Vitamine
Vitamine, mattoni
della vita
prezioso aiuto del nostro organismo se usate in maniera completa e
intelligente
Secondo una visione un
po’ romantica della nostra esistenza, basterebbero “pane amore e
fantasia” per vivere bene e in buona salute. Peccato che, in realtà,
le cose non stiano proprio così. Al contrario, infatti, ogni giorno
bisogna mangiare una certa varietà di alimenti, sia per assumere i
nutrienti che sono essenziali al nostro mantenimento in vita, sia
per avere a disposizione l’energia necessaria per espletare le
normali attività di ogni giorno.
Se poi ci si aggiunge l’arrivo dell’inverno, e degli immancabili
malanni di stagione, si può essere tentati di aggiungere alla
normale alimentazione qualche piccolo “correttivo” per rendere il
nostro organismo più “forte” e in grado di affrontare qualsiasi
avversità. Via libera, allora, a una dose extra di vitamine, come
vere e proprie “panacee” contro gli indebolimenti e i piccoli
disturbi quotidiani? Anche in questo caso la questione è un po’ più
complessa. Cerchiamo, allora, di fare chiarezza sul variegato mondo
delle vitamine, per sapere come adattare la propria alimentazione in
periodi particolari della vita o quando può essere utile ricorrere a
supplementi o integratori.
Storia della ricerca scientifica sulle vitamine
La loro scoperta è
attribuita al medico polacco Kazimierz Funk che, nel 1911, estrasse
dalla crusca una sostanza in grado di curare il “beri beri”(una
malattia causata dalla carenza di vitamina B1 che provoca la perdita
dei riflessi neurologici). Per la sua positività alle reazioni delle
ammine (composti organici contenenti azoto), questa sostanza venne
denominata ammina della vita, da cui deriva, appunto, il termine
vitamina.
La scoperta nacque dall’osservazione che una dieta a base di soli
carboidrati, lipidi, proteine e sali minerali, non era adeguata a
garantire lo sviluppo e la sopravvivenza degli individui, ma che era
necessario aggiungere anche degli altri fattori di crescita.
Successivamente furono isolati altri composti la cui mancanza
nell’alimentazione era alla base di tutta una serie di patologie.
La cura, si scoprì in seguito, era possibile solo aggiungendo queste
nuove sostanze. Anche queste vennero chiamate vitamine, sebbene non
tutte possedessero le stesse caratteristiche.
Cosa sono le vitamine
Essenzialmente sono dei composti organici fondamentali per l’uomo, tanto da essere incluse di diritto tra quei micronutrienti che devono essere assunti con la dieta quotidianamente poiché, nostro malgrado, non vengono sintetizzati dall’organismo umano. Proprio la loro regolare assunzione tramite gli alimenti, può avere effetti importanti nella prevenzione di numerose malattie: dalle diverse forme di anemia, ai disturbi del sistema nervoso, fino ad alcuni tipi di cancro. Sono un insieme molto eterogeneo di sostanze chimiche, normalmente necessarie in minime quantità per i fabbisogni dell’organismo, nel quale regolano una serie di reazioni metaboliche.
Cosa NON sono le vitamine
Una volta detto quello
che le vitamine “sono”, e cioè costituenti essenziali della nostra
alimentazione, passiamo ora a ricordare quello che invece “non
sono”. Prima di tutto non sono, in nessun caso, dei sostituti di
farmaci, così come non sono una risposta alternativa alle medicine.
Al di là di quello che possono sostenere mamme, nonne o zie di
turno, le vitamine non sono prodotti preventivi di qualsivoglia
malanno: dall’acne alla colite, dall’ulcera al diabete. Allo stesso
modo il loro effetto come “alleviatori” di condizioni esistenziali
sgradevoli, la vecchiaia, il superlavoro, l’adolescenza o lo stress,
è blando.
Ultimo mito da sfatare prima di passare ad altro, riguarda il più
classico dei luoghi comuni: fatevene una ragione, le vitamine non si
trovano solo nella frutta e nella verdura.
Classificazione delle vitamine
Le vitamine presentano strutture chimiche molto diverse tra loro per cui, al momento, la sola classificazione generalmente valida è quella che le differenzia in due grandi gruppi: quello delle vitamine idrosolubili (vitamina C e del gruppo B) e quello delle vitamine liposolubili (vitamine A, E, D, K). Le prime svolgono essenzialmente la funzione di coenzimi, mentre non tutte quelle liposolubili hanno un’attività simile.
Assunzione e fabbisogno delle vitamine
Le vitamine ci
vogliono, e ne dobbiamo ingerire a sufficienza. In linea di massima,
comunque, per le persone che godono di buona salute, o che hanno la
fortuna di vivere nella parte ricca del pianeta, è sufficiente una
dieta ricca e varia. È chiaro che il discorso cambia in caso di
persone che si trovano a vivere condizioni patologiche particolari.
In gravidanza, poi, è richiesta un’integrazione di acido folico,
mentre con l’avanzare dell’età può rendersi necessario un
supplemento di vitamina D contro l’osteoporosi.
Gli integratori, invece, possono essere utili ai bambini
inappetenti, o a chi ha dovuto seguire lunghe terapie antibiotiche.
Principio cardine resta, comunque, un’assunzione costante nel tempo.
Attualmente, però, solo di alcune vitamine sono note, esattamente,
le quantità giornaliere raccomandabili (vitamine: A, D, PP, acido
folico, B1, B2, B6, B12). Per le altre, invece, si tende a far
riferimento a un intervallo definito “di sicurezza”.
Il fabbisogno vitaminico varia a seconda dello stato fisiologico o,
in alcuni casi, patologico dell’individuo: età, sesso, ma anche
gravidanza e allattamento. Le carenze di vitamine e le malattie che
a questa si possono associare (la pellagra, il beri beri, il
rachitismo) sono un problema importante nei paesi sottosviluppati,
sia per la malnutrizione sia per alcuni tabù alimentari. Nei paesi
sviluppati, invece, sussistono problemi di tutt’altra natura dovuti,
più che altro, a supplementi eccessivi o da diete sbilanciate e
carenti in particolari alimenti. Diete ipocaloriche o vegetariane,
ad esempio, possono indurre nell’organismo il decremento di alcune
vitamine essenziali.
L’uso di diete ipercaloriche, invece, può portare a un eccesso solo
di alcune vitamine, spesso le liposolubili, e a una riduzione di
quelle idrosolubili. Da tenere presente, inoltre, che alcuni farmaci
possono avere effetti indesiderati sull’assorbimento. Diversi
procedimenti di cottura o di preparazione, infine, possono portare a
un peggioramento qualitativo di alcune vitamine. Tuttavia, la
concentrazione di una certa vitamina, non scende mai al di sotto del
50%. Nell’organismo umano, le vitamine idrosolubili vengono
eliminate con una certa rapidità attraverso le urine. Proprio per
questo motivo difficilmente si accumulano.
Le vitamine liposolubili, al contrario, vengono immagazzinate con
maggiore facilità, soprattutto nel tessuto adiposo. Un loro
eventuale eccesso, di conseguenza, viene smaltito più lentamente e
con maggiore difficoltà. Ecco spiegato il motivo per cui è
sconsigliato ricorrere a dosaggi vitaminici giornalieri elevati e,
soprattutto, continuati rispetto a quelli considerati ottimali.
L’uso di vitamine in quantità maggiore di dieci volte rispetto ai
fabbisogni consigliati, infatti, può produrre effetti supplementari
che possono anche risultare negativi.
IPOVITAMINOSI e AVITAMINOSI
La carenza di vitamine
non è tutta dello stesso “genere”. Solitamente si parla di
ipovitaminosi quando la vitamina è presente ma in quantità
insufficienti per l’organismo. L’avitaminosi, invece, riguarda quei
casi, anche se molto più rari, in cui la vitamina è totalmente
assente. Da considerare, inoltre, che ogni situazione ha sintomi
specifici e propri a seconda del tipo di vitamina presa in
considerazione, e può causare diversi disturbi o, addirittura,
malattie.
L’ipovitaminosi, ad esempio, può dipendere da un’insufficiente
assunzione di vitamina con gli alimenti, da un aumento del
fabbisogno (come avviene in gravidanza) oppure dalla presenza di
alterazioni intestinali che ne impediscono l’assorbimento (alcune
patologie o l’alcolismo cronico). Solitamente, la somministrazione
di dosi calibrate di vitamina tramite l’alimentazione o specifici
integratori, è sufficiente a eliminare i sintomi.
Cosa succede quando scarseggiano le vitamine
Tutte le vitamine hanno
la caratteristica di agire in piccole quantità, al massimo
nell’ordine di 100 milligrammi al giorno. Tuttavia la carenza di una
vitamina riduce notevolmente la velocità dei processi metabolici
specifici di cui la vitamina stessa entra a far parte. Gli effetti
clinici di una ipovitaminosi protratta nel tempo, che si chiamano
“sindromi da deficienza vitaminica”, possono essere molto gravi.
Milioni di persone nei paesi poveri, ad esempio, rimangono vittima
di malformazioni neonatali, cecità, disabilità, ritardi mentali,
debolezza immunitaria, perfino morte per mancanza di adeguate
quantità di vitamine e sali minerali nella dieta. Paradossalmente,
alle nostre latitudini, l’abitudine a comprare anche cibi che non
sono necessari, ha causato un incremento di sindromi da
ipervitaminosi, cioè da eccesso di vitamine nell’organismo.
Una condizione, questa, rara quanto evitabile visto che, secondo gli
esperti, queste patologie deriverebbero, quasi esclusivamente, da un
eccesso di assunzione di integratori alimentari. In definitiva,
dunque, se si gode di buona salute è sufficiente una dieta sana,
ricca di frutta, verdura e legumi per garantire un adeguato apporto
di vitamine al nostro organismo.
Conoscere le vitamine da vicino
Vitamina A (retinolo)
Vitamina liposolubile, il suo ruolo principale si esplica nel
mantenimento della salute degli occhi e nella conservazione
dell’integrità della pelle e delle mucose. Il retinolo è contenuto
soprattutto negli alimenti animali, nel fegato, nel formaggio, nel
burro, nelle uova e nel latte. Nei vegetali si trovano, invece, i
carotenoidi, soprattutto nella frutta e nella verdura di colore
arancione, giallo e rosso, come il pomodoro, la carota, le
albicocche, l’anguria, i frutti di bosco. La carenza di retinolo
comporta difetti alla vista che possono arrivare, nei casi più
gravi, fino a completa cecità. Ma una carenza di vitamina A può
anche provocare malformazioni fetali, difficoltà nel processo di
sviluppo e crescita, e sensibilità alle infezioni.
Vitamina D (ergosterolo-calciferolo)
E’ un regolatore del metabolismo del calcio e favorisce la corretta
mineralizzazione dello scheletro. La maggior parte della vitamina D
viene sintetizzata dall’organismo, per azione dei raggi del sole, a
partire da derivati del colesterolo presenti nella pelle. La sua
carenza comporta il rischio di rachitismo nei bambini, con
conseguente deformazione delle ossa e arresto della crescita. Negli
adulti, invece, è causa di osteomalacia (intensa forma di
decalcificazione ossea). Un eccesso di vitamina D, al contrario, può
causare calcificazioni diffuse negli organi, contrazioni e spasmi
muscolari, vomito e diarrea. La normale esposizione ai raggi del
sole è sufficiente a coprire il fabbisogno di vitamina D negli
adulti. Va, quindi, assunta solo durante la fase di accrescimento e
durante la gravidanza e l’allattamento.
Vitamine E (tocoferolo)
La vitamina E è un antiossidante che contribuisce al mantenimento
dell’integrità cellulare. Si ossida e degrada facilmente alla luce e
in presenza di calore. E’ contenuta soprattutto in frutti oleosi,
come le olive, il germe di grano e i semi. In funzione della sua
attività di antiossidante è bene introdurne dosi molto elevate.
Denominata anche vitamina della fertilità, poichè la sua carenza
determina disturbi della riproduzione, mantiene l’integrità
funzionale degli organi sessuali e della muscolatura.
Vitamina K
Fonti di vitamina K sono i vegetali, in particolare cavoli e
spinaci. Si trova in dosi massicce anche nel fegato. Svolge un ruolo
importantissimo nel processo di coagulazione del sangue. Una
carenza, che si verifica però raramente in seguito a malattie che
impediscono l’assorbimento intestinale o a prolungati trattamenti
antibiotici, comporta emorragie.
Vitamina B1 (tiamina)
E' molto diffusa tanto negli alimenti vegetali che in quelli
animali, e si trova per lo più nei cereali, nei legumi, nella carne
di maiale e nel lievito di birra. La sua carenza può provocare danni
al nostro sistema nervoso centrale, un indebolimento generale del
fisico e persino alcune patologie molto specifiche come il “beri
beri” (che è diffuso tra quelle popolazioni che mangiano
essenzialmente riso brillato), oppure la cosiddetta “sindrome di
Wernicke” (una grave forma di stato confusionale permanente).
Vitamina B2 (riboflavina)
Presente in grandi quantità nel lievito di birra, nel germe di
grano, nei cereali integrali, nel fegato, nella carne, nel latte e
nelle uova. Raramente è scarsa nell’alimentazione delle popolazioni
dei paesi ricchi, ed è fondamentale per un corretto stato di
nutrizione della nostra pelle e, più in generale, delle mucose.
Previene le fessurazioni agli angoli della bocca, naso ed orecchie,
e la diminuzione della vista. L’uso degli antibiotici può provocarne
carenza.
Vitamina PP (acido nicotinico, niacina)
La carenza di niacina causa la pellagra, una condizione molto
diffusa nelle zone povere anche del nostro paese fino all’inizio del
‘900. Tipici sintomi della pellagra sono dermatiti, macchie e
desquamazioni epidermiche, disturbi intestinali, diarrea, fino ad
arrivare ad alterazioni neurologiche come la demenza. La niacina è
molto diffusa negli alimenti di origine animale, e viene
sintetizzata dall’organismo a partire dall’aminoacido triptofano.
Una dieta a base di proteine, quindi, ne garantisce un apporto
sufficiente.
Vitamina B6 (piridossina)
La carenza di B6 non è molto frequente. In genere causa apatia e
debolezza. In qualche caso provoca una particolare forma di anemia
detta ipocromica, dove i globuli rossi presenti nel sangue sono più
chiari di come dovrebbero essere di solito. E’ diffusissima negli
alimenti: nel pesce, nella carne, nei legumi ed è resistente a molti
trattamenti delle industrie alimentari. Questa vitamina è molto
importante nel metabolismo dei grassi e delle proteine.
Acido “pantotenico” (B5)
Essa è importantissima nella protezione dell'orgaismo contro una
serie di condizioni patologiche. Si tratta di una vitamina molto
diffusa in tutti gli alimenti animali e vegetali, come il fegato, il
tuorlo d’uovo, i legumi e il lievito di birra. E’ nota per essere
indispensabile alla crescita e al considerevole prolungamento della
“giovinezza” in quanto, in qualità di coenzima A, rappresenta
l’inizio della biosintesi degli ormoni steroidei. La carenza
nell’uomo di questa vitamina può provocare cefalea, astenia,
disturbi motori e secchezza della pelle.
Acido folico (B9)
L’acido folico è una vitamina del gruppo B molto importante per
l’organismo, in particolare durante il periodo della gravidanza. Nel
periodo dell’attesa, infatti, il fabbisogno aumenta notevolmente per
tutelare la salute del bimbo. Per questa ragione è consigliata una
sua assimilazione costante e in misura sufficiente per il benessere
di mamma e bebè. L’acido folico è presente nelle frattaglie, nelle
verdure a foglia, nei legumi e nelle uova. La sua presenza è,
invece, scarsa nella frutta e nel latte.
Vitamina B12 (cobalamina)
La B12 ha una forte azione antianemica e favorisce la maggiore
utilizzazione delle proteine da parte dell’organismo. E’
indispensabile per la conservazione dello stato di salute, Il suo
assorbimento è permesso però dalla presenza nello stomaco di una
giusta acidità. La condizione di carenza è molto rara. Di solito,
infatti, si manifesta in quelle persone che seguono una stretta
dieta vegetariana. In questo caso, va prestata attenzione se ci si
trova in stato di gravidanza. La sua insufficienza
nell’alimentazione può avere conseguenze molto pericolose per il
bambino. E’ presente in quasi tutti gli alimenti di origine animale,
anche se in quantità minime. Ne sono ricchi la carne, il fegato, e
alcune specie di pesce. Si trova anche nel latte e nelle uova.
Resiste molto bene alla cottura.
Vitamina H (biotina)
E’ essenziale per la crescita e per la lotta contro la senescenza.
Non subisce alterazioni con la luce e il calore ma viene inattivata
dal bianco d’uovo non cotto. Si trova soprattutto nel fegato, nel
pollo, nel tuorlo, nella frutta secca, in diversi ortaggi e nella
frutta fresca, così come nel latte, nei formaggi e nel pesce. La sua
carenza determina dolori muscolari, stanchezza e desquamazione
cutanea.
Vitamina C (acido ascorbico)
Oltre ad essere uno dei partecipanti di numerose reazioni tipiche
del nostro metabolismo, la vitamina C è anche un potente anti
ossidante che opera nelle reazioni ti tipo allergico e riesce a
potenziare la nostra risposta immunitaria. Questa vitamina
neutralizza, per esempio, i famosi radicali liberi e svolge anche
una funzione protettiva dello stomaco inibendovi la sintesi di
alcune sostanze ritenute cancerogene. La sua carenza provoca invece
una patologia definita “scorbuto”, malattia ben nota e che in
passato era assai comune tra i marinai costretti, dai lunghi periodi
in mare, a mangiare poca frutta e verdura. I primi sintomi di questa
patologia sono l’inappetenza, l’apatia e poi l’anemia. In seguito
possono insorgere anche danni evidenti come il sanguinamento delle
gengive e persino l’improvvisa caduta dei denti. Più frequenti sono
invece la fragilità dei capillari, i dolori ai muscoli e le
emorragie che si manifestano sotto la pelle. La vitamina C è
contenuta in particolare negli alimenti freschi come frutta e
verdura, soprattutto kiwi, agrumi (arance), pomodori e peperoni.
Questo prezioso componente naturale è molto delicato e viene
facilmente deteriorato durante i trattamenti a caldo di
conservazione e cottura. Per assicurare al nostro organismo un
sufficiente apporto di vitamina C è bene consumare molta frutta e
verdura sempre fresche. L’ideale sarebbe addirittura mangiarle crude
o, se proprio necessario, poco cotte.
Link a siti web utili per approfondire l'argomento vitamine
Iaf-store
Ampia e vasta gamma di integratori.
Pronutrition
http://www.pronutrition.it/marketing/vendita-vitamine.html
Vendita di vitamine on line
Supersmart
http://www.supersmart.com/home.pl?lang=it
Vetrina sui prodotti per la salute
Genflor
http://www.genflor.com/medicina/vitamine/le_vitamine.html
Dove si trovano e a
cosa servono le vitamine