Fast food

Fast food: pronti? Si mangia! La tradizione del fast food affonda le sue radici nel continente nordamericano ma si è diffusa tanto rapidamente da essere diventata una moda praticamente in ogni angolo del mondo, nonostante il fatto che tutti ormai sappiano che è un tipo di alimentazione abbastanza dannosa a livello nutrizionale e di salute in generale. Approfondisci l’argomento continuando a leggere!

hamburger, il cibo dei fast food

Fast food: pro e contro della moda americana che ha conquistato il mondo

Le origini della parola FAST FOOD

Hamburger, hot dog, patatine fritte, coca cola… tutto rigorosamente self service o take away. Si chiama fast food l’abitudine anglosassone di “mangiare veloce” che da cinquantanni a questa parte ha contagiato il mondo intero.

Il termine “fast food” (“cibo veloce” appunto) è nato in America per identificare un tipo di alimentazione rapida da preparare e da consumare, servita in locali dal nome analogo o da ambulanti agli angoli delle strade.

La storia dei FAST FOOD

Pare che il fast food affondi le sue radice già all’inizio del XIX secolo. Infatti, grazie all’implementazione della catena di montaggio e alla nascita delle prime industrie, la gente cominciò a lavorare fino a 14 ore al giorno. Si può ben capire che in fabbrica le pause per mangiare erano ridotte e così nacquero, davanti ai complessi industriali, le prime tavole calde.

Quando si parla di fast food non si può non citare la più celebre e diffusa catena in tutto il mondo:Mc Donald’s (visita il sito ufficiale). Pare che tutto abbia inizio nel 1937 a San Bernardino, una cittadina della California, con l’apertura, da parte dei fratelli Richard e Maurice Mc Donald del primo ristorante specializzato nella preparazione di hamburger. Gli affari vanno bene e i due fratelli mettono in atto un sistema a catena di montaggio che li permette di aumentare la produttività.

Sarà Ray Kroc, un commesso viaggiatore, a proporre ai Mc Donald l’idea di creare una vera e propria rete di ristoranti. Dall’apertura del primo fast food in franchising in Illinois alla nascita del colosso mondiale dalla “M gialla” il passo sarà breve: nel 1959 apre a Chicago il centesimo Mc Donald’s. Ben presto i Mc escono dai confini americani: nel 1967 i fast food arrivano in Canada e nel 1971 nel Paese del Sol Levante.

La campagna pubblicitaria è tale che i giapponesi vengono convinti che mangiando da Mc Donald’s potranno acquisire i tratti somatici e le caratteristiche tipiche degli americani! All’inizio degli anni ’70 la “M gialla” arriva in Europa e nel 1986, tra innumerevoli polemiche, sorge il primo “Mc” a piazza di Spagna a Roma.

Ma Mc Donald’s sarà solo il primo: ben presto il mondo sarà invaso da catene di fast food simili per tipologia di cibi e per qualità di prodotti e di servizio a quella lanciata dai due fratelli californiani (basti pensare al più celebre concorrente Burger King).

Caratteristiche e principali catene di FAST FOOD

Strutturati in catene con diversi punti vendita distribuiti nei maggiori centri urbani ma anche nelle realtà più piccole, i fast food sono caratterizzati solitamente da costi contenuti e da una forte uniformità nel servizio offerto alla clientela.

Al mondo esistono migliaia di fast food. Il più celebre è senz’altro il già citato Mc Donald’s: ad oggi il celebre marchio è presente in Europa con oltre 1.000 ristoranti in Germania e in Inghilterra, più di 900 in Francia, oltre 300 in Italia e in Spagna, più di 200 in Olanda. Sono 48 milioni le persone che ogni giorno mangiano da Mc Donald’s, 600 mila solo in Italia.Il suo “Big Mac”, le patatine, i menù Happy Meal sono famosi in tutto il mondo, ma la caratteristica principale di Mc Donald’s è quella di puntare alla decentralizzazione, nel rispetto delle tradizioni locali.

Non è un caso infatti che in India i fast food dalla “M gialla” non vendono carne bovina, mentre in Israele non vengono commercializzati latticini e cheesburger. Grazie alla sua politica di sviluppo aziendale e all’acquisizione della catena Burghy, i Mc Donald’s ad oggi solo in Italia sono 340 e nel 2005 il loro fatturato è stato di 561 milioni di euro!

Apre nel 1954 invece a Miami il primo ristorante della catena concorrente Burger King (visita il sito ufficiale) e nel giro di un ventennio il marchio si diffonde in tutto il mondo. Nel 1986 saranno 4.746 i ristoranti Burger in tutto il mondo con un fatturato di 4 miliardi e mezzo di dollari. In Italia il primo ristorante Burger King viene aperto a Milano nel 1999, più di 10 anni dopo l’arrivo di Mc Donald’s. Tra i suoi prodotti più celebri Burger vanta il suo Whooper: nel 2003 ne ha celebrato il 45° anniversario.

Dedicato ai viaggiatori invece èAutogrill (visita il sito ufficiale). In Italia è presente in 1200 punti vendita distribuiti su strade, autostrade, centri commerciali, stazioni ferroviarie, aeroporti, fiere e città. Fanno parte del gruppo Autogrill i marchi Spizzico, Ciao, A Cafè, Puro Gusto, Sky Lunge Cafè, Market 24, ecc.; ogni anno 11 mila operatori servono circa 300 milioni di clienti per un giro d’affari che nel 2005 ha registrato un valore superiore a mille milioni di euro! Con i suoi marchi Autogrill è in grado di soddisfare ogni esigenza del consumatore/viaggiatore che “va di fretta”: dalla pizza, al caffè, agli hamburger.

Ciò che accomuna tutti queste catene di fast food è la rapidità di consumazione e il fatto di essere amati ed apprezzati soprattutto da giovani ed adolescenti. Boicottati i ristoranti tradizionali, perché troppo costosi e formali, i giovanissimi hanno fatto del fast food un vero punto di ritrovo e dell’hamburger il loro cibo preferito.

Gli effetti nutrizionali del cibo da FAST FOOD

Eppure i Paesi latini, figli di una cultura culinaria che privilegia i cibi freschi e le preparazioni elaborate, hanno attaccato fin dal loro primo diffondersi i fast food, considerandoli sinonimo di cattiva alimentazione. In effetti si tratta di cibi ricchi di grassi e di zuccheri, con poco apporto di vitamine e di fibre e perciò difficili da digerire.

È stato dimostrato inoltre come consumare cibi da fast food sia la prima causa dell’insorgere di malattie come l’obesità e di disfunzioni al fegato e all’apparato cardio-circolatorio. Infatti da quanto si può leggere dalletabelle nutrizionali (leggi le tabelle) dei prodotti “fast” (prime tra tutte quelle relative ai prodotti Mc Donald’s) l’apporto di lipidi e di zuccheri risulta essere di molto superiore rispetto alla dieta “slow food”: si va dai 10,1 grammi di grassi di un McTost, ai 27,7 del McRoyal Deluxe.

La salsa maionese in vaschetta conta 18,7 grammi di lipidi per porzione, le insalate di pollo arrivano ai 19,1 grammi e i dessert superano i 20. Le bevande e i dessert contengono invece una percentuale elevatissima di zuccheri: la Sprite grande contiene più di 50 grammi di zuccheri e il Frappè alla fragola arriva a 61! Anche le insalate contengono zuccheri, così come le patatine fritte.

I contro: polemiche e cause legali contro il cibo dei FAST FOOD

Negli ultimi anni i colossi del “fast” sono stati accusati di mettere in commercio cibo scadente, ricco di sostanze dannose per l’organismo. Le accuse sono state rivolte soprattutto a seguito di campagne promozionali portate avanti dalle catene di fast food, che puntano a catturare l’attenzione soprattutto dei piùpiccoli, i soggetti più a rischio. Mc Donald’s per esempio arreda i suoi ristoranti con colori che attirano i bambini, creando angoli dedicati al gioco e mettendo in commercio menù destinati ai più piccini (si pensi ad esempio al celebre “Happy meal”).

Non è un caso che proprio Mc Donald’s sia stato al centro delle polemiche negli Stati Uniti così come nel resto d’Europa. Qualche anno fa il film-documentario “Super Size Me” (scopri cos’è) di Morgan Spurlock ha impressionato il pubblico di tutto il mondo mostrando le conseguenze sul corpo e sulla psiche date da un consumo eccessivo di Mc-cibo. Il protagonista del film infatti si era sottoposto ad una dieta forzata a base di cheese burger e ciambelle donald subendo, in meno di un mese, forti danneggiamenti al sistema circolatorio, linfatico, epatico e nervoso.

A “Super Size Me” ha fatto seguito la pellicola del regista indipendente Richard Linklater,“Fast Food Nation”, tratto dal romanzo di Eric Schlosset. Il film, prendendo di mira le industrie alimentari americane, rivela ciò che sta dietro alla produzione di un hamburger: dalla preparazione della carne, alla mandopera: i colossi del fast food si servono infatti di clandestini messicani costretti a lavorare in condizioni disumane.

Altre accuse nei confronti dei fast food parlano di pubblicità e di immagini che non corrispondono alla realtà. Spesso infatti cartelloni pubblicitari mostrano panini dall’aspetto fresco e genuino. Immagini che catturano l’attenzione dell’osservatore e lo invogliano a consumare quel prodotto. Una volta entrato nel fast food e ordinato il panino, il cliente però si trova davanti un sandwich completamente diverso: l’insalata è arrugginita, i formaggi hanno un colore poco naturale, la carne ha un aspetto poco invitante…

L’accusa è arrivata dal West Virginia Surf Report (scopri cos’è) che ha operato un raffronto tra cibo “reale” e cibo “disegnato nei cartelloni pubblicitari”. Una differenza abissale che ha spinto gli inserzionisti ad aggiungere nelle pubblicità la celebre frase “l’immagine potrebbe non corrispondere al prodotto”. Ma i difensori del “cibo veloce” non si sono fatti intimidire ed hanno risposto che lo stesso “gap visivo” lo possiamo riscontrare anche nei menù dei ristoranti a cinque stelle!

I pro:le assoluzioni verso i FAST FOOD

Gli stessi sostenitori del “mc cibo” hanno avuto la loro rivincita a seguito della sentenza(leggi la sentenza) che ha respinto la richiesta di danni da parte di un gruppo di adolescenti, che accusavano Mc Donald’s della loro obesità. Certamente la pubblicità operata dalla celebre catena riscuote maggiore successo tra bambini e giovani, invogliandoli a consumare un tipo di cibo poco indicato per chi vuole mantenere la linea. Eppure, secondo il giudice non sussistono gli estremi per la richiesta di un risarcimento perche “esiste il libero arbitrio”.

Una sana alternativa: lo SLOW FOOD

Di fatto nessuno ci obbliga a consumare quei cibi che tutti sappiamo essere pieni di grassi e zuccheri e sicuramente non adatti alla dieta di un bambino. Certamente noi scegliamo cosa mangiare e, nel momento in cui consumiamo un certo tipo di cibo, siamo consapevoli delle conseguenze che questo può avere sul nostro fisico. Sicuramente la società moderna ci spinge a consumare pietanze veloci e poco sane: non abbiamo tempo, costano poco e soddisfano le nostre papille gustative.

Mc Donald, Spizzico, BurgerKing, Autogrill…sono i locali più frequentati in pausa pranzo, e non solo. Pare che l’hamburger, le patatine fritte e le salse abbiano sostituito la nostra cucina tradizionale.

Negli ultimi anni però sembra risorta la moda di mangiare “buono, pulito e giusto”, il cosiddetto“Slow food”(visita il sito ufficiale). Si tratta di un’associazione, nata circa 20 anni fa che si propone l’obiettivo di combattere il cosiddetto junk food (cibo spazzatura) e di recuperare le tradizioni di una volta, la cucina mediterranea, i sapori autentici consumati lentamente e in giuste proporzioni. Con uno sguardo alla linea e uno al palato, lo “Slow food” insegna a gustare e degustare, a diffondere la cultura del cibo e le sue tradizioni.

Curiosità del FAST FOOD

C’è chi del sandwich e della moda del “fast” ne ha fatto addirittura una sport: Il 13 novembre del 2004 a Chattanooga nel Tennesee, Takeru Kobayashi ha battuto il suo stesso record arrivando ad inghiottire ben 69 hamburger in 8 minuti!



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