Cosa sono gli OGM

Il termine OGM è entrato oramai nel nostro vocabolario comune. Se ne sente spesso parlare a proposito di cibi ed alimenti, spesso spaventano ma raramente si sa veramente di cosa si tratta. Gli Organismi Geneticamente Modificati sono promossi e prodotti con grande entusiasmo dalle multinazionali del settore, ma sono trattati “con le pinze” dalle autorità pubbliche statunitensi ed europee, e oggetto di grande diffidenza da parte dei consumatori. Vediamo di addentrarci in questo mondo misterioso per capire di cosa si tratta.

OGM sigla misteriosa?

Iniziamo col dire che il termine è l’acronimo di Organismo Geneticamente Modificato e indica un organismo vivente che è stato sottoposto ad una modificazione genetica tramite delle tecniche di ingegneria genetica, note agli esperti del settore come tecniche di dna ricombinante. Si tratta di un sistema con il quale alcune molecole di DNA vengono ricombinate in vitro per dare origine ad un nuovo gene, il quale, in un secondo momento, viene inserito in un altro organismo vivente o meno.

Il dubbio di tanti: cosa sono gli OGM in realtà?

Molti leggendo la sigla, o ascoltandola pronunciare, si pongono la domanda: cosa sono gli OGM? Nel linguaggio comune si tende a considerarli come organismi “transgenici”, ma in realtà la transgenesi avviene quando dei geni esogeni vengono inseriti in un altro organismo, cioè quando in un ente strutturato vengono impiantati dei geni che non gli appartengono. Entrambi sono OGM, ma solo i secondi sono transgenici.

Cosa sono gli OGM

Per capire cosa sono gli OGM bisogna capire perché gli scienziati fanno ricorso a queste tecniche di manipolazione genetica. Il motivo principale è la mancanza di tempo. Non ci si può più permettere di aspettare che si compiano i cicli della natura ma si preferisce intervenire in modo diretto sulle molecole del DNA.

Si preferisce sperimentare queste tecniche sugli esseri viventi, soprattutto topi ma anche pesci, microbi, piante, batteri e funghi. Ciò che spinge principalmente all’uso di queste tecniche sono la produzione di enzimi e farmaci industriali, le scoperte in campo medico e biologico, il miglioramento delle condizioni di salute e delle tecniche dell’agricoltura. Ecco cosa sono gli OGM: dei Frankenstein vegetali.

Il settore dell’agricoltura è quello maggiormente soggetto alle sperimentazioni genetiche in quanto si cerca di controllare, prevedere e annullare i difetti dei vegetali. Si cerca infatti di creare piante in grado di resistere e difendersi da sole dagli attacchi dei parassiti, capaci di difendersi dalle condizioni climatiche oppure si cerca di trovare il modo per rallentare il processo di maturazione della verdura e della frutta così da poter resistere più a lungo sul mercato, ma addirittura si cerca il modo per aumentare le caratteristiche nutrizionali di frutta e verdura.

Storia degli OGM

Per sapere cosa sono gli OGM bisogna partire dai primi esperimenti sugli ibridi genetici, che risalgono al 1973 e furono realizzati da Herbert Boyer, università della California e Stanley Cohen, di Stanford . Queste sperimentazioni ebbero luogo nel momento in cui si stavano sviluppando delle nuove tecniche di biologia molecolare tra cui l’uso degli enzimi di restrizione, dell’enzima legasi e la trasformazione batterica.

I due ricercatori in quel periodo clonando un gene di rana, dimostrarono che era possibile impiantare del materiale genetico in organismi diversi grazie ai vettori plasmidici. Questi sono dei filamenti, dalla forma circolare, di DNA che si trovano nel citoplasma e che sono in grado di spostarsi tra le varie cellule.

Questo traguardo della scienza da un lato fu accolta con entusiasmo perché sembrò una conquista esaltante ma dall’altro suscitò non poche preoccupazioni. A causa di queste controversie l’anno successivo la sperimentazione della nuova tecnica basata sul DNA ricombinante fu sospesa. Era il 1974 e la comunità scientifica decise di imporre una moratoria internazionale per porre fine all’uso della tecnica permettendo agli scienziati di rendersi conto meglio degli effetti e delle conseguenze di una simile scoperta.

Le riflessioni e le conclusioni arrivarono già in quell’anno ma fu solo due anni dopo e cioè nel 1976 che si decise di pubblicare una serie di linee guida negli interventi di manipolazione genetica. Ancora oggi queste linee guida sono utilizzate nei laboratori in cui si operano trasformazioni genetiche.

Inoltre nel corso della Conferenza di Asilomar si decise di non impedire l’uso di questa nuova tecnica genetica ma si stabilirono delle restrizioni: doveva essere usata solo attenendosi strettamente alle linee guida individuate. Nel 1978 la ricombinazione genetica uscì dal laboratorio e fu applicata alla realtà e precisamente all’insulina. Da quel momento iniziarono a svilupparsi le terapie non invasive e prese vita il settore biotecnologico.

Tuttavia la nuova tecnica mostrò fin da subito i suoi aspetti negativi sull’ambiente e nel 1983 gli Stati Uniti si schierano contro l’uso di OGM nell’ambiente. Questa decisione fu presa dopo che si creò una proteina in laboratorio per proteggere le piante dal pericolo del gelo e permettere così di salvare una grande quantità di raccolti che andavano persi ogni anno a causa del freddo. Più tardi si scoprì che questa stessa proteina esisteva già in natura e quindi non c’era bisogno di introdurre prodotti OGM specifici.

Uso e applicazioni degli OGM

Inizialmente gli OGM avevano una struttura molto semplice perché le modifiche subite erano molto semplici e seguivano la teoria mendeliana. I prodotti geneticamente modificati attuali invece sono molto più complessi grazie alle nuove scoperte genomiche che hanno reso possibile la realizzazione di modificazioni genetiche di un maggiore livello di complessità.

Ad esempio il dna si ricombina con degli enzimi di restrizione i quali sono in grado di estrarre dei frammenti di dna dal genoma che vengono successivamente inseriti nel vettore ricevente tramite il DNA ligasi, un altro tipo di enzima. Esistono vettori di vario tipo come ad esempio i virus, i plasmidi (come detto nel paragrafo “Cenni storici), alcuni batteri e il lievito.

È interessante notare come le mutazioni genetiche non siano solo il frutto delle tecniche di ingegneria genetica ma possono esser prodotte anche tramite delle tecniche naturali come ad esempio gli incroci e la mutazione. A questo punto sembra evidente che la differenza tra miglioramento genetico secondo metodi tradizionali e l’ingegneria genetica è molto sottile.

La differenza risiede infatti solo nel fatto che con l’ingegneria genetica si è in grado di prevedere i risultati. Utilizzando le tecniche naturali di miglioramento si agisce attraverso la selezione dei fenotipi, selezionati per le loro peculiarità visibili. Ricorrendo all’ingegneria genetica la selezione si baserà sui genotipi, cioè sulle caratteristiche genetiche dalle quali si cerca di trarre i risultati aspettati.

Gli OGM si possono applicare in numerosi settori come la creazione di nuovi farmaci o di nuovi enzimi utili per ridurre i danni dell’attività industriale sull’ambiente, ma in particolare viene utilizzata per rendere le piante più resistenti alle malattie e favorire la crescita sia degli animali che delle piante. Alcuni di questi enzimi come l’oncotopo sono molto utili nella ricerca contro il cancro.

Per quanto riguarda i batteri OGM questi trovano impiego nell’agricoltura, in quanto sono utili per proteggere le piante dal ghiaccio, è il caso degli azoto-fissatori, nella medicina, ne è un esempio l’insulina, e nell’industria dove serve per degradare gli idrocarburi. Senza dubbio sono le piante ad essere maggiormente soggette alle modificazioni genetiche perché si cerca di renderle più resistenti e tolleranti allo stress salino ed idrico. Per l’uso alimentare invece le piante subiscono delle modifiche genetiche allo scopo di migliorarne le proprietà nutrizionali; anche gli animali, del resto, vengono modificati geneticamente per migliorare la qualità della carne e del latte.

Effetti degli OGM su uomo e ambiente

Il motivo per cui molti si chiedono cosa sono gli OGM risiede nel timore che facciano male. Le sperimentazioni genetiche e le loro applicazioni sono un argomento molto controverso perché mentre gli scienziati ne sottolineano il valore positivo ed umanitario molte persone no esitano a mostrare la loro diffidenza nei confronti degli OGM.

Nel nostro paese ad esempio non si coltivano direttamente, ma si importano dagli Stati Uniti e vengono prodotti per fini commerciali in 21 Paesi. Per quanto riguarda l’Europa gli unici Paesi produttori sono Francia, Spagna , Portogallo, Germania e Repubblica Ceca, mentre le sperimentazioni degli OGM in Italia avvengono solo nella Basilicata e in Sicilia.

Gli OGM sono stati messi in commercio nel 2004. Prima di quell’anno erano fuori legge mentre ora è possibile produrli e commercializzarli attenendosi ad un protocollo molto rigido. I prodotti geneticamente modificati che entrano in Europa devono essere infatti, etichettati quando contengono una quantità superiore allo 0,9 % di geneticamente modificati ( la percentuale è da intendersi per ogni singolo componente del prodotto) ed è obbligatorio conservare questi dati sull’origine, composizione e destinazione dei prodotti per cinque anni. C’è da dire che non tutti i prodotti di questo genere sono autorizzati. Quelli autorizzati sono all’incirca una ventina e cioè colza, mais e soia.

Molti ritengono questi prodotti geneticamente modificati pericolosi per la salute dell’uomo ma in realtà non esistono ancora studi scientifici che confermano questi dubbi. Solo alcune ricerche hanno dimostrato l’esistenza di modificazioni fisiologiche, peraltro reversibili dopo aver sospeso il consumo.

La preoccupazione maggiore tuttavia riguarda le conseguenze negative sull’ambiente. Secondo alcune ricerche condotte da Greenpeace i campi geneticamente modificati vicini a quelli naturali possono “contaminarli” senza che nessuno si accorga dell’accaduto. In questo modo il consumatore potrebbe trovarsi ad acquistare un prodotto che considera naturale quando in realtà,a d insaputa di tutti, è un OGM. Sebbene i risultati di queste ricerche siano oramai noti a tutti, nessun Paese che coltiva organismi geneticamente modificati ha preso delle misure per distanziare e isolare i campi “modificati” da quelli naturali ma del resto, non esistono nemmeno leggi che regolino questo aspetto.

Solo la Russia ne ha proibito coltivazione e introduzione sul territorio nazionale.

Etichettatura degli alimenti OGM

Non basta chiedersi cosa sono gli OGM, perchè poi è necessario capire dove sono. Essi sono oramai molto diffusi ma non molto apprezzati dai consumatori, almeno a livello psicologico, tant’è che spesso si intraprendono della campagne per sollecitare il NO a consumare prodotti che li contengano, perché considerati poco genuini o salutari. A questo proposito i produttori che no ne fanno uso espongono con orgoglio l’etichetta “OGM free” (ossia senza organismi geneticamente modificati) sui propri prodotti.

Si tratta come accennato poco fa di una ostentazione di orgoglio nel no ricorrere a queste nuove tecnologie agroalimentari perché non è necessario indicarlo poiché potrebbe confonderci le idee e farci credere che tutti gli altri prodotti, sprovvisti di etichetta contengono organismi geneticamente modificati. Questa grande diffidenza nei confronti degli OGM ha costretto il mercato italiano a farne a meno. Come potrete ben notare infatti è molto difficile trovare tra gli scaffali del supermercato prodotti di questo tipo

Inoltre tenete presente che la presenza dell’etichetta “No OGM” non è una garanzia di qualità ma è piuttosto da ricondursi a una strategia di marketing. Quindi è opportuno controllare sempre l’etichetta del prodotto che vogliamo acquistare perché la legge prevede che gli ingredienti e la loro provenienza siano indicati chiaramente. Infatti potrebbe verificarsi che l’alimento non sia geneticamente modificato ma risulti comunque di provenienza incerta o dubbia.

Dal 18 aprile 2004 la legge ha stabilito che l’etichettatura OGM sia indicata in modo chiaro e visibile per consentire di avere informazioni sulla provenienza del prodotto che si sta per acquistare. Ricordiamoci inoltre che non sempre l’OGM è un fattore di rischio altrimenti ne sarebbe vietata la commercializzazione.

La legge prevede la segnalazione venga fatta scrivendo in modo visibile la dicitura “prodotto geneticamente modificato”. Accanto all’ingrediente transgenico deve essere scritta la sigla “OGM”. In questo modo devono essere trattati i prodotti confezionati mentre i prodotti transgenici sfusi devono essere segnalati da espositori o cartelli appositi.

Si consiglia di fare attenzione alla data di produzione del prodotto perché se è precedente al 18 -04-2004 potrebbe no riportare alcuna etichetta in quanto la legge no lo prevedeva. Non occorre etichettare il prodotto nemmeno se la quota geneticamente modificata è inferiore allo 0,9%.

I prodotti che possono contenere più facilmente elementi geneticamente modificati sono quelli ricavati dal mais e dalla soia,come la margarina, i cereali per la prima colazione e i dolci di vario genere come cioccolata e gelati.

Siti internet per sapere cosa sono gli OGM

In Italia non ci sono molti prodotti di questo tipo, ma ha comunque senso chiedersi cosa sono gli OGM per capire il rischi che ne derivano. Quelli che vengono immessi vengono spesso ritirati in seguito alle pressioni esercitate dalle leghe ambientali. Nonostante ciò i produttori continuano ad impegnarsi per produrre sempre alimenti di alta qualità. Cerchiamo di capire cosa offre il mercato e cosa troviamo in commercio nei supermercati.

  • Monsanto http://www.monsanto.it
  • Agronomico http://www.agronomico.com
  • Dowagro http://www.dowagro.com
  • Basf http://www.basf-italia.it
  • Syngenta http://www.syngenta.it


Una risposta

  1. emidal9

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