Frutta esotica “minore”

Ananas, noce di cocco, banana sono frutti di origine tropicale che, pur arrivando da terre lontane, sono diventate ormai parte integrante delle nostre abitudini di consumo. Lo stesso non si può dire di altre varietà di frutta esotica che sono rimaste decisamente più marginali: carambola, durian, kumquat, rambutan sono nomi che poco si sentono in giro, ma sotto ai quali si nascondono frutti straordinari dai profumi e dai sapori. Ecco una guida sulla cosiddetta frutta esotica “minore”, veri e propri capolavori della natura da scoprire e valorizzare.

Frutta esotica minore

Babaco

Il babaco (Carica pentagona) è una pianta originaria dell’America meridionale appartenente alla famiglia della Caricaceae, che deriva dall’ibridazione naturale di arbusti simili alla papaya. Si tratta di una specie vegetale perenne che produce frutti molto simili, per aspetto e colore, ai peperoni; le dimensioni sono simili a quelle di un melone, ma la sezione del frutto è pentagonale (da ciò deriva, infatti, il nome scientifico). Da acerbo il babaco è di colore verde mentre, a maturazione raggiunta, il frutto diventa giallo con residue striature verdastre.

Del babaco si mangia il frutto intero, buccia compresa; il gusto è dolce e gradevolissimo, e richiama per certi versi quello di ananas, fragola ed arancia contemporaneamente. Nella polpa del babaco sono completamente assenti i semi. Questo frutto tropicale è molto ricco in vitamine C ed A, nonché di sali minerali come il potassio; il contenuto calorico è particolarmente ridotto e non supera le 25 calorie per 100 grammi. Il babaco si consuma al naturale o in macedonia; viene frequentemente utilizzato per preparare rinfrescanti frullati, e sorbetti e d’estate è ottimo servito con gelato o yogurt.

Carambola

La carambola è un frutto tropicale prodotto da un albero (la Averrhoa carambola) nativo di Filippine, Sri Lanka, Indonesia e India, che appartiene alla famiglia delle Ossalidacee. Questa pianta sempreverde produce un frutto dalla forma decisamente bizzarra ed inconfondibile: la carambola presenta infatti una sezione pentagonale e, tagliata trasversalmente, genera fette simili a stelle a cinque punte. Il frutto è di dimensioni contenute: il diametro non supera i 10 centimetri, mentre la lunghezza è compresa fra 5 e 15 cm. La carambola è un frutto dal profumo intenso, con una buccia dall’aspetto lucido e sottile, che racchiude al suo interno una polpa succosa e molto croccante. Il sapore richiama molto quello degli agrumi, poiché è gradevolmente asprigno e dolce al tempo stesso.

Della carambola si mangia tutto, buccia compresa; tipicamente si consuma da sola, oppure all’interno di macedonie miste; inoltre è ottima candita. Il suo aspetto caratteristico a stella rende la carambola un ingrediente particolarmente d’effetto per la guarnizione di insalate di frutta, cocktail e specialità dolci. Grazie all’elevato contenuto di vitamina C la carambola contribuisce a rinforzare le difese immunitarie dell’organismo; svolge inoltre un’azione astringente e, grazie all’elevato contenuto di fibre, presenta effetti benefici sul funzionamento dell’apparato gastrointestinale. La carambola è ricca in antiossidanti ed anche un frutto poco calorico, che con un apporto di solo una trentina di calorie ogni 100 grammi è indicato in qualsiasi regime dietetico.

Cherimoya

Il frutto della cherimoya viene prodotto dalle piante Annona cherimola o Annona reticulata, native della zona andina di Cile, Colombia, Ecuador, Bolivia e Perù ed appartenenti alla famiglia della Annonaceae. La pianta di annona, che cresce sotto forma di arbusto o di piccolo albero, è semidecidua e produce frutti generalmente ovali (ma anche sferici o piriformi, a seconda della varietà) lunghi 10-20 centimetri e di diametro compreso fra 7 e 10 cm, dal peso medio di 300-400 grammi. La buccia è vellutata al tatto, e ricoperta di tubercoli simili a scaglie che la fanno vagamente assomigliare ad una pigna di colore grigio-verde. La polpa della cherimoya è di colore bianco candido, dalla consistenza cremosa, e presenta al suo interno numerosi semi simili a quelli dell’anguria, marroni e non commestibili. Il sapore è dolce e succoso; volendo fare un paragone, richiama a quello della vaniglia e della fragola (non a caso, infatti, la cherimoya viene talvolta definita come “fragola del paradiso”). Un insospettabile estimatore della cherimoya fu addirittura il grande Mark Twain, che la descrisse nientemeno come “…il più delizioso frutto conosciuto dall’uomo”.

La cherimoya si consuma dopo averla tagliata a metà eliminando i semi dalla polpa; è buonissima fresca, e frequentemente si serve con una spruzzata di rum ed una spolverata di zucchero. La cherimoya è inoltre ottima per la preparazione di macedonie tropicali, ma anche servita con il gelato o come ingrediente di sorbetti e frullati. Questo frutto è particolarmente ricco di vitamina C ed antiossidanti, ma anche di zuccheri: le calorie apportate da 100 grammi di cherimoya sono circa 80.

Durian

Originario di Indonesia e Malesia, il durian è un frutto prodotto dall’omonimo albero, appartenente alla famiglia delle Bombacaceae e in grado di raggiungere dimensioni ragguardevoli (sino a 50 metri di altezza). La varietà più famosa di durian è prodotta dalla Durio zibethinus, ma esistono circa una trentina di specie differenti di questa pianta. Il durian si presenta come un frutto ricoperto da una buccia molto dura e costellata di protuberanze acuminate e coriacee, di colore verde scuro o marrone. Le dimensioni sono quelle di un grosso melone, mentre il peso può arrivare sino ai quattro chilogrammi. Il durian è caratterizzato da una polpa di colore bianco, rosato o giallastro, dal sapore delicato e molto gradevole; nonostante ciò, questo è un frutto molto controverso.

Ma perché? Il motivo è il suo odore: molti lo definiscono nauseabondo, disgustoso, pungente ed acre, che ricorda la carne in decomposizione ed è percepibile anche quando il frutto è ancora chiuso. Questo si contrappone decisamente al sapore squisito della polpa, che molti accostano alla crema pasticcera, alla vaniglia o al latte di mandorle. Le reazioni di amore/odio nei confronti del durian suscitano dibattiti interminabili, al punto che in alcuni paesi asiatici è vietato nel modo più assoluto trasportare questo frutto sui mezzi pubblici, ed introdurlo in alberghi e negozi!

Gli utilizzi del durian in cucina sono svariati: si consuma al naturale oppure viene utilizzato per preparare diversi tipi di condimenti e salse. Il durian si conserva in barattoli o sotto sale, e si può cuocere insieme allo zucchero. Anche i semi sono commestibili: questi vengono principalmente lessati, tostati o fritti, e consumati come snack.

Feijoa

La feijoa è un frutto tropicale prodotto dalla Acca sellowiana, pianta arbustiva sempreverde appartenente alla famiglia delle Mirtaceae che proviene dalle zone montane dell’America meridionale. Conosciuta anche come Guavasteen e Pineapple Guava, la feijoa è una grossa bacca dalla forma di ovale o rotondeggiante, approssimativamente delle dimensioni di un uovo e dal colore verde. La polpa è bianca, molto profumata, succosa e dolce, ed al suo interno si trovano semi commestibili di piccole dimensioni avvolti da una matrice gelatinosa rosata; il sapore è simile a quello della guava, e richiama al tempo stesso quello della fragola e dell’ananas.

La feijoa si consuma fresca, semplicemente tagliandola a metà per il lungo e prelevandone la polpa con un cucchiaino; tagliata a pezzi, diventa un ingrediente per preparare ottime macedonie. Esistono anche marmellate e succhi a base di feijoa; questo frutto è un vero e proprio alleato per il benessere dell’organismo, poiché ricco in vitamina C ma soprattutto in iodio. La feijoa è perciò preziosa per la salute della tiroide, e si fa apprezzare anche grazie alle sue proprietà digestive e leggermente lassative; il tutto per un apporto calorico decisamente limitato (circa 35 calorie ogni 100 grammi di polpa).

Kiwano

Originario del Sudafrica, il kiwano (Cucumis metuliferus) è un frutto dall’aspetto molto simile a quello di un fico d’india, ma di dimensioni maggiori. È un lontano parente di melone e cetriolo, tant’è che è anche conosciuto con l’appellativo di melone africano cornuto. La forma è infatti quella di un melone, sulla cui superficie spiccano protuberanze spinose a forma di corno; il colore della buccia è giallo aranciato. Questo particolare aspetto fa sì che il frutto venga utilizzato anche a scopi ornamentali; la polpa in esso contenuta è compatta, di consistenza e colore simili al cetriolo ma dal sapore dolce e gradevole che richiama vagamente quello della banana con una punta di acidulo. Nella polpa sono contenuti diversi semi, avvolti da una matrice gelatinosa; sia questi che la buccia sono edibili, anche se spesso vengono scartati.

Il kiwano si mangia al naturale o in macedonia; in particolare la buccia, dopo essere stata svuotata, può essere utilizzata come particolarissimo e coreografico contenitore per servire la macedonia stessa. Il kiwano si può condire con un velo di zucchero, per renderlo più gradevole, e viene utilizzato anche per preparare profumati cocktail o come accompagnamento ai frutti di mare. Questo frutto è particolarmente ricco in vitamina C, contenuta in quantità superiori di ben quattro volte rispetto al limone; buone sono anche le quantità di sali minerali, a fronte di un apporto calorico ridotto (poco più di 40 kcal/100 g).

Kumquat

Sotto l’esotico termine kumquat si cela il frutto noto anche come mandarino del Giappone o arancino cinese. Appartiene alla famiglia delle Rutaceae e al genere Fortunella ed è molto simile ad una piccola arancia in miniatura, le cui dimensioni non superano i 3-4 centimetri di lunghezza e i 2-3 cm di diametro. Esistono diverse specie di kumquat, che producono frutti diversi tra loro: ad esempio la Fortunella japonica (conosciuta come Marumi in Giappone) produce frutti rotondi di colore arancio intenso, mentre quelli della Fortunella margarita (detta anche Nagami) sono gialli-arancio e di forma ovale, con una buccia liscia e ricca in oli essenziali. La Fortunella hindsi produce piccolissimi frutti arancio lunghi non più di due centimetri, mentre infine la Fortunella crassifolia (o Meiwa) è caratterizzata da frutti più grandi e spesso viene coltivata come pianta ornamentale.

Il kumquat si mangia intero, con la buccia: in questo modo il dolce e l’asprigno si mescolano creando un sapore molto gradevole. Questo frutto è estremamente profumato perciò si utilizza per preparare macedonie, succhi, marmellate; ottimi sono anche i kumquat canditi. Grazie al suo sapore agrodolce, il kumquat è particolarmente apprezzato nella cucina orientale per accompagnare piatti a base di carne come, ad esempio, il petto d’anatra. Il kumquat è una vera e propria miniera di vitamina C ed antiossidanti, ed ha un apporto energetico di una sessantina di calorie ogni 100 grammi.

Mangustan

La Garcinia mangostana è un albero sempreverde originario dell’Asia sudorientale appartenente alla famiglia delle Guttiferae: produce un frutto detto mangustan, che ha la forma di una bacca rotondeggiante con un diametro compreso fra 5 e 8 centimetri. La bacca presenta una buccia di colore verde quando acerba, mentre a maturazione completa si tinge di una tonalità rosso-violacea intensa. La buccia è liscia, spessa e coriacea e al suo interno contiene una polpa biancastra con venature rosate divisa in quattro-otto spicchi; all’interno dello spicchio sono contenuti uno o due semi non commestibili. La polpa del mangustan è profumata, dolce e succosa; il suo sapore richiama a quello dell’uva, della banana e della pesca.

Tagliato a metà il mangustan è ottimo consumato al naturale, asportandone la polpa con un cucchiaino; grazie al suo sapore gradevolissimo può essere utilizzato per preparare confetture, succhi, macedonie e bevande dissetanti. In Indonesia vi è anche la tradizione di insaporire l’aceto con il mangustan, ottenendo così un popolare condimento. Il mangustan è caratterizzato da un buon apporto calorico, pari a circa 80 calorie ogni 100 grammi, e viene apprezzato per il suo contenuto in vitamine, sali minerali ed antiossidanti; svolge un’azione astringente, infiammatoria e digestiva, ed aiuta inoltre a rinforzare il sistema immunitario.

Pitaya

La pitaya, conosciuta anche come pitahaya o frutto del dragone, è un frutto prodotto dall’Hylocereus undatus, pianta appartenente alla famiglia delle Cactaceae. Esistono due tipologie di frutto; la pitaya rossa è originaria dell’Asia, ha una forma rotonda e sulla buccia sono presenti strisce di tessuto vegetale verde che, come lingue allungate, ricoprono il frutto. La pitaya gialla, proveniente invece dal Sudamerica, presenta invece una forma più affusolata e sottile, e il suo aspetto è simile a quello di una pigna. La pitaya è un frutto il cui peso non supera in genere i 350-400 grammi, con una polpa che può essere bianca o rossa punteggiata di piccolissimi semi di colore nero, commestibili. La consistenza del frutto è morbida, mentre il profumo è aromatico ed il sapore dolce e delicato.

La pitaya è ottima consumata fresca, tagliata a metà in senso longitudinale e svuotata della polpa con un cucchiaino; secondo le preferenze personali, può anche essere insaporita con succo di limone e zucchero. La pitaya è inoltre ottima per preparare bevande rinfrescanti, come la popolare “agua de pitaya”, ma anche macedonie, frappé e cocktail. Il contenuto calorico della pitaya è molto basso (circa 36 kcal/100 grammi), ma bisogna prestare attenzione a non consumarne quantità eccessive per via del suo effetto lassativo.

Rambutan

Prodotto dall’omonima pianta (Nephelim lappaceum) appartenente famiglia delle Sapindaceae ed originaria della Malesia, il rambutan è un frutto che per certi versi ricorda il litchi. Questi frutti vengono infatti portati in grappoli, hanno una forma ovoidale o sferica che non supera i 3-6 centimetri di diametro e la loro superficie è ricoperta di spine di consistenza morbida. L’aspetto esterno è molto simile, tanto per fare un paragone, a quello dei frutti dell’ippocastano. La buccia è di colore rossastro, più raramente gialla o arancione, ed al suo interno è contenuta una polpa di colore bianco translucido, molto succosa e dal sapore dolce ed aromatico. Gran parte del frutto è costituito da un grosso seme centrale, di colore marrone e dalla forma allungata che viene scartato.

Il rambutan si gusta solo dopo aver asportato la buccia, ed è consumato sia al naturale che sotto forma di succo. Ottime marmellate si possono preparare con il rambutan, che contiene grandi quantità di vitamina C a fronte di un apporto calorico medio, di circa 65 calorie ogni 100 grammi.

Salak

Il salak (Salacca zalacca) è una pianta nativa dell’Indonesia, che fa parte della famiglia delle Arecaceae. Si tratta di una sorta di palma dalle foglie molto spinose, che produce frutti delle dimensioni di un fico dal un caratteristico apice allungato. La forma del salak è simile a quella di una goccia, con una buccia esterna dal colore brunastro e costituita da numerose scaglie. La polpa, di colore bianco lattiginoso, è formata da tre spicchi distinti separati da una membrana trasparente (simili a quelli dell’aglio), ciascuno contenente un seme marrone, duro e non commestibile. Il sapore del salak è tipicamente agrodolce, e ciò rende il frutto ottimo per il consumo diretto e nelle macedonie. L’apporto calorico è di circa 50 calorie ogni 100 grammi.

Sapodilla

La Manilkara zapota, o sapodilla, è una pianta sempreverde originaria di Messico, Caraibi ed America centrale, appartenente alla famiglia delle Sapotaceae. Questa pianta produce frutti di lunghezza generalmente compresa fra 8 e 10 centimetri, dalla forma arrotondata. La buccia della sapodilla è di colore bruno e dalla consistenza vellutata ed al suo interno è racchiusa una polpa dalla caratteristica tonalità rosa salmonato. Sparsi in questa polpa si trovano semi non commestibili, piatti e di colore nero; talvolta però i semi sono completamente assenti. Il sapore della sapodilla è molto aromatico e ricorda quello di caramello, miele, albicocca e pera; anche il profumo è intenso e gradevole.

La sapodilla si consuma al naturale, tagliandola prima a metà e svuotandola della polpa con l’aiuto di un cucchiaino. Questo frutto è anche ottimo nelle macedonie e come ingrediente di profumati cocktail. Nella sapodilla sono contenute buone quantità di vitamine C ed A, ma anche di antiossidanti e sali minerali come fosforo e calcio. L’apporto calorico si aggira sulle 80 calorie ogni 100 grammi.



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