Peperoncino piccante

Da sempre molto apprezzato, è usato sia per dare sapore ai cibi che per cure di bellezza; le sue proprietà curative sono state a lungo studiate e oggi si può affermare che a giuste dosi il peperoncino deve far parte della dieta delle persone.
Storia del peperoncino
Il
peperoncino piccante ha una storia molto antica; la prima
testimonianza la ritroviamo nella biografia di Montezuma,
appartenente alla dinastia Azteca, che durante la sua prigionia,
trascorreva il tempo mangiando pietanze a base di peperoncino, in
compagnia delle sue concubine. In tempi più recenti, fu Cristoforo
Colombo ad importarlo dalle Americhe, e gli spagnoli lo introdussero
in Europa. Essendo considerato una spezia, ci si aspettava un
guadagno ben più cospicuo di quanto in realtà fu; infatti, molto
presto ci si accorse che si trattava di una pianta facilmente
coltivabile e adattabile a molti climi. Così chiunque poteva
piantare i suoi semi e usufruire del gusto, a differenza di altre
spezie molto costose e introvabili come cannella, e noce moscata.
Il nome Peperoncino deriva dal latino Capiscum, dove capsa significa scatola; infatti, questo frutto ha una forma molto simile ad una scatola contenente i suoi semi. Secondo altri invece il nome deriverebbe dal greco Kapto che significa mordere, riferendosi al piccante che “morde “ il palato quando si gusta. In Italia è chiamato peperoncino, mentre nei Paesi di lingua inglese e spagnola si chiama Chili, e in Portogallo e Spagna è soprannominato Aji o Ancho.
Principali specie di peperoncino
Nonostante siano numerosissime, le specie di peperoncino più usate e conosciute sono 5:
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Capsicum annuum: è la varietà quasi certamente più coltivata, comprende i peperoni dolci, il peperoncino usato in Italia, il peperoncino di Cayenna e quello messicano Jalapeno. Questa pianta ha un grosso arbusto a cespuglio, le sue foglie sono verdi e i fiori bianchi; il suo frutto è una bacca con forme e grandezze diverse. La polvere che deriva da questa specie di peperoncino è la famosa Paprika.
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Capsicum baccatum: all’interno di questa specie, la varietà più nota è quella dei peperoncini Aji, frutti dal colore rosso e giallo, provenienti dalla Bolivia e dal Perù. Il grado di piccantezza è medio.
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Capsicum chinense: questa varietà comprende i peperoncini più piccanti al mondo, gli Habanero provenienti dall’America del sud, con una forma arrotondata, rossi o arancioni e un sapore oltre che piccante leggermente fruttato.
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Capsicum frutescens: seguono i chinense per piccantezza e tra la varietà più famosa ricordiamo il tabasco. I peperoncini tabasco, originari del continente americano e di una parte dell’Asia, hanno una forma allungata, un colore rosso vivo e sono ricchi di succo. La nota salsa tabasco è realizzata facendo macerare per tre anni i peperoncini insieme al sale, all’interno di botti di quercia. Trascorso questo periodo viene aggiunto dell’aceto e il tutto poi è filtrato e imbottigliato.
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Capsicum pubescens: è la specie che si differenzia maggiormente dalle altre poiché i suoi semi sono di colore molto scuro, i fiori hanno un colore violaceo, le foglie sono pelose e la pianta può raggiungere grandi dimensioni La varietà più nota è chiamata in Messico Manzano e in Perù, Cile e Ecuador, Rocoto. Il frutto ha un colore rosso vivo e la sua forma è simile ad una mela, ma il gusto è molto piccante.
Perché il peperoncino è piccante
Il peperoncino, di qualunque varietà sia, contiene Capsaicinoidi e capsaicina, sostanza chimiche, principali responsabili del grado di piccantezza di questa spezia.
La capsaicina provoca la
sensazione di bruciore proporzionalmente alla sua quantità
all’interno del seme.
Quando si mangia qualcosa
di particolarmente piccante, sembra che la bocca prenda fuoco, ma si
tratta solo di una sensazione perché in realtà la temperatura
dell’orifizio rimane uguale a prima; anche quando la capsaicina
viene espulsa dal corpo tramite defecazione, la sensazione è di
intenso bruciore, ma è sempre e solo un’idea che noi abbiamo perché
nemmeno i recettori dell’ano vengono alterati.
Questa sostanza interagisce esclusivamente con alcuni termorecettori presenti nella bocca, nell’ano e nello stomaco chiamati VR1 e VRL1, che segnalano al cervello l’innalzamento della temperatura, oltre i 43°, e li attiva come se avvenisse un reale aumento di temperatura nel corpo; a questo punto il cervello invia il segnale di bruciore.
La fase di intenso “piccare” dura qualche minuto, e lascia spazio ad una sensazione di benessere innescata dal fatto che il dolore causato dalla capsaicina, produce nel cervello le endorfine, sostanze naturali che attenuano il dolore e regalano sensazioni piacevoli.
Cosa fare per diminuire la sensazione di bruciore del peperoncino
Solitamente dopo aver ingerito qualcosa di particolarmente piccante, soprattutto se si è poco abituati, le persone istintivamente bevono acqua, senza avere però alcun effetto benefico, perché i capsocinoidi non sono solubili in questo liquido. È consigliabile quindi mettere in bocca un pezzo di pane, bere del latte, o assumere olio, grassi o super alcolici, nei quali la sostanza piccante si scioglie, e la sensazione di fuoco in bocca si allevia!
Coltivazione del peperoncino
Il peperoncino è una
pianta che può essere coltivata ovunque, sia in un vaso su un
terrazzo, che nell’orto. Solitamente produce numerosi frutti
(peperoncini), l’importante è ricordarsi che sono piante che amano
il caldo e non il freddo, per questo motivo anche nell'Italia
Settentrionale è possibile coltivare peperoncino, avendo però
l’accortezza di tenerlo in casa o in serra durante l’inverno. Il
terriccio della pianta deve essere sempre umido e quindi va
annaffiato costantemente cercando di non creare ristagni nel vaso o
nella terra.
La semina del peperoncino deve avvenire tra gennaio e marzo e la raccolta dei suoi frutti sarà in estate e autunno. Se si vuole ottenere un frutto più piccante qualche giorno prima di raccogliere i peperoncini bisogna diminuire o cessare l’irrigazione. Una volta raccolte, le bacche del peperoncino possono essere consumate fresche, essiccate o sott’olio.
Salute e peperoncino
A differenza del pepe, che notoriamente non fa molto bene alla salute, il peperoncino ha molte proprietà benefiche.
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Favorisce la secrezione di succhi gastrici e la digestione; in alcune regioni del sud viene preparato un infuso digestivo a base di camomilla, peperoncino e miele da offrire ai commensali dopo un abbondante pasto.
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Aiuta i postumi di una sbornia; in questo caso verrà preparato un infuso a base di assenzio e tintura madre di peperoncino.
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Ha ottime proprietà di vasodilatatore e anticolesterolo, in più aiuta i capillari a rimanere elastici e permette l’ossigenazione del sangue.
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In caso di artriti e reumatismi, il peperoncino fatto macerare nell’alcol e poi usato come impacco sulle parti doloranti, aiuta ad alleviare il dolore.
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È un potente anti-cancro perché possiede vitamina C che rafforza le difese immunologiche contro le degenerazioni tumorali.
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La medicina ayurvedica e quella Cinese sostengono che il peperoncino sia un ottimo rimedio contro depressione e inappetenza perché stimola lo spirito e il sangue.
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Ha poteri decongestionanti e antinfiammatori, quindi andrebbe usato in caso di laringiti raucedini e tossi.
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Il peperoncino previene infarti e malattie cardiovascolari e un uso costante abbassa il colesterolo, e rafforza arterie e cuore; questo perché il suo seme possiede molti acidi insaturi che puliscono i vasi sanguigni.
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Essendo ricco di vitamina E, considerata la vitamina della fecondità e della potenza sessuale, il peperoncino è un ottimo afrodisiaco.
Quando il peperoncino è da evitare
Pur avendo molti poteri,
il peperoncino va evitato:
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nei bambini, perché è meglio attendere i 12/13 anni
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quando si soffre di acidità di stomaco, ulcera, epatite, cistite ed emorroidi
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un uso eccessivo può irritare mucose intestinali, stomaco e reni
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in caso di arrossamenti cutanei sono sconsigliati impacchi esterni
Il peperoncino come promotore di bellezza
Negli ultimi anni,
esperimenti e studi hanno sottolineato anche il ruolo positivo del
peperoncino nei trattamenti di bellezza, e in modo particolare per:
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Acne
una maschera facciale a base di peperoncino e argilla aiuta a mantenere la pelle giovane e fresca, impedendo alle impurità di depositarsi sul viso.
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Capelli spenti e opachi
mangiare peperoncino e usare lozioni a base di alcol e peperoncino (frizionato poi sui capelli due volte al giorno), aiuta ai capelli a ritrovare splendore.
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Cellulite
fanghi a base di argilla e peperoncino in polvere sono ottimi per impacchi e cataplasmi nelle zone del corpo maggiormente adipose.
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Cura del corpo e del viso
i massaggi effettuati sul corpo con olio e peperoncino aiutano a regalare vitalità corporea e a coadiuvare gli allenamenti degli sportivi.
Peperoncino sì o peperoncino no?
La polemica è scoppiata
qualche tempo fa, quando alcuni medici hanno definito questa spezia
il “nemico” della prostata. Ma non tutti sono d’accordo, e ci sono
studi favorevoli sul suo uso ed altri invece contrari.
C’è chi sostiene che il peperoncino non è dannoso, perché è un
antibiotico naturale e allontana i germi dall’organismo. Può essere
sconsigliato in caso di infiammazioni delle mucose, per esempio in
presenza di ulcera, perché può peggiorare i sintomi e il problema.
Per tutti gli altri casi, la d.ssa Stefania Piloni (ginecologa e
docente di medicina naturale all’università di Milano), sostiene si
tratti di una sostanza benefica che svolge azione antibatterica e
antisettica perché depura e allontana i germi dall’organismo,
funzionando come una sorta di antibiotico naturale. In più ha
un’ottima azione carminativa perché aiuta a combattere i fenomeni di
gonfiore addominale e di accumulo di gas intestinale.
Il peperoncino ha poi
proprietà antiossidanti, aiuta cioè a combattere i danni provocati
dall’invecchiamento nei confronti di cellule e tessuti; contiene
anche numerose vitamine e minerali che stimolano la produzione di
succhi gastrici e favoriscono la digestione. Infine migliora la
circolazione e aumenta l’afflusso di sangue ai genitali. Anche la
medicina naturale sfrutta le proprietà del peperoncino l’importante
è non utilizzarlo in caso di uretriti e prostatiti ricorrenti.
A sostenere, invece, la tesi della dannosità del peperoncino c’è,
per esempio, Vincenzo Mirone, presidente della società italiana di
andrologia e docente di Urologia all’università di Napoli. Gli
ultimi studi hanno dimostrato che la capsicina contenuta nel
peperoncino ha una potentissima azione pro-infimmatoria a livello
prostatico e stimola le fibre nervose dolorifiche di quest’area.
In oltre il peperoncino può causare la contrazione della muscolatura
della zona, ostruendo il flusso urinario, con il conseguente
risultato di disturbi urinari e forte dolore. Se l’infiammazione
persiste possono comparire prostatiti croniche che a lungo andare
potrebbero trasformarsi in tumori alla prostata.
Per questo motivo si ritiene che ridurre il consumo di peperoncino, così come altre sostanze irritanti per la prostata (birra, superalcolici, caffè, insaccati) possa essere un’utile forma preventiva. Secondo questi studi, il consumo di peperoncino va ridotto anche per diminuire e prevenire i disturbi alle emorroidi, e in caso di cistiti e uretriti.
Comunque come tutti gli alimenti non è né esclusivamente dannoso, né unicamente benefico, e quindi il suo consumo un paio di volte la settimana consente di sfruttare gli effetti benefici, senza compromettere la salute.
Link a siti web utili per saperne di più sul peperoncino
Accademia del peperoncino
www.peperoncino.org
sito di un gruppo di appassionati che ha dato origine ad
un’accademia del peperoncino dove si possono trovare informazioni su
arte, cultura, gastronomia, coltivazione, medicina e tradizione,
legate a questa celebre pianta.
Elicriso
http://www.elicriso.it/aromatiche/peperoncino/peperoncino.htm
portale della rivista sull’ambiente e la natura; tra le varie
rubriche prende in considerazione le piante aromatiche e spezie,
peperoncino compreso.
Scienza on line
http://www.scienzaonline.com/botanica/peperoncino.html
sito internet che parla di varie sostanze naturali, e tra queste
anche del peperoncino e delle sue proprietà.