Diete dissociate

Guida utile per conoscere le diete dissociate, con informazioni sui rischi e consigli utili. Le diete sono strumenti di intervento sul fisico che possono dare buoni risultati, ma vanno amministrate e gestite con grande cura e soprattutto da persone preparate. Il dietologo e il nutrizionista sono gli specialisti preposti a questo compito e ai quali rivolgersi in caso di bisogno. Evitare sempre il fai da te !
diete dissociate
Vi invitiamo quindi a leggere questa prima guida dedicata alle diete dissociate, augurandoci che sia di vostro gradimento e possa esservi utile. Vi saremo grati se vorrete segnalarci eventuali imprecisioni o inesattezze rilevate.

Le diete dissociate:
guida utile alla conoscenza, con informazioni sui rischi e avvertenze

Le diete dissociate, dette anche "diete monopiatto", si basano sul concetto di non abbinare tra loro alimenti considerati “in conflitto”. Solitamente durante il pasto o l’alimentazione giornaliera si devono seguire regole molto rigide basate sulla dissociazione dei cibi.

Le varie diete dissociate esistenti: vantaggi e rischi

All’interno di questo regime alimentare si sono suddivisi alcuni principali filoni, che si differenziano tra loro per il loro scopritore e alcune regole nutrizionali.

Dieta dissociata classica o di Antoine
Questa dieta si basa sull’assunzione giornaliera di un unico tipo di alimento scelto tra latticini, verdure, frutta, uova, carne e pesce. Quando la persona decide quale cibo assumere nella giornata, può mangiarne a volontà. Unici divieti sono i dolci e l’assunzione di alcolici.

Dieta di Shelton
Questa dieta prende il nome dal Dott. Erbert Shelton che dal 1928 fece della dieta dissociata una vera e propria filosofia di vita; è simile alla precedente con l’aggiunta di un obbligo: non mischiare carboidrati, proteine e grassi.

Shelton afferma la non associabilità dei cibi, sostenendo che si possono mangiare nello stesso pasto solo cibi appartenenti alla medesima classe; ad esempio si possono consumare carne, pesce, uova, latte e derivati, oppure pane, pasta, riso, patate, dolci e banane. Ci sono poi dei cibi considerati neutri ( verdure, frutta secca, olio e burro) che possono essere assunti sempre.

Il dott. Shelton proponeva questa dieta come stile di vita, senza una durata temporale.
Tuttavia si tratta di un modello alimentare con numerosi punti deboli poiché è sbilanciato e a lungo andare inefficace.

Dieta di Beverly Hills
La dieta di Beverly Hills fu ideata da Juy Mazel nel 1997; il suo regime alimentare si basa sul principio per il quale il corpo umano ha bisogno di enzimi per assimilare in maniera corretta il cibo. Consumando cibi dalle stesse proprietà, contenenti uguali enzimi la digestione è più semplice.

Questa dieta propone l’assunzione di frutta ( possibilmente esotica) anche come unico alimento: volendo poi si possono mangiare proteine e carboidrati ma mai durante lo stesso pasto.

È chiamata Beverly Hills perché molte star hanno deciso di seguire questo regime alimentare. Tuttavia si tratta di una dieta totalmente scorretta perché è sbilanciata e inefficace.

Dieta dissociata di Hay
Questa dieta dissociata è nota anche come “food combining”o “dieta di Hay” per il suo ideatore. Il dott. Hay nel 1911 sviluppò questo regime alimentare basato sul principio che nell’organismo, durante la digestione, si possono formare accumuli non bilanciati di prodotti, che il corpo non riesce ad eliminare a causa di un consumo eccessivo di carne o di carboidrati.

La dieta di Hay prevede così cinque regole:
nello stesso pasto non mischiare carboidrati a proteine e frutti acidi

consumare molta frutta e verdura ad ogni pasto

consumare poche proteine, amidi e grassi

mangiare grano integrale ed evitare prodotti a base di farine bianche

tra un pasto principale e un altro far intercorrere almeno 4 ore
Nonostante Hay sostenesse la validità di tale dieta, molti esponenti accademici si schierarono contro poiché si tratta di un regime alimentare sbagliato per l’organismo.

La cronodieta
Una speciale variante delle diete dissociate è la cronodieta; sostiene che i cibi ingrassano più o meno a seconda dell’ora in cui vengono assunti. Per perdere peso bisognerebbe mangiare i carboidrati a pranzo e le proteine a cena. Tuttavia anche questa è una teoria poco scientifica.

Esempi di dieta dissociata

Partendo dal presupposto che i pasti troppo complessi sono difficilmente assimilabili, il menù della dieta dissociata deve essere semplice.

Ci sono diete che prevedono la dissociazione solo a pasto oppure a giornata.
Nel primo caso si può iniziare con una colazione a base di frutta ( es. una spremuta d’arancia), a pranzo mangiare pasta o riso conditi con le verdure e a cena carne o formaggio o pesce sempre accompagnati da verdura. Gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio consentono un frutto.

Nel caso di una dieta dissociata giornaliera invece si può iniziare con latte scremato e cereali a colazione, petto di pollo e insalata a pranzo e minestrone di verdure e insalata a cena. Gli spuntini prevedono sempre la frutta. Il giorno seguente il menù si baserà sull’assunzione di carboidrati per alternarsi alle proteine assunte il girono precedente
Gli specialisti comunque sconsigliano di seguire diete simili per un periodo di tempo anche breve, perché si tratta di un’alimentazione squilibrata.

La teoria di base delle diete dissociate

Il principio di fondo delle diete dissociate si basa sull’idea che i succhi gastrici non sono tutti uguali e ognuno agisce per uno specifico cibo. Quindi c’è una qualità di succhi gastrici per la digestione della carne, un’altra per la frutta, un’altra ancora per i carboidrati e così via. Per questo motivo molti alimenti non si accoppiano bene.

I carboidrati necessitano del ph alcalino per essere digeriti, le proteine del ph acido; quindi le proteine diminuiscono l’alcalinità e non consentono l’assimilazione dei grassi nell’intestino e se vengono mischiati ai carboidrati durante lo stesso pasto si forma un ambiente troppo acido per la digestione degli amidi e poco acido per la digestione delle proteine.

I sostenitori della dieta dissociata considerano sicuramente il monopiatto un’ ottima soluzione per la digestione ma ritengono che esistono anche alcuni alimenti compatibili tra loro.

Le regole base per ottenere una giusta digestione sono:
evitare l’associazione tra le diverse proteine, cioè non consumare insieme latte e carne, uova e formagi, pesce e legumi.

Non abbinare carne e carboidrati.

Non abbinare diversi tipi di carboidrati come zucchero e pasta, uva e pane, banane e pere.

Vantaggi delle diete dissociate

I vantaggi di queste diete sono davvero pochi perché si tende a dimagrire, ma solo temporaneamente, per un paio di motivi. Quando il pasto prevede unicamente proteine la scelta è limitata e così a lungo andare non si mangia più. Nei giorni che prevedono solo frutta, ovviamente le calorie sono limitate. Durante la dieta poi viene previsto l’uso di un solo tipo di proteine e uno solo di carboidrati, che generano nella persona nausea e ben presto si tende a mangiare sempre meno.

Problemi delle diete dissociate

Tutte le diete dissociate appena descritte suddividono gli alimenti in due categorie: acidi e alcalini Un terzo gruppo è detto neutro e comprende i grassi, le verdure e la frutta; questi alimenti possono integrarsi a uno delle due categorie principali, l’importante è non mescolare troppo i cibi tra loro per evitare problemi digestivi.

Si tratta comunque di diete monotone, i cui principi non sono fondati: la maggior parte degli alimenti semplici è composta da macronutrienti ( le noci ad esempio contengono proteine, grassi e carboidrati) ed è quindi difficile separare ogni volta i vari componenti nutrizionali.

Per di più se una persona è sana, ha un apparato digerente in grado di metabolizzare varie categorie alimentari, perché l’organismo produce succhi gastrici sufficienti per digerire qualsiasi alimento.

Un regime alimentare dissociato può rallentare il metabolismo e quando si riprende un alimentazione normale si tenderà ad ingrassare più velocemente.

Tra gli svantaggi di queste diete c’è anche il fatto che i pasti di solo proteine, producono residui azotati che intossicano fegato e reni; quando invece ci si trova a consumare solo carboidrati i livelli di insulina raggiungono picchi molto alti, con conseguente ingrassamento e infiammazioni.

Le associazioni alimentari

Come detto precedentemente i cibi si dividono in:
cibi a digestione basica: pane, pasta, riso,patate, banane, cavolo verde, legumi secchi, torte e biscotti, marmellate, cioccolato, arachidi, castagne, noci, nocciole

cibi a digestione acida: carne, pesce, salumi, yogurt, formaggi magri, uova, mele, prugne, pere, albicocche, pesche, ananas, uva, fragole, arance, pompelmi e pomodori cotti

cibi a digestione neutra: olio, burro, margarina, panna, formaggi grassi, insalata, funghi, carote, avocado, cipolle, spinaci, pomodori crudi, zucchine, melanzane, piselli freschi e fagiolini.

I sostenitori delle diete dissociate sostengono l’importanza di non associare i cibi a digestione basica con quelli a digestione acida; altresì è possibile associare nello stesso pasto cibi appartenenti alla stessa categoria e abbinare i cibi a digestione neutra con uno degli altri due gruppi.

Link a siti web utili per approfondire l'argomento delle diete dissociate

Sport medicina

www.sportmedicina.com/diete_dissociate

portale di sport e medicina che prende in considerazione vari tipi di diete.

 

Vivere meglio

www.viveremeglio.org/alimsalu/monopiat.htm

sito di salute e benessere che propone accostamenti alimentari e varie diete

 

Donna clik

www.donnaclick.it/cat.php3?c=dietedissociate

sito internet con pagine dedicate ai principi della dieta dissociata, ai concetti principali e le regole da seguire

 

NOTA questo articolo ha valore informativo e consultivo finalizzato alla conoscenza dell'argomento. Non può e non deve essere interpretato come un invito a intraprendere diete fai da te. Quasiasi dieta deve essere prescritta da un dietologo o da un medico. Non si assumono quindi responsabilità per interpretazioni volontarie e/o errate di quanto qui riportato.