Diete dissociate
Perché fare una dieta?
Quali sono le motivazioni
che spingono ad intraprendere una dieta? Il principale motivo
dovrebbe essere la nostra salute. L’essere in
soprappeso, infatti, può provocare una serie di patologie anche
preoccupanti, come cardiopatie, diabete e pressione alta. E’
importante tenere sempre sotto controllo il proprio peso corporeo,
cercando di intervenire quando i chili accumulati intaccano il peso
forma. Ovviamente- soprattutto per le donne- possono esserci dei
periodi durante la vita nei quali è più difficile controllare il
peso (gravidanza, disturbi ormonali, periodi di forte stress). Ma è
proprio in questi momenti che bisogna stare all’erta, affinché il
soprappeso non diventi obesità (anche lieve). E’ consigliabile
praticare sempre una sana e regolare attività fisica, in quanto
apporta benefici fisici, ma anche psicologici. L’ideale sarebbe
dedicare ad uno sport leggero e aerobico almeno tre ore a settimana.
La motivazione estetica è senz’altro diffusa, ma dovrebbe solo
essere un “supporto” psicologico nell’affrontare una dieta.
L’importante è non lasciarsi condizionare dai modelli di corpi
perfetti che i media ci propinano di continuo. Sono da evitare
assolutamente le diete “fai da te”. Bisogna rivolgersi ad un medico
specialista che prescriverà la dieta tenendo conto di fattori
specifici e concomitanti quali l’età, il sesso, la costituzione
fisica, il tipo di metabolismo. Assolutamente sbagliato provare la
dieta consigliata dall’amica perché “su di lei ha avuto effetto”.
Una dieta- per essere davvero efficace- deve essere coadiuvata da
una serie di abitudini alimentari sane. Seguire una dieta senza
cambiare il proprio stile di vita (alimentare) è garanzia di sicuro…
insuccesso.
La dieta “giusta” per ognuno di noi
E’ importante prima di
tutto informarsi in maniera adeguata su tutto ciò che concerne la
dieta prescritta, anche sulle eventuali controindicazioni o rischi
per l’organismo. Dare uno sguardo anche alle altre diete in
circolazione potrebbe essere utile, per riconoscere quella più
adatta, ed anche meno costrittiva (a seconda delle necessità). In
generale, le diete che comportano troppe restrizioni alimentari sono
le meno efficaci, perché privano il corpo di sostanze o proteine di
cui si ha bisogno per stare bene. Se la dieta è troppo drastica, il
corpo risponde con un minore consumo di calorie. L’ideale sarebbe
una perdita di peso graduale e lenta. Un lento dimagrimento fa sì
che non vi siano perdite eccessive di acqua e muscoli, poiché queste
vengono subito recuperate. La dieta giusta non è quella che permette
di dimagrire più in fretta e più chili, ma che stabilisce un regime
alimentare tale che si riesca a mantenere nel tempo i risultati
ottenuti. Questo è possibile solo se ad essa si associa un efficace
programma di esercizio aerobico.
In ogni dieta di solito si suggerisce di bere almeno due litri di acqua al giorno. Questo non solo perché l’acqua contribuisce ad eliminare le tossine in circolazione, ma anche perché provoca nell’organismo un senso di sazietà che elimina il desiderio di cibo. Attenzione, però: bisogna sorseggiare lentamente, e deve trattarsi rigorosamente di acqua, e non di altre bevande. Esistono tantissime diete in circolazione, ma quelle suggerite sui giornali vanno prese con le dovute cautele. Rimpinzarsi di pizza ogni giorno perché la dieta lo prevede, o cibarsi solo di passato di verdure per settimane è deleterio per l’organismo.
Dieta dissociata: tipologie e caratteristiche.
Questo tipo di dieta
parte dal presupposto basilare che non si devono abbinare tra loro
determinati tipi di cibi. In particolare, sono da evitare nello
stesso pasto proteine e carboidrati (quindi, per intenderci pasta e
carne). Ma pur partendo dallo stesso assunto, ci sono numerose
varianti di “dieta dissociata”. Un primo esempio di dieta dissociata
risale addirittura al 1911, e fu messa a punto dal Dott. Howard Hay
negli Stati Uniti. Fu appunto chiamata “la dieta
Hay”. Ad un certo punto della sua vita, il dott. Hay scoprì
di essere affetto da una patologia renale, la c.d. “malattia di
Bright”. Fu così che provò a curarsi cambiando il modo di mangiare.
Dopo tre mesi la malattia segnò un netto miglioramento. Trascorsi
alcuni anni di sperimentazioni alimentari, mise a punto la sua
dieta. Egli partiva dall’osservazione che il nostro corpo accumula
alimenti che non vengono smaltiti con la digestione e il
metabolismo. Per questo possono creare gravi problemi all’organismo.
Individuò allora le cause principali di questi accumuli: un
eccessivo consumo di carne, un eccessivo consumo di farinacei, una
conoscenza non approfondita dei processi digestivi, un’alimentazione
quantitativamente abbondante.
Proprio perché ha
l’obiettivo di eliminare la putrefazione dei cibi e la loro
fermentazione nell’intestino, questa dieta è da considerarsi
“curativa”. Per far sì che il nostro organismo digerisca i cibi nel
miglior modo possibile e che questi vengano ben assimilati, è
importante combinare correttamente gli alimenti tra di loro. Bisogna
allora seguire alcune semplici regole: non consumare nello stesso
pasto (pranzo o cena) proteine e carboidrati; non mescolare alimenti
che contengono proteine diverse tra loro (per es. pesce e formaggio
è un connubio da evitare assolutamente!); non usare come condimento
i grassi animali, non mangiare la frutta dopo i pasti. Quest’ultima
è un’abitudine alimentare che dovremmo seguire tutti: la frutta
consumata a fine pasto fermenta nello stomaco, rallentando i
processi digestivi. Secondo la dieta dissociata, esistono tre
fondamentali “famiglie” di cibi: i carboidrati (riso,
pasta, patate, legumi), le proteine (pesce, formaggio,
carne, ecc.), e i cibi neutri (spezie,
olio, verdure).
Questi ultimi possono essere consumati in qualsiasi modo, appunto perché non nuocciono all’organismo. Di seguito la tabella delle “associazioni alimentari”.
TABELLA DELLE ASSOCIAZIONI ALIMENTARI
Digestione BASICA
pane, pasta
riso
patate, banane
cavolo verde
legumi secchi
torte, biscotti
marmellate
cioccolato
arachidi
castagne
noci
nocciole
Digestione NEUTRA
olio
burro
margarina
panna
formaggi grassi
insalata, funghi
carote, avocado
cipolle, spinaci
pomodori crudi
zucchine, melanzane
piselli freschi
fagiolini
Digestione ACIDA
carne
pesce
salumi, affettati
yogurt
formaggi magri
uova
mele, prugne
pere, albicocche
pesche, ananas
uva, fragole
arance, pompelmi
pomodori cotti
Interpretiamo la tabella:
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I cibi appartenenti alla stessa colonna possono essere associati.
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I cibi “neutri” si possono associare senza problemi a tutti gli altri.
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Non si devono assolutamente associare i cibi a digestione acida con quelli a digestione basica.
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Particolare attenzione va prestata alla masticazione. Masticare lentamente permette di digerire molto meglio il cibo.
La “cronodieta”
Una particolare tipologia di dieta dissociata è la c.d. “cronodieta”. Questa parte dall’assunto che i cibi fanno ingrassare o meno a seconda delle ore in cui vengono consumati. Secondo l’opinione dei due medici italiani che hanno creato questa dieta l’assorbimento dei cibi da parte del nostro organismo è influenzato dai cicli ormonali durante le 24 ore (cicli circadiani). Al mattino aumenta sia la velocità di metabolizzare il cibo, sia la produzione di ormoni. Il cibo assunto nelle ore che vanno dal mattino appena svegli alle prime ore del pomeriggio si digerisce con più facilità e fornisce una maggiore energia muscolare. Di conseguenza diminuisce il rischio che venga accumulato e formi grasso. Mentre a pranzo si può mangiare in maniera più abbondante, la cena deve fornire un giusto apporto di proteine. Bisogna consumare molta frutta e verdura, preferibilmente di stagione. Da evitare la frutta a cena, ma l’ideale è consumarla durante il pomeriggio, ad una giusta distanza dai pasti principali. Non bisogna condire i cibi con grassi animali, ed evitare di bere birra, vino, caffè durante i pasti. Si consigliano cinque pasti al giorno, due dei quali sono pranzo e cena, gli altri dei semplici spuntini che servono come intervallo tra quelli principali. In realtà questa dieta non raggiunge i risultati sperati. Si è sperimentato che mangiare un piatto di pasta o una torta a mezzanotte o alle sette del mattino non incide sull’assorbimento delle calorie.
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La dieta dissociata “classica”.
Si sceglie un solo tipo di alimento al giorno tra latticini, frutta, uova, verdure, pesce, carne. Non si possono consumare dolci e bevande alcoliche.
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La dieta dissociata di Shelton.
Prende appunto il nome dal suo “inventore”, il dott. Shelton, che la scoprì negli anni ’30. Il dott. Shelton è anche noto per aver formulato la “legge delle combinazioni alimentari”. Il principio- base da cui parte è che vanno evitate alcune associazioni di alimenti. Egli constatò che per digerire in modo migliore le proteine c’è bisogno di un ambiente acido, mentre i glucidi necessitano di un ambiente basico per essere assimilati meglio. Si tratta comunque di una dieta poco… fantasiosa.
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La dieta di Beverly Hills.
Questa dieta fu messa a punto negli anni ’80 dalla direttrice di un centro estetico americano, frequentato da attori e attrici famosi del cinema. La dieta parte dal presupposto che tra gli alimenti si creino “combinazioni coscienti”. I cibi sono tra loro più o meno compatibili in base alla presenza degli enzimi, che intervengono durante il processo digestivo. Per cui se abbiamo problemi nel digerire un particolare tipo di alimento è perché vi è incompatibilità dal punto di vista enzimatico. Secondo questa dieta sono da evitare latte e derivati, sale, zucchero, bibite dolcificate. La frutta è prioritaria in questa dieta, ma è importante non consumare frutta di tipo diverso durante lo stesso pasto. Questa dieta- secondo alcuni- è carente di proteine e vitamine. Inoltre priva l’organismo di elementi vitali quali il fosforo, il magnesio, il ferro, il calcio. Questo tipo di dieta deve essere seguita da persone che abbiano un eccellente stato di salute, sotto controllo medico, e soprattutto non deve essere prolungata. Da evitare per chi soffre di diabete, disturbi intestinali, per chi è in gravidanza e per i minori di età.
Studi e sperimentazioni sulla dieta dissociata.
Secondo alcune ricerche effettuate, il principio di consumare
proteine e carboidrati in maniera dissociata non avrebbe alcun
valore scientifico. Il soggetto, in quanto ingerisce una minore
quantità di calorie, ha solo la sensazione di perdere peso, ma in
realtà non è così. Nell’aprile 2000 è stato compiuto un esperimento
su due gruppi di obesi. A tutti era stata prescritta una dieta da
1100 calorie per la durata di un mese. Il gruppo che seguiva la
dieta dissociata ha perso solo 1,5 Kg in media rispetto all’altro
gruppo (che seguiva invece una dieta bilanciata).
Si è inoltre
appurato che la digestione in realtà non incide sul dimagrimento. Il
nostro corpo ( se sano) può digerire qualsiasi combinazione di
alimenti tra loro. La cosa più importante è piuttosto la quantità di
cibo che si assume. Questa sì che incide sul processo digestivo!
Inoltre molti cibi sono costituiti da proteine, carboidrati e
grassi: in questi casi come facciamo a dissociarne gli elementi? Per
“testare” l’efficacia della dieta dissociata è stato effettuata una
prova su un campione di 28 atleti, per un periodo di sei mesi. In
media nessuno di loro ha riscontrato qualche miglioramento.
La
maggior parte degli atleti non aveva ricevuto né benefici né danni
dalla somministrazione della dieta. Questo a riprova della non
scientificità della dieta dissociata: non è giusto attribuire ad un
regime alimentare valido solo per alcuni una pretesa di
generalizzazione.
Link a siti web che parlano della dieta dissociata e delle diete in generale
A dieta
Il sito raccoglie una serie di informazioni sulla dieta in generale, il calcolo del peso ideale, il controllo delle proprie misure, le ricette light, consulenze dietologiche online. C’è anche la sezione “fitness” con la spiegazione degli attrezzi ginnici e le loro funzioni.
Dieta gratis
Sito italiano interamente dedicato alle diete (ce ne sono di tutti i tipi!), con consigli in generale sull’alimentazione e il benessere.
Dieta mediterranea
Il titolo lascia pensare ad un sito che riguardi in modo prevalente questo tipo di regime alimentare. Invece il sito è davvero vario, pieno di notizie (le più disparate) sul tema dell’alimentazione. Anche la grafica è particolarmente accattivante.
Libri sull’alimentazione
-
“Il manuale dell’alimentazione” di Claudia Mariondo- Ed. Hoepli, euro 29,00
-
“Un boccone dopo l’altro” (come aiutare i nostri ragazzi con problemi di peso) di Roberto Ostuzzi e Gian Luigi Luxardi- Ed. Baldini & Castoldi, euro 14,80
-
Nutri il tuo benessere” ( sul nesso tra alimentazione e psiche) di Alessandra Mattioni- Ed. Athena, euro 16,00.