodotto. Per non parlare dei grassi, presenti nella misura di 31 grammi ogni 100 g di Nutella; di essi, circa un terzo è rappresentato dai ‘famigerati’ grassi saturi, che come abbiamo detto non sono esattamente salutari. Nella Nutella sono contenute poche proteine, circa 6 grammi su 100, ed il contenuto di fibre è trascurabile (3.5 g/100 g). Fra le vitamine, sono presenti riboflavina, vitamina B12 e vitamina E mentre, per via della presenza di derivati del latte (latte scremato in polvere, siero di latte in polvere) fra gli ingredienti, in questa crema spalmabile sono contenute anche buone quantità di fosforo e magnesio. Lungi da chiunque, naturalmente, il considerare la Nutella “ottima” per la crescita: si tratta di una vera e propria bomba calorica, uno di quegli alimenti da consumare davvero con moderazione.

E poco importa che nella tabella nutrizionale sia riportata come “porzione” la quantità improbabile di 15 grammi: chi, infatti, mangia solo un cucchiaino di Nutella alla volta? I produttori entrano in contraddizione sul loro stesso sito, quando suggeriscono l’utilizzo di Nutella per una colazione a detta loro “completa e nutriente”. Le quantità riportate sono, infatti, di 30 grammi di Nutella: non una, ma due porzioni: di seguito approfondiremo questo aspetto.

In calce alla tabella nutrizionale troviamo anche una scritta che così recita:

Il fabbisogno nutrizionale di un individuo può essere maggiore o minore, a seconda del sesso, età, attività fisica ed altri fattori”.

Il fabbisogno di 2000 kcal al quale si riferisce la tabella, è bene ricordarlo, non vale per tutti. Grossomodo, corrisponde al dispendio energetico di una donna di corporatura media, ma per i bambini? A seconda dell’età, della costituzione e del grado di attività fisica il fabbisogno energetico giornaliero cambia: non si può dunque pensare che un bambino di sei o otto anni, magari sedentario, bruci 2000 kcal al giorno. Le sue necessità saranno molto inferiori, dunque la “porzione” di Nutella (che abbiamo visto essere comunque altamente sottostimata) di 15 grammi non rappresenterà più il 4% del fabbisogno giornaliero, ma magari il 10% (o oltre).

E se le porzioni sono più d’una? È facile capire come si possa sbagliare totalmente l’alimentazione, soprattutto quella dei più piccoli, se non si valutano con occhio critico e distaccato le informazioni contenute in etichetta.

Attenzione alla pubblicità

Purtroppo la pubblicità sui media tende ad inculcare il concetto di “salute” associandolo al nome Nutella, e non sempre si tratta di un comportamento corretto. Perché, se la maggior parte di noi è in grado di comprendere quali sono i rischi dovuti al consumo frequente di questo alimento, in altre persone la pubblicità ingannevole vale più del buonsenso.

Sul sito www.nutella.it sono riportati ad esempio dei suggerimenti per una colazione, come recita il claim, “completa e nutriente (oltre che buonissima!)”. Mentre siamo tutti più o meno d’accordo sul fatto che sia “buonissima”, qualche perplessità la destano gli aggettivi “completa” e “nutriente”. Ecco uno degli esempi di “colazione-tipo” riportati sul sito:

Pane integrale (50 g), Nutella (30 g), yogurt (125 ml) e una banana (100 g).”

Secondo il sito, una colazione simile apporta 400 kcal, pari al 20% della GDA. Certo, ma, come dicevamo prima, al 20% di una GDA da 2000 kcal. E chi ha necessità caloriche inferiori? Con una colazione simile si rischia davvero di “mangiare troppo”, con sovrappeso ed obesità in agguato.

Qualche dubbio lo destano anche le modalità di calcolo delle calorie totali di questa colazione-tipo; proviamo a rifarli insieme, basandoci sulle tabelle di composizione degli alimenti riportate dall’Inran (Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e sulla Nutrizione).

  • Pane integrale (224 kcal/hg x 0.50 hg = ) 112 kcal
  • + Nutella (530 kcal/hg x 0.30 hg = ) 159 kcal
  • + yogurt (107 kcal/hg x 1.25 hg = ) 134 kcal
  • + banana (65 kcal/hg x 1.00 hg = ) 65 kcal =

Totale? Altro che 400, questa colazione apporta ben 470 kcal! Lo stesso accade se rifacciamo i calcoli per quest’altra colazione-tipo, che dovrebbe apportare sole 385 kcal (19% RDA):

Pane di grano duro (50 g), Nutella (30 g), caffelatte (150 ml) e una pera (100 g).”

Rivediamo dunque il dettaglio dei calcoli:

  • Pane di grano duro (245 kcal/hg x 0.50 hg = ) 123 kcal
  • + Nutella (530 kcal/hg x 0.30 hg = ) 159 kcal
  • + caffelatte ( 70 kcal/dl x 1.5 dl = ) 105 kcal
  • + pera (35 kcal/dl x 1.00 hg = ) 35 kcal =

Il totale delle calorie riferite a questa colazione è ben 422, e non 385 come riportato dal sito! Ancora peggio con quest’ultimo esempio (ma i calcoli si potrebbero rifare tranquillamente anche su altre “colazioni-tipo”), che prevede:

Pane integrale (50 g), Nutella (30 g), yogurt (125 ml) e una spremuta d’arancia (150 g).”

In quest’ultimo caso la colazione così ipotizzata apporterebbe sole 384 kcal, pari al 19% della GDA. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Facciamo anche in questo caso due conti rapidissimi:

  • Pane integrale (224 kcal/hg x 0.50 hg = ) 112 kcal
  • + Nutella (530 kcal/hg x 0.30 hg = ) 159 kcal
  • + yogurt (107 kcal/hg x 1.25 hg = ) 134 kcal
  • + spremuta d’arancia (33 kcal/dl x 1.50 dl = ) 50 kcal

Il totale? Anziché sole 384 kcal, questa colazione ne apporta ben 455! E si potrebbe certamente scoprire qualche altra imprecisione (per non usare altri termini) negli altri esempi di colazione riportati dal sito.

Non si tratta certamente di un comportamento corretto, e la conclusione è: delle colazioni simili potrebbero essere ottime per un manovale, una sportiva agonista o un adolescente nel pieno dello sviluppo, ma non sono assolutamente adatte per i più piccoli. Ed è eticamente scorretto indicare su un sito di dominio pubblico che colazioni del genere siano considerate la panacea di tutti i disturbi alimentari. Perché è proprio questo che l’azienda produttrice afferma:

Ancor più che gli adulti, la colazione è fondamentale per i bambini: i nostri figli hanno bisogno di tante energie per iniziare bene la giornata e per affrontare gli impegni fisici e mentali dell’intera mattinata. I bambini che fanno colazione regolarmente rischiano meno degli altri di sviluppare problemi di peso, (…)”.

Nessuno mette in dubbio che la colazione sia un pasto fondamentale, forse il più importante della giornata perché deve ripristinare le energie dell’organismo dopo una notte intera di digiuno: secondo gli esperti, essa dovrebbe fornire almeno il 20% delle calorie dell’intera giornata. Ma le colazioni “sponsorizzate” dal sito Nutella vanno ben oltre questa percentuale, soprattutto se consideriamo i fabbisogni energetici dei più piccoli.

Le polemiche dell’Unione Europea

La notizia destò un clamore eccezionale: il Parlamento Europeo, nel mese di giugno del 2010, propose una normativa severissima riguardante i prodotti alimentari “a rischio calorico” commercializzati nel continente. Secondo questa legge, tutti gli alimenti caratterizzati da un elevato tenore di grassi e zuccheri (e la Nutella, come abbiamo visto, entra di diritto in questa categoria) devono riportare obbligatoriamente, in etichetta, il contenuto di grassi (sia acidi grassi trans naturali che artificiali), zuccheri semplici, fibre, sale, proteine, etichettando con “semaforo verde”, “semaforo giallo” e “semaforo rosso” i prodotti in base al loro profilo nutrizionale. Con grande disperazione da parte delle industrie alimentari, sia italiane che europee: grazie alle loro pressioni la legge non venne applicata. Mentre il sistema del “semafori” venne respinto, rimane tuttavia l’obbligo di un’etichettatura trasparente.

Un vero e proprio giro di vite, dunque, volto a combattere l’obesità della popolazione, fornendo informazioni utili ai consumatori. Il problema non si scansa così facilmente, tuttavia, perché le scelte dei consumatori non si basano tanto sull’etichetta, ma sulla pubblicità. E Nutella è una di quelle aziende che ha fatto del marketing il proprio cavallo di battaglia: testimonial famosi come i giocatori della Nazionale Italiana di calcio, confezioni invitanti (vasetti da collezionare, gadget), concorsi a premi e campagne promozionali accattivanti.

Quindi, piuttosto che demonizzare un prodotto, non sarebbe forse il caso di predisporre una seria educazione alimentare rivolta alla popolazione? Perché, ricordiamolo, un veto dell’Unione Europea colpirebbe anche prodotti come salumi, formaggi e il tanto celebrato olio extravergine di oliva, con le sue 900 kcal/100 ml, dovute alla presenza del 100% di grassi.

È dal “fondamentalismo nutrizionista” che, piuttosto, dovremmo difenderci. Anche perché la sperimentazione di un’etichettatura basata sui semafori non ha prodotto alcun miglioramento nelle popolazioni ad esempio della Gran Bretagna, dove era stata avviata con tante speranze.

Consumare Nutella non equivale ad un atto di suicidio, come molte campagne di (dis)informazione vorrebbero farci credere. Generazioni di bambini e ragazzi sono cresciute a pane e Nutella, senza problemi. Vero è che, però, al di là dei luoghi comuni una volta i bambini giocavano all’aria aperta, scorrazzavano in bicicletta e correvano dietro ad un pallone. Ora la situazione è molto peggiorata: i bambini italiani, così come tutti quelli dei Paesi industrializzati, sono caratterizzati da un elevato tasso di sovrappeso ed obesità: fanno poco sport, rimangono in casa a giocare coi videogiochi, hanno accesso praticamente illimitato (sia a casa che a scuola) ad alimenti come dolci, bibite, patatine.

Va da sé che non è quindi la Nutella, e nemmeno altri alimenti ipercalorici, a dover essere additata come la causa di ogni male: piuttosto è il nostro stile di vita che dovrebbe essere seriamente riconsiderato. Perché se è vero che una fetta di pane e Nutella consumata a merenda da un bambino che ha giocato a pallone tutto il pomeriggio lo sostenta, la stessa merenda non ha il medesimo impatto su un ragazzino che è rimasto per ore incollato ad un monitor: gli fornisce solo un extra di energia non richiesto. Che ovviamente si traduce in sovrappeso.

Certo, essere informati su cosa si mangia è imprescindibile, ma probabilmente chi già ora si nutre in maniera non corretta, di certo non si lascerà intimorire da scritte ed indicazioni riportate in etichetta. Per chi, invece, cerca di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, è il buonsenso che deve prevalere: un consumo saltuario di Nutella non è certo da demonizzare. A patto che, ovviamente, se ne consumino quantità moderate, e una tantum. “Mangiare sano”, infatti, non significa vivere una vita di privazioni.

Siti internet da spalmare

Nutella.it
http://www.nutella.it/
Sito ufficiale della Nutella®, contenente informazioni sul prodotto, suggerimenti per il consumo e per un’alimentazione equilibrata, con un blog tematico e una sezione dedicata a curiosità, download e storia del prodotto.

Letture consigliate

  • Nutella. Un mito italiano. Di Gigi Padovani, Editore Rizzoli, 2004. 251 pp.
  • Nutella-nutellae. Liber magno. Di Riccardo Cassini, Editore Comix, 1997. 160 pp.
  • Nutella party. Di Wilma Strabello Bellini e Gina Cristianini Di Fidio. Editore Mondadori, 2000. 80 pp.
  • Il piccolo libro della Nutella. Di Riccardo Cassini. Volume 17 di ‘Biblioteca umoristica Mondadori’, Editore Mondadori, 2000. 128 pp.


3 Commenti

  1. maria
  2. Amelia
  3. LAURA

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